Home / Articoli pubblicati daRedazione Palermo (Pagina 100)

A l’Ucciardone in scena ”Dalla parte giusta”

Detenuti attori nel teatro della casa di reclusione “Calogero Di Bona” – Ucciardone hanno messo in scena l’ atto unico, “Dalla parte giusta”, scritto da Gianfranco Perriera e con la regia di Lollo Franco, che ripercorre i diciotto mesi trascorsi nel carcere da Pio La Torre, dopo l’arresto nel 1950 dopo l’occupazione del feudo di S.Maria del Bosco, a Bisacquino. La Torre fu arrestato con l’accusa, rivelatasi poi falsa, di aver aggredito un carabiniere. Erano presenti il ministro della Giustizia, Andrea Orlando; il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando; il vescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinata. Il segretario del Pci regionale Pio La Torre e il suo collaboratore Rosario Di Salvo vennero uccisi dalla mafia il 30 aprile 1982 a Palermo.

 

Aumentano di circa 200 mila euro, rispetto all’anno scorso, le spese per la Presidenza della Regione previste nel bilancio 2018, all’esame dell’Ars assieme alla legge di stabilità. L’aumento riguarda le spese per esperti e consulenti per 30 mila euro (150 mila euro in totale), quelle di rappresentanza, convegni e congressi (+60 mila euro, 200 mila euro il totale), 20 mila euro in più all’ufficio stampa (100 mila euro), 30 mila euro in più per le pubblicazioni (90 mila euro), 40 mila euro in più per la propaganda dell’autonomia regionale (62 mila euro). Rimane invariato il capitolo dei fondi riservati del presidente: 50 mila euro. Si riunirà dopo la seduta dell’aula di questo pomeriggio, impegnata nella discussione generale della manovra, la commissione Bilancio dell’Ars per l’esame del ‘collegato’, il disegno di legge che contiene le norme stralciate dalla legge di stabilità.
    “Collegato” e manovra, secondo quanto stabilito dalla capigruppo, cammineranno di pari passo in aula.

 “Non ho mai avuto sentore di una trattativa politica con la mafia. Casomai si può dire che ci sia stata una trattativa di polizia. In una fase in cui non c’erano pentiti nè gli strumenti tecnologici attuali accadeva spesso che le forze di polizia avessero relazioni con i boss ad esempio per negoziare informazioni”. Lo ha detto Luciano Violante, ex presidente della commissione Antimafia dal ’92 al ’94, deponendo nel processo d’appello all’ex ministro Calogero Mannino, assolto in primo grado dall’accusa di minaccia a Corpo politico dello Stato. Mannino ha scelto l’abbreviato ed è stato processato separatamente rispetto agli altri imputati condannati venerdì scorso dalla corte d’assise per la cosiddetta trattativa Stato-mafia. ‘Non mi sono mai accorto dell’esistenza di una trattativa politica’, ha detto Violante che ha invece ipotizzato la possibilità che i militari abbiano dialogato con Cosa nostra attraverso l’ex sindaco mafioso Vito Ciancimino, ritenendo questo genere di contatti normali per l’epoca.
  “Mancino, Martelli, Scotti e Scalfaro erano decisi contro la mafia non solo a parole, ma anche con i fatti”, ha aggiunto Violante “E comunque – ha detto – i capimafia furono tutti arrestati e i loro beni confiscati. Se ci fosse stata una trattativa per Cosa nostra sarebbe stata in perdita”.  

Italia ha combattuto terrorismo senza abbassare lotta a mafie

Il ministro dell’Interno Marco Minniti a Palermo, accompagnato dal capo della polizia Franco Gabrielli, ha reso omaggio ai 25 anni della squadra mobile di Palermo. Nel corso di una manifestazione organizzata in questura sono stati commemorati Mario Bignone, il capo della Catturandi morto nel 2010 dopo una malattia a 44 anni, e Ninni Cassarà capo della Mobile ucciso a Palermo dalla mafia nell’agosto del 1985.
    Nel corso della prima cerimonia è stato scoperto un busto che raffigura Cassarà, mentre successivamente è stato intitolata la stanza della riunioni della questura a Bignone. Minniti nel corso del suo intervento parlando di mafia e terrorismo ha detto: “Li metto sullo stesso piano. L’Italia ha combattuto il terrorismo internazionale senza abbassare il livello di contrasto alle mafie”. Per Gabrielli “la mafia stragista è stata sconfitta. I componenti della Cupola sono finiti in carcere. Toto Riina è morto ed è morto al 41 bis, come è giusto che fosse, e non perchè la democrazia sia vendetta”.

Dal 27 aprile al 3 maggio cinque tappe tra Nebrodi e Madonie

Il Giro della Sicilia in bicicletta alla scoperta del territorio in 5 tappe è questo lo scopo della manifestazione “Giro di Sicilia 2018” – un Mare di Montagne che inizierà il 27 aprile per concludersi il 3 maggio. Il Giro di Sicilia è la prima ciclo sportiva a tappe della Sicilia ed è una manifestazione organizzata dal GS Mediterraneo sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana. Nelle varie tappe si alternano tratti cicloturistici alternati e cronometrati. L’obiettivo del Giro è quello di far conoscere attraverso il ciclo turismo aree di pregio naturalistico della Sicilia con le relative eccellenze delle produzioni agroalimentari ed artigianali e, nel contempo, assicurare ai partecipanti l’aspetto agonistico che verrà svolto in piena sicurezza attraverso prove cronometrate in salita. Il territorio che verrà attraversato, in questa prima edizione, è costituito dal Parco Naturalistico dei Nebrodi e dal Parco Naturalistico delle Madonie. Le tappe partiranno e termineranno dal Pollina Resort (PA) che sarà la base logistica e alberghiera dell’edizione 2018. Ogni anno il Giro si focalizzerà su un territorio, quest’anno quello madonita e dei nebrodi, in modo tale che nell’arco di un quadriennio si possa far conoscere ai tanti appassionati l’intera Sicilia.

