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Proroga di indagine per altri sei mesi. E’ la richiesta della Procura della Repubblica di Agrigento che sta indagando su Girgenti acque e il suo patron Marco Campione. La richiesta è dei pubblici ministeri Salvatore Vella, Alessandra Russo e Paola Vetro coordinati dal procuratore capo Luigi Patronaggio. 

La vicenda vede oltre settanta indagati tra cui l’ex prefetto di Agrigento, il padre dell’ex ministro Angelino Alfano, politici, avvocati e giornalisti.

Lo scorso gennaio erano scattati gli avvisi di proroga delle indagini a carico degli indagati ai quali vengono contestati i reati di associazione a delinquere, corruzione, truffa, riciclaggio e inquinamento ambientale.

Il Sig. D.E., di 23 anni, aveva partecipato al concorso pubblico per l’assunzione di 1148 allievi agenti della Polizia di stato ; dopo avere superato la prova d’esame scritta e la prova di efficienza fisica il giovane aspirante allievo veniva giudicato inidoneo e quindi escluso dal concorso per asserita inidoneità psico-fisica, per presunta “alterazione della composizione corporea”. Il giovane proponeva allora un ricorso giurisdizionale contro il Ministero dell’Interno davanti al Tar Lazio, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento di inidoneità psico-fisica al reclutamento.

In particolare gli avvocati Rubino e Piazza hanno censurato il provvedimento impugnato sotto il profilo dell’eccesso di potere per travisamento dei fatti e difetto di presupposto, producendo certificazione sanitaria rilasciata da struttura sanitaria pubblica attestante che la massa grassa del ricorrente è pienamente conforme ai limiti normativamente prescritti. Si è costituito in giudizio il Ministero dell’Interno, in persona del Ministro, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare avanzata dal ricorrente.

Il Tar del lazio, alla luce della produzione documentale fornita dagli avvocati Rubino e Piazza, ha disposto una verificazione in contraddittorio circa l’asserita alterazione della massa corporea del ricorrente presso il Policlinico Militare Celio di Roma; espletata la verificazione, in contraddittorio tra le parti, il ricorrente veniva giudicato “idoneo al proseguimento dell’iter concorsuale”, essendo le misure rilevate compatibili con i parametri della normativa vigente. Conseguentemente  il Tar del lazio, ritenendo il ricorso patrocinato dagli avvocati Rubino e Piazza fondato, ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, disponendo l’ammissione con riserva del ricorrente al prosieguo dell’iter concorsuale; il giovane ventitreenne dovrà pertanto essere convocato dalla competente commissione per l’espletamento delle successive fasi concorsuali. 

 

Servizio regolare dopodomani, giovedì 21 giugno, per quanto concerne la raccolta differenziata in città. Lo sciopero degli operatori ecologici, impegnati in una vertenza per il riconoscimento del diritto a ferie e straordinario, è stato infatti revocato dalle organizzazioni sindacali di categoria. “Dopo l’incontro in Prefettura con l’amministrazione comunale, aziende e Prefetto – spiegano i sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil Enzo Iacono, Umberto nero e Nino stella – e dei due successivi incontri con i vertici delle Rti, il raggruppamento di imprese che gestiscono il servizio di igiene ambientale in città, si è deciso di revocare unitariamente lo sciopero. Infatti con l’innesto dei servizi aggiuntivi pomeridiani del servizio si è trovata la possibilità di efficientare l’intero servizio per il cittadino. Stante così le cose, riteniamo corretto revocare lo sciopero indetto del 21 giugno.”

Continua il caos nella raccolta dei rifiuti ad Agrigento. L’assessore comunale all’Ecologia Nello Hamel, ha nelle ultime ore comunicato comunica che “il turno di raccolta dell’indifferenziato, secco residuo, è stato spostato da domani giovedì 14 a venerdì 15 giugno, pertanto domani giovedì si procederà alla raccolta della plastica”. Secondo Hamel dunque, venerdì dovrebbe essere effettuata la raccolta dell’indifferenziato che in molte zone non viene effettuata da oltre una settimana. C’è però un piccolo dettaglio che il Comune ha dimenticato di chiarire. Oggi e domani, gli operatori ecologici lavorano la metà dei loro rispettivi turni perchè impegnati in sit-in di protesta e assemblee per il riconoscimento dei loro diritti alle ferie e agli straordinari effettuati e non pagati. Questo cosa significa? Significa che visto che domani si raccoglie la plastica e i mezzi rimarranno pieni proprio in virtù delle agitazioni sindacali, la raccolta del secco residuo di venerdì, non potrà essere effettuato prima che i mezzi pieni di plastica vadano a Ravanusa dove c’è il centro di conferimento, scarichino e tornino ad Agrigento. Cosa che, considerando l’orario di lavoro dei netturbini e il loro numero, è difficile che venga ultimata per tempo.


