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Il Consiglio di giustizia amministrativa, accogliendo il ricorso del difensore, l’avvocato Girolamo Rubino, ha sentenziato il diritto di un agente di Pubblica sicurezza, C C sono le iniziali del nome, 55 anni, di Campobello di Licata, al riconoscimento retroattivo della qualifica di agente di Pubblica sicurezza, a decorrere dalla data della domanda, con i relativi benefici economici. Lo stesso agente potrà inoltre chiedere il risarcimento, secondo la legge Pinto, per l’eccessiva durata del giudizio, che si è protratto oltre 11 anni, in violazione dei principi sanciti dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo. La Prefettura di Agrigento aveva negato il riconoscimento della qualifica di agente di Pubblica sicurezza al campobellese, perché il padre e lo zio, morti, sarebbero stati affiliati alla mafia. L’avvocato Rubino, nel ricorso giurisdizionale, ha censurato il provvedimento di diniego impugnato, citando la giurisprudenza del Consiglio di Stato secondo cui l’attribuzione delle funzioni di agente di Pubblica sicurezza è subordinata al mero accertamento della sussistenza dei requisiti tassativamente indicati dalla legge. Innanzi al Cga si sono costituiti per resistere la Prefettura di Agrigento e il ministero dell’Interno. Il Cga ha accolto le tesi difensive di Rubino in ragione della non configurabilità della causa dell’esclusione tra i requisiti imposti dalla legge.

Ad Agrigento, martedì prossimo, 6 marzo, in occasione della “Giornata dei Giusti dell’Umanità”, al Museo archeologico “Griffo”, alle ore 9:30, l’Accademia di Studi Mediterranei di Agrigento ha organizzato diverse iniziative sul tema della ricorrenza. Tra gli altri, interverranno l’assessore regionale Roberto Lagalla, monsignor Carmelo Ferraro, Arcivescovo Emerito dell’Arcidiocesi di Agrigento, e il prefetto Dario Caputo. A seguire, alle ore 12, nella Valle dei Templi, lungo la Via Sacra, al “Giardino dei Giusti”, si svolgerà una manifestazione conclusiva. Parteciperanno le scuole e i “Bambini del Mondo”.

La Scrivente O.S. con la presente chiedela costituzione di un tavolo di unità di crisi occupazionale aperto,in merito alla  revoca della licenza alla società “Sicurezza Italia” con sede a Raddusa. Il provvedimento ha avuto gravi ripercussioni; dal mancato pagamento degli stipendi alla  incertezza sul futuro occupazionale dei vigilantes che operano in Agrigento e provincia.

Per queste motivazioni chiediamo al tavolo la presenza dell’amministratore pro tempore dell’Istituto di Vigilanza La Sicurezza Di Raddusa (CT)

Maltrattamenti, vessazioni, violenze fisiche e psicologiche, queste le accuse mosse dalla moglie a F. D., informatore medico scientifico agrigentino di anni 48, accusato di averla costretta a vivere per anni in penosissime condizioni di soggezione psicologica.

 

Già nel corso dell’interrogatorio di garanzia il professionista, con l’assistenza dell’Avv. Angelo Farruggia, si era difeso negando ogni accusa, affermando che tutte le querele erano era strumentali al vero obiettivo perseguito dalla moglie nel separato procedimento di separazione, ossia il conseguimento di un lauto mantenimento, che già il giudice civile, nonostante le querele, le aveva negato, ritenendola, di fatto, persino responsabile del fallimento del matrimonio.

Al termine dell’interrogatorio di garanzia, il difensore, Avv. Angelo Farruggia, aveva eccepito l’inutilizzabilità di tutti gli atti d’indagine e il GIP, aderendo al parere del P.M., aveva rigettato l’eccezione, confermando la misura cautelare, che è stata quindi impugnata presso Tribunale del Riesame di Palermo.

Nel corso dell’udienza celebratasi innanzi al Tribunale delle Libertà il difensore, dopo avere contestato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e sottolineato la strumentalità delle querele agli obiettivi economici perseguiti dalla moglie, ha ribadito l’eccezione di inutilizzabilità, per un vizio di forma, di tutti gli atti d’indagine.

