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Da domani scatta la fase due, i primi segnali non sono incoraggianti visto che oggi un pò ovunque tante persone sono in giro. Ma tutti invitano alla calma, soprattutto le autorità sanitarie.

Dall’Asp di Agrigento, il direttore generale Alessandro Mazzara ha lanciato un avviso chiaro: “Non lasciamoci prendere dall’euforia perché la fase due potrebbe essere più delicata rispetto a quanto abbiamo già vissuto e, se non si mantengono le regole, non avremo i risultati del superamento del problema”.

Le organizzazioni agricole ed i comitati spontanei di agricoltori, in merito all’accoglimento, all’interno della manovra della finanziaria all’Ars, della sospensione dei ruoli istituzionali e irrigui emessi dai Consorzi di Bonifica ed in particolare dall’ex Ag3 per gli anni 2013, 2014, 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019, esprimono soddisfazione ma ritengono che sia il prima passo per affrontare radicalmente ed in maniera risolutiva tutta la problematica dei Consorzi in Sicilia.

Le sigle esprimono un ringraziamento a quanti si sono espressi con il loro voto all’Ars in favore della sospensione dei versamenti istituzionali e irrigui in scadenza fino al 30 novembre 2020.

“Ringraziamo in modo particolare – scrivono – l’onorevole Michele Catanzaro, che in tutta la fase rivendicativa e propositiva è stato artefice e abilmente difensore”.

Le organizzazioni agricole ed i comitati spontanei di agricoltori, alla luce della sospensione dei ruoli 2013-2019, ritengono indispensabile e utile continuare in questo percorso unitario .

“L’intero periodo della sospensione, da oggi a novembre – scrivono – ci dovrà vedere impegnati a rivendicare quanto di seguito:

  1. Verifica e interventi in merito all’aumento del 325% (da 20€ a 85€ ad Ha dal 2013) del beneficio irrigui, (ruolo istituzionale), sconsiderato, ingiustificato e insostenibile dagli agricoltori e dai i consorziati all’ex Agrigento3;

  2. Abolizione del comma 11 dell’art. 47 della finanziaria 2015, che in maniera sconsiderata ha peggiorato la situazione economica in tutti gli 11 ex Consorzi di Bonifica Siciliani;

  3. Verificare da subito quali sono le condizioni delle reti idriche, delle manchevolezze e delle insofferenze per affrontare con un po’ più di sicurezza tranquillità la corrente annata irrigua;

  4. Da subito aprire un serio dibattito, concertando tutti assieme sulla proposta di legge di riforma dei Consorzi di Bonifica in Sicilia e arrivare alla tanto auspicata democratizzazione dei Consorzi di Bonifica, per avere una gestione più trasparente e diretta del mondo agricolo”.

Ritengono in sostanza che sia arrivato il momento di voltare pagina e arrivare realmente ad un Consorzio di bonifica che si occupi del territorio, che programmi concretamente le esigenze e valorizzi le potenzialità di sviluppo.

La signora G.M. C. di Favara, insieme ai propri fratelli è proprietaria di un fabbricato ubicato in Agrigento ricadente nella zona A di cui al decreto Gui-Mancini.
L’immobile, edificato prima del 1967, in epoca più recente era stato oggetto di alcuni interventi edilizi abusivi, comunque sanati previo il parere favorevole della Soprintendenza di Agrigento che nel 2015 ne aveva accertato la compatibilità paesaggistica.
In ragione necessità di urgenti interventi di ripristino dell’immobile in questione, con richiesta del 2016, la signora G.M.C. presentava richiesta di nulla osta alla Soprintendenza di Agrigento.
Tuttavia, la Soprintendenza, in riscontro alla richiesta di nulla osta, dapprima disponeva l’annullamento in autotutela del precedente titolo in sanatoria, ritenendo sussistenti delle illegittimità pregresse, e successivamente rigettava la domanda di autorizzazione ad eseguire i nuovi lavori.
Avverso i provvedimenti della Soprintendenza di Agrigento, la sig.ra C.M.C. insieme ai fratelli, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Vincenzo Airo’, ha proposto ricorso innanzi al TAR Palermo per chiederne l’annullamento previa la sospensione dell’efficacia.
In particolare gli Avvocati Rubino ed Airo’, hanno sostenuto l’illegittimità dell’operato della Soprintendenza sotto molteplici profilo deducendo, per un verso, che il provvedimento di annullamento in autotutela della compatibilità paesaggistica era stato adottato oltre il termine ragionevole previsto dalla L. 241/90 e comunque privo di una valida motivazione, e, per altro verso, che gli interventi di manutenzione straordinaria richiesti risultavano, nel complesso, compatibili con il vincolo della zona A.
Il Giudica Amministrativo, in accoglimento della domanda cautelare, ha consentito alla proprietaria dell’immobile di poter eseguire i lavori di ripristino più urgenti, nelle more della trattazione del merito del giudizio.
In esito all’udienza di merito, il TAR Palermo, in accoglimento delle tesi degli Avvocati Rubino ed Airo’, ha ritenuto che l’operato della Soprintendenza risultasse privo di “adeguata motivazione sull’interesse pubblico concreto e attuale posto a fondamento dell’annullamento in autotutela ex art 21- nonies L. 241/1990, che peraltro deve concorrere con l’illegittimità dell’atto impugnato e prevalere sul legittimo affidamento ingenerato nella ricorrente” e che, in ogni caso, anche alla luce dei diversi orientamenti giurisprudenziali esistenti, “il lasso temporale di oltre 36 mesi intercorsi tra l’adozione della nota … con la quale è stata rilasciata la compatibilità paesaggistica e l’atto di annullamento in autotutela sia da considerarsi violativo della “ragionevolezza del termine” dell’intervento di riesame”.
Con la medesima pronuncia, il TAR Palermo, ha annullato il provvedimenti di ritiro della precedente compatibilità paesaggistica e rispetto alla richiesta di nulla osta per i nuovi interventi, ha ritenuto che fossero assentibili i soli lavori già autorizzati in via cautelare.
Per effetto della predetta pronuncia, dunque, i proprietari dell’immobile potranno mantenere impregiudicata la sanatoria ottenuta in precedenza ed ultimare i lavori di ripristino già autorizzati in precedenza in via cautelare.

