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“Il signor paperone Cracolici non si può permettere di dire alla comunità di Messina che ha scelto un sindaco non degno di tale nome perché i risultati di quasi due anni di Amministrazione hanno evidenziato che Cateno De Luca è un sindaco apprezzato, con alle spalle tre comuni amministrati. A quanto mi risulta invece l’onorevole Cracolici non ha mai amministrato nulla, neanche un condominio. Io mestieri nella vita ne ho fatti tanti: il muratore, il barista, so fare anche il clown e adesso il sindaco. Ho fatto anche il dirigente aziendale. Cracolici invece cosa ha mai fatto se non campare di politica? Ha mai versato contributi all’INPS per un lavoro vero? In effetti, un lavoro lo ha svolto, ma in nero: il maggiordomo politico”.

Lo afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“Preciso – conclude il Primo cittadino – che le uova sono state distribuite ai bambini che vivono tra le baracche di amianto, le stesse che politici vergognosi come Cracolici hanno lasciato lì da cento anni, non preoccupandosi di chi ci vive”

di Daniela Spalanca

Nella serata di ieri il personale del Commissariato di Palma di Montechiaro, dopo una lunga attività di indagine coordinata dal sostituto procuratore, Cecilia Baravelli, ha posto in stato di fermo R.A., queste le iniziali del nome, classe 1994, per i reati di detenzione e spaccio di rilevanti quantitativi di cocaina.
A seguito di perquisizione domiciliare, all’indagato sono stati sequestrati circa 300grammi di cocaina, marijuana, e denaro contante per oltre 40 mila euro, oltre che congegni elettronici per evitare intercettazioni, 10 telefoni cellulari, bilancini ed altro materiale ritenuto di sicuro interesse investigativo.
Alla perquisizione ha partecipato una unità cinofila della Guardia di Finanza.
Gli investigatori hanno denunziato altre 4 persone in concorso con R.A., di fatto smantellando una centrale di spaccio a Palma di Montechiaro dove si rifornivano puscher e tossicodipententi. Le indagini sono ancora in corso.

Daniela Spalanca

di Giuliana Miccichè

E’ morto a causa di una polmonite da Coronavirus il boss di mafia, diventato collaboratore di giustizia, Francesco Di Carlo. Il mafioso di Altofonte (Pa), storico narcotrafficante di Cosa nostra, per anni è stato detenuto in Inghilterra dove, dietro il paravento di una società di import-export, gestiva traffici di cocaina per miliardi di sterline. Prima di diventare collaboratore, era uno dei principali esponenti di Cosa nostra palermitana. Poi, nel 1996, avviò la collaborazione con la giustizia italiana diventando tra i grandi accusatori dell’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri che indicò come il mediatore dei rapporti che l’ex premier Silvio Berlusconi avrebbe avuto con la mafia. Un altro pentito, Francesco Marino Mannoia, affermò che Di Carlo aveva ucciso il banchiere Roberto Calvi.

Giuliana Miccichè

Si chiamava Lidia Liotta, e aveva 55 anni. Lidia, saccense, ma residente in provincia di Bergamo, faceva l’infermiera una casa per anziani.  E’ deceduta oggi dopo essere stata contagiata da Covid-19. Lascia il marito, dipendente del comune di Villongo, e una figlia di 20 anni.

Lidia lavorava presso “Villa Serena”, una RSA (Residenza Sanitaria Assistita) situata nel comune di Predore, nella Bergamasca. L’allarme in quella struttura, situata proprio al centro della “zona rossa” lombarda, quella dove il Coronavirus si è diffuso spaventosamente, era scattato già verso la fine di febbraio, quando le anziane ospiti della casa si erano ammalate, tutte con febbre alta.

Tra di loro la stessa Lidia. Che, peraltro, pur stando male, ha fatto fino in fondo il suo dovere. A “Villa Serena” cominciava a scarseggiare il personale, gran parte del quale costretto a casa, ammalato. L’infermiera di Sciacca ha continuato a lavorare, fino a quando, dopo un turno lungo 12 ore, non ce l’ha fatta più. Ricoverata d’urgenza all’ospedale di Ome, nel Bresciano, la sua situazione è di ora in ora peggiorata, con gravi conseguenze polmonari ma anche ad altri organi, che hanno costretto i medici a sottoporla anche a dialisi.

Alla fine Lidia è morta per emorragia cerebrale.

“È il dolore dell’intera città di Sciacca”. Il sindaco Francesca Valenti e gli assessori della Giunta esprimono le proprie condoglianze alla famiglia di Lidia Liotta, l’infermiera di origini saccensi, uccisa dal coronavirus in provincia di Bergamo dove prestava servizio e dove viveva con la propria famiglia:

“È con immenso dispiacere che apprendiamo la notizia dalla stampa. Una tristezza che si aggiunge al dolore vissuto per tante altre morti, troppe, di una tragedia nazionale, che ci coinvolge tutti nello stesso sentimento. Ci ricorderemo di Lidia Liotta, come ci ricorderemo di tanti operatori sanitari che, con encomiabile eroismo, non si sono e non si stanno tirando indietro. Lidia Liotta ha continuato fino all’ultimo a fare il proprio dovere, sacrificando la propria vita. Grazie, a nome della città di Sciacca”.

