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I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno intercettato nottetempo un’automobile alla periferia di Menfi. Paletta rossa. Alt. E invece no: l’auto accelera bruscamente e fugge tra le campagne. Si scatena l’inseguimento, e, durante la corsa, un passeggero lancia dal finestrino dell’auto una bustina trasparente. I Carabinieri hanno raggiunto i fuggitivi, hanno recuperato la bustina, dentro hanno scoperto circa 6 grammi di cocaina per un valore di mercato di oltre 300 euro. I due a bordo dell’auto, un ragazzo di 33 anni, già conosciuto dalle forze dell’ordine, ed una ragazza di 23 anni, entrambi residenti a Menfi, sono stati arrestati per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti, cosi come disposto dalla Procura della Repubblica di Sciacca.

Approvato lo schema dello Statuto del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, lo strumento giuridico che contiene le norme fondamentali dell’organizzazione dell’Ente.

Il nuovo statuto sostituirà quello attualmente vigente che era stato approvato quando era stata introdotta la normativa delle ex Province Regionali, a partire dal 1986 e fino al 2013. Servirà a regolare il funzionamento del Libero Consorzio che attende  da tempo l’elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Presidente. Lo schema di Statuto è stato adottato dal Commissario Straordinario Alberto Girolamo Di Pisa con i poteri del Consiglio Provinciale, su proposta del Direttore del settore “Affari Generali”.

Lo schema dello statuto dovrà poi essere sottoposto per la sua approvazione all’Assemblea del Libero Consorzio Comunale di Agrigento che è formata dai 43 sindaci della provincia di Agrigento.

In particolare, definisce le attribuzioni degli nuovi organi, le forme di garanzia e di partecipazione  politica. Stabilisce altresì l’ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme di collaborazione fra comuni compresi nel territorio del Libero Consorzio, della partecipazione popolare, del decentramento, dell’accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, lo stemma ed il gonfalone.

L’approvazione dello schema di Statuto da parte dell’Assemblea dei Sindaci è stata stabilita dalla legge regionale n. 6 del 3 marzo 2020 che è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 6/3/2020. La nuova norma prevede, tra l’altro, all’art. 2 che nelle more dell’insediamento del Consiglio del Libero Consorzio Comunale, il Commissario Straordinario proponga, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, lo schema di statuto dell’ente di area vasta, di cui al comma 2 dell’art. 2 della L.R. 15/2015.

Dopo l’approvazione della norma il Segretario/Direttore Generale Dr.ssa Caterina Moricca ha dato incaricato al Direttore del Settore Affari Generali, Patrimonio e Manutenzione, Avvocatura Dr. Giovanni Butticè di provvedere alla stesura dello schema di Statuto del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, secondo le indicazioni previste dalla Circolare n. 6 del 6 marzo 2020 dell’Assessorato Regionale alle Autonomie Locali.

L’Assemblea del Libero Consorzio comunale, sarà convocata dal Commissario Straordinario Di Pisa quando finiranno le misure di distanziamento sociale e contenimento della pendemia Covid-19.

L’Assemblea adotterà lo statuto e le sue modifiche con i voti che rappresentano almeno la metà dei comuni compresi nel libero Consorzio comunale e la metà della popolazione complessivamente residente.

Dopo 50 giorni finisce l’odissea di circa 150 persone, provenienti in maggioranza dalla Sicilia, bloccate in Marocco dalla seconda settimana di marzo per via del Coronavirus.

Due voli, uno diretto a Catania e uno a Palermo, dopo uno scalo a Roma, hanno riportato, lo scorso 25 aprile, a casa lavoratori, viaggiatori, marocchini con famiglia in Italia, rimasti “prigionieri” dopo il lockdown scattato prima in Italia e poi nella stessa nazione africana che dall’11 marzo ha chiuso i confini.

