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“In Italia la crisi economica è anche crisi demografica. Mancano all’appello oltre 5 milioni di italiani, tanti quanti sono stati gli aborti dal 1978, anno in cui fu varata la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza, ad oggi. Gli autori del manifesto pro life a Roma hanno pienamente ragione, non solo da un punto di vista sociale ma anche scientifico visto che la vita è tale sin dal primo giorno, come è stato ben descritto dall’associazione ProVita. Cirinnà e compagne hanno, quindi, poco da arrabbiarsi. Da parte loro solo censure e il classico oscurantismo progressista, adducendo scuse risibili del tipo il manifesto va “contro una legge dello Stato”. Somigliano tanto alle tesi sostenute nel processo di Norimberga dai medici nazisti, quando si giustificarono circa i crimini commessi con gli esperimenti eugenetici, aborti compresi. E poi le leggi mica sono eterne? Si possono cambiare. E prima o poi ciò accadrà anche in Occidente. Sabato 14 aprile a Palermo, in piazza Croci, parteciperò alla ‘Marcia per la Vita e la Famiglia’. Un vento nuovo sta soffiando”.

Lo dichiara il deputato della Lega Alessandro Pagano.

Si arricchisce di mistero la vicenda del pestaggio, in un albergo di Porto Empedocle, di cui sarebbe stata vittima una donna tedesca. Oltre all’uomo, un italo-tedesco nei cui confronti è stato emesso un mandato di cattura internazionale e che al momento risulta irreperibile, anche la stessa donna, è irreperibile.


I giudici del Tribunale del Riesame di Agrigento, presidente Luisa Turco, hanno confermato il sequestro del complesso denominato “Porto turistico Marina Cala del sole” con centinaia di posti barca e altri servizi annessi fra i quali spiaggia privata, camere, parcheggi e area ristorazione.

La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei due indagati, firmata ad inizio del mese scorso e già nota all’opinione pubblica, dal pubblico ministero Andrea Maggioni  che porterà i due indagati davanti al Gup, Alfonso Malato, il prossimo 26 marzo, ha tratto origine da una serie di esposti, alcuni dei quali presentati dall’associazione licatese “A testa alta”.

Adesso, il dirigente del dipartimento Urbanistica del Comune di Licata, Vincenzo Ortega, 57 anni e l’imprenditore di Caltanissetta Luigi Francesco Geraci, 74 anni, responsabile della società che ha realizzato il nuovo porto turistico, rischiano il processo con l’accusa di abuso di ufficio in concorso e – per il solo Ortega – falsità materiale e ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Al centro della vicenda la realizzazione del complesso denominato “Porto turistico Marina Cala del sole” con centinaia di posti barca e altri servizi annessi fra i quali spiaggia privata, camere, parcheggi e area ristorazione.

Inchiesta che ha già avuto una prima fase con il sequestro avvenuto nel 2014 e che è stata alimentata da intercettazioni telefoniche soprattutto specie quelle tra l’ing. Ortega e Geraci. Ed emerge un quadro importante: secondo la Procura era l’ing. Ortega a guidare Geraci nell’evadere gli oneri dovuti.  E lo spunto investigativo ulteriore è nato da un’intuizione dei finanzieri comandanti dal col. Sava. Già nel momento in cui si insediava il nuovo peocuratore, Patronaggio, appunto, la finanza aveva consegnato un corposo e delicato rapporto.

Il progetto è stato realizzato dalla società “Iniziative immobiliari S.p.a”, di cui Geraci è legale rappresentante e, nel 2006, ha ricevuto una concessione di superficie demaniale marittima su cui, in seguito, nel tempo, ha costruito diverse strutture relative al progetto immobiliare. A Ortega si contesta di avere avuto un atteggiamento di favoritismo nei confronti della società, che in un primo momento realizzò pure un centro commerciale, in seguito venduto a un gruppo calabrese, facendogli risparmiare oltre 7 milioni di oneri concessori che, sostiene il pm Maggioni, sarebbero stati dovuti per la realizzazione di cabine, locali commerciali e servizi.