“Pur apprezzando le ulteriori restrizioni, indicate nell’ultima ordinanza regionale, utili a ridurre ulteriormente il rischio contagio da coronavirus, non possiamo, però, nascondere la forte preoccupazione per come sta evolvendo la situazione lavorativa ed economica della nostra Regione. L’economia siciliana già proveniva da un lunghissimo periodo di crisi che aveva lacerato profondamente il tessuto produttivo e che con grande fatica stava cercando di riprendersi, quest’altro grave colpo non ci voleva”. Lo dice Francesco Picarella, presidente di Confcommercio Sicilia.  “Abbiamo chiesto al presidente Musumeci – aggiunge – la possibilità di dare il via libera al cosiddetto “delivery”, il servizio a domicilio, anche per la domenica e i festivi e poi, soprattutto, il prosieguo della cassa integrazione oltre le nove settimane, visto che moltissimi imprenditori, nella “Fase 2” e penso anche a tutti i centri medici accreditati, che non saranno in grado di riprendere a regime”, conclude Picarella.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 42.405 (+2.538 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.579 (+44), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 2.108 persone (+27), 284 sono guarite (+11) e 187 decedute (+6).

Degli attuali 2.108 positivi, 573 pazienti (-17) sono ricoverati – di cui 48 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.535 (+44) sono in isolamento domiciliare.

Oggi chiuderà Villa Maria Eleonora Hospital.
Lo rende noto Rosario Lo Piccolo, coordinatore provinciale della Sanità privata della Cisl Fp Palermo Trapani, che il 10 aprile aveva scritto una lettera diffida ai vertici della clinica, sollecitando azioni immediate a tutela dei pazienti e del personale e rimarcando come “alla fine di questo momento ognuno si assumerà le responsabilità di questa gestione”.  “In seguito alle ulteriori verifiche effettuate – aggiunge Lo Piccolo – la struttura sospenderà le attività. Gli operatori sanitari e i medici seguiranno le disposizioni previste a livello nazionale e regionale, relative ai casi di positività o di non positività accertata al Coronavirus”. La Cisl Fp Palermo Trapani sottolinea la necessità di un sistema di controllo e dispositivi di protezione per tutto il personale sanitario. “Unico modo per evitare l’accendersi di focolai – afferma Lo Piccolo – è mantenere l’allerta altissima, attuare un meccanismo di monitoraggio preciso e puntuale e garantire la sicurezza di chi è in prima linea in ogni realtà ospedaliera e sanitaria”.

Anche l’isola di Lampedusa, in piena emergenza coronavirus, avrà il sostegno del Libero Consorzio di Agrigento. Stamani infatti il personale dell’Ufficio di Protezione Civile ha caricato su un mezzo inviato dal Comune di Lampedusa una notevole quantità di beni di prima necessità, esaurendo di fatto le scorte di generi alimentari che si erano accumulate nei giorni scorsi per effetto delle donazioni della Fondazione “Agireinsieme”, dell’Associazione dei Dipendenti “Paolo Palmisano” del Libero Consorzio e anche di alcuni donatori che si sono aggiunti grazie alle segnalazioni della stessa ex Provincia Regionale e che hanno voluto rimanere anonimi.

Altre richieste sono giunte dai Comuni della provincia per far arrivare beni di prima necessità ad altre famiglie piegate economicamente dall’emergenza Covid-19, ma al momento non sono disponibili ulteriori derrate. Per questo motivo, nel confermare l’impegno  del Libero Consorzio,  la Protezione Civile rilancia l’invito dei giorni scorsi del Commissario Straordinario dr. Di Pisa a non far mancare la solidarietà nei confronti dei cittadini in difficoltà, contattando per eventuali donazioni di derrate non deperibili e altri beni di prima necessità il numero telefonico per le emergenze: 3336141869 dello stesso Ufficio di Protezione Civile.

 

Spettabili Dirigenti Regionali, signori Sindaci e illustrissimo sig. Prefetto, il sottoscritto, nella qualità di Presidente dell’Ordine Provinciale degli Ingegneri, a nome del Consiglio Provinciale e di tutti gli iscritti, ha ritenuto necessario scrivere la presente Pagina 2 di 3 Via Gaglio, 1 – 92100 Agrigento – tel.: 0922/21594 – fax: 0922/081367 – C.F.: 80007100847 sito: www.ordineingegneriagrigento.it – e-mail: ordine@ordineingegneriagrigento.it – pec: ordine.agrigento@ingpec.eu nota alla luce dei gravosi eventi che ci hanno colpito come comunità e che non hanno pari per portata e conseguenze nella storia repubblicana, per sollecitare, dove possibile, l’adozione di opportune misure da parte degli Enti competenti atte a consentire la prosecuzione dei servizi di Ingegneria ed Architettura, spina dorsale e forza propultrice, del tessuto produttivo italiano.