Ad occuparsi della questione, in costante contatto con le ambasciate e con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il deputato alla Camera del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino, impegnata sin dai primi momenti del blocco per la risoluzione del problema lavorando per un aereo che dal Marocco portasse a Roma gli italiani e i siciliani bloccati in terra straniera. Molti tra questi avevano infatti rifiutato una diversa soluzione loro proposta: una nave che faceva diversi scali, tra cui una fermata in Spagna. «Da più di un mese sono in contatto con i tanti italiani rimasti bloccati in Marocco. Tra questi c’erano persone con disabilità e persone anziane che avevano necessità di affrontare in sicurezza il viaggio di ritorno in Sicilia e mi sono impegnata affinché venissero organizzati dei trasferimenti che arrivassero direttamente in Italia. Nei primi giorni erano state proposte altre soluzioni per sopperire al cancellamento dei voli – continua il portavoce del Movimento 5 Stelle – ma questi avrebbero portato i nostri corregionali e tanti altri italiani che arrivano dal Sud, fuori dall’Italia o comunque troppo distanti. Finalmente l’incubo è finito». L’aereo con decine di persone appartenenti alle province di Trapani e Agrigento il 25 aprile è arrivato a Roma e in seguito nei due grandi aeroporti siciliani, per la gioia di tante famiglie che hanno vissuto con ansia queste giornate. «Per 50 giorni sono rimasto bloccato in Marocco – spiega Vincenzo Rossello, di Castelvetrano, portavoce degli italiani e siciliani bloccati a Casablanca – ci avevano prima proposto un aereo per Marsiglia e uno per Roma nei primi giorni dopo la chiusura ma il nostro obiettivo era quello di affrontare un viaggio in totale sicurezza. Come me, che devo fare i conti con alcuni problemi di salute, altre persone non potevano tornare da altre città senza la certezza di viaggiare in sicurezza. L’onorevole Cimino con cui siamo stati costantemente in contatto in questi giorni, dopo diverse interlocuzioni, ci ha prospettato l’occasione del volo per Roma organizzato appositamente per noi. Finalmente adesso siamo ritornati e per questo vogliamo ringraziare chi si è impegnato per porre fine al nostro problema».

Il deputato alla Camera intanto continua il suo lavoro, in contatto con i tanti siciliani all’estero e con le altre persone rimaste ancora bloccate fuori dai confini italiani.

Nell’ambito della finanziaria regionale, in Commissione Bilancio è stato approvato l’aumento a 30 milioni di euro del fondo di solidarietà della pesca e dell’acquacoltura. In proposito interviene il segretario regionale Ugl, Giuseppe Messina, che afferma: “E’ un risultato importante che l’Ugl sottolinea positivamente, a completamento di un lavoro importante che ha visto il sindacato impegnato a garantire al settore della pesca le risorse necessarie per metterlo al riparo”.
Ed ancora nell’ambito della finanziaria sono stati stanziati 120 milioni di euro alla formazione professionale per contrasto Covid 19, dispersione scolastica, ritardo apprendimento e disagio sociale
Lo stesso segretario regionale Ugl, Giuseppe Messina, commenta: “Sono state accolte le richieste dell’Ugl per la messa in sicurezza del settore ed il rilancio della formazione professionale. Come Ugl abbiamo con forza auspicato un cambio di atteggiamento rispetto al passato a seguito dell’emergenza pandemia che ha messo a dura prova la tenuta del settore formativo”.

“Destano non poche preoccupazioni le recenti scarcerazioni di boss detenuti, attribuite all’epidemia di Coronavirus. Non v’è dubbio che la scarcerazione di un boss rappresenta per noi familiari di vittime di mafia il riaprirsi di una ferita mai cicatrizzata. Dinanzi il susseguirsi delle notizie in merito, sentiamo il dovere di intervenire affinché il Covid-19 non diventi un pretesto per poter scarcerare quanti si sono macchiati di crimini orrendi, come anche la sola appartenenza alle organizzazioni mafiose può esserlo.”

Lo afferma Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dei Familiari di vittime innocenti di mafia, dell’associazione “I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.