Ventidue, come detto le persone sottoposte ad indagine e tutto ruota attorno al mancato rinnovo alla società Iniziative immobiliari spa, della concessione demaniale marittima ad opera della Regione, circostanza questa che avrebbe dovuto bloccare ogni attività edilizia successiva al diniego ed al ripristino dei luoghi; Francesco Luigi Geraci, 74 anni di Sommatino e residente a Caltanissetta, rappresentante legale della Iniziative immobiliari spa che ha realizzato il Porto turistico “Cala del sole”; Andrea Occhipinti, 49 anni di Licata, dirigente del dipartimento finanziario del Comune; Giuseppa Maria Pia Amato, 60 anni di Licata, responsabile del Suap; Vincenzo Ortega, 58 anni, capo dell’Ufficio tecnico; Paola Vizzini,  69 anni di Villalba e residente a Caltanissetta; Salvatore Geraci, 40 anni di Palermo e residente a Taormina, direttore dei lavori Porto turistico “Cala del sole”; Bartolo Consagra, 43 anni di Licata; Giuseppe Licata, 39 anni di Licata; Gaetano Licata, 44 anni di Licata; Giuseppe Amato, 77 anni di Licata; Rosa Maria Comparato, 74 anni di Licata; Antonino Pira,  45 anni di Licata; Alessandro Ignazio Giacchino,  63 anni di Milano e residente a Pavia; Eugenio Guagenti, 48 anni di Palermo e residente a Licata; Vincenza Amato, 44 anni di Montevarchi e residente a Licata; Michele Gattuso 49 anni di Ravanusa; Angela Picone, 69 anni di Ravanusa; Vito Giovanni Rago, 47 anni di Canicattì e residente a Ravanusa; Santino Pillitteri, 62 anni di Mussomeli e residente ad Agrigento; Amedeo Angelo Strata 72 anni di Milano; Patrizia Fazio Tirrozzo, 66 anni, di Canicattì; Giacinto Marzullo, 32 anni di Licata, tutti per aver mantenuto l’occupazione demaniale marittima quale area di sedime dei rispettivi propri immobili ovvero cabine, posto barca, negozi e persino quattro cabine tecniche Enel (Pillitteri) .

Dopo i trenta giorni utili per rispondere alle richieste da parte degli avvocati, il Parco Archeologico della Valle dei Templi ha dato l’ok per visionare gli atti relativi all’affidamento della pubblicità in occasione dalla recente manifestazione del Mandorlo in Fiore.

Come si ricorderà, il legale si sicilia24h.it avv. Giuseppe Aiello ed altri avvocati rappresentanti altrettante testate giornalistiche, on line e televisive, avevano chiesto l’accesso agli atti per capire meglio come funziona all’interno del Parco l’affidamento pubblicitario alle testate a seguito di una non meglio specificata risposta che il braccio destro del direttore Giuseppe Parello, Giuseppe Presti (dirigente responsabile dell’Unità Operativa 4, valorizzazione, promozione e gestione dei siti archeologici), aveva dato ad uno degli editori dei quotidiani interessati.

Il Presti in un primo momento aveva risposto di “non aver tempo a disposizione per pianificare la pubblicità ai quotidiani on line”. Una risposta alquanto inaccettabile se si considera che, oltre al fatto che si sta gestendo denaro pubblico, lo stesso Presti (con l’avallo di Parello) aveva “dimenticato” che in realtà appena una settimana prima aveva proceduto ad affidare ad un solo sito web la somma di 1.300 euro senza dare comunicazione a chicchessia.

Un modo assolutamente singolare di gestire il denaro pubblico che ha aperto gli occhi allo stesso Presti. Mentre prima non aveva tempo per dedicarsi alla pubblicità dei quotidiani on line, subito dopo apparsa la notizia della richiesta di accesso agli atti da parte dei legali dei quotidiani, Presti è riuscito a trovare tutto il tempo necessario ed ha incaricato un dipendente di inviare mail a tutte le testate giornalistiche (a sagra iniziata…) per un affidamento pubblicitario di euro 200 IVA inclusa.

Nel frattempo, in attesa del controllo degli atti da parte dei legali, in seno al Parco Archeologico alcune situazioni sono decisamente cambiate. Adesso il direttore Giuseppe Parello non è più il rappresentante legale del Parco che passa nella persona del presidente Bernardo Campo, unitamente al Soprintendente Gabriella Costantino e all’archeologa Gabriella Capizzi.

Un nuovo Consiglio del Parco Archeologico che spazza via la gestione passata e che guarda al futuro con un certo ottimismo (e magari trovando il tempo, per tutti e non per qualche intimo) per dedicarsi con più oculatezza e ad una più variegata visione nella scelta delle somme da destinare alla comunicazione pubblicitaria. 

Lo stesso Campo ha chiesto al direttore Parello (ed ai revisori dei conti dell’assessorato regionale al Turismo) chiarimenti sulla gestione del denaro per la pubblicità sulla sagra e quali decisioni sono state adottate per il relativo affidamento.

Siamo sicuri che il problema siano incivili ed evasori?

