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Il direttore dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Alessandro Mazzara, e il direttore sanitario, Gaetano Mancuso, hanno autorizzato la fornitura e l’utilizzo del farmaco Resochin, indicato nelle linee guida sulla gestione terapeutica e di supporto per i pazienti con infezione da coronavirus. Mazzara e Mancuso spiegano: “Il farmaco è contrattualizzato come Clorodrina, della Bayer, ma risulta carente sul territorio nazionale per cessata commercializzazione da parte della Bayer. Infatti è inserito nell’elenco Aifa ‘farmaci carenti’. La stessa Aifa autorizza l’importazione alle strutture sanitarie per analogo prodotto autorizzato all’estero”. Si tratta di un farmaco antimalarico. Inoltre la direzione dell’Asp di Agrigento ha o approvato il reclutamento straordinario di ulteriore contingente di 40 infermieri, tutti assunti a tempo determinato, che saranno destinati all’emergenza Covid 19.

Il Governo della Regione siciliana da’  il via libera alla produzione dei dispositivi anti Covid 19 realizzati dal Distretto produttivo della Meccatronica. L’ultimo passaggio è terminato giovedì sera mentre i prototipi erano già stati consegnati nella scorsa settimana.

La Protezione civile regionale è stata autorizzata a fare partire gli ordinativi per le forniture di mascherine, gel igienizzante e visiere protettive 3D per i medici degli ospedali pubblici.

A progettarle e produrle sono le aziende del Distretto Meccatronica con imprese che sono collocate in tutta l’Isola.

Sono state create due tipologie di filiere: orizzontale per la produzione massiva dei dispositivi mascherine chirurgiche e diverse filiere verticali per la progettazione, prototipazione e industrializzazione di dispositivi ad alta tecnologia «made in Sicily» da fornire a tutti gli ospedali siciliani per la battaglia contro il Covid-19.

Oltre 250 furgoni consegneranno in tutta l’isola in tempi rapidi i dispositivi di cui hanno bisogno i sanitari.

«C’eravamo impegnati con Meccatronica – dice l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano – a sostenere tutte le iniziative per produrre visiere protettive 3D, mascherine e gel igienizzante: la promessa è stata mantenuta, sono partiti gli ordini della Protezione civile. A giorni arriveranno le prime 100 mila mascherine, i primi mille schermi protettivi 3D per i chirurghi e più di 25 mila chili di gel igienizzante per gli ospedali siciliani. Questa è solo una prima tranche: ogni settimana ci sarà una fornitura e i siciliani avranno sistemi di protezione che metteranno la loro vita al sicuro».

Il gel igienizzante arriverà entro 5 giorni. «Da quindici giorni – afferma il presidente del Distretto Meccatronica, Antonello Mineo – i nostri ingegneri e le nostre aziende lavorano senza sosta. Stiamo affiancando il governo della Regione in questa guerra, come l’ha definita il presidente Musumeci. Sono orgoglioso perché gli ingegneri e le aziende del Distretto Meccatronica hanno risposto alla chiamata, mettendo a disposizione il proprio know-how, il personale e la capacità produttiva in uno sforzo encomiabile condiviso, che dimostra come in Sicilia si può e si deve fare rete. Abbiamo messo in piedi un network che si avvale di ingegneri, specialisti, tecnici e manodopera qualificata: abbiamo le carte in regola per guardare oltre all’emergenza e intercettare i fabbisogni del sistema sanitario della Sicilia in termini non solo di dispositivi ma anche di apparecchiature ad alta tecnologia adeguate alla guerra contro il Covid-19».

Torna a casa esattamente 20 giorni dopo avere scoperto che aveva  contratto il contagio da coronavirus,  il medico saccense del reparto di medicina dell’ospedale Giovanni Paolo II, primo caso positivo a Sciacca.

È stata dimessa oggi dall’ospedale S.Elia dove si trovava ricoverata. Dopo le cure e due tamponi consecutivi con esito negativo, il medico 49enne può considerarsi guarita. I sanitari nisseni ne hanno dato notizia aggiungendo che le condizioni della collega sono adesso da giuducare discreta.

