Home / Articoli pubblicati daRedazione AG (Pagina 69)

In riferimento alle dichiarazioni rese a mezzo stampa dalla Sindaca di Porto Empedocle , questa Organizzazione Sindacale, attraverso il responsabile locale Edoardo Sessa, tiene a precisare che quelle che la Sindaca definisce accuse, non sono altro che segnalazioni del malessere che vivono i cittadini Empedoclini, considerato che i rappresentanti della scrivente Organizzazione Sindacale operano quotidianamente tra la gente e si confrontano con la gente in forma reale e non virtualmente, riuscendo quindi ad avere una percezione concreta di quelle che sono le reali difficoltà delle famiglie Empedocline.

Ricordiamo alla Sig.ra Sindaca, che i dipendenti comunali devono ancora percepire il pagamento dello stipendio di marzo 2018 pur continuando a svolgere con grande spirito di responsabilità il proprio lavoro e nonostante le accuse che giorno dopo giorno sono costretti a subire.

Altra colpa di questo Sindacato che a dire del Sindaco fa politica, è stata quella di far presente che molte famiglie non possono più mandare i propri figli a scuola anche a causa dei costi che non riescono a sostenere per il trasporto degli studenti verso il Capoluogo.

Ed ancora siamo colpevoli di attenzionare il rischio chiusura di uno, se non unico, edificio storico potenziale metà di attrazione turistica cui questo Comune vuole votarsi.

Per ultimo, ma non ultimo, abbiamo la colpa di richiamare

l’attenzione sul reale rischio sanitario che il Comune di Porto

Empedocle corre , a causa del dilagante fenomeno degli incivili che lasciano i loro rifiuti ad ogni angolo del Paese, senza una concreta campagna volta ad arginarlo.

Considerato che la Sindaca ha anche accusato di non aver mai fatto proposte in merito, invitiamo ufficialmente la Sindaca a convocare urgentemente un tavolo tecnico con questa Organizzazione Sindacale per analizzare tutte le problematiche fin’ ora attenzionate, poter presentare le proposte da sempre suggerite, e provare a rendere un

po’ più vivibile questo Paese.

In attesa di un cortese sollecito riscontro, porgiamo distinti saluti.


E’ ripreso, ieri, presso un’aula del tribunale di Agrigento, il processo che vede coinvolte dieci persone – tra medici, farmacisti e collaboratori – accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a truffa, falso, ricettazione ed esercizio abusivo della professione. L’accusa è rappresentata dal sostituto procuratore della Repubblica di Agrigento ,Simona Faga.

 

Ieri ha testimoniato davanti ai giudici un investigatore privato, Diego Spanò,  ingaggiato da alcuni farmacisti che intendevano accertare l’esistenza di azioni di concorrenza sleale da parte del Terrana.

L’investigatore privato ha detto ai giudici di essere andato nella parafarmacia di contrada Ciuccafa e di aver acquistato farmaci che potevano essere venduti solo in farmacia. Lo stesso Spanò ha anche affermato di aver chiesto “a  due amici” di acquistare determinati farmaci con ricette ottenute in una guardia medica di Realmonte.

Diego Spanò ha anche dichiarato di aver acquistato, per motivi di indagine, a 10 euro, una pillola di Viagra nella parafarmacia al centro della vicenda.

A quel punto in aula è scoppiato il finimondo. Con alcuni avvocati che hanno chiesto l’acquisizione degli atti da parte della Procura per falso ideologico in concorso con ignoti per l’investigatore privato e di sentire proprio i “due amici” dello stesso.

 

Hanno scritto una nota per complimentarsi sulla solerzia mostrata dal sindaco Castellino in merito alla redazione del Piano di utilizzazione del Demanio Marittimo. Si tratta dei consiglieri Salvatore Castronovo, Rosario Falco e Domenico Scicolone i quali scrivono:

“Facciamo i nostri complimenti al Sindaco Castellino per essere stato solerte, a dare mandato agli uffici per la redazione Piano di Utilizzazione del Demanio Marittimo (PUDM) in tempi brevi e celeri e di conseguenza gli uffici con determina Dirigenziale n° 88 del 22/03/2018 l’Amministrazione Comunale del comune di Palma di Montechiaro ha conferito l’incarico ad un professionista esterno per espletare la redazione del   Piano di Utilizzazione del Demanio Marittimo (PUDM). L’incarico è stato affidato all’Arch. Marcello Grillo.

