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A San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo, è accaduto che quattro minorenni e un giovane di 21 anni hanno rubato diverse volte nella scuola media “Riccobono”, e hanno registrato un video delle loro prodezze. Ecco perché i Carabinieri hanno denunciato i cinque, imputandoli dei furti nella scuola. Ad un altro giovane, di 26 anni, si contesta invece il reato di ricettazione. Due di loro, un minorenne e l’altro di 21 anni, sono stati bloccati in flagranza di reato intenti ad entrare nella scuola. Durante le indagini, grazie al video, sono emerse le responsabilità degli altri tre minorenni, che avrebbero commesso altri furti lo scorso luglio. Il 26enne risponde di ricettazione perché sorpreso in possesso di un computer e di due casse acustiche rubate nella scuola. La refurtiva è stata restituita al preside.

Sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana è stato pubblicato il “Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, a fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”. In proposito interviene il presidente della Regione, Nello Musumeci, che commenta: “Finalmente anche la Sicilia, dopo quasi 30 anni, ha il suo Piano regionale per l’amianto. E’ un importante strumento di pianificazione, che adesso è pienamente operativo. E’ un’efficace risposta ai Comuni siciliani, in affanno per l’enorme quantità di materiale pericoloso presente sui propri territori. Ora spetterà proprio ai Comuni realizzare o implementare i propri Piani comunali per arrivare prima possibile al censimento, alla mappatura completa e, quindi, alla successiva bonifica delle aree interessate”.

“Si è finalmente risolta la paradossale vicenda dei dipendenti regionali andati in pensione e richiamati in fretta e furia in ufficio: con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge 22 del 3 agosto, che abbiamo fortemente sollecitato, si evita quello che era ormai un pasticcio inutile e dannoso”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal. “La norma – spiegano Badagliacca e Lo Curto – conferma la validità della cancellazione dai ruoli dei dipendenti andati in quiescenza nel 2020, anche alla luce del fatto che il rientro in servizio sarebbe stato così breve da risultare addirittura inutile. Ringraziamo l’assessore Marco Zambuto e il capo di gabinetto Silvio Cuffaro per essersi adoperati, ma adesso è arrivato il momento di affrontare la riforma di tutta la pubblica amministrazione regionale per valorizzare i lavoratori e offrire servizi efficienti ai siciliani”.

“Arrivano 3 milioni di euro per i licei musicali”. L’annuncio è del deputato del Movimento 5 Stelle Rosalba Cimino, che dà notizia del decreto nato per supportare l’offerta formativa dedicata alle attività musicali, spiegando che per la Regione Sicilia andranno 311.614,45 euro. “Dal ministero dell’Istruzione arriveranno i soldi per l’ampliamento dell’offerta – spiega – con l’obiettivo di migliorare questo settore per i ragazzi che vogliono intraprendere questa strada. Per questo motivo per ciascun ufficio scolastico regionale nascerà un comitato tecnico scientifico incaricato di supportare e monitorare l’attivazione di queste attività”.

Il piano del Ministero, che coinvolge anche diverse scuole siciliane, su una graduatoria basata sul numero degli studenti iscritti agli ultimi tre anni dei licei musicali, prevede: l’ampliamento dell’offerta formativa dell’istituzione scolastica attraverso corsi extracurriculari a indirizzo jazzistico e nei nuovi linguaggi musicali;  l’attivazione di laboratori e di percorsi finalizzati alla produzione autoriale di testi e musica e alle dimensioni creative e produttive collegate all’universo digitale, la realizzazione di prodotti creativi inerenti al progetto formativo realizzato.

“Siamo davanti ad una quarta ondata. Lo dicono tutti i virologi e infettivologi, dipende da come si evolverà il post estate. Sappiamo benissimo che molti focolai divampano anche da cerimonie nuziali, da cerimonie di battesimi, lauree e cresime questo significa che chi dovrà comportarsi in maniera irresponsabile nel futuro accentuerà la corsa verso un colore di particolare disagio. Non se lo possono permettere neanche gli operatori economici che stanno respirando a pieni polmoni. Tutti gli alberghi sono pieni questa è una grande opportunità. Ricordiamo che i primi a pagare sarebbero i nostri operatori se si dovesse tornare alla chiusura o alle misure restrittive».