E’ il prof. Rosario Lupo, chirurgo ortopedico che dirige l’Unità Operativa di Ortopedia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, il nuovo presidente della Società Siciliana di Ortopedia e Traumatologia.

Rosario Lupo rivestirà la carica di presidente dell’Asoto per il biennio 2018-2019.

Lo stesso Lupo ha così commentato il nuovo incarico: “Ringrazio per la fiducia accordata. La mia presidenza sarà contrassegnata dalla ricerca di nuovi spunti che diano ulteriore vitalità alla Società Scientifica Asoto e da un maggiore coinvolgimento dei giovani ortopedici che costituiscono la linfa vitale per il futuro della società stessa”.

 

Altro che 100 metri dalle scuole e 200 dagli ospedali. Altro che limiti fisici per dissuadere dall’uso, o almeno dal’abuso, delle slot machine: la nuova piaga sono le slot online. Che saccheggiano le tasche dei giocatori senza nemmeno riempire quelle dell’erario.

Il giro delle giocate sulle slot fisiche è arrivato l’anno scorso a quasi50 miliardi di euro, ma non è cresciuto, mentre le slot online sono salite a 12,6 miliardi dai 9,4 del 2015 e dai 7,4 miliardi del 2014.La cosa incredibile è che sulle giocate online “regolari” il prelievo fiscale (che si applica sulla differenza tra le giocate e le vincite) si ferma al 20% mentre sulle giocate fisiche è del 54%. Questo scompenso si risolve in una fantastica pubblicità a favore del gioco online, che ha un pay-out del 95 per cento contro il 70 delle “macchinette” fisiche. Ovvio quindi che mentre le slot fisiche hanno portato al fisco quasi 6 miliardi, quelle on-line si sono fermate a 90 milioni di euro.Le slot machine fisiche vennero autorizzate nell’ordinamento italiano nel 2009, con il decreto per la ricostruzione dell’Aquila ed entrarono a regime nel 2011. Quelle online sono entrate gradualmente nel costume sociale italiano, piacciono a un pubblico diverso da quello dei bar e delle sale gioco tradizionali, mediamente più giovane – deve, se non altro, saper usare un computer e avere una carta di credito – ma altrettanto accanito.Il gioco in casa può essere condiviso in gruppo, ma di solito è per solitari. Oltretutto, si sono moltiplicati gli operatori che propongono anche versioni mobile come Casinò Online Gaming Club;  che l’Osservatorio del Politecnico di Milano ne contava al febbraio 2012 si è oggi saliti ai 67 di febbraio 2017, con un incremento percentuale costantemente in doppia cifra anno su anno (a febbraio 2017 +18% su febbraio 2016).

Non possiamo permetterci che la barbara uccisione del piccolo Stefano Pompeo cada nell’oblio.

stefano-pompeoQuell’atroce omicidio di mafia, quello che per gli animali assassini è stato solo un errore, per i cittadini onesti deve essere un punto fermo per ripudiare non solo la mafia ma ogni forma di illegalità. L’uccisione del  piccolo Stefano è stata un’immane tragedia non solo per la famiglia Pompeo ma per l’intera comunità. Per questo non possiamo dimenticare.
Stefano-Pompeo scuolaOggi nessuna manifestazione ufficiale è stata programmata dall’Amministrazione comunale, dalle Istituzioni o Associazioni, quantomeno non ne abbiamo avuto comunicazione. Sicuramente il 19° anniversario del barbaro omicidio è stato ricordato dalla famiglia. Anche noi vogliamo farlo.
Stefano Pompeo è stato ucciso la sera del 21 aprile 1999, la sua vita spezzata. Non ancora dodicenne Stefano esternava tutta la sua gioia e allegria per poter fare un giro sul fuoristrada ma una mano assassina stroncava la sua giovane vita per errore, in un agguato di mafia, di cui lui non era la vittima designata.
Stefano, vittima della barbarie umana, una ferita che non si può rimarginare e per questo non può essere dimenticata.

