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“Il tentativo di sanatoria edilizia dell’era Musumeci sarà un ulteriore scempio per i centri storici siciliani. Abbiamo il dovere di fermare questa maxi speculazione edilizia ancor prima che il Governo nazionale impugni la norma, qualora venga approvata. Del resto ho io stessa depositato un emendamento che cancellando la scellerata norma sui centri storici introdotta nel 2019 e già all’esame della Consulta, sbloccherebbe la contrapposizione fra organi istituzionali e ci consentirebbe di raggiungere l’obiettivo di una nuova pianificazione ragionata dei nostri centri storici”.
A dichiararlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo che, torna a ribadire il no del Movimento 5 Stelle alla sanatoria edilizia proposta dal governo musumeci. “La sanatoria – spiega Campo – creerebbe ancora maggiore spopolamento e abbandono dei centri storici. Servono invece norme utili a favorire la rigenerazione e il recupero urbano, sui borghi rurali, sul riutilizzo dei grandi immobili pubblici e privati ricadenti nel cuore delle nostre città, sull’auto-recupero degli immobili non di pregio, sul sostegno alle cooperative di quartiere e su decine di altre innovative, e ragionevoli, forme di moderna urbanizzazione. A tal proposito, per superare lo stallo creatosi in merito alla modifica della legge sul recupero del patrimonio edilizio dei centri storici, che vede contrapposto il Consiglio dei ministri all’Assemblea regionale siciliana e oggi ancora al giudizio della Corte Costituzionale, ho presentato un emendamento al ddl in materia di edilizia attualmente all’esame della commissione quarta al fine di modificare la norma impugnata, dal momento che, come si legge nell’impugnativa, la stessa “si pone in contrasto con le norme del Codice dei Beni culturali e del paesaggio che sanciscono la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione e che riservano alla competenza esclusiva dello Stato la materia dei beni culturali”.
“In questa prospettiva, aggiungo, abbiamo presentato anche un ulteriore ddl, denominato ‘cooperative di rigenerazione urbana’ che va, anch’esso, nella direzione di una riqualificazione ordinata, articolata e omogenea, grazie ai principi dell’autorecupero associato. Questo ddl che prevede contributi concessi in annualità costanti attraverso mutui agevolati per immobili ubicati nei centri storici di cui si abbia la piena proprietà sommato ad esempio al bonus del 110 per cento sulle ristrutturazioni messo in campo dal governo nazionale, sarà una boccata d’ossigeno per il recupero degli immobili di pregio” – conclude Campo.

“Dopo le miserie che l’inchiesta palermitana sulla sanità ci ha regalato nei giorni scorsi, nessuna furbizia politica è più tollerabile.
I commissariamenti in atto nelle Aziende sanitarie vanno risolti nominando, secondo procedure trasparenti, direttori e dirigenti. Sostituire un commissario con un altro, come si pensa di fare con la ASL di Agrigento, magari sperando di trarne utilità in vista delle future amministrative, è inaccettabile.”
Lo dichiara il Presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava.
Ma il presidente Fava, più volte invitato ad intervenire sulle scempio sanitario avvenuto all’Asp di Siracusa, vedi la morte del Direttore del Parco Archeologico Calogero Rizzuto sulla quale si sono interessati i media nazionali, continua a non intervenire e a stare zitto.
Forse per Claudio Fava tutto ciò che è accaduto e denunciato a Siracusa rientra nella normalità.

Il Comune di Palermo impiegherà i percettori del reddito di cittadinanza in attività utili alla collettività. I Puc (Progetti utili alla collettività) erano stati già definiti a febbraio ma sono stati bloccati dal Ministero del Lavoro per l’emergenza coronavirus.Palermo si prevede di coinvolgere circa 12.500 persone, che provengono da famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza (che in totale sono 27.000).