Lancio la proposta di solidarietà che è stata anche condivisa dal Sindaco.
Il Covid-19 rappresenta un’emergenza sanitaria senza precedenti nella nostra storia ma, allo stesso tempo, stiamo vivendo un’altra emergenza: quella sociale!
La sospensione di gran parte delle attività in tutto il Paese ha costretto molte persone a non poter lavorare, a non poter guadagnare, a non poter avere a tavola neanche gli alimenti di prima necessità. Allora, perché non aiutarli noi?
Creiamo, tutti insieme e col passaparola, l’iniziativa del “carrello sospeso”. Vi chiederete in cosa consiste? Semplicissimo: capita a tutti noi di andare a fare la spesa. Giusto? Basta comprare un pacco di pasta, una passata di pomodoro, una busta di latte in più (alimenti di prima necessità) e lasciarla al supermercato, sarà compito loro mettere da parte questi alimenti.
Sarà il Comune tramite la Protezione Civile a raccogliere tutti i prodotti messi da parte presso i supermercati che aderiscono all’iniziativa e li distribuirà alle persone che ne hanno veramente bisogno. Credetemi sono tante!
In questo modo facciamo solidarietà in assoluta sicurezza.
Il primo passo è coinvolgere i supermercati e farli aderire a questa iniziativa, successivamente verranno definiti i dettagli e potremmo iniziare.

Grazie alla denuncia dell’On. Nello Dipasquale, la Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto una inchiesta per chiarire le cause che hanno portato al decesso del Direttore del Parco Archeologico della città aretusea Calogero Rizzuto.

Il fascicolo, per il momento a carico di ignoti e senza ipotesi di reato, è frutto della lettera al Prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto, inviata dal parlamentare regionale Emanuele Dipasquale che ha denunciato dei presunti ritardi sia nel ricovero del paziente sia nei risultati dei tamponi, arrivati dopo 5 giorni. Il Procuratore capo di Siracusa, Sabrina Gambino, che coordina l’inchiesta, valuterà se sono configurabili omissioni o ritardi che possano avere inciso sulla sorte del direttore della Regione Siciliana.

Nel frattempo si è scatenata una vera e propria guerra a colpi di comunicati stampa tra l’onorevole ragusano e il direttore dell’Asp di Siracusa Lucio Ficarra.

Dopo il decesso di Rizzuto, Ficarra, diramava un comunicato ufficiale con il quale “oltre a rassicurare la cittadinanza circa l’impegno dell’Asp per fronteggiare l’emergenza epidemiologica in atto, che è stata approntata un’organizzazione accurata per l’accettazione ed il trattamento dei soggetti affetti da coronavirus che sino a questo momento sta dando prova di funzionare adeguatamente”.

Nello stesso comunicato, però, il direttore dell’Asp di Siracusa aggiungeva: “Purtroppo vi sono dei casi (sin ora per fortuna limitati) di soggetti rispetto ai quali non è possibile evitare l’esito infausto. Diventa cruciale, pertanto, da parte degli utenti, attenersi scrupolosamente alle indicazioni dei sanitari, ne è riprova quest’ultimo caso in cui sarebbe stato preferibile accettare il ricovero proposto nell’immediatezza dai sanitari in ragione della presenza di conclamati elementi di rischio”. 

E l’on. Dipasquale, appresi i contenuti del comunicato dell’Asp di Siracusa, ha definito “aberranti le dichiarazioni del direttore dell’Asp Ficarra che suscitano serie perplessità sul decesso dell’arch. Rizzuto. Inopinatamente – continua Dipasquale – il direttore dell’Asp Ficarra afferma che l’architetto Rizzuto avrebbe rifiutato il ricovero al primo contatto con la struttura sanitaria siracusana, cosa non vera ma che lascerebbe un’ombra pesantissima sulla sanità guidata da Ficarra perché sarebbe inconcepibile se, ancorché rifiutato il ricovero, in presenza di conclamati elementi di rischio, il paziente fosse stato lasciato libero di andarsene senza adottare le misure per casi di tale gravità”.

