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In un momento molto difficile per l’economia e l’editoria, da Agrigento arriva la “sfida” di chi vuole pensare in grande.

Il libraio Alessandro Accurso Tagano, titolare della celebre “Mercante di Libri” di via Atenea, ha infatti creato una propria casa editrice (la Accurso Tagano editore) che è già sul mercato con una sua pubblicazione e adesso è al lavoro su nuovi titoli di autori locali.

“Ho una libreria da cinque anni – spiega Accurso Tagano – e ho capito che per continuare a fare cultura ad Agrigento dovevo dare una svolta alla mia attività. Le opzioni erano due: aprire un caffè letterario, quindi allargare il tutto inserendo altro, o fondare una piccola casa editrice per dare voce ai piccoli autori locali che voce non hanno. Ho scelto questa seconda opzione”.

Come scegliere quali libri pubblicare? “Alla base – continua – ci deve essere sempre la qualità del libro e lo studio del mercato, per far sì che i libri circolino non solo ad Agrigento ma in tutta l’Italia. Non saremo monotematici ma molto vari nei generi e negli argomenti, passeremo dalla satira ai gialli, dalla poesia alle fiabe per bambini. Il logo, disegnato dall’architetto Gianluca Ginex, ha proprio questo significato, la Sicilia e il megafono che dà voce ai nuovi scrittori”.

La “Accurso Tagano Editore” ha già editato, proprio nei giorni drammatici della diffusione del Covid-19, il libro “Abbecedario della Satira Agrigentina”, che raccoglie una tavola per ogni lettera dell’alfabeto realizzata da Alfonso Cartannilica, autore della celebre pagina social “Satira Agrigentina”. Il libro è disponibile presso la libreria “Il Mercante di Libri”.

E’ andato inoltre in stampa già un secondo testo, un romanzo giallo, scritto dal dottor Renato Schembri che sarà presentato nelle prossime settimane.

Molto ricco anche il pacchetto previsto per le imprese. Il “pezzo forte” è la cancellazione della rata Irap di giugno per le imprese fino a 250 miloni di euro di ricavi, che dovrebbe fare risparmiare a quasi 2 milioni di imprese almeno 4 miliardi di euro.

Sempre per le aziende arriva anche un credito di imposta al 60% per i canoni di affitto pagati dalle imprese fino a 5 milioni di ricavi o che hanno subito una perdita fino al 50% del fatturato ad aprile.

Per le piccole imprese fino a 5 milioni arriva anche un meccanismo di contributi a fondo perduto, con quote variabili a seconda del fatturato. Introdotta in extremis anche una detrazione al 30% per gli aumenti di capitale nelle imprese con fatturato compreso tra 5 e 50 milioni di euro.

Nel decreto rilancio anche il già da tempo annunciato bonus per l’acquisto di biciclette, monopattini, segway e per l’utilizzo di servizi in sharing, ad esclusione delle auto condivise.

L’incentivo rispetto alle previsioni scende al 60% del valore dell’acquisto entro il limite confermato di 500 euro. Il buono è valido per gli acquisti effettuati dal 4 maggio in avanti, per tutto l’anno, entro i 120 milioni stanziati ad hoc. Si tratta di 70 milioni che erano già previsti dal decreto Clima per il bonus mobilità (che prevedeva in cambio la rottamazione di un veicolo inquinante), cui si sommano altri 50 milioni.

Dal 2021 in avanti, per usufruire dell’incentivo torna a esser necessaria la rottamazione (anche effettuata durante quest’anno). Rientrano in gioco rispetto alla vigilia anche le modifiche al codice della strada che introducono le bike lane e la “casa avanzata”, spazio dedicato alle biciclette agli stop e ai semafori.

Tre anni e sei mesi per un giovane medico di Favara, C.S. 33 anni.

E’ questo il verdetto emesso dal Gup del Tribunale di Palermo che ha condannato il medico favarese con l’accusa di violenza sessuale a scapito di una collega attualmente in corso di specializzazione nel reparto di Radiologia del Policlinico di Palermo.

Il fatto risale all’estate scorsa. Dopo una festa tra amici il medico favarese avrebbe aggredito la collega e seppur non essere riuscito “nel suo intento” ha provocato alla donna violenze fisiche.

Dopo il fattaccio l’uomo cercò di chiedere scusa alla malcapitata ma questi rifiutò categoricamente tanto da denunciarlo prima ai Carabinieri e successivamente alla Procura della Repubblica.

Nel corso delle udienze il medico ha accettato di aver compiuto quel gesto avendolo ritenuto però come un momento di vera e pura follia.

Lavoro agile, una scelta obbligata che il Libero Consorzio sta utilizzando adeguatamente grazie all’utilizzo della piattaforma informatica dell’Ente, nel rispetto delle disposizioni contenute nel D.L. 17 marzo 2020. Questi i numeri del lavoro agile attivato a seguito della pandemia da Covid-19. Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, attualmente, ha una dotazione organica di 540 dipendenti di cui 130 a tempo determinato e 410 a tempo indeterminato. Nel mese di aprile sono stati collocati in smart working 444 dipendenti con una percentuale dell’82,22 per cento. Una modalità lavorativa che permette ai dipendenti di assicurare il funzionamento dell’Ente, con necessarie limitazioni per quei servizi che prevedono la presenza del pubblico.