Saranno impiegati per un tempo che va dalle 8 alle 16 ore settimanali in:
– gestione mercatini
– gestione musei e spazi culturali
– gestione aree verdi
– gestione spiagge
– interventi straordinari di pulizia “leggera” di alcune aree della città.

Lo afferma il deputato regionale l’On. Carmelo Pullara capogruppo Popolari e Autonomisti all’Ars che ha incontrato, per discuterne, una delegazione del Movimento Partite Iva Italiane Unite.

“In questo particolare momento di necessario rilancio e sostegno -dichiara Pullara – è quanto mai necessario venire incontro ai titolari di bar, pub, ristoranti, gelaterie ed esercizi commerciali similari dando loro la possibilità di estendere, gratuitamente, l’attività di ristorazione su piazze e marciapiedi, favorendo un importante settore commerciale della nostra regione che oggi si trova in grande difficoltà.

In questi giorni ho incontrato -aggiunge Pullara- la Responsabile Regionale del Movimento Partite IVA Italiane Unite, Cristina Puglisi Rossitto in compagnia del coordinatore del comune di Licata Elia Di Prima e stabilendo un percorso di collaborazione sul “fare”, mi hanno sollecitato a farmi portavoce chiedendo al Presidente della Regione, nonché al competente Assessore Regionale alle attività produttive, di proporre all’ANCI, in rappresentanza dei Comuni Siciliani, oltre che l’immediata estensione del suolo pubblico da concedere alle attività commerciali, Ristoranti, Bar, Pizzerie, Gelaterie etc. anche l’anticipazione della ZTL al 1 Giugno per favorire il rilancio del settore.

Rendere disponibili i luoghi pubblici, le piazze, i marciapiedi, le strade e i vicoli, dove poter sistemare tavolini e sedie, estendendo così la superficie commerciale concessa, aiuterà gli esercizi di ristorazione nel rigoroso rispetto delle misure di distanziamento sociale e a non chiudere e a mantenere la propria quota di clienti per il maggior numero di posti a sedere.

La sicurezza pubblica -aggiunge Pullara- rimane sempre la massima priorità, ma la misura sosterrebbe e aiuterebbe gli esercizi di ristorazione a lavorare e a conservare posti di lavoro e mantenere vive le piazze e le strade di numerosi centri storici siciliani, spingendo i cittadini a riprendere la consuetudine dei consumi al ristorante o nei bar.

Si tratta di provvedimenti -conclude Pullara- che, unitamente alla sospensione del canone per l’occupazione di spazi e di aree pubbliche e alla deroga di limiti per le dimensioni dei plateatici darebbero ossigeno a migliaia di lavoratori e piccoli imprenditori siciliani.

Sono certo che i tre attori cui chiedo di interessarsi ed adoperarsi, porgendo le idee che provengono da sinergie, Presidente della Regione, Assessore Regionale alle attività produttive, ANCI, non avranno difficoltà a trovare il necessario raccordo per andare incontro alle necessità di un comparto che richiede rilancio e sostegno. Questa è la politica del fare con l’attenzione al territorio nel segno di un regionalismo maturo e fattivo non assistenzialistico, che può trovare sinergie con i movimenti che mettono a base temi specifici e concreti di categorie produttive.”

“Ci auguriamo che il governo Musumeci, finalmente, si ricordi di stabilizzare i catalogatori regionali: quasi 400 unità di personale, tutti lavoratori altamente specializzati, selezionati con procedura concorsuale e in attesa di transitare nei ruoli dell’assessorato regionale dei Beni culturali, settore nel quale già lavorano. Anzi, sarebbe il caso di dire che i Beni culturali si reggono su queste persone”.