L’affidamento di questo incarico professionale scongiurerà l’attivazione dell’intervento sostitutivo da parte dell’A.R.T.A., così come previsto dall’art. 39 della L.R. n° 3 del 17/03/2016. La regione Sicilia con DDG n° 24 del 18/01/2018 del Dipartimento Regionale dell’ambiente ha approvato l’avviso pubblico, contenente i criteri per la predisposizione e gestione di un elenco di soggetti incaricati allo svolgimento delle funzioni di Commissario ad Acta per l’esercizio dei poteri sostitutivi di cui sopra, nei confronti dei comuni inadempienti che, nel termine perentorio di sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge (L.R. n° 3 del 17/03/2016), non abbiano adottato il piano di utilizzo delle aree demaniali marittime.

Il PUDM è un documento di pianificazione, previsto dalla Legge regionale 15/05, che individua le modalità di utilizzo del litorale marino della città e ne disciplina gli usi sia per finalità pubbliche, sia per l’esercizio di attività rimesse alla libera iniziativa e regolamentate attraverso il rilascio di concessioni marittime.

Il PUDM ha come obiettivo lo sviluppo sociale, economico e urbanistico dell’intera costa siciliana. Uno strumento che se come speriamo sarà realizzato con oculatezza e diligenza potrà servire da volano per lo sviluppo Turistico della nostra Meravigliosa costa, ricca di luoghi incantevoli, luoghi incontaminati di altissimo livello paesaggistico, faunistico e naturale e monumenti di alto livello Storico, Artistico e Culturale. (Punta Bianca, le miniere e l’area archeologica di Monte Grande, il Castello Chiaramonte, Marina di Palma, Torre San Carlo, la Zona SIC della C/da Falcone, il Castellaccio, “Rocca Tenna” e la Fontana Spina di epoca romana, la costa di c/da Ciotta fino ad arrivare a Torre di Gaffe, ecc.)

Il PUDM, altresì, è uno strumento importante e significativo che si proietta nel futuro, poichè, in applicazione della direttive europea Bolkestein col 31 dicembre 2015 (prorogato dall’Italia al 2020), decadranno tutte le aree in concessione e bisognerà predisporre i bandi per l’assegnazione ai privati delle aree del demanio marittimo.

Grazie al Sindaco e gli uffici, Palma di Montechiaro sarà uno dei primi comuni della provincia di Agrigento a dotarsi di un Piano di utilizzo del demanio marittimo.

Uno strumento molto importante che garantirà un uso corretto del suolo pubblico demaniale, consentendo di regolamentare il rilascio delle concessioni. Un atto, dunque, fondamentale per lo sviluppo turistico delle nostre coste che potrà dare slancio e vitalità a tutto il sistema economico locale”.

La L.R. 15/2005, all’art.4, ribadito dall’art. 20 della LR. N° 16 del 2016, prevede che le attività di utilizzo del demanio marittimo possono essere esercitate e autorizzate solo se in conformità alle previsioni di appositi piani di utilizzo delle aree marittime, approvati dall’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente su proposta dei Comuni costieri.

Al fine di fornire alle amministrazioni comunali interessate tutte le indicazioni necessarie per la redazione dei piani di utilizzo delle aree demaniali marittime, la Regione Siciliana ha adottato apposite linee-guida per la redazione dei P.U.D.M. con il Decreto Assessorile 25 maggio 2006, integrato dal Decreto Assessorile Decreto Assessorile 4 luglio 2011. I P.U.D.M. redatti secondo i criteri contenuti nelle linee guida vengono presentati dai comuni al dipartimento regionale dell’ambiente , il quale, dopo una preliminare valutazione, individua gli enti da interessare ai fini dell’approvazione ed acquisisce i necessari pareri (Capitaneria di porto territorialmente competente, Soprintendenza BB.CC.AA., Agenzia delle dogane, Genio civile regionale, Dipartimento regionale urbanistica, Dipartimento regionale del turismo, Soprintendenza del mare nonché, eventualmente, Dipartimento dell’ambiente – Servizio V.A.S.V.I.A, Dipartimento dell’ambiente – Servizio Difesa del suolo, Enti gestori aree marine protette, Enti parco, Enti gestori riserve naturali, altri enti territorialmente competenti che possano avere a vario titolo competenza nell’espressione di pareri ed autorizzazioni).

