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Il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, rilanciano la vertenza contro l’Anas, e annunciano: “Affidiamo a un gruppo di avvocati il compito della relazione per quantificare i danni economici e di immagine che l’Anas ha procurato alla nostra Isola a seguito di ritardi nelle opere e incompiute. Il 15 giugno il pool ci fornirà l’esito dei lavori e noi procederemo di conseguenza giudizialmente”.

Il presidente della Regione precisa di non voler mettere tutti in quarantena, la vuole una “Sicilia sicura. E per questo occorrerà verificare la provenienza, l’esistenza di eventuali casi sospetti nel nucleo familiare, indicare giorno dopo giorno la tracciabilità della presenza del turista”.

Sull’ipotesi di creare una lista dei movimenti e dei luoghi frequentati chiarisce: “Ricordo soltanto che siamo al centro di una pandemia. E che tutto il resto appare davvero piccola cosa”.
Sul fatto che il ministro Boccia ha detto che è materia dello Stato e ha invocato l’articolo 120 della Costituzione, Musumeci risponde: “Non sto parlando di libera circolazione, ma di chi liberamente viene in Sicilia e accetta la collaborazione con le autorità sanitarie locali”.

“La costruzione di un percorso politico, che abbia come obiettivo i valori identitari della nostra terra, è la leva attraverso la quale si possa realizzare il progetto per un meridione che sia volano di speranza e di riscatto per il nostro popolo e per le nostre future generazioni. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo deciso di aderire al movimento civico dei “Circoli della lega dei Meridionali”. Uno spazio in cui ci riconosciamo e nel quale riteniamo di poter essere collante e valore aggiunto all’iniziativa fortemente voluta dal presidente dei Circoli, Salvatore Albelice”.

È quanto affermano il consigliere e vicepresidente della V circoscrizione di Palermo, Andrea Aiello, il consigliere della V circoscrizione Francesco Stabile, la consigliera comunale di Bagheria, Anna Zizzo, il consigliere comunale di Roccapalumba, Giuseppe Gattano, i consiglieri comunali di Contessa Entellina, Piero Di Miceli e Tiziana La Motta. E anche il consigliere comunale di Lercara Friddi, Luca Seminerio che, nel condividere questo progetto politico, annuncerà nei prossimi giorni la propria adesione.

“La nostra casa – continuano i consiglieri – è quel territorio in cui da anni lavoriamo e ci confrontiamo rispetto alle problematiche che, in un momento così drammatico, devono servire da sprone nei confronti delle esigenze che i nostri concittadini, ogni giorno, ci manifestano”.

“Riteniamo da sempre la politica come elemento imprescindibile di inclusione e mai di esclusione e, quindi il nostro obiettivo non è essere in antitesi ai partiti o ad altri movimenti civici, ma intraprendere, anzi, un percorso virtuoso affinché si possa costruire una visione comune, sempre a tutela di quei valori imprescindibili, di solidarietà, di legalità e di lavoro che il meridione e la Sicilia meritano”.

“L’idea di rilanciare il meridione – concludono i consiglieri – in un periodo storico in cui si dà più attenzione ad aspetti sovranazionali e sempre meno all’identità locale è il nostro punto di approdo e il nostro obiettivo: quello di un gruppo di amministratori locali, il cui attaccamento alle dinamiche territoriali ci ha sempre premiato, anche a livello di consensi elettorali, e che adesso mettiamo in campo, in questa nuova avventura politica, in cui crediamo profondamente”.

“Un valore aggiunto – afferma Salvatore Albelice, presidente dei Circoli della lega dei Meridionali – che premia la bontà del nostro progetto, per una squadra che diventa sempre più numerosa. Sono certo che i sette consiglieri siciliani, che hanno deciso di far parte dei ‘Circoli della Lega dei meridionali’, e ai tanti altri che siamo certi aderiranno nei prossimi giorni, sapranno svolgere al meglio il loro compito. Esprimo il mio più vivo ringraziamento per questa loro scelta e per il contributo politico che metteranno giornalmente alla nostra causa, nella certezza assoluta di vederli impegnati sul territorio. E voglio, inoltre, manifestare a tutti loro l’augurio di buon lavoro”.