Lo ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci nel corso dell’inaugurazione di 17 nuovi posti letto in terapia intensiva all’ospedale Policlinico di Palermo conversando con i cronisti in merito alla situazione epidemiologica in Sicilia.

«Non mi preoccupa l’aumento di contagi. Mi induce ad occuparmene di più. Guai se ci dovessi preoccupare noi che gestiamo la pandemia. Siamo sempre in allerta, non ci siamo mai rilassati, non abbiamo mai abbassato la guardia. Sapevamo di questa evoluzione nei contagi, ancora non siamo in una zona di criticità, ma certamente se avessimo più vaccinati e più prudenza nella condotta singola e collettiva, noi non avremmo necessità di guardare all’autunno con particolare apprensione».

“L’introduzione dell’obbligo di GreenPass per l’accesso ad alcune attività e servizi credo che sia un buon strumento per stimolare i cittadini a vaccinarsi e creare una comunità più sicura.
Mi sembra però incomprensibile l’obbligo anche per le attività culturali all’aperto, per altro in contrasto con la “libertà” delle attività di ristorazione svolte sempre all’aperto.
Se è infatti comprensibile l’adozione di misure precauzionali più stringenti per le attività al chiuso dove maggiore è il rischio di contagio da persone positive, lo stesso non può dirsi per le attività all’aperto.
Mi auguro quindi che in sede di conversione del Decreto-legge, se non già prima con un autonomo provvedimento del Governo, si torni sui propri passi per evitare che una norma incomprensibile si trasformi nell’ennesima vessazione contro un settore, quello della cultura e dell’intrattenimento, che sta subendo danni enormi dalle limitazioni imposte dal Covid.”
Lo dichiara Marianna Caronia in merito alle nuove norme che entreranno in vigore domani

”Sono felice di annunciare ufficialmente l’adesione alla Lega, ai suoi valori e alle sue battaglie, della senatrice Valeria Sudano e dei parlamentari regionali Luca Sammartino (Catania), Giovanni Cafeo (Siracusa), Carmelo Pullara (Agrigento) e Marianna Caronia (Palermo). Grazie alla loro esperienza, nelle istituzioni e nei territori, la Lega proseguirà la sua crescita, costante ormai da mesi, con l’unico obiettivo di lavorare con sempre maggiore efficacia per il bene della Sicilia e dei Siciliani”.

Così il leader della Lega Matteo Salvini. “A queste adesioni – spiega il leader della Lega – ne seguiranno altre nei prossimi giorni, anche da parte di molti sindaci e amministratori in tutte le province, che si andranno ad aggiungere agli oltre 300 amministratori leghisti già al lavoro da tempo. Tornerò con gioia in Sicilia sia in questo mese di agosto che a settembre, in occasione della ripresa dei lavori dell’ARS, per presentare sia la nuova squadra della Lega, che passa da 3 a 7 componenti, che le nostre idee e proposte concrete su lotta alla mafia, giovani, lavoro, infrastrutture, cultura, agricoltura e futuro della Regione”. “Sono personalmente già al lavoro per candidature e squadre vincenti sia per le amministrative di ottobre che per le prossime comunali del 2022, con l’obiettivo primario di liberare Palermo dalla pessima gestione di Orlando e della sinistra”, conclude Salvini.

Adnkronos

Nuova emergenza rifiuti a Palermo. L’ammontare della spazzatura non raccolta è di circa 300 tonnellate, e in alcuni quartieri, tra Borgo Nuovo, Villaggio Santa Rosalia, Bonagia e Falsomiele, le strade sono invase da cumuli di immondizia. La condizione di maggiore tensione ricorre in via Villagrazia, dove i residenti hanno riversato su tutta la carreggiata i rifiuti come gesto di protesta. Soluzioni si attendono da un incontro oggi tra sindacati e l’amministratore unico di Rap, Girolamo Caruso, che afferma: “Stiamo organizzando servizi aggiuntivi con i privati. Per il recupero dell’arretrato serve la disponibilità dei sindacati”.

