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Si è tenuta ieri la 1^ riunione dell’ unità di crisi covid-19 dell ‘ASP di Agrigento: presenti il direttore sanitario dell ‘Asp , i capi dipartimento di chirurgia e di medicina ed urgenza, l ‘ Ordine provinciale dei Medici ed Odontoiatri e i Direttori delle unità operative di anestesia e rianimazione. Dopo  attenta e analitica disamina delle opportunità organizzative atte ad affrontare al meglio il diffondersi del contagio COVID-19 si è convenuto di condividere quanto proposto dai Direttori delle unità di anestesia e rianimazione , peraltro già prospettato dalla direzione Asp, i quali ritengono che è necessario al fine di ottimizzare gli organici a disposizione di concentrare gli eventuali pz COVID DA TRATTARE presso gli ospedali di Agrigento e di Sciacca. Nell’ ipotesi di ulteriore necessità di posti gli ospedali di Ribera, Canicattì e Licata potranno far fronte alle necessità mediche e chirurgiche dei distretti orientali e occidentali della provincia.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (domenica 29 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: 

Agrigento, 75 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 61 (19, 3, 4);

Catania, 368 (136, 16, 23);

Enna, 181 (92, 1, 10);

Messina, 266 (129, 8, 15);

Palermo, 216 (78, 14, 6);

Ragusa, 27 (7, 3, 2);

Siracusa, 66 (35, 18, 3);

Trapani, 70 (26, 0, 1).

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Dopo le ultime affermazioni dell’onorevole Pullara sul Consorzio Tre Sorgenti e la cessione delle reti idriche, il sindaco Ettore Di Ventura risponde pubblicamente facendo chiarezza sui fatti.

Carissimo on.le Pullara,

ho avuto modo di leggere la sua accorata nota sul commissariamento del Consorzio Tre Sorgenti, nella quale Ella manifesta la sua “disperazione” per l’eventuale scioglimento e si lascia trasportare nelle oramai consuete accuse a me e al collega sindaco di Licata, oramai scomparso dai suoi radar di egemonia e controllo.

Prima di entrare nel merito della questione, mi consenta di complimentarmi con lei. In tempi di contagi, virus ed emergenze sanitarie e sociali, Ella riesce ad occuparsi di tutto e a trovare il tempo per tutto e tutti.

Ma andiamo ai fatti.

Come dovrebbe ben sapere, in provincia di Agrigento, corrente l’anno 2007, venne affidata alla Girgenti Acque la gestione del Servizio Idrico Integrato. Quasi tutti i comuni, compresi Canicattì e Licata, in ossequio alla legge consegnarono alla stessa le proprie condotte idriche e fognarie.

La correttezza di tale cessione è stata più volte ribadita, in ultimo addirittura dalla Corte Costituzionale, che con sentenza del maggio 2017 ha bocciato la Legge Regionale n. 19 del 2015.

Da quel lontano 2007, le risorse idriche del consorzio Tre Sorgenti servono solo il Comune di Palma di Montechiaro. Si osservi che la cronaca di quegli anni non ricorda nessun Suo intervento per opporsi alla gestione privata e solo adesso pare folgorato sulla strada, non di Damasco, ma dell’acqua pubblica.

Eppure già allora Ella era un esponente di primo  piano della classe politica  di governo agrigentina e licatese. Impegno riconosciuto e a tal punto apprezzato (dai suoi referenti) da garantirle importanti incarichi nella sanità pubblica siciliana. La stessa sanità siciliana che oggi si è rivelata non in grado di fronteggiare l’emergenza coronavirus, che ha carenza di reparti di rianimazione, di posti di terapia intensiva, di posti letto, medici, respiratori, tamponi e quanto altro serva per fronteggiare il virus. Ma non voglio parlare del Suo ruolo nella sanità, oggi.

Ritornando al tema del Consorzio Tre Sorgenti, la nomina di Vincenzo Corbo a Presidente dello stesso, ha permesso di fare in poche settimane, con l‘accordo dei sindaci tra cui il sottoscritto, ordine e pulizia nei conti, soprattutto nel rapporto “dare e avere” con Siciliacque e Girgenti Acque.

Grazie a tale lavoro, i Comuni che hanno ceduto le reti non saranno chiamati a rispondere dei debiti del Tre Sorgenti. Altresì, Vincenzo Corbo ha provato ad interloquire con la struttura commissariale di Girgenti Acque e con i soggetti istituzionali nazionali e regionali che hanno compiti e funzioni nell’ambito della gestione delle risorse idriche, allo scopo di rilanciare il ruolo del Consorzio e ritrovarne una nuova mission.

Non avendo trovato, negli interlocutori, disponibilità in tal senso, si è coerentemente dimesso. Consumato tale passaggio, l’assemblea dei sindaci, con il solo voto contrario del sindaco di Palma di Montechiaro, ha deliberato la cessione degli impianti del Tre Sorgenti, soprattutto a tutela delle nostre comunità. Questa è la cronaca dei fatti che Ella dovrebbe conoscere.