Ieri, in occasione della festività del 1° maggio, sono stati effettuati nuovi servizi di controllo del territorio finalizzati al rispetto delle direttive per il contenimento della diffusione della polmonite da Covid-19. Impiegati equipaggi della Questura di Agrigento e dei Commissariati di P.S. dell’intera provincia.

Gli agenti del Commissariato di Canicattì, al comando del Dirigente Dr. CASTELLI, hanno effettuato verifiche mirate nella cittadina, concentrandosi nelle zone centrali e periferiche.

Gli agenti delle Volanti, Nello svolgimento del servizio, notavano un giovane il cui atteggiamento guardingo e circospetto, li induceva a controllarlo. Il ventenne, tossicodipendente, di origine rumena, veniva trovato in possesso di una dose di crack e di eroina. Alla richiesta degli operanti il giovane riferiva candidamente che, nonostante le misure anti coronavirus, era uscito da casa per andare a rifornirsi di sostanza stupefacente.

Pertanto, veniva sanzionato in quanto trovato fuori dalla sua abitazione, senza giustificato motivo, alla guida di un veicolo senza aver mai conseguito la patente e segnalato alla Prefettura quale consumatore di stupefacenti.

Un taglio del 20 per cento sulle tariffe di aviazione commerciale per tutte le compagnie che voleranno dall’aeroporto di Palermo Falcone Borsellino.
La Gesap, la società di gestione dello scalo aereo palermitano, per dare impulso alla ripresa del traffico aereo, fa ancora un passo avanti in attesa della prossima ripartenza dei voli applicando a tutte le compagnie un listino ribassato del 20 per cento sulle tariffe, su varie voci delle cosiddette “airport charges”, escluse le addizionali dovute allo Stato.
“Siamo convinti che in questo momento si debba supportare al meglio, per quanto possibile, la ripresa del traffico aereo da parte dei vettori, che a loro volta stanno registrando gravi problemi economici e finanziari, con gran parte degli aerei a terra – sostiene Giovanni Scalia, amministratore delegato di Gesap – Le tariffe ridotte sono già operative e saranno certamente in vigore fino a dicembre 2020”.
In sostanza, per un aereo 737 che in media trasporta 135 passeggeri, le compagnie risparmieranno circa 400 euro a volo, ovvero circa 3 euro a passeggero in partenza dall’aeroporto di Palermo. 
Si tratta di una procedura che era già stata concordata mesi fa con le autorità di settore, in relazione allo sviluppo del traffico aereo, dopo il record storico dei 7 milioni di passeggeri totalizzati nel 2019. La società, pur potendo chiedere la sospensione della procedura per la crisi che sta attraversando il settore, ha deciso invece di confermare il taglio delle tariffe per aiutare tutte le compagnie aeree. 
“Speriamo che questa decisione possa contribuire a sollecitare la ripresa delle attività  
– continua Scalia –  che certamente all’inizio saranno di carattere nazionale, da parte dei vettori operanti a Palermo. Sappiamo anche però che potrebbe non bastare, poiché i vettori si troveranno a dover operare probabilmente con una capacità ridotta di posti, a causa del distanziamento fisico. Riteniamo infine essenziale che al nostro sforzo, doveroso, si accompagnino provvedimenti pubblici sia dalla Regione che dallo Stato a favore della ripresa del settore aeroportuale e del traffico aereo”.