Già nei prossimi giorni all’Arch. Marcello Grillo sarà consegnato, dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico arch. Fabio Nicoletti, al quale va in nostro plauso per il lavoro che sta svolgendo, la documentazione necessaria, relativa al territorio del comune di Palma di Montechiaro (cartografia, elenco concessioni demaniali e varie), per iniziare lo studio e quindi la redazione del PUDM che, volendo precisare, era stato già trasmesso da codesto comune all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente con nota prot. 11672 del 24/05/2012 ma che l’Assessorato aveva restituito, per il suo aggiornamento, in quanto non conforme alle nuove linee guida”.

A Favara, nella mattinata di oggi, i carabineri della locale Tenenza sono stati impegnati in un’attività di controllo del territorio che si è avvalsa di un elicottero che ha sorvolato in lungo e in largo tutta l’area urbano, periferica e limitrofa alla città dell’Agnello Pasquale.

Nessuna notizia ufficiale filtra dall’Arma circa l’esito di tale attività.


Voleva prenotare una visita ma non c’è riuscito. Un utente agrigentino ha scritto alla nostra redazione per segnalare un disguido accaduto questa mattina al centro di salute mentale di Agrigento.

“Dovevo prenotare una visita per un mio familiare – ci scrive – ma non sono riuscito a parlare con nessuno perchè ho telefonato vanamente per almeno mezz’ora. Passati i trenta minuti il telefono risultava essere fuori posto. Non credo che una cosa del genere sia tollerabile; chi chiama quel centro medico ha bisogno di cure e assistenza anche di una certa urgenza. Segnalerò lo spiacevole episodio alla Autorità Giudiziaria”.

G.V. Agrigento  

Da diversi i giorni si susseguono frenetici incontri per cercare di superare l’emergenza rifiuti che ha paralizzato la città. I primi interlocutori, cui si sono rivolti il Sindaco Ettore Di Ventura e l’Assessore all’Ambiente Roberto Vella, sono stati S.E. il Prefetto di Agrigento e la Ditta Catanzaro Costruzioni, che gestisce la discarica di Siculiana presso cui il Comune di Canicattì, con ordinanza regionale, dovrebbe conferire i propri rifiuti.

A causare la mancata raccolta dello straordinario accumulo di rifiuti in vaste zone della città, il blocco del conferimento in discarica da parte della Ditta Catanzaro, la quale vanta, nei confronti del Comune di Canicattì, un credito per fatture pregresse non liquidate.

“Nei mesi scorsi questo Ente ha versato alla Catanzaro Costruzioni 1 milione e ½ di Euro per liquidare somme dovute negli anni 2015 e 2016. Pur non trattandosi di debiti di stretta pertinenza di questa Amministrazione abbiamo adempiuto ai nostri obblighi – dichiara il Sindaco Ettore Di Ventura – Sulle somme dovute e non ancora liquidate si è chiesto alla Ditta Catanzaro un piano di rientro da attuare successivamente all’approvazione del bilancio. Nonostante la mediazione di S.E. il Prefetto, che ringrazio particolarmente per l’interessamento, la Ditta in questione ha rigettato la nostra proposta. Per risolvere al più presto il problema, stiamo lavorando alacremente insieme a S.E. il Prefetto, con cui siamo alla ricerca di altre discariche disposte a lasciarci conferire i rifiuti, e al Dipartimento Rifiuti della Regione Sicilia, al quale abbiamo chiesto di individuare un’altra discarica e dal quale aspettiamo l’emissione di una ordinanza che ci autorizzi a conferire altrove. 
Per arginare l’emergenza abbiamo iniziato, con grande difficoltà perché i quantitativi da poter conferire sono limitati, la raccolta degli ingenti quantitativi di rifiuti accatastati agli angoli delle vie cittadine per conferirli presso la Ditta Traina.

Ci auguriamo che arrivi al più presto una soluzione dalla Regione. 
Riguardo alla Ditta Catanzaro – conclude il Sindaco – pur nella consapevolezza del pieno diritto a pretendere il dovuto pagamento, dobbiamo verificare se una Ditta individuata dalla Regione per tale servizio possa rifiutarsi di lasciar conferire.”

Si raccomanda, ai cittadini residenti nelle zone in cui è attiva la raccolta differenziata porta a porta, di non gettare i rifiuti in altre zone per non intasare i cassonetti.

Inoltre, fin quando la situazione non sarà ritornata alla normalità, si invitano i cittadini ad evitare di disfarsi di suppellettili più o meno ingombranti che nei giorni scorsi hanno contribuito notevolmente ad incrementare la quantità di rifiuti lungo le strade cittadine.