Lo chiede la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Roberta Schillaci. “Si attende ancora di applicare la legge regionale 24/2007 – ricorda Schillaci – che prevede proprio la stabilizzazione di questo personale addetto alla catalogazione. La condizione richiesta dalla legge, ovvero che si verifichino le condizioni formalizzate dal piano triennale del fabbisogno del personale, è stata soddisfatta in seguito alla delibera di giunta 361/2019. Anche l’attività di catalogazione è stata definita strategica nel 2018 con nota del dipartimento dei Beni culturali. C’è da ricordare che assumendo direttamente questo personale la Regione risparmierebbe quasi 1,4 mln € ogni anno. Non dovrebbero quindi esserci più scuse per dare finalmente una svolta conclusiva alla vicenda di questi lavoratori, che attendono risposte da 13 anni”, conclude la deputata, che si rivolge anche al nuovo assessore ai Beni culturali affinché “intervenga con i necessari provvedimenti senza perdere altro tempo, dimostrando che veramente tra i suoi intendimenti c’è quello di proseguire l’opera avviata dal compianto Tusa, come ha dichiarato”.

Rubavano di tutto, cavi di rete, batterie, autovetture e rame.

Una lunga e complessa indagine che ha portato alla individuazione di una banda che da anni era riuscita a provocare un forte allarme sociale.

In carcere 8 persone, 3 agli arresti domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’associazione criminale aveva due basi operative, una a Partinico e l’altra a Camporeale, in provincia di Palermo. Il bacino di “utenza” le province di Agrigento, Trapani e Palermo.

Nel corso delle indagini è emerso anche che uno degli arrestati dovrà rispondere del reato di atti sessuali con minore. Di fatto accompagnava a casa del proprio figlio, posto agli arresti domiciliari, una giovanissima 14enne per consumare rapporti sessuali.

L’assessorato regionale alla Salute, punta a riaprire «in sicurezza» ambulatori e ospedali ai pazienti oggetto di patologie non covid. È stata inviata alle strutture sanitarie una circolare firmata dall’assessore Razza e dai dirigenti generali dei dipartimenti Pianificazione strategica, Mario La Rocca, e Attività sanitarie, Maria Letizia Di Liberti.

Una ripresa monitorata e le eventuali rimodulazioni in corso dipenderanno anche dall’impatto delle misure e dall’andamento della curva epidemiologica.

Ovviamente, sono state tracciate procedure ben precise per innalzare i contagi.

Ecco alcune delle indicazioni. Potranno ripartire da domani negli ospedali e nelle Asp le prestazioni ambulatoriali, visite ed esami, con prescrizione medica contrassegnata con la
lettera D (differibile). Per le prescrizioni P (programmabili) si dovrà aspettare per altre cinque settimane tranne che le aziende sanitarie riescano ad erogarle prime nel rispetto
dei protocolli. Si dovrà dare precedenza ai pazienti con malattie croniche o rare e si chiede di rinviare di un mese gli interventi chirurgici ambulatoriali differibili.

Si potrà accedere in struttura solo 15 minuti prima dell’appuntamento per ridurre le persone in attesa. Paziente ed eventuale accompagnatore devono indossare sempre
la mascherina e dovranno sottoporsi a specifiche verifiche. Il giorno prima i pazienti dovranno essere chiamati per un triage telefonico anche su eventuali sintomi Covid.

I pazienti fragili dovranno accedere ad ambienti dedicati per evitare contatti con altri malati. Si dovranno sempre effettuare adeguate sanificazioni tra un paziente e l’altro. Le
aziende sanitarie potranno anche sperimentare visite ed esami serali.

Chi arriva al pronto soccorso deve essere accolto dal personale fornito da dispositivi di sicurezza adeguati e deve indossare la mascherina e disinfettare le mani prima di
entrare nel pre-triage attivato per intercettare eventuali pazienti Covid. Nei casi non sospetti si può accedere al triage del pronto soccorso mentre chi è sospetto dovrà seguire
uno speciale percorso dedicato e deve sempre essere considerato positivo anche se non ancora accertato. Il
paziente in attesa dell’esito di test e tamponi aspetterà nelle «aree grigie» di isolamento.