Proseguono gli interventi della Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento per consegnare beni di prima necessità ai comuni e da destinare alle famiglie bisognose di aiuto. Nell’ultima giornata di lavoro lo staff coordinato dal funzionario responsabile dr. Marzio Tuttolomondo ha effettuato consegne di generi alimentari nei comuni di Menfi, Sciacca e Burgio, continuando così l’attività di sostegno ai Centri Operativi Comunali dei comuni che avevano già fatto richiesta.

I generi alimentari non deperibili sono stati acquistati dal Libero Consorzio grazie alla donazione del Comando Provinciale dei Carabinieri, che ha raccolto una somma per aiutare le numerose famiglie in difficoltà economica a causa dell’emergenza Covid-19.

Lunedì prossimo lo staff della Protezione Civile del Libero Consorzio completerà il giro di consegne nel comune di Licata.

In questa drammatica fase il Libero Consorzio sta producendo il massimo sforzo per alleviare la sofferenza di quanti, in seguito al lockdown ordinato dai Governi nazionale e regionale, hanno visto praticamente azzerate le normali entrate delle loro attività economiche, con gravi ripercussioni sul proprio tenore di vita.

 

In piena emergenza epidemiologica, in un periodo caratterizzato da preoccupazioni generalizzate per la salute collettiva ma anche da incertezze sotto il profilo materiale ed economico, giungono dall’ASP di Agrigento buone notizie per tanti lavoratori precari e per le loro famiglie. Nel corso di una partecipata videoconferenza stampa il direttore generale, Alessandro Mazzara, ed il direttore sanitario, Gaetano Mancuso, assieme alla direttrice del Dipartimento Amministrativo e del Personale, Beatrice Salvago, hanno annunciato l’adozione di due storici provvedimenti necessari per la fuoriuscita del personale dall’empasse del precariato. Le deliberazioni in corso di pubblicazione riguarderanno la stabilizzazione del personale contrattista in servizio in Azienda e l’attuazione della procedura per il superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni in attuazione di quanto previsto dalla “legge Madia”, il decreto 75 del 2017, a beneficio di quei lavoratori in servizio dapprima alla data del 31 dicembre 2017 e successivamente, in virtù dei nuovi provvedimenti normativi, con limiti temporali ampiamente posdatati.

In passato l’ASP di Agrigento non era riuscita a colmare le istanze di tutto il personale che aveva fatto richiesta di stabilizzazione mentre adesso il management aziendale, di concerto con le diverse sigle sindacali e con l’avallo dell’Assessorato Regionale della Salute, è riuscito finalmente nell’intento di dare ai lavoratori le risposte da tanto tempo attese. Secondo quanto annunciato, nel corso della prossima settimana verrà pubblicato sul sito web aziendale www.aspag.it, per la durata di venti giorni, un bando riservato al personale interno contrattista al termine del quale verrà redatta una graduatoria interna definendo così un iter che si cercherà di chiudere già entro il mese di giugno. Per quanto riguarda il secondo provvedimento, ossia l’avviso di stabilizzazione ex legge Madia con le modifiche apportate dalla legge finanziaria 2019 e dal famoso decreto “mille proroghe”, si profila un iter leggermente più lungo, vista la necessaria pubblicazione in GURI e GURS della procedura concorsuale, ma l’auspicio è quello di poter giungere in estate alla conclusione dell’iter. “Si tratta di un traguardo estremamente importante – afferma il direttore generale, Alessandro Mazzara – raggiunto in un momento in cui, tra le infinite priorità legate all’emergenza Coronavirus, si è cercato di non fermare il resto dell’azione amministrativa dell’Azienda adottando tanti altri provvedimenti di estrema necessità e, fra questi, quelli proiettati alla stabilizzazione dei lavoratori precari. Il risultato permette non solo di valorizzare il personale in servizio ma anche di offrire maggiore serenità a tante famiglie agrigentine durante questi giorni bui”.

Questa la situazione nei vari Comuni agrigentini:

COMUNE STORICO POSITIVI GUARITI DECEDUTI ATTUALI CONTAGI
AGRIGENTO 13 7 2 4
ARAGONA 1 1 0
CALTABELLOTTA 1 1 0
CAMASTRA 1 1 0
CAMPOBELLO DI LICATA 5 0 5
CANICATTI’ 7 4 3
CASTELTERMINI 4 0 1 3
FAVARA 5 3 2 1
LAMPEDUSA E LINOSA 1 1
LICATA 8 7 1 0
MENFI 12 9 1 2
MONTALLEGRO 1 1 0
NARO 1 0 1
PALMA DI MONTECHIARO 9 7 1 1
PORTO EMPEDOCLE 6 1 5
RAFFADALI 3 3 0
RAVANUSA 4 1 3
REALMONTE 2 0 2
RIBERA 8 7 1 0
SANTA MARGHERITA 4 3 1
SCIACCA 25 18 4 3
SICULIANA 2 1 1
TOTALE PROVINCIA 123 75 13 35