L’emergenza COVID-19 ha stravolto prepotentemente le vite di ogni singolo cittadino, sia sotto il profilo sociale che ancor di più sotto quello professionale in special modo per tutte le attività imprenditoriali legate al settore dell’edilizia con il blocco di ogni attività e di ogni cantiere, ad eccezione di quelli specificatamente previsti dai diversi Decreti e Ordinanze che il Governo Centrale, a garanzia della salute dei cittadini, ha emanato. Se la fine di questa gravosa fase è ancora temporalmente incerta, non lo sono le pesantissime conseguenze che una durata prolungata del blocco delle attività avrebbe sotto il profilo economico nelle migliaia di operatori del settore, verso i quali le tutele e le garanzie che le Istituzioni stanno prestando, seppur tempestive, potrebbero non essere sufficienti. Ritengo che sia dovere di tutti noi, ognuno nell’ambito delle specifiche responsabilità che i compiti di ufficio gli attribuiscono, lavorare nell’interesse del Paese per alleviare, dove possibile e opportuno, queste difficoltà, consentendo nell’immediato il mantenimento di un livello di operatività degli uffici, più grande possibile, seppure con le difficoltà che tutti conosciamo, finalizzato ad una veloce ripresa delle attività di cantiere al venire meno delle giuste restrizioni. Le disposizioni normative degli ultimi anni hanno già avviato, da un lato una poderosa spinta verso la dematerializzazione e la digitalizzazione dei procedimenti mediante piattaforme telematiche e Posta Elettronica Certificata, e dall’altro spinto verso la semplificazione delle procedure con ampio ricorso alle Dichiarazioni sostitutive, alle Comunicazioni e alle segnalazioni Certificate a carico del richiedente.

La presente situazione ci impone di muovere i primi passi verso una piena implementazione di un amministrazione digitale, e soprattutto di attivarci per consentire la prosecuzione, seppur limitata, delle attività di progettazione e programmatorie degli interventi edilizi, garantendo la piena operatività delle piattaforme telematiche dove già presenti, implementandole dove assenti ed estendendone l’utilizzo, dove possibile, alle procedure ancora escluse. In provincia abbiamo già numerosi casi di attivazione delle piattaforme degli Sportelli Unici per l’Edilizia, mentre gli uffici regionali si stanno progressivamente attrezzando con piattaforme regionali, sulla falsa riga del portale Sismica, già operativo negli uffici del Genio Civile dell’Isola, ma si ritiene di dover suggerire l’opportunità di fare uno sforzo in più per implementarle, dove ancora assenti, e migliorare la comunicazione tra tutti gli attori che intervengono nel processo autorizzativo per automatizzarne i passaggi. Particolare cura sarà al contempo necessaria per consentire l’esame nei tempi di Legge dei progetti e delle istanze pervenute, con l’attivazione di postazioni di lavoro agile e smartworking per i dipendenti che ne faranno richiesta in modo da mantenere i carichi di lavoro pre-crisi. Pagina 3 di 3 Via Gaglio, 1 – 92100 Agrigento – tel.: 0922/21594 – fax: 0922/081367 – C.F.: 80007100847 sito: www.ordineingegneriagrigento.it – e-mail: ordine@ordineingegneriagrigento.it – pec: ordine.agrigento@ingpec.eu L’Ordine, attraverso i propri referenti sul territorio e la presenza al suo interno di ingegneri informatici, è a disposizione degli Enti per suggerimenti in merito agli aspetti più strettamente tecnici relativamente all’implementazione delle procedure telematiche. È uno sforzo sicuramente imponente quello a cui siamo chiamati, ma ne usciremo velocemente e più forti di prima se sapremo mettere a frutto il nostro ingegno e la nostra generosità.

Ing. Calogero Zicari

Tutto in un blitz, avvenuto nella notte da parte dei Carabinieri della Stazione di Campobello di Licata e coordinati dalla Procura di Agrigento.

Arrestati padre e figlio; si tratta di Salvatore Termini di 64 anni e del figlio Calogero. Nel corso della perquisizione i Carabinieri hanno trovato una elevata quantità di cocaina ed in più 13 mila euro in contanti.

Il fascicolo di inchiesta è stato affidato al sostituto procuratore della Repubblica Paola Vetro. Il provvedimento di arresto è stato firmato dal gip del tribunale di Agrigento Alessandra Vella.