Maddalusa, prima il ghetto e adesso la “deportazione”: quando il problema diventano le persone. Gucciardo show

C’è qualcosa di profondamente inquietante in quello che è accaduto ieri durante il Consiglio comunale aperto dedicato all’emergenza idrica di Maddalusa. Non tanto perché a parlare sia stato un esponente di Legambiente. Ognuno è libero di esprimere le proprie idee, anche le più radicali. Il problema è che cosa è stato detto e, soprattutto, a chi è stato detto. In quell’aula c’erano gli abitanti di Maddalusa. Non c’erano numeri, pratiche edilizie o statistiche. C’erano persone. Famiglie. Cittadini che da settimane vivono una situazione indegna: senza acqua, con tutti i disagi…

Ismaele cala l’asso di bastoni: ma è proprio quell’asso che rischia di fargli male. Ismaè, Ismaè, puru tu ti ci metti?

Ci sono storie che fanno sorridere. E poi ci sono quelle che, proprio perché sembrano incredibili, meritano di essere raccontate fino in fondo. Questa appartiene alla seconda categoria. Perché qui non stiamo discutendo di ambiente. Non stiamo facendo la guerra alla bicicletta, non stiamo difendendo le automobili e non stiamo sostenendo che la città debba essere invasa dai gas di scarico. Al contrario: meno auto, più biciclette, più mezzi elettrici, più rispetto per l’ambiente. Su questo siamo tutti d’accordo. Il problema è un altro. Qualche giorno fa Elvina Mangione pubblica…

Agrigento tra acqua, rifiuti e degrado, il consigliere comunale: “Manca una guida seria, servono coraggio e soluzioni”

Ma davvero dobbiamo pensare che tutto quello che sta vivendo Agrigento sia normale? Davvero dobbiamo rassegnarci all’idea che sia normale avere un intero quartiere senza acqua, una raccolta dei rifiuti che presenta ancora criticità in diverse zone, strade e vie lasciate all’abbandono, perdite idriche praticamente ovunque, un turismo che appare in difficoltà e operatori del settore che manifestano delusione? E davvero possiamo considerare normale che, mentre la città affronta problemi così evidenti, anche la Procura della Repubblica intervenga con parole pesanti sulla situazione che si è venuta a creare? La…

L’acqua santa dell’abusivismo: quando anche Gesù deve fare i conti con la burocrazia

Ad Agrigento, terra di Pirandello, ormai la realtà ha deciso di fare concorrenza alla fantasia. E siccome siamo una città di paradossi, poteva mai mancare quello dell’acqua negata persino a una chiesa? Succede al Villaggio Mosè, alla chiesa di Santa Rosa, che dal 12 giugno sarebbe rimasta senz’acqua perché l’immobile è abusivo. Una vicenda che, se non facesse sorridere per il suo surreale sviluppo, sarebbe da prendere molto seriamente. Perché qui non stiamo parlando di una villetta costruita abusivamente per allargare il salotto, di una veranda trasformata in dépendance o…

Che pietà

Che pietà. Non ci sono molte altre parole per descrivere quello che è accaduto ad Agrigento nel giorno che, per tradizione, dovrebbe rappresentare il cuore dell’estate, il momento della festa, della gente in strada, delle famiglie al mare, dei giovani, della musica, della confusione e di quella sana allegria che per decenni ha riempito San Leone. Quest’anno, invece, il Ferragosto è sembrato un funerale. Un lungomare praticamente vuoto. Spiagge senza la consueta folla. Strade senza il traffico che per generazioni ha accompagnato il 15 agosto. Nessuna atmosfera da grande festa.…

Agrigento affonda e la consigliera Elvira Mangione spara sulla stampa: invece di vergognarsi del degrado, attacca chi lo racconta

C’è qualcosa di profondamente sbagliato quando un consigliere comunale, invece di interrogarsi sulle condizioni della città che rappresenta, decide di puntare il dito contro i giornalisti e di spiegare ai cittadini quale stampa sarebbe degna di essere letta. Elvira Mangione, consigliera comunale di Agrigento, lo ha fatto attraverso un post sui social, lanciando un avvertimento agli agrigentini sulla stampa locale e arrivando ad associare la critica giornalistica addirittura a una forma di intimidazione. È un salto logico e politico che non può essere lasciato passare sotto silenzio. Perché una cosa…

Agrigento, il “nuovo che avanza” scopre la vecchia politica: per amministratori e consiglieri il massimo possibile. A ferragosto? Il nulla. Però abbiamo il “Pride”…

Adesso il quadro è finalmente più chiaro. Il “nuovo che avanza” ad Agrigento, quello della rivoluzione promessa, della città da cambiare in pochi mesi e delle grandi parole pronunciate durante la campagna elettorale, comincia a mostrare le sue prime vere priorità. E una di queste, almeno stando agli atti, sembra essere il trattamento economico di chi amministra. Il sindaco Michele Sodano e la sua Giunta hanno infatti definito le indennità mensili. E le cifre non sono proprio quelle che ci si aspetterebbe in una città impoverita, alle prese con emergenze…

Sodano, due anni fa contro il sindaco. Oggi protesta contro se stesso

Ad Agrigento siamo al paradosso. Oggi Michele Sodano è sceso in piazza insieme ai cittadini di Maddalusa per protestare contro la gravissima crisi idrica. Ha detto di voler stare accanto alla gente e di partecipare alla manifestazione da semplice cittadino. Ma semplice cittadino non lo è più. Da quasi due mesi è il sindaco di Agrigento. E qui nasce il cortocircuito. Perché quella stessa protesta, praticamente identica, c’era stata già due anni fa. E chi era in prima fila a contestare duramente l’allora sindaco Franco Miccichè? Proprio Michele Sodano. Allora…

Il sogno è finito. Adesso Agrigento si sveglia con il Gay Pride e con i problemi di sempre

Lo avevo scritto pochi giorni fa. «Ho fatto un sogno». Sognavo il Gay Pride che percorreva via Atenea, il salotto buono di Agrigento. Un corteo colorato, musica, bandiere, slogan. Nel sogno mi chiedevo se davvero fossimo arrivati a questo punto. Poi mi sono svegliato. E avevo tirato un sospiro di sollievo: per fortuna era stato solo un sogno. Purtroppo mi sbagliavo. Il prossimo 29 agosto quel sogno diventerà realtà. Il Gay Pride sfilerà davvero lungo la strada principale della città. E non si tratta di un’iniziativa privata semplicemente autorizzata, ma…

Ho fatto un sogno: il Gay Pride ad Agrigento. Poi mi sono svegliato…

Stanotte ho fatto un sogno. Di quelli strani, vividi, quasi cinematografici. Ho sognato che Agrigento si preparava ad ospitare il Gay Pride. Sì, proprio lui. Carri allegorici, musica, bandiere arcobaleno, migliaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia che sfilavano lungo il Viale della Vittoria, fino al cuore della città. Nel sogno vedevo il Comune organizzare tavoli tecnici, conferenze stampa, manifesti colorati e persino amministratori impegnati a spiegare che “Agrigento è una città aperta, moderna e inclusiva”. Poi, però, il sogno ha iniziato a prendere una piega ancora più surreale.…