La guerra è aperta. Adesso la palla passa in mano alla Procura della Repubblica di Siracusa che dovrà far luce sulla morte dell’architetto Rizzuto.

Il direttore dell’Asp di Siracusa, Lucio Ficarra, non è un volto nuovo per l’utenza sanitaria agrigentina; lo stesso, infatti, ha diretto l’Asp della Città dei Templi per diversi anni. Di lui si ricorda, soprattutto, il giorno in cui ha lasciato la direzione di Agrigento, quando da autentico “eroe” si autoproclamava un potente risparmiatore dell’Asp agrigentina, per avere lasciato nelle sue casse dell’Asp circa venti milioni di euro…

Peccato che qualche anno dopo nella città di Agrigento moriva di malaria Loredana Guida, giovane giornalista, dopo un via vai (discutibile) dall’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento attualmente al vaglio dalla Procura agrigentina che, ovviamente, ha aperto una inchiesta.

Precisiamo che non esiste alcun collegamento tra il direttore dell’Asp siracusana e la morte di Loredana. Ma tale circostanza non può non farci ricordare che all’ospedale di Agrigento, nel 2020, manca un reparto di malattie infettive. Del resto, né i suoi predecessori né i suoi successori hanno ancora provveduto a dotare il nosocomio agrigentino di un fondamentale servizio che renderebbe onore alla sanità siciliana, a quella agrigentina e soprattutto a dare speranza e dignità ad un popolo di 450 mila persone.

Non si ferma, nonostante l’emergenza covid-19, l’attività del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per il risanamento ambientale. L’Ufficio Gare del Libero Consorzio ha infatti aggiudicato l’appalto relativo all’Accordo Quadro per la raccolta e il conferimento in discarica dei rifiuti abbandonati su tutto il territorio provinciale e sulle strade di competenza del Libero Consorzio (provinciali, ex consortili ed ex regionali). Il nuovo appalto, progettato dal Settore Ambiente, avrà durata biennale e consentirà di proseguire le attività di rimozione di ogni tipologia di rifiuti (da quelli solidi urbani a quelli speciali, compresi amianto ed altri classificati come pericolosi).

L’appalto, dell’importo a base d’asta di 330.000,00 euro per due anni (compresi oneri per la sicurezza pari a 9.900,00 euro non soggetti a ribasso) e gestito integralmente in modalità telematica, è stato aggiudicato provvisoriamente  alla MEDITERRANEA SERVIZI DI SBALANCA IGNAZIO, con sede a Racalmuto, che aveva già effettuato il servizio nel precedente appalto, ed ha offerto il ribasso del 67,21%.

Dopo il completamento delle verifiche tecniche da parte del personale tecnico e amministrativo del Libero Consorzio si procederà alla stipula del nuovo contratto, che consentirà di proseguire le attività di risanamento ambientale portate avanti negli anni con grande efficienza su tutto il territorio provinciale e sulla rete viaria, nonostante le perduranti difficoltà economiche dell’Ente, che ha incrementato le somme in  bilancio per garantire un ulteriore miglioramento del servizio, assegnato ai Liberi Consorzi (ex Province Regionali) dall’art. 160 della legge regionale n. 25 del 1993.

“Ai lavoratori si chiede competenza, coraggio, determinazione, capacità di resistere a turni massacranti e ad una pressione psicologica oggi incalcolabile, ma chi di competenza non può liquidarli con una semplice pacca sulla spalla quando questi invocano più sicurezza per sé, per i propri familiari, per gli utenti serviti ogni giorno con abnegazione”.

Il segretario generale della Cisl Fp pe rle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Floriana Russo Introito, interviene così nei confronti della Direzione generale della Seus rispetto al momento attraversato dagli operatori sanitari, coinvolti in prima linea contro il diffondersi del Sars-Cov-2.