 

A leggere il comunicato a firma dei segretari generali Cgil Cisl Uil “comparto scuolebelle” i quali esultano, dopo avere appreso dalla stampa, dalla tv la manifesta intenzione del MIUR di volere internalizzare gli ex lsu-ata ci si incazza. Ed il motivo è semplice. Correva l’anno 2011 quando seduti ad un tavolo governativo,TUTTI INSIEME, hanno deciso di avviare le gare CONSIP. Una realtà assunta con la direttiva n°55 del 30 Giugno.

Da quel giorno ed ancora prima, inizia il lungo calvario dei lavoratori lsu che più volte abbiamo denunciato. Oggi , in Italia cambia il vento ed i soliti compagni di merende cercano di scrollarsi di dosso le responsabilità. Cercano di togliere la sporca tovaglia che ha sempre nascosto le immani angherie perpetrate a danno dei lavoratori. Aziende che non pagano (vedi lotto 5) decurtazioni, banca ore (per fortuna respinta dal Tribunale di Agrigento) il silenzio della CONSIP, svegliata ultimamente da questa O.S.Per non parlare della organizzazione del lavoro,dei “portaborse” travestiti da padroni delle Filande. Non basterebbero centinaia di pagine,per descrivere lo scempio,il degrado dell’uomo lavoratore,privato della propria dignità.

Vogliamo ricordare ai signori Generali che basterebbe andare indietro nel tempo per analizzare il fallimento del progetto. Anno 2012, quando l’allora ministro decise di acquistare i servizi tramite la centrale unica mettendo fine agli affidamenti diretti. Nel  2015, con il ddl “Buona Scuola” di Renzi, arriva la prima proroga fino a luglio 2016. Da premettere che a marzo del 2016 il decreto Scuola ha spostato la scadenza a fine anno, così come per il progetto “scuole belle” e le convenzioni che nel frattempo erano scadute. Si arriva così a dicembre 2016. Arriva il referendum e  scatta la terza proroga per altri otto mesi. Nonostante i pareri dell’ Antitrust e dell’ Anac e  le evidenze il progetto viene prorogato ancora. Raffale Cantone  ad aprile 2016 invia al Parlamento e alla Procura di Roma un parere durissimo nel quale chiede di smettere una volta per tutte la pratica delle proroghe che sono “sistemi derogatori inidonei a risolvere rilevanti problematiche sociali”. In questo antico e affascinante gioco delle tre carte  la soluzione per sistemare gli LSU  non si trovò.

Come USB dal primo giorno ci siamo rimboccati la maniche, denunciando all’ANAC la “puzza” che emanava il progetto “scuolebelle”,presentando a giornali e tv il “Libro Nero”.Tutto questo,mentre i  Generali continuavano a sottoscrivere accordi,uno dopo l’altro. Accordi che hanno permesso alle aziende di schiavizzare un’intera categoria. Vergogna. Ricordo una frase del Teologo Gianfranco Ravasi:  Oggi non ci si vergogna più perché si è venduta la coscienza morale”.

 Aldo Mucci

Ad Agrigento, l’auto di proprietà di un uomo di quaranta anni, parcheggiata in via Europa, nei pressi della villa del Sole, è stata danneggiata da un incendio sviluppatosi in pieno giorno.

 Tra le ipotesi riguardanti le cause del rogo si ipotizza quella del corto circuito, anche se non si esclude alcuna pista.

Nonostante il forte richiamo del brand Italia in Cina, soprattutto per la moda, il design, il calcio e la ristorazione, l’export dei nostri vini e prodotti agro-alimentari fa registrare risultati a dir poco deludenti, distaccati di molte misure da Francia, Olanda, Germania e Irlanda, tra i concorrenti europei del settore, e ancora da Francia, Australia, Cile e Spagna, a livello mondiale, per l’export di vini in Cina.

È questo il primo messaggio che si ricava dall’incontro di Caltanissetta, sul tema “Sicily-China Food & Wine” organizzato da IRPAIS, Consorzio Universitario di Caltanissetta, Banca del Nisseno e Sviluppo Cina, nei giorni scorsi, tra una delegazione istituzionale cinese e oltre 150 imprenditori siciliani del settore agroalimentare e vitivinicolo, i rappresentanti dei maggiori consorzi del settore, le università e numerosi rappresentanti delle Istituzioni regionali.