Giornalmente, nel mese di aprile, sono stati ottantotto il numero dei dipendenti presenti fisicamente al lavoro. Si tratta dei dipendenti che svolgono lavori indifferibili, come quelli del Settore Infrastrutture Stradali, in particolare i tecnici e quelli in servizio sulle strade provinciali e la Polizia Provinciale. Questi dipendenti rappresentano il 16,30 per cento di tutto il personale.

A questi lavoratori si aggiungono i numerosi dipendenti che in base ad indifferibili esigenze di lavoro si recano in ufficio per assicurare i servizi, in maniera non continuativa pur essendo collocati in lavoro agile, nel rispetto delle misure di prevenzione. A questi dipendenti sono stati distribuiti i materiali per il contenimento della pandemia e l’Ufficio Prevenzione ha provveduto alla sanificazione dei locali e dei mezzi in dotazione al personale in servizio. Tra questi la Protezione Civile del Libero Consorzio che opera quasi quotidianamente nel territorio consegnando generi alimentari alle famiglie in difficoltà nel territorio della provincia.

L’Ente, nonostante la chiusura al pubblico, ha provveduto a potenziare i servizi per il cittadino mediante la reperibilità degli addetti agli Urp, attraverso i numeri verdi del Libero Consorzio. Sono stati pubblicati tempestivamente i numeri di servizio di tutti i settori nel sito istituzionale www.provincia.agrigent.it, nella home page e nella pagina dedicata al lavoro agile.

Lo smart working è stato introdotto alla fine di marzo su disposizione del Commissario Straordinario Alberto Di Pisa e dal Segretario Generale Caterina Moricca, al fine di ridurre al minimo la possibilità di contagio e contribuire fattivamente all’arresto del diffondersi dell’epidemia.

Gli uffici del Libero Consorzio Comunale di Agrigento continueranno ad operare in modalità smart working, nel rispetto delle disposizioni contenute nel D.L. 17 marzo 2020 e delle direttive del Ministro per la pubblica amministrazione, per tutta la durata dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-2019, ovvero fino ad una data antecedente che sarà stabilita con un apposito provvedimento del Governo.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha accolto con decreto la domanda di misura cautelare proposta dagli avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto avverso l’ordinanza di demolizione del Comune e della conseguenziale immissione in possesso di un immobile sito a Naro realizzato senza il preventivo titolo abilitativo.

Per tale violazione edilizia il Comune di Naro emetteva l’ingiunzione a demolire e, nonostante il proprietario avesse presentato domanda di concessione edilizia in sanatoria ai sensi dell’art. 13 della Legge n.47/1985, rigettava l’istanza di sanatoria amministrativa prevedendone successivamente l’immissione in possesso.

A distanza di oltre 10 anni, senza che fosse intervenuta alcuna deliberazione del Consiglio Comunale in ordine alla necessaria destinazione del bene (demolizione o asservimento ad uso pubblico) il Comune di Naro, in piena emergenza “Coronavirus” ha ritenuto di disporre l’immissione in possesso dell’immobile di proprietà di un 85enne affetto, tra l’altro, da gravi patologie.

Gli avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto hanno dedotto che il bene sarebbe suscettibile di regolarizzazione ai sensi dell’art. 36 del DPR 380/2001, così come recepito dall’art. 14 della L.R. 16/2016.

Il Presidente del TAR Sicilia, Sezione seconda, in accoglimento della domanda proposta dai difensori, ha così accolto l’istanza di misura cautelare monocratica avuto riguardo all’attualità del danno temuto.

Era stato tratto in arresto lo scorso 5 marzo durante l’pperazione antimafia denominata “Scrigno” condotta dal Nucleo Investigativo di Trapani, nel corso della quale sono state tratte in arresto 25 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento seguito da incendio e altro, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. In questo contesto, il D’angelo era ritenuto il vertice di un’articolazione operativa di Cosa Nostra sull’isola Favignana acclarata, per la prima volta, proprio nel corso delle indagini che hanno condotto all’operazione Scrigno.

Dopo alcuni mesi di detenzione presso il carcere Pagliarelli di Palermo, il D’Angelo era stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari poiché le precarie condizioni di salute dello stesso, erano ritenute incompatibili con il regime carcerario.

Il 9 ottobre scorso però veniva condotto in carcere per aver violato da subito le prescrizioni relative ai divieti di comunicazioni con persone non autorizzate, incontrando più volte soggetti che, a loro volta, mantenevano i contatti addirittura con co-indagati nel suo stesso procedimento penale.

