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Il sig. F.R. 52 anni di Canicattì, titolare di una azienda agricola , otteneva dei finanziamenti pubblici a valere sulla misura 1.2.1 bando 2009 prima sottofase del PSR 2007/2013, per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario.

In particolare  l’Assessorato regionale dell’agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea- dipartimento regionale dell’agricoltura approvava l’istanza di finanziamento presentata dall’imprenditore di Canicattì, per l’effetto disponendo la concessione del contributo pari a circa 300.000 euro.

Il progetto veniva  realizzato interamente dal sig. F.R. con  effettuazione del relativo collaudo dei lavori da parte dei tecnici dell’assessorato competente .

Senonchè la medesima amministrazione regionale, con successivo provvedimento adottato a ben sei anni di distanza rispetto dalla realizzazione dei lavori e dall’effettuazione del relativo collaudo, comunicava al sig. F.R. il provvedimento di revoca del contributo, richiedendo altresì il rimborso delle somme in concreto erogate, in ragione dell’intervenuta informativa antimafia interdittiva resa dalla Prefettura di Agrigento nei confronti dell’imprenditore di Canicattì.

Pertanto il sig. F.R. proponeva ricorso innanzi al TAR Palermo, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, per l’annullamento del provvedimento di revoca del contributo.

In particolare gli avvocati Rubino e Marino hanno censurato il provvedimento impugnato censurando la violazione degli art. 92 e 94 del D.Lgs. 159/2011, considerato che le opere oggetto del contributo revocato erano state eseguite ed ultimate ben prima dell’adozione del provvedimento di revoca e che al momento dell’adozione del decreto concessorio nonché al momento dell’erogazione dell’ultimo SAL in esito all’accertata ultimazione delle opere, nessun provvedimento interdittivo era stato adottato nei confronti del sig. F.R.

Inoltre i citati difensori  hanno rilevato come da ultimo il provvedimento interdittivo su cui si fondava l’impugnata revoca del contributo fosse stato annullato con sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa.

Si è costituito in giudizio l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso.

Il TAR Sicilia, Palermo, Sezione Prima, condividendo le tesi difensive degli Avvocati Rubino e Marino,  ha accolto il ricorso dell’imprenditore di Canicattì ed ha annullato il provvedimento di revoca del contributo.

Pertanto, per effetto del provvedimento reso dal TAR, l’imprenditore di Canicattì non dovrà restituire all’amministrazione regionale l’importo del finanziamento erogato pari a circa trecentomila euro.

Menfi, zero contagi. Il sindaco Marilena Mauceri,  con commozione ha annunciato “quota zero”, cioè la guarigione di tutti i soggetti che erano rimasti contagiati dal terribile virus.

E dire che Menfi, nel corso di questa pandemia, ha rappresentato uno dei Comuni più colpiti se si considera il rapporto popolazione rispetto agli altri Comuni. Menfi ha contato 12 contagiati e, dopo Sciacca, era la cittadina con più alto numero di infetti.

Adesso la notizia che tutti ci aspettavamo. Tutti i colpiti sono guariti.

Il sindaco ha anche rivolto un pensiero al concittadino deceduto a causa del coronavirus.

Come si ricorderà, il TAR Sicilia Palermo ha sospeso il provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale di Sommatino, accogliendo la domanda cautelare proposta – nell’interesse di taluni Consiglieri Comunali – dagli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia.

In particolare, con un’ordinanza del mese di luglio 2019, il TAR Sicilia, Palermo, ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Impiduglia e condividendo “la ricostruzione normativa dell’istituto applicabile in specie come prospettata dai ricorrenti”, ha accolto la richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale di Sommatino.

Dopo il reinsediamento, è stata convocata la seduta consiliare per l’elezione del nuovo presidente del Consiglio Comunale in sostituzione del dimissionario Leonardo Burgio.

Le prime due votazioni, tenutesi nella seduta del 28.11.19 sono state infruttuose giacchè nessun candidato ha raggiunto la prescritta maggioranza.

Nella successiva seduta del 17/12/2019, i Consiglieri Cigna Giuseppe e Scarlata Nicola hanno conseguito n. 6 voti.

Il Vice Presidente Cocita, pur non avendo nessun candidato raggiunto la maggioranza dei voti, ha arbitrariamente applicato un criterio anagrafico non previsto né dalla legge né dallo statuto comunale e ha proclamato Presidente del Consiglio Comunale il Consigliere Scarlata Nicola, poiché più anziano di età.