“Senza alcuna retorica – dice – i lavoratori sono in trincea a combattere una guerra senza armi per difendersi e per difendere familiari ed utenza. Qualsiasi cosa facciate è sempre troppo poco”.

In particolare, dice il segretario, i dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti, visiere, risultano oggi troppo pochi e centellinati e vengono “usati solo se si ha il sospetto che un paziente sia affetto da Covid. Troppo poco perché qui, oggi, siamo tutti potenziali portatori e come già successo, si viene chiamati per un’appendicite per poi risultare positivo. In verità – continua – per evitare il contagio e quindi lavoratori ad altissimo rischio della stessa vita e per evitare le possibili e conseguenti malattie e quarantene che lascerebbero l’azienda sguarnita di dipendenti l’unico modo è fornire i Dpi per tutte le chiamate”.

Non solo, ma, come già  successo, chi  si trova oggi in attesa del responso del tampone perché è stato esposto al Covid a causa di motivi di servizio, “non volendo assolutamente mettere a repentaglio la salute dei propri cari si chiede  dove potrebbe trascorrere in sicurezza questo periodo, poiché non tutti possiedono una seconda casa. Inoltre – continua Russo Introito – è oggi più che mai necessario, a causa del rischio di dimezzare il personale in servizio, ottenere un percorso prioritario nell’ accesso all’effettuazione dei tamponi per il personale già esposto”.

I dispositivi di protezione, continua il segretario, sono ovviamente necessari anche al Pronto soccorso “dove vengono utilizzate, per giorni, mascherine utili ad un solo turno di lavoro e non vengono fornite tute monouso nè occhiali”. Strumenti che sono necessari per la tutela degli operatori, ma che sono anche un obbligo per il datore di lavoro.

Gli operatori in servizio oggi, evidenzia il segretario generale, sono inoltre “lasciati a gestire, ciascuno guidato solo dal proprio intuito, una situazione già difficile qualora fossero preparati ad affrontarla”. Questo nonostante lo stesso direttore dell’azienda sostenga in note pubbliche che “nessun lavoratore” debba “correre rischi inutili” e che si aspetta “da tutti, per il buon nome della Seus, un comportamento ineccepibile come sempre dimostrato nelle emergenze”.

“Dagli annunci – conclude Russo Introito – bisogna passare ai fatti, dando, innanzitutto, il buon esempio. Lei definisce gli operatori parte di una grande ‘famiglia’: questi chiedono di essere considerati tali anche e soprattutto per la cura che si deve loro come lavoratori e le continue allusioni a provvedimenti disciplinari a cui fa costantemente riferimento nelle sue note, a causa dei pochi dpi a disposizione e della mancanza di quanto su richiesto, costringe il personale a scegliere tra la minaccia reale di perdere la vita e quella di perdere il lavoro. Non è certamente il modo adatto per comportarsi con i membri della propria ‘famiglia’”.

Si intensifica l’attività di vigilanza della Polizia Municipale di Sciacca, con personale e nuova strumentazione, per il rispetto delle ultime misure di contrasto e contenimento della diffusione del coronavirus Covid-19. Dalla prossima settimana, comunica il Comando “Giovanni Fazio”, sarà utilizzato anche un drone per controllare dall’alto il territorio comunale e intervenire nell’immediatezza in caso di situazioni vietate per legge, come gli assembramenti. Il servizio sarà attivato grazie alla collaborazione del cameramen saccense Accursio Puleo e dopo la recente autorizzazione ai Comuni dell’Enac.

Negli ultimi giorni, l’attività della Polizia Municipale si è concentrata sulla verifica degli spostamenti consentiti dalle norme e sulla sicurezza degli esercizi commerciali (autorizzati a stare aperti in quanto attività essenziali).