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 15 di oggi (venerdì 1 maggio), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 82.860 (+3.191 rispetto a ieri), su 77.490 persone: di queste sono risultate positive 3.194 (+28).
Attualmente sono ancora contagiate 2.171 (+14), 786 sono guarite (+12) e 237 decedute (+2).
Degli attuali 2.171 positivi, 429 pazienti (-12) sono ricoverati – di cui 30 in terapia intensiva (-3) – mentre 1.742 (+26) sono in isolamento domiciliare.

Il primo maggio ha da sempre rappresentato e per la Chiesa con la Dottrina Soiciale della Chiesa e per i Sindacati confederali , un giorno che si ricorda e ci ricorda la centralità dell’uomo del lavoro. Diceva Giovanni Paolo II, nella Laborem Exercens, che “attraverso il lavoro l’uomo diventa più uomo e… vive la sua dignità in pienezza…”, per questo in tempo di emergenza socio-sanitaria seguita alla diffusione del Covid-19  porta con sé una nuova emergenza economica, che vede la sua centralità proprio nella necessità di ripensare in modo nuovo tutte le categorie della nostra vita socio-economica compreso il mondo del lavoro. Nulla sarà come prima soprattutto per il mondo del lavoro, che ha prima rallentato e poi ha visto fermare le proprie attività, con il serio rischio che grava su molti lavoratori e molte lavoratrici.

In un contesto come quello della nostra Sicilia e della nostra  provincia, già problematico per sua natura, la crisi sanitaria e quella economica gravano sensibilmente sulla qualità e sulla dignità del lavoro, generando purtroppo una quantità rilevante di persone «scartate» e di <<nuove povertà>> che ci interpellano e ci spingono a ripensare il nostro essere “tutti commessi” e tutti bisognosi, gli uni degli altri.

Le dimensioni del problema non sono più percepibili correttamente con le tradizionali statistiche di occupazione e disoccupazione, perché il lavoro spesso è precario, sottopagato, temporaneo.

” Nessuno deve perdere lavoro per il coronavirus”  è stato lo slogan ripetuto all’indomani della crisi. E’ fondamentale che questo appello abbia successo, evitando le conseguenze negative di breve e medio termine ed è per questo che vanno subito adottate misure concrete e rapide di aiuto a famiglie ed imprese che siano adeguate a proteggere tutti, soprattutto guardando alle categorie più fragili e meno tutelate, che sono i nuovi poveri del nostro tempo.  Una particolare riflessione va fatta nei confronti di tutte quelle categorie che oggi più che mai non solo non stanno tornando a lavorare ma non hanno nessun aiuto concreto per sopravvivere assieme alle loro famiglie… il pensiero va a tutti coloro che sono stati costretti a lavorare in nero perchè nessuno li assumeva o ai piccoli artigiani che vivono di lavoro di contatto e che oggi ancora di più sono in grave difficoltà. Grande, come sempre è la catena di solidarietà che è da sempre viva nel tessuto culturale della nostra terra, tantissime le realtà che si stanno muovendo a sostegno dei più bisognosi, ma ci sono tante categorie che, o per dignità o per vergogna del dover chiedere, sono in seria difficoltà e abbisognano dell’intervento di tutti coloro che possiamo e dobbiamo fare qualcosa.

Provvedimenti non più procrastinabili anche per quanto riguarda le condizioni sul luogo di lavoro. Gli operatori nel settore alimentare e della logistica hanno assicurato anche nei giorni della crisi beni e servizi necessari per il resto del paese, lavorando in condizioni difficili e non sempre di sicurezza. Per non parlare degli eroi di questa emergenza, il personale medico e sanitario, professionale e volontario, che, mettendo a rischio la propria vita   ha assicurato cure e assistenza alle vittime della pandemia.

La sfida che abbiamo di fronte è imponente e pertanto richiede l’impegno di tutti. C’è una missione comune da svolgere nelle diverse dimensioni del nostro vivere come cittadini che partecipano alla vita sociale e politica e anche come utilizzatori dei nuovi mezzi di comunicazione. Questo chiede a tutti di dare un contributo alla costruzione di un modello sociale ed economico dove la persona sia al centro e il lavoro più degno.

Oggi siamo chiamati a coniugare lavoro e sostenibilità, economia ed emergenza sanitaria ed è in questa prospettiva che ci apprestiamo a celebrare la Festa del 1° maggio di quest’anno.