I consiglieri Bennici Simona, Cigna Giuseppe Rosario Gaetano, Cianci Filippo, Castellano Mariangela, Pirrello Daniele e Letizia Salvatore hanno, pertanto, impugnato innanzi al Tar Sicilia Palermo del sig. Scarlata alla carica di Presidente del Consiglio.

Si è costituito in giudizio il sig. Scarlata chiedendo la declaratoria di inammissibilità del ricorso e il suo rigetto.

Il TAR Sicilia Palermo sez. III (Presidente Maria Gabriella Quiligotti, Relatore dott.ssa Anna Pignataro), ritenendo infondate le eccezioni sollevata dalla difesa del sig. Scarlata, ha accolto il ricorso, annullando l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale di Sommatino.

In particolare, il TAR Palermo ha chiarito che – avendo due candidati conseguito lo stesso numero di voti – la votazione avrebbe dovuto essere dichiarata infruttuoso e ripetuta attesa l’irrilevanza del criterio dell’anzianità anagrafica, nella elezione di un organo istituzionale, quale è il Presidente del Consiglio comunale, che deve essere espressione di una maggioranza assoluta o, a partire dalla seconda votazione, della maggioranza semplice

Avverso tale sentenza il sig. Scarlata, con il patrocinio dell’avv. Giuseppe Ribaudo, ha proposto appello innanzi al CGA.

Il CGA (Presidente dott. Claudio Contesa, Relatore Sara Raffaella Molinaro), con apposita ordinanza cautelare, ha rigettato la domanda cautelare proposto dal sig. Scarlata ritenendo non dirimenti i richiami normativi operati dall’appellante.

Per effetto della suddetta pronuncia il Consiglio Comunale di Sommatino dovrà procedere alla nuova elezione del proprio Presidente.

«Voglio chiedere scusa a tutti i lavoratori che attendono di potere riscuotere le risorse che spettano e so di tante sofferenze. Abbiamo ricevuto centinaia di lettere dei lavoratori e dei figli dei lavoratori. Chiedo scusa e mi assumo la responsabilità politica dell’accaduto».
Con questo incipit il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa in diretta Facebook da Palazzo Orleans, la genesi dei ritardi nel pagamento della Cassa integrazione in deroga attesa da 130mila lavoratori.
«Andrò avanti – ha assicurato il governatore – per capire se c’è stata condotta dolosa. E se c’è stata responsabilità da parte di qualcuno. Se c’è stata pagherà».
Nel corso della conferenza stampa, tenuta insieme all’assessore al Lavoro Antonio Scavone, Musumeci ha spiegato che le disfunzioni nell’espletamento delle pratiche sono state causate dalla piattaforma informatica non adeguata a gestire questa mole di lavoro e con le modalità richieste. A curare le pratiche è la Ett.
«C’è un contratto vigente con questa società e non possiamo farne a meno – ha sostenuto il presidente della Regione – il nostro obiettivo è di liberarci e di potere avere in Sicilia e-Servizi, che è un’azienda in house, una spalla competente. Fra sette mesi tutto sarà rivisto».
Poi sono state fornite le cifre esatte delle pratiche lavorate dagli uffici.
«Abbiamo trattato -ha reso noto Scavone – 27.400 pratiche in questi dieci giorni su un totale di 40mila. Siamo in teoria oltre il 50 per cento, in pratica no perché adesso ci sono altri due passaggi e l’Inps, prima di erogare le somme, si prenderà qualche altro giorno per le necessarie verifiche».
Sull’altro tema della conferenza stampa, le risorse trasferite ai Comuni per l’assistenza alimentare delle famiglie più disagiate, sono stati forniti i dati aggiornati.
«Siamo la prima Regione in Italia – ha detto Musumeci – ad avere determinato un intervento in favore delle famiglie disagiate con un impegno di cento milioni di euro. Ne abbiamo già erogati 30, i fondi vanno spalmati nel corso dei mesi: non sono cento milioni di illusioni, ma di risorse e su 390 Comuni siciliani 320 hanno già detto sì firmando la convenzione, mentre 297 hanno già ricevuto l’ok all’erogazione».