In Sicilia inizia anzitempo, con due mesi di anticipo rispetto alla data dal 10 giugno, la campagna di prevenzione anti-incendi. Quest’anno saranno 15 i mezzi aerei a disposizione nell’Isola per fronteggiare gli incendi nella stagione estiva. Il presidente della Regione, Nello Musumeci e il responsabile della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, hanno presentato il piano in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans. E Musumeci, tra l’altro, afferma: “E’ motivo particolare di soddisfazione poter dire al capo della Protezione civile che noi quest’anno abbiamo anzitempo avviato e predisposto tutti gli atti perché la stagione estiva antincendio possa essere gestita senza patemi d’animo, senza farci cogliere impreparati a un appuntamento che, speriamo almeno quest’anno, possa essere accompagnato da maggiore fortuna rispetto agli ultimi anni”.

Tribunale dovrà valutare nuovamente compatibilità con carcere

Marcello Dell’Utri

La corte di Cassazione ha oggi annullato l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma che il 5 dicembre 2017 aveva giudicato compatibili con il carcere le condizioni di salute di Marcello Dell’Utri. Lo rendono noto i legali dell’ex parlamentare Simona Filippi e Alessandro De Federicis. ”Ora la Cassazione – spiegano – invierà per un nuovo esame gli atti al Tribunale di Sorveglianza che dovrà rivalutare la compatibilità delle condizioni di Dell’Utri con il regime carcerario”.
    Dell’Utri, affetto da cardiopatia, diabete e tumore alla prostata, dopo un ricovero al Campus Biomedico è tornato da pochi giorni nel carcere di Rebibbia.

 “Prima di fare fuoco di sbarramento contro l’ipotesi Pd-M5S bisogna confrontarsi”. Lo dice Giuseppe Lumia, esponente dell’area Emiliano Fronte Dem.
“Il confronto serrato sui temi utili al Paese – aggiunge – è la bussola su cui orientare la futura decisione. Solo dopo il dialogo, solo dopo una verifica anche interna in Direzione o in Assemblea si possono assumere decisioni di tale portata, compresa quella se stare all’opposizione o meno”.

Gli uffici stanno definendo l’assemblaggio dei testiStamane era stata rinviata alle 20 la sedutra dell’Ars sulla manovra finanziaria e stasera è stato deciso di farla slittare alle 16 di domani: manca il testo con le tabelle perché gli uffici non hanno fatto in tempo ad assembleare tutti i documenti. “Gli uffici – ha detto stamane Miccichè – ci hanno assicurato che la manovra sarà consegnata alle 18. Se arriva alle 20 la incardiniamo, altrimenti se ne parlerà domani ma spero non accada perché i tempi sono stretti”. Invece è accaduto. Il rinvio della seduta fa saltare il timing definito dalla conferenza dei capigruppo la scorsa settimana. Da domani i deputati avranno 24 ore di tempo, come prevede il regolamento, per presentare gli emendamenti; quindi, l’esame della manovra in aula potrebbe cominciare giovedì prossimo, con un ritardo di un giorno, a meno che l’Assemblea non deciderà di lavorare il 25 aprile, a differenza di quanto era stato stabilito in capigruppo. Insomma, i tempi sono davvero strettissimi. L’esercizio provvisorio scade il 30 aprile. 

Il pubblico ministero al processo cosiddetto “trattativa”, appena conclusosi in primo grado in Corte d’Assise a Palermo, Nino Di Matteo, interviene dopo l’emissione della sentenza, e afferma: “Quello che mi ha fatto più male è che rispetto alle accuse di usare strumentalmente il lavoro abbiamo avvertito un silenzio assordante, e chi speravamo ci dovesse difendere è stato zitto. A partire dall’Anm e il Csm. Il verdetto conferma in pieno la tesi dell’accusa: mentre esplodevano le bombe mafiose pezzi delle istituzioni scendevano a patti con i clan. Gli ufficiali dei carabinieri sono stati condannati per avere svolto un ruolo di mediazione delle richieste della mafia nel ’92 quindi rispetto ai governi della Repubblica presieduti da Amato e Ciampi, mentre Dell’Utri è stato condannato per avere svolto il medesimo ruolo nel periodo successivo a quando Berlusconi è diventato premier. È un fatto oggettivo. È ovvio che noi abbiamo agito verso soggetti che ritenevamo coinvolti sulla base di un quadro probatorio solido, ma non pensiamo che i Carabinieri abbiano agito da soli. Non abbiamo avuto prove concrete per agire contro livelli più alti ma pensiamo che i Carabinieri siano stati mandati e incoraggiati da altri. Servirebbe un pentito di Stato che facesse chiarezza piena. Di certo, la sentenza è precisa e ritiene che Dell’Utri abbia fatto da cinghia di trasmissione nella minaccia mafiosa al governo anche nel periodo successivo all’avvento alla Presidenza del Consiglio di Berlusconi. In questo c’è un elemento di novità. C’era una sentenza definitiva che condannava Dell’Utri per il suo ruolo di tramite tra la mafia e Berlusconi fino al ’92. Ora questo verdetto sposta in avanti il ruolo di tramite esercitato da Dell’Utri tra Cosa nostra e Berlusconi”.