Il Tribunale del Riesame, accogliendo la tesi del difensore, circa la inutilizzabilità degli atti e l’insussistenza dei gravi indizi, con ordinanza del 2 marzo, ha annullato l’ordinanza applicativa della misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Agrigento, rimuovendo ogni restrizione imposta al professionista agrigentino.

Il Sindaco Ettore Di Ventura informa che stamani l’Assessore alle Attività Produttive e all’Ambiente, l’Agrotecnico Pietro Sabatino, ha formalmente rassegnato le dimissioni.

Per “sopravvenuti incarichi lavorativi di grande responsabilità” Sabatino ha rimesso il mandato nelle mani del Sindaco, non potendo più garantire di “poter esercitare con costanza” le funzioni demandategli. 

E’ Montevago il primo comune siciliano ad aggiungere la parola Terme alla propria denominazione applicando la nuova legge regionale varata nelle scorse settimane all’Ars per i comuni sede di insediamenti o bacini termali. La delibera consiliare che varia la denominazione del comune in Montevago Terme è stata approvata ieri dal consiglio comunale.

“I social network possono rappresentare una grandissima opportunità per gli adolescenti, ma possono essere una fonte di rischio. I ragazzi costruiscono sui social una io confezionato per presentarsi al pubblico. Un io esibito costruito per piacere, per raccogliere like e per essere condiviso, commentato. Si tratta di una vera e propria esteriorizzazione della nostra individualità”.

Lo ha detto il professor Francesco Pira, sociologo e docente di comunicazione all’Università di Messina, nel corso della conferenza intitolata “Diciamo no al Cyberbullismo” giovedì 22 febbraio 2018 presso il Liceo Scientifico e delle Scienze Umane “R. Politi” ad Agrigento. L’incontro è stato organizzato dall’ANCRI, Associazione Nazionale Cavalieri al Merito della Repubblica Italiana, sezione territoriale di Agrigento. Ha aperto i lavori il cavalier Pietro Sicurelli, Presidente Provinciale ANCRI e il professoressa Daniela Traina, vicaria del professor Antonio Manzione, Dirigente Scolastico del Liceo Politi, assente per motivi personali.

“Siamo felici di ospitare questo incontro – ha detto la professoressa Traina – e di far incontrare i ragazzi con un esperto che saprà darci delle chiavi di lettura sociologiche sul rapporto che dobbiamo avere con i mezzi di comunicazione.

Dal canto suo il Presidente dell’ANCRI, Sicurelli, ha parlato di educazione alla legalità: “lavoriamo per azioni di educazione alla legalità e concreta educazione al rispetto delle regole sociali e delle leggi. Vogliamo aiutare le nuove generazioni a maturare una consapevolezza critica nel leggere la realtà e guidarle nelle scelte, a partire dai semplici contesti di vita quotidiana. In tal senso riteniamo sia assolutamente necessario concentrare gli sforzi sull’educazione civica e sulla responsabilizzazione di quelli che, oggi bambini o adolescenti, domani saranno cittadini adulti, in grado, con le loro scelte, di promuovere cambiamenti nella nostra società”.

L’incontro è stato introdotto dal professor Enzo Alessi, che ha parlato della sua esperienza di studente del Liceo Politi, un po’ di anni fa, ma anche parlato con i giovani di educazione al rispetto dell’altro on line e off line, citando autori che hanno scritto di scuola, pedagogia e lingua italiana.

Al termine della relazione del professor Pira, molto apprezzata da docenti e studenti, il sociologo ha risposto alle domande dei ragazzi presenti. “ Una mattinata intensa  – ha detto la referente Bullismo del Liceo Politi professoressa Anna Maria Bruno – abbiamo lavorato e continueremo a farlo perché crediamo nella forza della prevenzione”.

Tornano ubriachi da una serata fuori, e devastano la stanza del Bed and Breakfast dove alloggiano. E’ accaduto ad Agrigento, dove due turisti francesi, dopo aver alzato un po’ troppo il gomito, si sono lasciati andare in escandescenze provocando danneggiamenti all’interno della struttura ricettiva, nei pressi della chiesa di San Calogero, al Viale della Vittoria.