“Torno nella casa naturale di chi, come me, per cultura e storia appartiene all’esperienza politica democratico cristiana”. Lo annuncia Giovanni Bulla, deputato questore dell’Ars, comunicando il suo ritorno nel gruppo parlamentare dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana. “Non rinnego l’esperienza nella Lega – continua Bulla – ma si tratta di un mondo troppo lontano dalla mia cultura politica, l’Udc invece è, al netto di qualche incomprensione passata, un punto di riferimento per i moderati e anche la mia lista d’elezione. Ringrazio il segretario Lorenzo Cesa, i deputati e gli assessori regionali dell’Udc per la disponibilità a riprendere insieme un percorso politico”. Anche il capogruppo Udc Eleonora Lo Curto esprime il suo a apprezzamento per il ritorno di Bulla nel partito. “Sono estremamente soddisfatta dalla scelta di Giovanni Bulla. Torna nell’Udc – prosegue Lo Curto – un collega che conosciamo e stimiamo. Riprendiamo una collaborazione che, al di là della sua temporanea permanenza nella Lega, non si è mai interrotta. Bulla potrà contribuire alla buona politica che l’Udc esprime all’Ars assieme ai deputati del gruppo e agli assessori Turano e Pierobon”.

Il gruppo dell’Udc a Palazzo dei Normanni con la nuova adesione risulta composto da sei deputati, Eleonora Lo Curto, Mimmo Turano, Giovanni Bulla, Margherita La Rocca Ruvolo, Vincenzo Figuccia e Danilo Lo Giudice.

“I continui sbarchi sulle coste siciliane, anche in ragione del bel tempo di questi ultimi giorni, stanno  aumentando in maniera esponenziale  evidenziando una situazione sempre più critica  in molti comuni dell’agrigentino e del ragusano, dove il conseguenziale sovraffollamento dei centri di accoglienza rende difficile fare applicare le misure di contenimento  necessarie ad impedire il contagio  da Covid – 19”.

Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“I continui arrivi  – continua Orlando – stanno estremizzando una situazione già compromessa, costringendo gli amministratori dei Comuni coinvolti  a farsi carico di individuare soluzioni di primissima accoglienza, spesso in centri abitati e in luoghi inadatti a una permanenza prolungata per il periodo di isolamento obbligatorio e a garantire il rispetto delle necessarie regole di distanziamento sociale”.

“Chiediamo al Governo – conclude il presidente Orlando –  di intervenire tempestivamente attuando  tutte le misure necessarie, a garantire il diritto alla vita e alla salute ai cittadini siciliani e ai migranti, con lo stanziamento di specifiche risorse e dispositivi di protezione individuale e così come praticato anche con l’utilizzo di navi ove sia possibile garantire i controlli sanitari e la necessaria quarantena”.

“Non è concepibile che un’ amministrazione comunale venga scavalcata dal prefetto e quindi dallo stato e costretta a subire la venuta di 50 migranti nella nostra cittadina. Sono sempre stato contrario al business di poveri disgraziati da parte di cooperative a maggior ragione in un periodo come questo in cui vi è un alta probabilità di diffusione del coronavirus. Noi Grottesi siamo stati esemplari e continueremo ad esserlo nel rispettare le regole comportamentali in questa fase di emergenza e sono fortemente combattuto sulle decisioni statali che da un lato ci dicono di rimanere “carcerati”in casa per evitare la diffusione del virus e dall’altro lato consente la distribuzione di migranti senza essere stati tamponati in diversi paesi siciliani. Non è questione di razzismo ma di buon senso: bisogna trovare soluzioni diverse e non alimentare la diffusione di contagio. Che sia chiaro, io sono convintamente contrario e ritengo un abuso quello che noi cittadini stiamo subendo. La tutela della salute non si garantisce con il gioco delle tre carte, bensì con soluzioni concrete, ponderate. Chi vive nei salotti lussuosi del parlamento e del senato non riesce a comprendere il malcontento e la paura che serpeggia e aumenta nelle case della gente comune e sbaglia , a mio avviso, nel prendere certe decisioni. Vorrei, con molta umiltà, dire al ministro Lamorgese e a tutti i componenti del governo nazionale, con Conte a capo, di ospitare i migranti, per la dovuta quarantena, nelle proprie abitazioni per evitare che poveri disgraziati siano oggetto di arricchimento da parte di cooperative e per continuare uno stato di sicurezza imposto per la diffusione del virus”.