I dati forniti dal Comando “Giovanni Fazio” ci dicono che, dal 12 al 26 marzo sono state controllate 921 persone, sia a piedi sia su auto o moto, a cui è seguita la segnalazione all’autorità giudiziaria di 29 soggetti per spostamento ingiustificato. I controlli delle attività commerciali sono stati 320 per la verifica del rispetto delle normative sanitarie (sanificazione degli ambienti, dispositivi di protezione per il personale, distanze sociali dei clienti ecc.).

Da ieri sera, ricorda la Polizia Municipale, sono scattate le nuove sanzioni con verbali che vanno da 400 a 3.000 euro.

“La finanziaria e il bilancio della Regione andranno ripensati sulla base dell’emergenza coronavirus in atto. Ogni risorsa disponibile dovrà avere una finalità utile alla battaglia contro il Covid-19, sia per rafforzare il sistema sanitario regionale, sia per sostenere l’economia della regione che sarà duramente provata da questa emergenza. Le imprese, le aziende, le famiglie e i comuni dovranno affrontare una crisi economica senza precedenti, quasi da economia di guerra. Per questa ragione, oggi durante una videoconferenza tra i capigruppo di maggioranza e il Presidente della regione Musumeci, sono stati affrontati i temi più cruciali per risalire la china. Partendo anche dal contributo e dalle idee di buon senso che sono venute dall’opposizione, ci siamo soffermati su alcuni punti che costituiscono una pregiudiziale per mettere a punto la finanziaria. Innanzitutto la deroga al contributo alla finanza pubblica che vincola attualmente la Regione con lo Stato; la richiesta al governo nazionale di maggiori risorse per il Sud e quindi per la Sicilia che da sola non può affrontare la crisi economica e di sicuro non la può e non la deve affrontare con i fondi extra regionali che servono allo sviluppo della regione. In ogni caso come maggioranza siamo impegnati affinché gli strumenti finanziari regionali diano ossigeno al tessuto produttivo dell’Isola, agli Enti locali ed alle famiglie. In questi giorni abbiamo spinto sull’acceleratore per cogliere al volo le opportunità della cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori dipendenti, firmando tempestivamente come Regione l’accordo con le organizzazioni sindacali per utilizzare subito oltre 300 milioni di euro, anche se servono maggiori risorse dallo Stato per assicurare protezione a categorie finora non previste. E’ indispensabile in questo momento l’allentamento del patto di stabilità interno dei Comuni per aiutare con la spesa corrente degli enti locali le micro imprese e le attività ambulanti e mercatali che stanno soffrendo le misure contenitive  e si trovano fuori da qualsiasi protezione sociale. Riteniamo che sia il momento di lavorare uniti e coesi in parlamento regionale, assieme alle opposizioni, per dare risposte immediate ai siciliani, per non farli sentire abbandonati e per far immaginare loro la ripresa che dovrà arrivare quanto prima. La finanziaria e il bilancio dovranno essere dedicati a sostenere anche tutto quel sommerso di famiglie povere e a rischio totale di povertà che non rientrano tra i soggetti destinatari delle misure fino ad oggi previste. Per questa ragione occorre uno sforzo e auspichiamo che anche l’Anci possa essersi determinata in tal senso con le dovute richieste al governo nazionale. La Sicilia non può pagare due volte l’altissimo prezzo dovuto all’emergenza sanitaria, all’emergenza economica e alle mancate risposte del governo nazionale. Condividiamo quanto sia importante per tutti sostenere le regioni che trascinano l’Italia dal punto di vista economico,  ma non possiamo in nessun modo pensare di essere dimenticati in questa gravissima crisi che rischia di far precipitare, in assenza degli aiuti statali, la Sicilia nel baratro. Su questi temi contiamo davvero tanto sull’aiuto delle opposizioni, che sappiamo essere impegnate anche a sensibilizzare i propri referenti nazionali che governano l’Italia”.  Lo affermano i capigruppo della maggioranza all’Ars, Eleonora Lo Curto, Tommaso Calderone, Antonio Catalfamo, Elvira Amata, Alessandro Aricò, Carmelo Pullara e Luigi Genovese.