On.le Pullara, anziché attaccare me e il sindaco di Licata, nella sua qualità di capogruppo di maggioranza al Parlamento siciliano, avrebbe tutti gli strumenti e la forza per fare revocare il commissariamento del Tre Sorgenti. Perché non lo fa, se è così convinto di ciò che afferma con tanta veemenza e sicumera?

Signor onorevole, con le sue frequenti esternazioni su tutto e tutti, soprattutto su questa porzione di territorio agrigentino, rischia di passare non per il deputato che cura e si interessa del proprio collegio, ma per il “barone” che vuole imperversare e tutto controllare, senza nulla dare. Si informi un po’ meglio e non si fidi ciecamente di certi personaggi locali, che Manzoni avrebbe chiamato “bravi“, solo perché (forse) hanno i voti.

Le rinnovo le mie cordialità e le auguro (anzi lo auguro più a noi) che possa spendere il suo tempo per fare un buon lavoro al servizio delle nostre comunità.”

“Da oltre due anni sostengo che le fake news rappresentano ormai una conclamata emergenza sociale. Non si tratta di un fenomeno a carattere casuale o episodico. E’ ormai evidente che esiste un’industria delle fake news. Bene è venuto fuori ufficialmente che la pandemia di coronavirus viaggia parallelamente all’infodemia generata attorno al Covid-19 per distorcere la realtà e influenzare il dibattito pubblico”.  Lo ha dichiarato il professor Francesco Pira , sociologo e docente di comunicazione e giornalismo all’Università di Messina, che ha svolto ricerche sul fenomeno fake news pubblicando anche il volume “Giornalismi” (è coautore con Andrea Altinier edizioni Libreria Universitaria) in cui parla ampiamente dei processi di disinformazione.

Ieri il Copasir ha confermato che queste attività di produzione di fake news sono in corso nel nostro Paese: in questa fase di emergenza “entità statuali esterne” stanno facendo disinformazione on line con una “una campagna infodemica che vede nei Paesi dell’Unione europea, e nell’Italia come obiettivo non secondario, il proprio target” come ha spiegato il presidente Raffaele Volpi, informando che il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica  “ha investito l’onorevole Enrico Borghi di una prima ricognizione sull’argomento”.

Secondo il sociologo siciliano: “le fake news non  sono innocue bufale ma dietro ogni azione di disinformazione c’è precisa strategia che punta, anche in una situazione di emergenza a guidare il passaggio dall’infodemia alla psicodemia, e quindi allarme sociale, paura e panico. Anche i dati pubblicati dall’Oxford Internet Institute (Bradshaw, Howard, 2018) evidenziano come in 30 paesi sui 48 oggetto dell’indagine, agenzie governative, partiti politici stanno sfruttando le piattaforme social per alterare l’ambiente informativo, veicolare disinformazione e fake news, per promuove scetticismo e sfiducia con l’obiettivo di polarizzare i processi di formazione del voto, alimentare derive populiste e minare i processi democratici di partecipazione politica. E tra i paesi che mostrano le maggiori criticità – ha concluso il professor Pira – è inserita proprio l’Italia”.

Secondo quanto riportato dalle maggiori agenzie di stampa e media la campagna avviene mentre diversi Paesi, resi vulnerabili dalla crisi-Covid 19, “devono già affrontare la minaccia di scalate ostili ad asset strategici”. L’effetto della disinformazione è quello di destabilizzare i Paesi colpiti, indebolendo la tenuta dei Governi, già alle prese con l’emergenza Coronavirus.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (sabato 28 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 55 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 50 (19, 3, 4);

Catania, 350 (127, 16, 21);

Enna, 158 (92, 1, 9);

Messina, 262 (133, 3, 14);

Palermo, 213 (80, 14, 5);

Ragusa, 29 (9, 3, 0);

Siracusa, 64 (26, 18, 2);

Trapani, 61 (26, 0, 1) .

Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

(NOTA DI REDAZIONE: IL DATO PER LA PROVINCIA DI AGRIGENTO E’ DI 58 CASI DIFFUSO STAMATTINA E RIFERITO A IERI 27 MARZO ALLE ORE 19. LA REGIONE RIPORTA 55)

Cento milioni di euro dalla Regione Siciliana per consentire alle famiglie disagiate di accedere all’assistenza alimentare. Lo stesso Musumeci commenta: “Si tratta di una prima necessaria risposta che vogliamo dare per consentire a migliaia di famiglie siciliane, ormai esasperate, di far fronte almeno alle immediate esigenze alimentari. Speriamo che arrivino prestissimo anche gli interventi dello Stato, da me più volte sollecitati. In queste settimane di paralisi sono cresciuti a dismisura nella nostra Isola i nuclei familiari più fragili e maggiormente disagiati, quelli cioè che stanno soffrendo più di tutti la perdurante crisi dovuta all’emergenza Coronavirus. Sono famiglie che in parte si aggiungono alle altre 450 mila dichiarate povere in Sicilia, secondo i dati dell’Istat. Le risorse saranno assegnate, in più tranche, a tutti i Comuni, che nella distribuzione dovranno prestare particolare riguardo alle nuove povertà determinate dalle famiglie che non percepiscono più alcun reddito, compreso quello di cittadinanza, e alcuna altra assistenza economica o sanitaria. A questa prima misura abbiamo potuto procedere in via amministrativa ed è il frutto della condivisione di tutti i gruppi parlamentari all’Assemblea Regionale e delle organizzazioni sociali. Adesso bisogna lavorare ad un Bilancio 2020 emergenziale, come abbiamo già concordato nel giro di incontri di mercoledì e giovedì scorsi. È questo lo spirito unitario, appena richiamato nel suo messaggio alla Nazione dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il quale dobbiamo lavorare”.