“Il pacchetto di aiuti alle imprese colpite dal Covid varato dal Comune di Palermo va sicuramente nella giusta direzione”. Sicindustria esprime apprezzamento per le misure straordinarie messe a punto dalla giunta Orlando, che rispondono innanzitutto a una necessità imprescindibile: lo snellimento delle procedure amministrative. Per la concessione del suolo pubblico e per ampliare il numero e l’estensione delle aree da destinare a servizi di ristorazione e affini e per attività turistico-ricettive sarà, infatti, sufficiente presentare una perizia asseverata che attesti che la richiesta è in regola sia con le disposizioni dei regolamenti comunali sia con le norme del codice della strada, senza attendere i tempi della burocrazia.

“In un momento di crisi straordinario – afferma il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese – occorre una risposta straordinaria e la responsabilità individuale gioca un ruolo fondamentale. I siciliani hanno finora dimostrato di averne tanta ed è giusto dar loro fiducia. È per questo che alla Regione siciliana e al governatore Musumeci chiedo ora di far non presto ma prestissimo per far ripartire, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari, l’intera filiera del turismo, che è quella che ha subito i maggiori danni dal lockdown. Siamo consapevoli che la stagione per quest’anno è pesantemente compromessa, ma occorre creare le condizioni, mettendo in campo tutte le politiche e gli incentivi possibili, affinché le imprese possano programmare la ripartenza”.

Ci sono tante probabilità che Guido Bertolaso presto si stabilirà per un po’ in Sicilia. Si parla di una consulenza in collaborazione con il presidente della Regione e molto probabilmente con gli assessorati al Turismo ed alla Salute. Musumeci conta molto sulla esperienza di Guido Bertolaso.  L’ex numero uno della Protezione civile potrebbe fare da super consigliere per la gestione della fase 2 nell’isola, con particolare attenzione all’aspetto turistico e sanitario, su cui punta molto il governo per sostenere l’economia dell’isola.

Si tratterebbe, dunque, di una collaborazione con la Regione Siciliana pronta a partire da un momento all’altro. Lo stesso Bertolaso ha dichiarato: “Sono stato chiamato per studiare il modo migliore per consentire ai turisti di venire qui tranquilli e sicuri e ai siciliani di evitare di essere contaminati. “Quindi sto dando una piccola mano a gestire questa situazione e ho rifiutato vitto e alloggio preferendo starmene sulla mia barchetta (ormeggiata a Trapani) facendo anche risparmiare qualche euro al contribuente siciliano”.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 35 (0 ricoverati, 105 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 18 (3, 145, 11);

Catania, 444 (27, 529, 99);

Enna, 18 (2, 378, 29);

Messina, 136 (24, 372, 57);

Palermo, 299 (17, 244, 35);

Ragusa, 18 (0, 72, 7);

Siracusa, 17 (1, 205, 29);

Trapani, 15 (0, 120, 5).

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 148.871 (+2.892 rispetto a ieri), su 127.725 persone: di queste sono risultate positive 3.442 (+2), mentre attualmente sono ancora contagiate 999 (-138), 2.170 sono guarite (+139) e 273 decedute (+1).

Degli attuali 999 positivi, 74 pazienti (0) sono ricoverati – di cui 7 in terapia intensiva (0) – mentre 925 (-138) sono in isolamento domiciliare.Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

Riavviare la trattativa regionale sulle tematiche lasciate in sospeso e sulla liquidazione dei premi agli operatori sanitari. Lo chiede la Fsi-Usae Sicilia Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, che ha sollecitato al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e all’Assessore regionale della Salute Ruggero Razza un’ immediata convocazione per la determinazione e la firma dell’accordo contrattuale, obbligatorio, per la suddivisione delle risorse economiche agli operatori sanitari.