“Mi dispiace dover notare come la vicenda abbia preso una piega politica, trattando l’argomento con molta superficialità, senza tener conto del fatto che le decisioni in merito appartengono alla Magistratura la quale agisce in assoluta indipendenza ed autonomia. Mentre possono apparire condivisibili le scelte di alleggerimento della popolazione carceraria a causa dell’attuale epidemia – continua Ciminnisi – purché riguardino detenuti prossimi al fine pena, condannati per reati minori o per chi in attesa di giudizio (quindi non colpevole ai sensi della nostra Costituzione) la scarcerazione di boss con condanna definitiva, se non validamente motivata, oltre a ferire noi familiari di vittime di mafia e i cittadini onesti, crea un problema di sicurezza sociale. Il loro rientro nei comuni o nelle regioni di appartenenza andrebbe infatti valutato anche rispetto il pericolo di aprire nuove faide per il controllo del territorio. Inoltre, sotto il profilo della Giustizia, dovremmo anche chiederci per quale motivo altri capimafia, nonostante fossero ridotti ormai allo stato vegetativo, non vennero posti agli arresti domiciliari. Ovvio che da parte di chi come me aveva subito eventi luttuosi in famiglia, dinanzi un’eventuale scarcerazione di questo tipo ci sarebbe stata una presa di posizione contraria, ma lo Stato amministra Giustizia a prescindere dal dolore o dal risentimento dei suoi cittadini, né può pesare nella scelta il favore o meno dell’opinione pubblica. Pertanto – conclude Ciminnisi – al di fuori delle polemiche strumentali di carattere politico, noi familiari di vittime di mafia riteniamo sia necessaria una verifica dei criteri di valutazione adottati per la scarcerazione di soggetti a 41bis e di sapere quali e quanti di loro potrebbero ancora beneficiarne.”

Giuseppe Ciminnisi

Coordinatore Nazionale

Familiari di Vittime Innocenti di mafia

“I Cittadini contro le mafie e la corruzione”.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 70.104 (+1.853 rispetto a ieri), su 65.689 persone: di queste sono risultate positive 3.055 (+35), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.107 (-165)720 sono guarite (+196, di cui 13 ricoverati e 183 in isolamento domiciliare) e 228 decedute (+4).

Degli attuali 2.107 positivi, 478 pazienti (-7) sono ricoverati – di cui 33 in terapia intensiva (0) – mentre 1.629 (-158) sono in isolamento domiciliare.

Il comitato direttivo regionale del sindacato Confasi ha nominato l’ex sindaco di Aragona Biagio Bellanca, responsabile provinciale Enti Locali. La proposta è stata fatta dal commissario  Riccardo Montalbano che, con questa indicazione- condivisa dal Presidente regionale del sindacato Davide Lercara-  ha voluto dare voce alle numerose istanze provenienti dal settore del pubblico impiego.

Biagio Bellanca, ha ricoperto alla fine degli ’90 oltre alla carica di primo cittadino di Aragona, anche quella di presidente del consiglio comunale.

Un mese fa era morto il fratello, Mario, già assessore al Comune di Agrigento.

Oggi Agrigento perde un altro figlio onesto, leale e perbene: Lillo Baldacchino, bancario in pensione.

A Lillo il coronavirus non ha dato scampo. E’ morto questa notte nel centro Covid 19 di Partinico diretto dal palmese Salvatore Di Rosa.

La moglie, anche essa ricoverata a Partinico, sta lottando tra la vita e la morte. I coniugi Baldacchino erano rientrati da una vacanza in Portogallo ed avevano scoperto di essere stati contagiati.

Lillo ha lottato fino alla fine. Ad un certo punto le sue condizioni erano sensibilmente migliorate. Poi il crollo, la rianimazione, la morte.

“Non possiamo accettare che per l’ennesima volta la politica venga meno agli impegni presi: i 5 mila lavoratori del bacino Asu vanno stabilizzati con un apposito emendamento alla Finanziaria regionale, facendoli uscire da un precariato mortificante che dura da oltre 20 anni.
Non accetteremo una marcia indietro”. Lo dicono Clara Crocè, Gianluca Cannella, Luigi D’Antona e Giuseppe
Badagliacca del Csa-Cisal. “Abbiamo appreso con sconcerto che il Governo, che aveva presentato un ddl per la stabilizzazione, oggi blocchi gli emendamenti all’Ars – continua il Csa-Cisal – Uno schiaffo in piena regola per 5 mila lavoratori che svolgono servizi essenziali negli enti locali, nei musei, nelle Asp e in enti regionali di tutta l’Isola e che, in un momento di misure straordinarie, rischiano di veder compromesso il
proprio futuro in modo irrimediabile. Facciamo appello a tutte le forze politiche dell’Assemblea regionale perché non abbandonino donne
e uomini che ricevono ad oggi un sussidio che è al di sotto della soglia di povertà e del reddito di cittadinanza e che in tanti anni non hanno mai ricevuto contributi previdenziali: serve un emendamento che storicizzi la spesa e consenta la stabilizzazione”.