Pompeo villaL’allora Amministrazione comunale ha dedicato a Stefano Pompeo una villa comunale; lo Stato lo ha riconosciuto vittima innocente di mafia. Stefano è, soprattutto, vittima di una società in cui il valore della vita umana, anche quella di un ragazzino, sembra abbia perso il suo sacro valore.
Ecco perché il ricordo di Stefano Pompeo deve rimanere sempre vivo nelle menti e nel cuore di tutti i cittadini onesti per gridare sempre più forte il più convinto No alla Mafia.

siciliaonpress

La Prefettura di Agrigento -Ufficio Territoriale del Governo, aveva indetto una procedura aperta per la conclusione di un accordo quadro con più operatori economici allo scopo di assicurare il servizio di accoglienza in provincia di Agrigento dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

La gara in questione mira a selezionare un numero di operatori economici cui affidare singoli appalti in relazione alle effettive necessità di accoglienza; la commissione , dando atto di avere esaminato la documentazione prodotta dai concorrenti, assumeva indimostrato in capo alla società cooperativa Raggio di Sole con sede in Camastra il possesso del requisito di capacità economica richiesto dal bando, ritenendo insufficiente il fatturato minimo dichiarato, e per l’effetto disponendone l’esclusione dalla gara.

La società cooperativa Raggio di Sole pertanto, assistita dagli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, ha proposto un ricorso giurisdizionale davanti al TAR Sicilia contro il Ministero dell’Interno, per l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento di esclusione dalla gara. Gli avvocati Rubino e Alfieri hanno dimostrato mediante idonea prova documentale che la società ricorrente aveva un fatturato superiore all’importo minimo prescritto dal bando di gara; ed hanno sottolineato che il bando medesimo non sanzionava con l’esclusione dalla gara l’erronea dichiarazione sul possesso dei requisiti di capacità economica e finanziaria, con obbligo di attivazione del cd. “soccorso istruttorio”, secondo la più autorevole giurisprudenza del Consiglio di Stato. Si è costituito in giudizio il Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, per chiedere il rigetto del ricorso, previa reiezione della richiesta cautelare di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato.

Nelle more del giudizio si è nuovamente riunita la Commissione, al fine di esaminare il ricorso proposto dalla società Cooperativa “Raggio di sole”; condividendo le censure formulate dagli avvocati Rubino e Alfieri,ed alla luce della documentazione integrativa prodotta dalla società ricorrente, la Commissione ha deciso di revocare, in autotutela, l’esclusione della ditta “Raggio di sole”, riammettendola in gara. Conseguentemente  il Tar Sicilia, Palermo, sezione prima, alla luce del provvedimento sopravvenuto di riammissione in gara, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, condannando il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese giudiziali, in applicazione del principio di soccombenza virtuale.

Pertanto la ditta Raggio di Sole verrà riammessa alla gara per assicurare il servizio di accoglienza in provincia di Agrigento dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, mentre il Ministero dell’Interno pagherà le spese giudiziali. 

Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, ha assolto Giuseppe Valenti, 81 anni, accusato di omicidio colposo per la vicenda che ha portato alla morte di Chiara La Mendola, la giovane agrigentina deceduta in seguito ad un incidente stradale avvenuto il 30 dicembre 2013, in via Cavaleri Magazzeni, a San Leone. Valenti è stato assolto perché “il fatto non costituisce reato”.

 Valenti, ex insegnante, era alla guida della Nissan Micra con cui andò ad impattare Chiara La Mendola, caduta dallo scooter in seguito ad una buca presente lungo la carreggiata. Per questo motivo, sotto processo con la stessa accusa di Valenti, sono finiti anche il dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale di Agrigento, Giuseppe Principato, e il funzionario dello stesso ufficio, Gaspare Valenti.


La Procura della Repubblica di Agrigento aveva già chiesto – al termine della requisitoria del Pubblico ministero, Calogero Montante – una prima condanna ad un anno di carcere per l’insegnante in pensione  Giuseppe Valenti, 81 anni, accusato di omicidio colposo per la vicenda che ha portato alla morte di Chiara La Mendola, la giovane agrigentina deceduta in seguito ad un incidente stradale avvenuto il 30 dicembre 2013, in via Cavaleri Magazzeni, a San Leone.

 

Ieri sono arrivate altre due richieste di condanna ad un anno e mezzo di reclusione per il dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale di Agrigento, Giuseppe Principato, e il funzionario dello stesso ufficio, Gaspare Triassi, responsabile del servizio di manutenzione stradale.

Il processo, che si sta celebrando davanti al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Giuseppe Miceli, ha vissuto oggi della vibrante requisitoria del Pm che ha ritenuto di sostenere la colpevolezza di tutti gli imputati.

Per Montante la causa della morte di Chiara La Mendola è da ricercare nella buca presente sul manto stradale che l’avrebbe portata alla morte.

Il 29 maggio discuteranno i difensori degli imputati (gli avvocati Giuseppe Scozzari, Nicola Grillo e Antonino Manto) e subito dopo il giudice dovrebbe emettere la sentenza.