“Gli strumenti per migliorare i flussi commerciali verso la Cina ci sono” ha detto Gianluca Mirante, che rappresenta in Italia HKTDC, ente per la promozione del commercio estero di Hong Kong, che organizza fiere a Hong Kong anche del settore agro-alimentare. “Le aziende italiane partecipano numerose alle nostre fiere, ma l’importante è comunicare i nostri prodotti che, in assenza di comunicazioni efficaci, sono illustri sconosciuti in Cina”, è stato in sintesi l’intervento di Mirante.

Non tutto è perduto, secondo Stefano De Paoli, rappresentante in Italia di InvestHK, dipartimento del Governo di Hong Kong che assiste le aziende straniere ad espandersi in Cina. Un miliardo e mezzo di consumatori cinesi sono sempre più alla ricerca di modelli di consumo occidentali.

Raccogliendo “l’assist” di Mirante, De Paoli ha spiegato come occorre comunicare in Cina: “l’unico mezzo di comunicazione efficace in Cina è WeChat, un social network avanzato che combina messaggistica e e-commerce, e incorpora un sistema di pagamento online e offline proprietario. Quasi un miliardo di cinesi utilizzano questo strumento, per molte ore ogni giorno, con il proprio smart phone, per messaggiare, informarsi, ricevere offerte commerciali e fare acquisti online, pagando direttamente il fornitore senza mai uscire dall’applicazione”. “Se i nostri prodotti non sono su WeChat, non illudiamoci di riuscire a farli conoscere, né tantomeno a venderli, ai consumatori cinesi”. “Occorrono azioni più incisive. Non possiamo più permetterci di trascurare questo enorme mercato, diventato ormai il maggiore importatore mondiale di prodotti eno-gastronomici”. “InvestHK, ma anche Sviluppo Cina, associazione per la promozione delle relazioni economiche tra Italia e Cina, sono pronte ad aiutare le aziende siciliane che vogliono affrontare questo mercato con le azioni e gli strumenti più appropriati” ha aggiunto De Paoli.

Per iniziare sono stati proposti tre progetti: la costituzione di un comitato tecnico di cui faranno parte imprenditori siciliani del settore alimentare che, insieme ai rappresentanti delle istituzioni cinesi, svilupperanno un programma di promozione dell’export verso la Cina. L’organizzazione di una missione a Hong Kong e a Shanghai per un primo approccio di valutazione e conoscenza del mercato, con l’obiettivo di aprire, quanto prima, una “vetrina” di prodotti siciliani in Cina, sia online, su WeChat, sia offline.

Riccardo Fuochi, presidente di Sviluppo Cina, ha poi spiegato che il progetto della “vetrina” in Cina, che potrà ospitare i prodotti siciliani, è già disponibile. È prevista, infatti, entro giugno 2018 l’apertura di un’esposizione permanente di prodotti eno-gastronomici regionali italiani a Shanghai, dove le aziende che aderiranno negli spazi dedicati alla propria regione potranno promuovere e vendere i prodotti esposti, al dettaglio e all’ingrosso, far conoscere e promuovere il turismo verso la regione e partecipare a una serie di attività di comunicazione e promozione, online e offline. Fuochi, imprenditore della logistica, affermato proprio in Cina, dove la sua azienda distribuisce da molti anni moda e accessori del lusso, per conto dei maggiori marchi italiani, ha spiegato come anche la logistica giochi un ruolo fondamentale, per il successo di prodotti stranieri in un Paese complesso come la Cina. La sua azienda, insieme ad altre aziende associate, con il sostegno auspicabile delle Regioni, formeranno un team per la gestione del progetto a Shanghai che sarà replicato, in futuro, in altre importanti città cinesi.

Fabiola Safonte, presidente di IRPAIS, l’Istituto di Ricerca e Promozione delle Aree Interne della Sicilia, e principale promotore del convegno, si farà carico di attuare i progetti proposti, a cominciare dal comitato tecnico “Sicilia-Cina, Food & Wine”, dal nome del convegno di Caltanissetta, che sarà costituito al più presto, con i molti imprenditori che hanno manifestato interesse, e i rappresentanti delle istituzioni cinesi e italiane presenti al convegno. Il comitato si riunirà, inizialmente, con frequenza mensile, per programmare e attuare i progetti proposti: una missione commerciale in Cina, la presenza siciliana nella “vetrina” di Shanghai e la partecipazione a fiere del settore in Cina. “L’obiettivo è di ritrovarci qui, tra un anno, per raccontare le esperienze che saremo riusciti a portare in Cina, con la speranza che i risultati siano tali da indurre un numero sempre maggiore di aziende siciliane a unirsi a noi in questa marcia verso la Cina”, ha concluso Safonte.