A seguito dell’emergenza che da mesi ha colpito il nostro paese, Vito Dangelo fa parte dei “boss” messi ai domiciliari per motivi di salute e per il rischio di contagio da Covid 19 in carcere. Ma come la volta precedente non appena tornato a casa iniziava il via vai di persone dalla sua abitazione.

Grazie agli assidui controlli approfonditi messi in atto dai militari della Stazione Carabinieri di Favignana il soggetto veniva segnalato più volte in compagnia di persone non autorizzate a frequentarlo, per tale motivo scaturiva l’ennesimo provvedimento restrittivo nei suoi confronti e, a seguito della traduzione a bordo della Motovedetta 811 Pignatelli, veniva associato presso il carcere “Pietro Cerulli” di Trapani come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Premesso che chi occupa un ruolo politico/istituzionale deve aspettarsi critiche a cui può,  al limite, rispondere con  toni adeguati al ruolo e avevamo già consigliato al Sindaco di assumere un atteggiamento consono al suo ruolo e di non fare selfie o video che cadono in discussioni sterili e di basso livello ma dobbiamo ancora una volta soffermarci su cosa e  quanto riferito dal Sindaco Carmina nel suo video del 10/5 sera, i sottoscritti Consiglieri Comunali  esprimiamo il nostro dissenso a quanto da Lei detto, oltre che per la sostanza  soprattutto  per i toni e le parole utilizzate.

“Paga mamma stato non pagano i cittadini” è una affermazione imbarazzante, visto che tra l’altro anche gli empedoclini pagano le tasse allo Stato. “Invitare sorridendo  a stare a casa gli ultra settantenni per risparmiare i soldi per le terapie intensive” non è da Sindaci ma da cabarettisti . “Non rompere”…una inqualificabile caduta di stile specialmente detto da un primo cittadino. Riteniamo che queste espressioni tra l’altro denotano uno scarso senso democratico e che  lo spettacolo esibito mette alla berlina l’intera nostra comunità.

Invitiamo la Sindaca a riflettere prima di parlare e chiediamo con determinazione che episodi di questo basso livello politico non abbiano a ripetersi.

Lo dichiarano i Consiglieri Comunali Di Emanuele Valentina, Scimè Alfonso e Todaro Giuseppe.

Noto che il silenzio da parte del gruppo dirigente leghista locale (o quel che ne rimane vista la copiosa emorragia di esponenti e di consensi) si è rotto soltanto quando si è cominciato a parlare di poltrone sul quale poggiare il loro sedere (che evidentemente è l’unica cosa che gli brucia).

Tale silenzio si è rotto attraverso una nota del commissario provinciale agrigentino della lega nord, Massimiliano Rosselli, col quale mi complimento per l’involontaria comicità del suo elaborato.

Tuttavia non posso esimermi dal sottolineare alcune distrazioni da parte dell’autore:

Innanzitutto avrebbe potuto allegare il presunto provvedimento di espulsione della sottoscritta anziché citare i rumors di stampa. Inoltre, avrebbe dovuto spiegare il motivo per il quale, in sede consiliare, la mia ex collega di partito ha continuato a definirmi “la mia capogruppo” fino al giorno della mia fuoriuscita.

Infine, avrebbe dovuto studiare la differenza tra Eurobond e MES. Differenza che, in tutta evidenza, non conosce e dalla quale si evince la sua crassa ignoranza in materia.

Ciò premesso, avevo già avuto modo di precisare quanto amaramente mi fossi pentita di aver ingenuamente aderito a un partito del quale, evidentemente, non conoscevo abbastanza la (triste) storia e della quale non avevo intuito la malafede. Pertanto, ringrazio Rossella per il fatto che ci tiene a spostare indietro nel tempo le lancette della mia fuoriuscita dal partito “lega nord”, poiché per me significa mettere meno giorni nel computo del periodo per il quale mi sono imposta di pagare ammenda.

Ora, però, venendo alle cose serie, mi corre l’obbligo di ripetere le ragioni che avevo già espresso e che hanno determinato cotanta irritazione nei leghisti.

Ribadisco come non si possa assolutamente affidare l’assessorato regionale all’agricoltura a un uomo appartenente a un partito che ha sempre sabotato e discriminato i prodotti del Sud. Gravi colpe, a questo proposito, sono da attribuire all’ex ministro Luca Zaia (nuovo totem dei leghisti, creato ad arte per far dimenticare l’orrore causato dalla giunta leghista lombarda).

Ora, pare che i leghisti si vogliano “accontentare” dell’assessorato ai Beni Culturali. Peggio mi sento!

Ma veramente vogliamo affidare la gestione del teatro di Taormina, del Duomo di Monreale, delle saline di Marsala a gente della risma dei vari Borghezio e Calderoli? Politici vandali che potrebbero al massimo pensare di utilizzare il Tempio della Concordia come teatro della sagra della salamella.

Per favore non offendiamo la memoria del professor Tusa e non affidiamo quanto abbiamo di più prezioso a chi non ha la sensibilità adeguata per comprenderlo.