Proseguiranno fino a martedì 24 agosto gli “open days”, l’iniziativa voluta dalla Regione Siciliana per incentivare la campagna di vaccinazione contro il Covid 19. La decisione di implementare ulteriormente l’attività è stata presa dall’assessorato alla Salute, in considerazione dell’aumento di positivi al virus.
Le somministrazioni, che avverranno prevalentemente con i sieri Pfizer e Moderna, verranno effettuate in tutte le Aziende del Servizio sanitario regionale, compatibilmente con l’attività programmata dalle stesse per il mese in corso.

Il documento del Cts siciliano: “Ad oggi, il vaccino è l’unica arma efficace nella lotta contro la pandemia da Sars-CoV-2”. La Sicilia sarà divisa in quattro fasce di rischio. Tra i contagi aumenta il numero dei giovanissimi

Nello specifico, secondo il Cts, sono da collocare in zona ad “alto rischio” i comuni e le province in cui è elevato l’indice di contagio, maggiore di 250 casi su centomila abitanti, ma la copertura vaccinale è inferiore al 70 per cento di tutta la popolazione o inferiore all’80 per cento nella popolazione over 60.

La Sicilia, quindi, in base a questi nuovi parametri, condivisi dalla presidenza della Regione, sarà divisa in quattro fasce di rischio in base al numero di contagi associato alla percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale.

L’isola, attualmente, è tra le regioni con casistica giornaliera e tassi di incidenza settimanale più alti – ad oggi supera i 95 casi su centomila abitanti – sebbene permanga nella fascia più a basso rischio con rifermento all’occupazione dei posti letto. La progressiva estensione della campagna vaccinale, infatti, ha determinato una riduzione dell’ospedalizzazione, sebbene in uno scenario di diffusione crescente dei contagi.

La curva epidemica è sostenuta attualmente dalle fasce d’età giovanili, sia per la maggiore propensione alla mobilità e ai contatti interpersonali, sia perché tra i ragazzi si registrano attualmente i più bassi livelli di copertura vaccinale.

“È necessario accelerare i tempi per raggiungere un’elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione – scrive il Cts – per prevenire ulteriori recrudescenze di contagi, sostenute da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità e anche a causa della presenza di focolai causati dalla variante virale Delta”.

“È opportuno – scrive il Comitato presieduto da Salvatore Scondotto – rispettare misure e comportamenti corretti per limitare l’ulteriore diffusione della circolazione virale. Ad oggi, il vaccino è l’unica arma efficace nella lotta contro la pandemia da Sars-CoV-2, grazie alla riduzione della contrazione/trasmissione del virus, dello sviluppo di sintomaticità e/o malattia, della riduzione dell’ospedalizzazione e della mortalità ma, soprattutto, grazie al potenziale sviluppo di un’immunità di gregge”.

“Alla luce delle evidenze scientifiche in tema di politiche di mobilità sicura (quarantena, doppio tampone e certificato verde come per esempio il modello inglese) – aggiunge il Cts – un qualsiasi modello di contenimento della diffusione dell’infezione e dei suoi effetti più gravi sulla salute del cittadino non può prescindere oggi da misure di mobilità razionale in contesti di insufficienti percentuali di vaccinazione”.

Nel dettaglio, il modello proposto, oltre alla zona ad “alto rischio”, prevede: il “medio rischio” (maggiore di 150, ma inferiore a 250 contagi ogni centomila abitanti, con una copertura vaccinale inferiore al 70 per cento di tutta la popolazione o inferiore all’80 per cento degli over 60); il “basso rischio” (tra 150 e 250 contagi ogni centomila abitanti con una copertura vaccinale maggiore del 70 per cento di tutta la popolazione o maggiore dell’80 per cento degli over 60, ovvero da 50 a 150 contagi per centomila abitanti con una copertura vaccinale superiore al 60 per cento della popolazione o al 70 per cento per gli over 60); il “bassissimo rischio” (inferiore ai 50 contagi per centomila abitanti e una copertura vaccinale maggiore del 70 per cento).