Al convegno hanno partecipato molte personalità siciliane in rappresentanza di istituzioni impegnate nel sostegno allo sviluppo dell’economia dell’isola, con testimonianze, suggerimenti e anche una dose di autocritica, analizzando, da varie angolazioni, gli aspetti che caratterizzano l’industria agro-alimentare della regione, anche in relazione alla performance delle relative esportazioni. Tra queste Giovanni Arnone, presidente del Consorzio Universitario di Caltanissetta, Giuseppe Di Forti, presidente di Banca del Nisseno, Pietro Columba, vice-presidente del CORERAS e docente dell’Università di Palermo – che ha condotto la tavola rotonda cui hanno preso parte, tra gli altri, Ettore Pottino, Presidente di Confagricoltura Sicilia, Federica Argentati, Presidente del Consorzio Agrumi di Sicilia, Maurizio Lunetta, Direttore del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, Giuseppe Li rosi, Presidente di Simenza, e Giulia di Vincenzo, Presidente del Consorzio Olio IGP Sicilia – e di Biagio Pecorino dell’Università di Catania che ha concluso i lavori. Tutti hanno sottolineato l’importanza che rivestono le esportazioni per l’economia della regione, le caratteristiche della Sicilia che ne hanno fatto uno dei più rilevanti centri di eccellenza al mondo per i prodotti dell’industria eno-gastronomica, i problemi che devono essere risolti, soprattutto di carattere infrastrutturale e la necessità di maggiore partecipazione da parte del governo regionale per aiutare le aziende siciliane ad avvicinarsi con i dovuti mezzi al grande mercato cinese che, per le sue caratteristiche e complessità, richiede sforzi difficilmente sopportabili dalle PMI siciliane.

Salvino Caputo, ristretto ai domiciliari, indagato, tra l’altro, di attentato al diritto di voto dei cittadini, è stato interrogato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Termini Imerese. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’ex deputato regionale ed ex sindaco di Monreale, si è difeso così: “Nessun inganno ai danni degli elettori. C’è stato un momento iniziale di smarrimento. Non mi aspettavo la dichiarazione di incandidabilità, poi comunque annullata, dopo quattro mesi.

Ma la campagna elettorale l’ha fatta mio fratello Mario”. E a testimonianza di ciò, il difensore, l’avvocato Raffaele Bonsignore, ha prodotto filmati di alcuni comizi e servizi televisivi che ritraggono Mario Caputo durante la campagna elettorale per le Regionali”. E anche il fratello Mario, ai domiciliari pure lui, non si è avvalso della facoltà di non rispondere, e innanzi al Gip ha spiegato: “Ho fatto scrivere ‘detto Salvino’, ma solo sulla lista delle urne e non sui facsimili e sui manifesti, perché alle elezioni amministrative di Monreale non fui eletto per pochissimi voti, e diversi voti furono annullati perché gli elettori avevano scritto Salvino Caputo e non Mario Caputo”.

E altrettanto a testimonianza di ciò, i difensori, gli avvocati Raffaele Bonsignore e Francesca Fucaloro hanno prodotto dei video e delle foto, oltre la fattura dei facsimili su cui si legge il nome Mario Caputo e non Salvino. E poi, ancora Mario Caputo ha citato il testo di due intercettazioni, del primo e del 10 ottobre scorsi, in cui lui, Mario, si rivolge al fratello Salvino, e gli raccomanda: “Salvino, dobbiamo dirlo a tutti che il candidato sono io”. I difensori invocano la revoca o la sostituzione delle misure cautelari in atto. Il Giudice scioglierà la riserva entro 5 giorni, e poi si pronuncerà anche il Tribunale della Libertà a cui è stata già presentata l’istanza di riesame”. Nel frattempo, Matteo Salvini ha incontrato Alessandro Pagano e Angelo Attaguile, coordinatori regionali del “Carroccio”, indagati perché, secondo la Procura di Termini Imerese, sarebbero stati partecipi dell’inganno del “Caputo detto Salvino”.

E il leader della Lega commenta: “Nessun commissariamento della Lega in Sicilia, almeno per ora. Voglio prima leggere le carte e poi parlare. Ci sarà qualche querela. Quello che ho letto finora mi convince poco. Quando si cresce bisogna stare attenti e noi staremo sempre più attenti: se qualcuno si è dimostrato furbo o poco onesto, la Lega non è casa sua”.

A.R. (teleacras)