Nell’ambito di attività di contrasto dell’illecita prestazione di vigilanza o custodia di beni immobili o mobili privati, personale dalle sezione polizia amministrativa del Commissariato di Canicattì effettuava dei mirati controlli nel territorio di competenza. Nel corso di detti accertamenti, in una nota azienda locale, si riscontrava che un canicattinese di anni 44, dipendente della ditta, era stato adibito impropriamente nella attività di vigilanza dei beni aziendali senza la prescritta licenza prefettizia che, come noto, compete per legge alle guardie particolari giurate. Pertanto, avendo accertato l’illecito penale sanzionato dal TULPS, la persona è stata segnalata alla A.G. poiché ritenuto responsabile del reato di illecita prestazione di opera di vigilanza o custodia di proprietà mobiliare ed immobiliare senza licenza del Prefetto.

ATTIVITA’ POLIZIA DI PREVENZIONE:

Nell’ ambito dell’attività di “Controllo del Territorio in Provincia”, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

•Persone identificate n. 175
•Persone controllate al C.E.D.n. 351
•Veicoli controllati n. 153
•Contravvenzioni C.d.S.n. 005
•Posti di controllo n. 015
•Documenti ritirati n. 001
•Veicoli sequestrati n. 000
•Controllo persone sottoposte a misure n. 128

“Egregio Sig. Sindaco,

ho sentito il dovere di scriverLe questa pubblica lettera, perché credo sia giusto, in un momento di emergenza sanitaria mondiale, a causa del Covid-19, poter contribuire alla tutela della nostra comunità, mediante interventi concreti.
A tal proposito vorrei chiederLe quanto segue: 1) in primo luogo, Le chiedo se è stato censito l’afflusso di gente rientrata dal Nord.
Ed inoltre, se, con gli Enti preposti, è stato predisposto un piano per la verifica di eventuali soggetti asintomatici, mediante tamponi. Ciò al fine di scongiurare, eventuali focolai; 2) e in  secondo luogo, dal punto di vista economico, stante che non è pervenuta alcuna comunicazione ai consiglieri di opposizione, se sono state assunte delle iniziative per andare incontro ai problemi della cittadinanza.
Sul punto, vorrei formulare due proposte:
la prima è quella di sospendere il pagamento dei tributi locali sino alla cessazione dell’emergenza sanitaria; e la seconda è quella di sospendere, anche per i titolari di attività commerciali, l’emissione degli avvisi di accertamento, intimazione di pagamento e quanto altro possa contribuire a fare sprofondare la gente nella disperazione, sino a quando, dopo aver ripreso a lavorare, sarà possibile adempiere.  Confidando nell’accoglimento  delle mie proposte,
Le chiedo di  coinvolgere il Consiglio Comunale  in tutte le attività necessarie per il bene comune.
Concludo la mia lettera  aperta, ringraziando tutti i coloro i quali, in questo momento così doloroso, sono in prima linea per la tutela della salute e della sicurezza pubblica”.

Consigliere Calogero Lattuca

Totale provincia di Agrigento: 58 (3 soggetti in più rispetto al 26 marzo) con 807 tamponi effettuati dall’inizio.

Ecco la ripartizione:

AGRIGENTO  7
ARAGONA  1  (nuovo caso)
CAMASTRA  1
CANICATTI’  2
FAVARA  3
LAMPEDUSA E LINOSA 1 (nuovo caso rispetto al 26 marzo)
LICATA  6
MENFI  4
MONTALLEGRO  1
PALMA DI MONTECHIARO  3
RAFFADALI 1
RIBERA 6
SANTA MARGHERITA DI BELICE  2 (1 in più rispetto al 26 marzo)
SCIACCA  19 (1 in più rispetto al 26 marzo)
SICULIANA  1

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“Tutte le Asp della Sicilia pubblicano giornalmente il “Bollettino Ufficiale”, quella di Agrigento NO, perché?

COSA SI NASCONDE DIETRO AD UN DISSERVIZIO ?

Dopo le notizie contrastanti degli ultimi giorni, ci sorge un dubbio sulla “giusta informazione” e sulla salvaguardia della salute pubblica…….

Perché l’Asp di Agrigento continua a non diramare il “bollettino Sanitario” giornaliero anche chiamato “Report Giornaliero” mentre tutte le altre Asp della Regione lo fanno, rendendo così difficile il lavoro alla stampa e non dando notizie certe alla popolazione che viene disorientata e deve sentire varie voci che spesso si contrastano tra loro?”

A dichiararlo è il presidente del comitato “Mani Libere” Giuseppe Di Rosa.