“Sono trascorsi due mesi dall’invio della nostra richiesta di convocazione per il finanziamento straordinario regionale destinato a specifica indennità di disagio per gli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Covid-19, per la ripartizione delle risorse derivanti dagli art. 1 e 3 del D.L. 18 del 2020 e per la revisione e finanziamento dell’indennità di malattie infettive che deve essere estesa a tutto il personale impegnato nelle attività Covid-19 e pertanto vogliamo far ripartire la trattativa”-  affermano Pier Paolo Di Marco, Salvatore Di Natale, Maurizio Cirignotta, Salvatore Ballacchino, Salvatore Bracchitta, Renzo Spada e Calogero Coniglio componenti della segreteria regionale Fsi-Usae Sicilia.

“E’ arrivato il momento di ringraziare non solo moralmente chi ha rischiato la vita tutti i giorni per difendere la salute dei cittadini siciliani, tutti gli operatori sanitari, teniamo a citarli con rispetto, medici, infermieri, tecnici di radiologia e laboratorio analisi, fisioterapisti, ostetriche, oss, personale del 118, ecc. che si sono spesi senza remore durante la emergenza del Coronavirus, che ancora ci attanaglia, ma riconoscendo anche il loro lavoro in prima linea nel fronteggiare l’emergenza Covid-19, mediante premi economici. Le regioni Lombardia, Puglia, Piemonte, Lazio ed Emilia Romagna hanno già sottoscritto l’accordo con i sindacati e nelle altre regioni stanno per concludersi”.

“Per la Fsi-Usae Sicilia è doveroso gratificare il lavoro e i sacrifici degli operatori sanitari, con un riconoscimento economico, da modulare a seconda del grado di esposizione al rischio, tra chi si trova in prima linea nell’emergenza e chi lavora in altri reparti, in accordo con i sindacati, inoltre come già fatto da altre regioni ribadiamo la necessità di trovare una soluzione occupazionale per gli operatori sanitari che hanno dato disponibilità a collaborare con contratti a tempo determinato fino a fine emergenza”.

“Il personale sanitario non si è tirato indietro, la classe politica faccia altrettanto. Per questo – concludono i componenti della segreteria regionale della Fsi-Usae Sicilia – chiediamo sia convocato con urgenza il tavolo di contrattazione regionale”.

“Del programma del Movimento 5 stelle all’ARS poco o niente ad oggi è stato fatto, non sono state date risposte ai cittadini. L’appiattimento sul PD non ha pagato ma da oggi esiste un’alternativa per onorare l’impegno preso con chi ha riposto in noi fiducia”.

Si consuma così lo strappo definitivo di alcuni parlamentari regionali eletti con il M5s che hanno fondato un nuovo progetto civico dal nome “Attiva Sicilia”. A farne parte, in qualità di capogruppo, anche il deputato saccense Matteo Mangiacavallo.

“Il Movimento 5 stelle all’ARS è passato da movimento di popolo, vicino alla gente, a qualcosa che somiglia più ad un partito di palazzo che cala le strategie nazionali a spese dei siciliani. Il movimento 5 stelle all’Ars ha perso di vista la propria funzione originaria: rappresentare i cittadini dentro le istituzioni per portare risultati concreti. Ora si dedica ai giochi di partito. Oggi lasciamo ufficialmente il Movimento 5 Stelle Sicilia perché non è il soggetto in grado di onorare il mandato ricevuto dai cittadini. Fedeli ai nostri principi continueremo a donare parte dei nostri stipendi per iniziative di utilità collettiva e lo faremo esattamente nella stessa misura in cui lo abbiamo fatto in passato ma decidendo insieme ai cittadini”.

“Fedeli ai nostri principi e al nostro elettorato. Si resta in opposizione al governo Musumeci ma senza posizioni preconcette e concentrati solo sui risultati per i cittadini. Vogliamo recuperare la centralità dei cittadini, un nuovo progetto civico che sappia valorizzare il lavoro quotidiano nei territori e per i territori. “Attiva” perché crediamo fermamente nel ruolo fondamentale della cittadinanza attiva come motore del gruppo e della società”.