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In tasca possedeva eroina già confezionata e pronta per essere messa in commercio.

Alla vista dei Carabinieri ha cercato in qualche modo di disfarsi delle dosi ma è servito poco. I Carabinieri lo hanno beccato e ammanettato con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. Si tratta di un 35enne agrigentino.

La scena si è verificata nei pressi di piazza Ravanusella, luogo del centro storico dove spesse volte accadono episodi del genere anche per la forte presenza di nordafricani che abitano in quella zona.

Al 35 enne è stata anche perquisita la casa all’interno della quale sono state trovate altre dosi.

Il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento ricorda a tutti i cittadini i contatti telefonici e di posta elettronica utili ad avere informazioni circa il protocollo sanitario di fine quarantena, le richieste test Covid-19, le notizie sui tamponi, le dichiarazioni di arrivo da altro territorio ed altre necessità. Il numero di rete mobile 339.6738639 è attivo tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle ore 8 alle ore 20. I contatti telefonici fissi 0922407537 e 0922407192 sono invece disponibili dalle ore 8 alle 14 dal lunedì al venerdì. L’indirizzo mail di riferimento è dp.direttore@aspag.it.

A questo indirizzo mail, secondo quanto fatto sapere dal direttore del Dipartimento, Vittorio Spoto,  possono rivolgersi anche i cittadini che intendono richiedere il referto cartaceo del tampone rino-faringeo per la ricerca del COVID-19. Alla richiesta si dovranno allegare, compilati e firmati, i due moduli “consenso” e “informativa” sul trattamento dei dati personali disponibili al seguente link:

http://www.aspag.it/index.php/modelli-richiesta-referto

“Tra le tante limitazioni legate all’emergenza Coronavirus definite dal governo c’e’ anche la sospensione delle cerimonie civili e religiose e le limitazioni dell’ingresso nei luoghi destinati al culto. La cronaca di questi giorni testimonia, pero’, che i Dpcm susseguitisi e le relative ordinanze hanno creato una confusione pazzesca sulle reali e concrete iniziative di natura religiosa consentite e non sono mancate sanzioni comminate per casi che ai piu’ sono sembrate vere e proprie persecuzioni religiose.
Fra le decine e decine di casi in tutta Italia per esempio hanno suscitato scalpore, il caso del parroco di Gallignano, in provincia di Cremona, multato dai carabinieri per aver celebrato funerale in presenza di qualche fedele e rifiutatosi di interrompere la celebrazione. O ancora piu’ clamorosa il caso della processione solitaria con tanto di crocifisso da parte del parroco di Rocca Imperiale, in provincia di Cosenza. E’ evidente che si sta manifestando l’urgenza di una rivisitazione dei questi provvedimenti. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione
al ministro dell’Interno affinche’ chiarisca se il governo non ritenga doveroso fornire maggiori chiarimenti in merito ai comportamenti religiosi, affinche’ quelli adottati nel rispetto delle prescrizioni di legge non siano comunque puniti e sanzionati per mancanza di direttive certe e se, nell’ambito delle iniziative di riapertura rientranti nella cosiddetta “fase 2″, non convenga sulla opportunita’ di consentire la ripresa delle funzioni civili e religiose garantendo tutte le condizioni di sicurezza per le persone”.
Lo afferma Alessandro PAGANO, vice capogruppo della lega alla Camera dei deputati.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 129 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 115 (15, 16, 10);

Catania, 695 (99, 118, 73);

Enna, 316 (165, 37, 25);

Messina, 408 (120, 64, 43);

Palermo, 354 (70, 46, 27);

Ragusa, 60 (4, 6, 6);

Siracusa, 98 (57, 81, 18);

Trapani, 112 (5, 18, 5).

Una Casa di Cura – accreditata per un totale di 60 posti letto e convenzionata con il Servizio Sanitario – ha subito con riferimento all’anno 2019 una riduzione retroattiva di circa 350.000 euro del proprio budget.

La suddetta Casa di Cura ha, pertanto, presentato, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino, Giovanni Bellia e Giuseppe Impiduglia, un ricorso innanzi al TAR Sicilia Palermo, contestando gli atti con i quali era stata disposta una riduzione del proprio budget.

In particolare, con il ricorso è stato sostenuto come la suddetta decurtazione retroattiva del budget fosse palesemente illegittima non tenendo in alcun conto l’affidamento della casa di cura in ordine all’assegnazione per l’anno 2019 di un budget corrispondente a quello assegnato nell’anno 2018 e hanno citato a sostegno dei propri assunti dei precedenti del TAR Palermo e della Corte Costituzionale.