I ricoveri devono avvenire rispettando i protocolli di sicurezza, distanziamento, sanificazione e aerazione degli ambienti. Sarà consentito l’accesso ad un solo visitatore alternato per paziente al giorno con mantenimento di adeguati dispositivi di protezione, distanze e tempi limitati. Ai visitatori che dovranno sempre indossare la mascherina
chirurgica sarà controllata la temperatura e verificati eventuali sintomi.

“A ventotto anni dall’eccidio di Capaci è sempre viva la figura di Giovanni Falcone. Da magistrato scrupoloso qual era, Falcone con la sua attività d’indagine riuscì a far condannare, finanche in Cassazione, i boss di cosa nostra”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana “Del giudice Falcone – continua Lo Curto – ricordo anche lo spirito riformatore che contrassegnò la sua attività al servizio del ministero della Giustizia: fu infatti l’ispiratore delle misure adottate nel 1991 sulla carcerazione cautelare aggravata, sull’ausilio dei collaboratori di giustizia e sulla istituzione della Procura nazionale antimafia. Sono convinta – aggiunge Lo Curto – che un uomo vive ancora se continua a darci una guida nella nostra opera quotidiana: Giovanni Falcone ci ha insegnato che la pratica della legalità e della trasparenza non deve essere un’arida osservanza delle leggi, ma un fatto culturale che appartiene per essere liberi e progredire”.

Pasticcerie, panifici, tabacchi e mercati del contadino potranno svolgere la loro attività anche le domeniche e i giorni festivi – Lo chiarisce la circolare n. 19 del DRPC Sicilia interpretando per omogeneità di contenuti l’art.10, comma 1 dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 che escludeva dall’obbligo di chiusura al pubblico solamente “le farmacie, le edicole, i bar, la ristorazione e i fiorai”.

Esercizi commerciali in luoghi turistici e in luoghi di culto – I Sindaci possono disporre con proprie ordinanze, nel rispetto degli obblighi di distanziamento interpersonale e di tutte le misure di prevenzione del contagio, l’apertura al pubblico durante la domenica e giorni festivi degli esercizi commerciali che si trovano nelle località turistiche e in luoghi di culto. Fanno eccezione i supermercati e gli outlet per i quali continua a valere l’obbligo di chiusura.

Scuole di danza, Parchi avventura e Parchi acquatici potranno rimanere aperti anche la domenica e i giorni festivi. Lo chiarisce la circolare n. 19 che considera tali attività assimilabili ad attività sportive riconducendo la loro disciplina a quella indicata dal DPCM del 17 maggio 2020 e alle prescrizioni delle circolari del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico prot.16255 del 3 maggio 2020 e prot. 19361 del 21 maggio 2020. Tutte le attività in oggetto dovranno, ovviamente, essere svolte nel rispetto delle prescrizioni necessarie al contenimento del COVID.

Teatri, cinema, sale concerto – Secondo quanto previsto dal DPCM 17 maggio 2020 l’attività di spettacolo riprenderà il 15 giugno con il limite massimo di 200 spettatori per singola sala per gli spettacoli che si svolgono in luoghi chiusi e 1000 spettatori per gli spettacoli all’aperto. A tal proposito la circolare n. 19 chiarisce che per quanto riguarda la Regione Siciliana il numero di 200 persone si riferisce esclusivamente agli spettatori, restando escluso tutto il personale funzionale all’attività di spettacolo (maschere, attori, musicisti, tecnici, operatori, etc…).

Esenzioni dalla quarantena obbligatoria – Tra le categorie dei soggetti esenti dall’obbligo della quarantena va assimilato anche il personale dei ruoli dell’Avvocatura Generale dello Stato e delle Avvocature Distrettuali dello Stato. Si ricorda al proposito che l’art.19 dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 prevede che sono esonerati dall’osservanza degli obblighi di cui all’articolo che precede gli appartenenti alle seguenti categorie …. gli“b) appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al Corpo dei Vigili del fuoco, il personale dei ruoli della Magistratura, i titolari di cariche parlamentari e di governo”.