Lo dichiara il consigliere comunale Aristotele Cuffaro

“Non c’è più tempo da perdere bisogna riaprire subito in sicurezza e sostenere le imprese per sopperire ai mancati introiti attraversi la liquidità per le nostre aziende, la cassa integrazione per i nostri collaboratori e un fondo perduto per la ripartenza e la riapertura”. Lo dice Francesco Picarella, presidente di Confcommercio Sicilia ha lanciato una petizione dal titolo “Ora basta, chiediamo dignità per noi e per i nostri collaboratori” che porterà su tutti i tavoli delle istituzioni. “In occasione della riunione congiunta con il presidente Nello Musumeci e tutto il governo regionale sulla fase 2 – spiega Picarella – Confcommercio Sicilia ha evidenziato la necessità di misure straordinarie che compensino le perdite delle aziende, la ripartenza immediata di tutti i comparti e lo sblocco della cassa integrazione. Non c’è più tempo da perdere per venire incontro alle esigenze delle imprese e prevedere un fondo perduto, non c’è più tempo da perdere sugli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione; non c’è più tempo da perdere sulla efficienza della amministrazione pubblica.

Abbiamo bisogno – sottolinea Picarella – che la burocrazia, da sempre considerata limitatore, si trasformi in facilitatore d’impresa, sempre nel rispetto delle regole”, conclude.

Non é stato possibile, a causa della Pantemia, organizzare l’evento per come meritava di essere festeggiato, ma la grande festa è solo rimandata. Palma di Montechiaro ha spento 383 candeline e, per l’occasione ha, finalmente, avuto la sua bandiera di colore verde e azzurro. È stato il consiglio comunale nella sua interezza a volerlo dopo avere ossevato lo statuto comunale che mette in risalto i veri colori della città del Gattopardo.
“È stata una grande emozione – dice il sindaco Stefano Castellino – nel vedere il nuovo vessillo cittadino. Il Covid-19 ci ha impedito, al momento, di andare avanti nello sviluppo turistico di Palma di Montechiaro, ma i progetti vanno ugualmente avanti. Siamo sempre impegnati nel conseguire il titolo di Capitale della Cultura italiana 2021.Il gruppo di lavoro e il sottoscritto, malgrado l’emergenza Coronavirus, abbiamo continuato a lavorare e saremo pronti per la data del 30 giugbo quando scadranno i ternini per la scrematura. Finita la Pantemia daremo vita a tutta una serie di iniziative per lanciare definitivamente la nostra città ricca di storia e cultura”.

In un tempo di complessità nuove, legate all’emergenza del Coronavirus COVID-19, la città di Agrigento e le sue istituzioni volgono lo sguardo al futuro prossimo.

Pur con le limitazioni dettate dai decreti governativi, i componenti dell’Urban Center, coordinati da Guido Bissanti, hanno intrapreso negli ultimi tempi un’attività di concertazione per delineare i futuri scenari ed ipotesi di sviluppo della città.

Tra gli argomenti si è trattato, in particolare, del bando del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti “Programma Recupero Waterfront” che mira a raccogliere candidature progettuali che dovranno riguardare interventi di recupero e riqualificazione nell’ambito delle aree portuali.

L’attenzione è rivolta ovviamente all’area di San Leone, col suo porticciolo, il suo lungomare ed un rapporto da ricostruire tra città, area marina, sistema naturalistico e popolazione residente.

Una sfida che ha visto i componenti dell’Urban Center, al cui interno rientrano Enti, Associazioni ed Ordini Professionali, dialogare e proporre nuove linee di indirizzo, non solo a favore dell’Amministrazione pubblica della città ma anche a beneficio di quei progettisti che in un prossimo futuro avranno il compito di redigere i progetti esecutivi.

All’ultimo incontro su piattaforma WEB, a cui hanno partecipato il Sindaco Calogero Firetto ed il vice Sindaco Elisa Virone, erano presenti, coordinati dalla Prof.ssa Valeria Scavone del Corso di Laurea in Architettura di Agrigento, alcuni studenti dell’ultimo anno che hanno presentato alcuni lavori inerenti l’area oggetto di discussione.

Il risultato, al di la delle interessantissime indicazioni emerse, ci fa pensare alla famosa frase del Re filosofo Marco Aurelio “L’universo è cambiamento; la nostra vita è il risultato dei nostri pensieri”.

In questo momento di nuova complessità, di domande a cui non è facile rispondere, la città di Agrigento, col suo Urban Center, sta dimostrando di voler guardare ad una storia nuova; una storia di nuova integrazione e speranza, fondata sui nostri pensieri ma soprattutto sulle visioni di quei ragazzi a cui dobbiamo consegnare la staffetta per costruire quel futuro di armonia che tutti ci auguriamo.