Il TAR Sicilia Palermo,  aderendo alla tesi degli avv.ti Rubino e Impiduglia e Bellia, con apposita ordinanza, ha sospeso gli atti impugnati nella parte in cui hanno assegnato alla ricorrente un budget per i ricoveri ordinari inferiore a quello del 2018.

Con tale ordinanza, il TAR ha rilevato illegittimità della riduzione retroattiva del budget in quanto lesiva dell’affidamento ingenerato sulla casa di cura anche in considerazione delle liquidazioni in dodicesimi fatta dall’ASP di Palermo.

L’ASP di Palermo e l’Assessorato Regionale della Salute hanno proposto appello innanzi al CGA avverso la suddetta ordinanza.

La Casa di Cura si è, pertanto, costituita innanzi al CGA – con il patrocinio degli avv.ti Rubino, Impiduglia e Bellia – chiedendo il rigetto dell’appello cautelare.

Il CGA – Presidente dott. Caludio Contessa, Relatore Avv. Antonino Caleca –, condividendo le tesi degli avv.ti Rubino, Bellia e Impiduglia, ha rigettato la domanda cautelare proposta dalle amministrazioni, escludendo che l’esecuzione dell’ordinanza appellata potesse determinare alle stesso un pregiudizio grave e irreparabile e rilevando come sia illegittima la “riduzione retroattiva del budget assegnato”.

Per effetto di tale Decreto, la Casa di Cura non subirà la decurtazione retroattiva – pari a 350.000 euro – del proprio budget,.

In altro articolo si parla della possibilità, causa coronavirus, di rimettere in libertà una serie di soggetti con condanne pesanti sulle spalle.

Un provvedimento che riguarda un po’ tutti coloro i quali hanno sistemi ristrettivi.

Fra questi anche il fratello di Gessica Lattuca, la giovane mamma di Favara scomparsa ormai da quasi due anni.

A Vincenzo Lattuca è stata tolta la restrizione dell’obbligo di firma, almeno fino al 4 maggio prossimo.

Lo stesso, in passato, ha avuto diversi problemi con la giustizia.

Uno degli eventi più importanti e mondani della Sicilia, Taormina FilmFest, salta a causa della pandemia da coronavirus. Si susseguono altri annunci di soppressioni e rinvii. Come il Google Camp con il quartier generale a Sciacca, il Taobuk (festival letterario di metà giugno a Taormina), e l’Unlocked Music Festival Musica & Legalità che vede cancellata la tappa di Palermo. Per quest’ultima, gli organizzatori sperano di realizzare quella di Selinunte.

“Fatti eccezionali e allarmanti quale l’attuale emergenza epidemiologica – scrivono gli organizzatori del festival di Taormina – che condiziona la nostra quotidianità e rende incerto ogni ambito di attività, impongono spirito di sacrificio e senso di responsabilità. Alla luce degli sviluppi della pandemia e dei delicati equilibri sanitari su scala globale, il 66° Taormina FilmFest – prodotto e organizzato da Videobank S.p.A. su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia, sotto il patrocinio dell’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo – non può esimersi dall’anteporre l’incolumità dell’affezionato pubblico e dei suoi attesissimi ospiti al regolare svolgimento dell’edizione prevista, come di consueto nel periodo estivo, nelle ormai prossime date calendarizzate (28 giugno – 4 luglio)”.

“Appare poco prudente e opportuno da parte dell’ente pubblico – ribadisce l’Assessore Regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo, Manlio Messina – favorire la concentrazione di pubblico e presenze in spazi come il Teatro Antico, senza aver a tutt’oggi chiare le misure sanitarie di protezione da porre in essere”.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 55.093 (+3.720 rispetto a ieri).
Di questi sono risultati positivi 2.835 (+76, ma su quasi quattromila tamponi processati), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.259 persone (+49), 370 sono guarite (+24) e 206 decedute (+3).

Degli attuali 2.259 positivi, 551 pazienti (-14) sono ricoverati – di cui 37 in terapia intensiva (-2) – mentre 1.708 (+63) sono in isolamento domiciliare. In tutte le province il numero dei ricoverati diminuisce o resta stabile.