Uso della mascherina – Quanto all’uso della mascherina la circolare ribadisce che si tratta di “un dispositivo di protezione individuale e che il suo uso è un segno di rispetto per le persone che ci circondano. Portarla sempre con sé, anche nei luoghi all’aperto, e indossarla quando non si può garantire una distanza interpersonale idonea a proteggere dal rischio del contagio, è un obbligo”. Pertanto, l’uso della mascherina (che copra naso e bocca) è previsto nei luoghi pubblici e nei locali dove, così come si legge anche all’art.3 del DPCM del 17 maggio 2020 – “non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza” interpersonale, ad esempio nei mercati, strade affollate, bar, etc..

E’ obbligatorio avere la mascherina sempre con sé ed immediatamente disponibile per indossarla ogni qualvolta non sia possibile mantenere adeguata distanza da altri soggetti.

A titolo esemplificativo, quindi, se si percorre una strada isolata non è necessario indossarla, mentre in una strada frequentata è obbligatorio.

Per quanto riguarda l’uso durante l’attività motoria si ricorda che l’ordinanza n.21 prevede che tale attività debba essere effettuata rispettando il distanziamento di due metri senza l’uso di mascherina che, invece, deve essere indossata al termine in caso di sussistenza delle circostanze sopra riportate. Infine, si ricorda che l’utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca non è obbligatorio per i bambini al di sotto dei sei anni e per le persone con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso.

Arrivano alcuni chiarimenti delle disposizioni contenute nell’ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dello scorso 17 maggio. Le novità, contenute in una circolare firmata oggi dal capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, riguardano: uso della mascherina; pasticcerie, panifici e tabacchi; teatri; esercizi commerciali in luoghi turistici e di culto; scuole di danza, Parchi avventura e Parchi acquatici.

Avvocati dello Stato

L’art.19, co.1 lett.b) dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 prevede che “sono esonerati dall’osservanza degli obblighi di cui all’articolo che precede gli appartenenti alle seguenti categorie ? “b) appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al Corpo dei Vigili del fuoco, il personale dei ruoli della magistratura, i titolari di cariche parlamentari e di governo”. A dette categorie, e segnatamente a quella del personale dei ruoli della magistratura, va assimilata – quanto all’esonero dall’osservanza dell’obbligo di isolamento – quella del personale dei ruoli dell’Avvocatura generale dello Stato e delle Avvocature distrettuali dello Stato.

Teatri

L’art.1, co.1 lett.m) del Dpcm del 17 maggio 2020 prevede che “gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”. Premesso quanto sopra, sono pervenuti alcuni quesiti in ordine alla circostanza se nel numero delle 200 persone indicato dal Dpcm debbano essere ricompresi o meno anche gli operatori e i lavoratori delle suddette sale. Tenuto conto dell’imminente inizio della stagione estiva e della sostanziale residualità degli spettacoli da svolgersi in luoghi chiusi, si chiarisce che nel territorio ella Regione Siciliana, con l’espressione “200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”, si intendono esclusivamente gli spettatori, fermo restando il rispetto delle regole di distanziamento interpersonale.

Anche la televisione andrà a supporto della didattica a distanza, trasmettendo ore di lezione dedicate agli studenti dell’ultimo anno del primo e del secondo ciclo di studi. L’Assessorato Regionale all’Istruzione ed alla Formazione Professionale, infatti, nell’ambito di un protocollo di rete con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, ha predisposto una programmazione didattica, “La scuola in tv”,da trasmettere attraverso lo strumento televisivo, per raggiungere quanti si trovino in condizioni di particolare disagio economico o, comunque, famiglie sprovviste di un numero di dispositivi informatici individuali.

«E’ un’ulteriore iniziativa – sottolinea il governatore Nello Musumeci – che la Regione ha messo a disposizione degli studenti siciliani, in un momento di particolare criticità per il sistema scolastico. In questo modo vogliamo garantire a tutti i nostri ragazzi pari opportunità nell’accesso alla teledidattica, aiutandoli così nella prosecuzione del loro apprendimento».