Il proprietario ha dovuto chiamare i carabinieri che giunti sul posto hanno prima calmato i due turisti, poi li hanno convinti a pagare il corrispettivo dei danni causati. Il gestore del B&B ha deciso di non sporgere denuncia nei confronti dei due francesi.

La Giunta di governo ha proceduto alla nomina dei dirigenti generali della Regione siciliana, dopo la revoca dei precedenti incarichi, avvenuta la scorsa settimana, in applicazione della legge sullo spoils system.

Sedici le nuove nomine, sette le rotazioni, sei le conferme e un interim. A questi si aggiungeranno, poi, i due dipartimenti rimasti esclusi dal spoils system (Istruzione e formazione professionale e Beni Culturali), visto che i due dirigenti (Giovanni Silvia e Maria Elena Volpes) sono in procinto di andare in pensione.

Voglio ringraziare ancora – afferma il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci – tutti coloro che hanno servito l’amministrazione regionale in questi anni. Nella scelta abbiamo seguito il criterio della competenza e del rapporto fiduciario, così come prevede la legge. La nuova quadra di dirigenti generali comprende volti nuovi e dirigenti già collaudati. Ogni dirigente sarà messo alla prova e, tra un anno, opereremo una verifica dei risultati, specie per quanti si occuperanno di gestione della spesa. Sul trattamento economico, è  stata inoltre decisa la riduzione del venti per cento sulla parte variabile dello stipendio”.

Questo il nuovo organigramma dei 27 dipartimenti e dei 3 uffici equiparati dell’amministrazione regionale: Segreteria generale Maria Mattarella, Ufficio legislativo e legale Gianluigi Amico, Protezione civile Calogero Foti, Affari extraregionali Vincenzo Falgares, Programmazione Vincenzo Falgares (interim), Autorità certificazione programmi cofinanziati dalla commissione europea Patrizia Valenti, Audit programmi coofinanziati dalla Commissione europea Grazia Terranova, Agricoltura Carmelo Frittitta, Sviluppo regionale e territoriale Mario Candore, Pesca mediterranea Dario Cartabellotta, Attività produttive Rosolino Greco, Funzione pubblica e personale Rosalia Pipia, Autonomie locali Margherita Rizza, Beni culturali e identità siciliana Maria Elena Volpes, Ragioneria generale Giovanni Bologna, Finanze e credito Benedetta Cannata, Coordinamento sistemi informativi regionali e attività informatica Maurizio Pirillo, Acqua e rifiuti Salvo Cocina, Energia Tuccio D’Urso, Famiglia e politiche sociali Salvatore Giglione, Lavoro Francesca Garoffolo, Infrastrutture mobilità e trasporti Fulvio Bellomo, Dipartimento regionale tecnico Salvo Lizzio, Istruzione e formazione professionale Giovanni Silvia, Pianificazione strategica Mario La Rocca, Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico Maria Letizia Di Liberti, Ambiente Giuseppe Battaglia, Urbanistica Giovanni Salerno, Corpo forestale Filippo Principato, Turismo Lucia Di Fatta.


Sono oltre venti ormai le vittime delle estorsioni che hanno cominciato a collaborare con gli inquirenti che hanno coordinato l’inchiesta sulla mafia agrigentina che, nelle scorse settimane, ha portato a 59 arresti. In cella sono finiti boss, gregari ed estortori dei clan della provincia. Interrogati dai carabinieri che hanno condotto l’indagine, la maggior parte degli imprenditori taglieggiati finora sentiti hanno ammesso la pressione del racket.

E a confermare di aver subito le richieste di pizzo non sono stati finora solo i titolari delle aziende, ma anche i loro dipendenti. Una vera rivoluzione nell’atteggiamento omertoso finora tenuto dalle vittime che non avevano neppure denunciato le intimidazioni subite. In tutto le estorsioni accertate dalla dda sono state 27. Pochi giorni dopo l’arresto ha cominciato a collaborare con gli investigatori il boss di Favara Giuseppe Quaranta che sta raccontando ai pm Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra i retroscena di omicidi avvenuti nella provincia agrigentina e le estorsioni.