Negli ultimi 2 piani finanziari per la TARI del Comune di Agrigento mancano dei dati importantissimi: il numero delle utente e i metri quadrati che occupano. Eppure sono i dati basilari per passare dal piano tariffario alle tariffe.

Il piano tariffario non è riscritto ogni volta, la delibera delle tariffe e il piano viene, molto probabilmente, scritta con il copia incolla ma purtroppo, ad un certo punto, sono saltati i riferimenti a questi fondamentali dati.

A fronte del pagamento di legioni di impiegati per fermare l’evasione, come cresce o decresce il numero delle utenze? Non è dato saperlo nel piano finanziario.

Durante la seduta di approvazione della TARI ho più volte richiesto il dato ufficiale. Il dirigente finanziario ha, infine, dichiarato che esistono 38mila utenze domestiche e 3mila utenze non domestiche.

Riscontro allora che a fronte di 41mila utenze, nella proroga tecnica con variante migliorativa al servizio del 21/7/17, si legge, che “il territorio comunale è stato diviso in zone e/o contrade per un numero di utenze da servire pari a circa 22.623”. Praticamente il servizio è stato progettato SOLO per il 60% delle effettive utenze?

Perché sono stati comprati 22623 set di mastelli per le utenze domestiche? Per risparmiare sottoponendo i cittadini a disagi?

Perché si è richiesto esplicitamente l’allontanamento di 14 unità lavorative? Per risparmiare sottoponendo i cittadini a disagi? Il numero di lavoratori da impiegare è sicuramente legato al numero di utenze da servire oltre che all’ampiezza del territorio.

Al netto di eventuali incivili, come può funzionare un sistema progettato per 22mila se le utenze sono 38mila? Perché un sistema che già non garantiva un efficiente diserbo e pulizia in tutta la città è stato ulteriormente azzoppato, diminuendo il numero di operatori?

In questo momento la città è in uno stato pietoso e a rischio sanitario eppure si continua a dire che tutto va bene, che presto si arriverà a regime e che piano piano pescheremo tutti gli evasori e gli incivili impareranno la lezione e si comporteranno bene.

Sono favolette per nascondere la VERA causa di questo servizio fallimentare? Una programmazione per una città che non è Agrigento: più piccola e con il 40% di utenze in meno!

Il sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento, Antonella Pandolfi, ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio – per il reato di omicidio stradale – nei confronti di Cataldo Domenico Falzone, 29enne originario di San Cataldo. 

La vicenda risale al 3 luglio 2016 data in cui perse la vittima, in seguito ad un incidente stradale, il 21enne Salvatore Bartolomeo mentre era a bordo della sua motocicletta in via Luca Crescente, ad Agrigento. Lo scontro avvenne con un furgone Doblò condotto dal 29enne di San Cataldo. Quest’ultimo è difeso dall’avv. Giuseppe D’Aqui. 

L’avvocato della famiglia Bartolomeo, appreso dell’intervenuto accordo tra l’avvocato dell’imputato e il Pubblico ministero circa una proposta di applicazione pena, ha depositato un atto con il quale chiede l’annullamento di ogni accordo e il reinvio del fascicolo alla Procura.

E’ l’agrigentino Giovanni Manganella il nuovo presidente del Comitato provinciale Inps di Agrigento, eletto all’unanimità. Manganella prende il posto di Santino Lucia della Cisl, che ha guidato il Comitato dal settembre del 2017 ad oggi. Attuale segretario organizzativo della Uil agrigentina e segretario generale territoriale della categoria Uiltec, Giovanni Manganella ha in passato ricoperto anche il ruolo di presidente del Comitato consultivo provinciale Inail. Nel suo decennale ruolo di sindacalista, Giovanni Manganella, che rimarrà in carica tre anni, si è occupato di settori importanti del territorio agrigentino, da Italkali a Italcementi fino alle più recenti vertenze legate ai lavoratori del comparto di igiene ambientale e del servizio idrico integrato.

Si trova ancora ricoverato ed è in coma il giovane di 19 anni, di Menfi, rimasto coinvolto in un incidente stradale verificatosi lungo la SP41 che collega la cittadina agrigentina con il fondovalle per Palermo, nella giornata di martedì scorso.

 Il 19enne è ricoverato presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo, presso il reparto di Rianimazione, ha subito un intervento alla testa, ed è in coma profondo. Le sue condizioni sono critiche.


A seguito di controlli del territorio, compiuti dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, due persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica per guida in stato di ebbrezza.

 Durante i controlli i Militari dell’Arma hanno provveduto anche a sequestrare 5 auto sprovviste della necessaria copertura assicurativa.