«Grazie ad una tempestiva risposta da parte dell’USR e su iniziativa di questo Assessorato – dichiara l’assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla – i docenti entreranno nelle case dei nostri studenti anche attraverso la televisione. Si tratta di un ulteriore strumento a sostegno della didattica a distanza che si aggiunge alle numerose iniziative di questo governo che hanno portato alla distribuzione alle scuole di dispositivi informatici individuali e all’acquisto di schede per il traffico dati, da destinare soprattutto agli alunni con maggiori difficoltà economiche. Abbiamo ritenuto, quindi, che fosse necessario poter utilizzare un ulteriore mezzo di comunicazione, presente in ogni casa, per raggiungere in particolare coloro che si accingono a concludere il ciclo di studi. Questi potranno godere di ulteriori lezioni di didattica, utili a ripassare i programmi d’esame, a recuperare competenze o ad approfondire tematiche di base. Una misura che risponde, in modo particolare, alle esigenze delle famiglie più numerose e, magari, con un numero di dispositivi non sufficiente a garantire le diverse e impegnative attività scolastiche a distanza che coinvolgono i loro figli».

«La didattica a distanza ha consentito in questi mesi la prosecuzione del percorso di apprendimento – dichiara il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Stefano Suraniti – e ha contribuito, con le opportune declinazioni, a mantenere vivi la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza. Il Ministero dell’Istruzione e la Regione Sicilia hanno stanziato per le scuole siciliane somme consistenti al fine di mettere a disposizione degli studenti meno abbienti dispositivi digitali per la fruizione della didattica a distanza. Ringrazio l’Assessorato Regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale per un’iniziativa che ha l’obiettivo di rafforzare le azioni di sistema relative alla didattica a distanza. Abbiamo raccolto, come Ufficio Scolastico l’invito a una proficua collaborazione, con la finalità dell’erogazione di attività formative  mediante l’utilizzo del mezzo televisivo, raggiungendo così tutte le fasce della popolazione scolastica, es. famiglie con numerosi figli o con problemi di connettività, e garantendo l’inclusione e il diritto all’istruzione. E’ risultato determinante e un valore aggiunto il contributo dei docenti per la costruzione delle video-lezioni con un efficace impatto comunicativo”.

I contenuti delle video-lezioni saranno organizzati per aree disciplinari ed, in particolare, le lezioni per il primo ciclo tenderanno al rafforzamento delle competenze di base, area linguistica e logico – matematica, anche in riferimento alle criticità̀ rilevate dai risultati degli ultimi test Invalsi. Le lezioni per le scuole medie e gli istituti superiori, invece, saranno organizzate su discipline comuni alle diverse tipologie dei percorsi formativi, quindi: italiano e storia, matematica, lingue straniere.

Le lezioni saranno trasmesse dall’emittente televisiva TRM HD (Canale 513 e 71) a partire da lunedì 25 maggio fino all’avvio degli esami di stato, e andranno in onda dal lunedì al sabato, dalle 15.00 alle 18.00. Gli stessi contenuti saranno inoltre disponibili sul sito internet dell’emittente televisiva e sulle pagine relative pagine ufficiali nei principali social network, il calendario delle lezioni sarà pubblicato sul sito del Dipartimento dell’Istruzione e della Formazione professionale e sul sito dell’Ufficio Scolastico Regionale. Per la realizzazione delle lezioni hanno collaborato gli istituti scolastici: IC Calvino di Catania, IPSEOA Federico II di Enna, IC Pirandello S.G.Bosco di Campobello di MazaraIIS Verona-Trento di Messina, IPSASR Federico II di Enna, IIS Mottura Caltanissetta, IIS Arangio-Ruiz di Augusta , IC Francesco Giorgio di Licata, IS Verga di Modica e il Liceo Classico Garibaldi di Palermo.