Un nuovo furto al Sud si prefigura nella proposta arrivata dal DIPE e contenuta nel documento “L’Italia e il Covid-19” dell’aprile 2020, sulla fase due dell’emergenza. Si propone al governo la sospensione fino a data da destinarsi della regola di destinazione del 34% degli investimenti a valere sulle risorse ordinarie al Sud, nonché una diversa distribuzione dei fondi europei di sviluppo e coesione.

Si tratta di economisti che non hanno a cuore la ripresa del Sistema paese, e che pensano di potere scaricarne i costi sulla parte più debole. Infatti sostengono:


“A seguito dell’esplosione della crisi sanitaria e delle sue conseguenze economiche nel Paese si rende necessario operare una sospensione del criterio di riparto delle risorse dei programmi di spesa in conto capitale finalizzati alla crescita o al sostegno degli investimenti, consentendo all’Autorità Politica la valutazione delle zone ove concentrare la maggior quantità di risorse per investimenti in considerazione del mutato scenario sociale e produttivo.” 

Le misure proposte offendono il diritto di cittadinanza dei cittadini del Sud, inquinano il senso unitario e la coesione sociale, il principio di solidarietà interterritoriale e aprono il terreno alle spinte reazionarie e alle peggiori pulsioni razziste presenti del Paese. Le misure proposte ignorano le evidenze per cui le teorie del gocciolamento dall’alto verso il basso (o “tricke down”) non si sono mai rivelate efficaci, 
mentre è necessario stimolare direttamente l’economia delle aree più deboli.

Le proposte portate non sono di ripresa ma di divisione del Paese.  Riteniamo che le conseguenze economiche dell’epidemia si siano abbattute e si abbatteranno su tutto il territorio italiano, aggravando la situazione delle aree economicamente più fragili. E’ dunque necessario salvaguardare tutto il Paese, senza esclusioni: è dunque necessario mantenere il vincolo di destinazione territoriale delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione congiuntamente a quelle degli altri Fondi strutturali, al fine di promuovere la rimozione degli squilibri economici e infrastrutturali tra le aree e tra le Regioni del Paese. Si concluda piuttosto l’iter parlamentare e si emanino i decreti attuativi necessari all’attivazione della cosiddetta “clausola del 34%” che prevede la distribuzione degli stanziamenti in conto capitale delle Amministrazioni Pubbliche in proporzione alla popolazione nelle varie regioni italiane. Senza il Mezzogiorno non c’è ripresa che tenga. Il 34 % degli investimenti pubblici deve essere indirizzato al Sud, per la valorizzazione delle risorse umane e materiali capace di stabilire un nesso tra modernità e trasformazione, per farne sempre più risorsa del Paese e non territorio marginalizzato a solo mercato di sfruttamento e consumo, un Sud laboratorio del nuovo modello di sviluppo.

”L’Osservatorio ha effettuato un’analisi con l’obiettivo di individuare, non la data esatta, ma la data prima della quale è poco verosimile attendersi l’azzeramento dei nuovi contagi – spiegano dall’Osservatorio – e si basa sui dati messi a disposizione quotidianamente dalla Protezione civile dal 24 febbraio al 17 aprile”.

Le proiezioni tengono conto dei provvedimenti di lockdown introdotti dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Pertanto, “eventuali misure di allentamento del lockdown, con riaperture delle attività e della circolazione di persone che dovessero intervenire, renderebbero le proiezioni non più verosimili.

Infine, si sottolinea che la precisione delle proiezioni è legata alla corretta rilevazione dei nuovi contagi, è infatti noto che questi possono essere sottostimati a causa dei contagiati asintomatici e del numero di tamponi effettuati.

Secondo le proiezioni dell’Osservatorio a uscire per prima dal contagio da Covid-19 sarebbero la Basilicata e l’Umbria, le quali il 17 aprile contavano rispettivamente solo 1 e 8 nuovi casi; le ultime sarebbero le Regioni del Centro-Nord nella quali il contagio è iniziato prima. Nel Sud, Sicilia in testa, l’azzeramento dei nuovi contagi dovrebbe iniziare ad avvenire tra la fine del mese di aprile e l’inizio di maggio.

Le proiezioni effettuate evidenziano che l’epidemia si sta riducendo con estrema lentezza, pertanto questi dati suggeriscono che il passaggio alla così detta “fase 2” dovrebbe avvenire in maniera graduale e con tempi diversi da regione a regione. Una eccessiva anticipazione della fine del lockdown, con molta probabilità, potrebbe “riportare indietro le lancette della pandemia” e vanificare gli sforzi e i sacrifici sin ora effettuati.