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I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, coordinati da Giovanni Minardi, hanno arrestato sei migranti sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa. Quattro perchè, nonostante fossero destinatari di decreti di espulsione emessi dai prefetti di diverse province italiane, sono rientrati in Italia entro i previsti cinque anni dall’effettivo rimpatrio. E due perché, già destinatari di decreto di respingimento, sono rientrati in Italia entro i previsti tre anni dall’effettivo rimpatrio. E’ stato inoltre trasferito in carcere di Agrigento un tunisino di 44 anni per scontare la pena residua di nove mesi e 29 giorni, e una multa di 3mila euro, per reati in materia di stupefacenti commessi in Italia.

Una delegazione di Fratelli d’Italia agrigentina, ma senza simboli di partito, partecipa oggi, venerdì 5 giugno, a Siculiana, alle ore 18, in via Libertà, alla manifestazione pubblica organizzata per discutere dei problemi e dell’allarme sociale seguiti alla riattivazione del centro di accoglienza per migranti ex Villa Sikania. Fratelli d’Italia, che da tempo denuncia l’inadeguatezza dell’ex albergo ad essere utilizzato come centro per la quarantena dei migranti, si pone al fianco dei siculianesi. Sarà presente, tra gli altri, il Dirigente nazionale del partito, Calogero Pisano.

In data 28 marzo 2019, traendo spunto dall’ordinanza emessa dal Tribunale di Caltanissetta a seguito della nota operazione Pandora, il Ministero dell’interno aveva proposto l’adozione di un decreto di scioglimento del Consiglio comunale di San Cataldo.

A seguito dell’adozione di tale provvedimento di scioglimento, il Ministero aveva formulato innanzi al Tribunale di Caltanissetta una proposta di irrogazione della misura della incandidabilità nei confronti dei componenti di primo piano della compagine amministrativa: Giampiero Modaffari ex Sindaco, La Rosa Angelo, Sberna Salvatore Mario Concetto, Riggi Cataldo Naro Maria Concetta Vincenza, tutti ex assessori.

In sostanza, la proposta di irrogazione della misura della incandidabilità era sorretta dalle risultanze della relazione prefettizia che aveva dato la stura al procedimento di scioglimento del consiglio comunale.

A fronte di tale proposta di incandidabilità gli interessati si erano costituiti con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, confutando l’intero impianto della relazione prefettizia e dimostrando al contrario non solo che non vi era alcun condizionamento, né alcuna cointeressenza, né alcuna ombra di sospetto sugli amministratori comunali, ma anche che la compagine Modaffari aveva ottenuto brillanti risultati rendendo efficiente la macchina amministrativa e conseguendo enormi risparmi di spesa.

Condividendo le tesi difensive esposte dagli avv.ti Rubino e Valenza, il Tribunale di Caltanissetta aveva respinto la proposta di irrogazione della misura della incandidabilità, accertando la completa estraneità della compagine Modaffari rispetto ad ambienti controindicati.

Il Ministero dell’Interno, tuttavia, aveva impugnato il decreto emesso dal Tribunale di Caltanissetta con reclamo dinanzi alla Corte d’appello di Caltanissetta, reiterando nella sostanza le argomentazione già proposte.

Anche nel giudizio di secondo grado gli ex amministratori si costituivano con il patrocinio degli avv.ti Rubino e Valenza, dimostrando l’infondatezza del reclamo e, conseguentemente, l’erroneità della relazione prefettizia posta a sostegno del decreto di scioglimento.

Con decreto del 4 giugno 2020, la Corte d’appello di Caltanissetta ha respinto il reclamo proposto dal Ministero dell’Interno ed ha confermato il decreto precedentemente emesso dal Tribunale di Caltanissetta, confermando l’assoluta estraneità dell’Amministrazione Modaffari rispetto ad ambienti criminali e certificando anzi i brillanti risultati che gli stessi avevano ottenuto mediante la loro azione amministrativa.

Sulla scorta di tale pronunciamento, gli ex amministratori potranno ricandidarsi al prossimo turno elettorale.

“Una Città come Porto Empedocle che cerca di puntare sul turismo e sulla destagionalizzazione di certo non può arrivare a pieno Giugno senza aver provveduto alla pulizia delle Spiagge.
A dichiararlo è la consigliere comunale Valentina Di Emanuele che continua: Chilometri di costa Empedoclina in condizioni disastrose, un ricettacolo di rifiuti di ogni genere. L’inerzia dell’Amministrazione ancora una volta si manifesta ed è sempre più tangibile il fallimento Politico-Amministrativo, che anche in questa fase di emergenza avrebbe potuto programmare gli interventi alla fine del lockdown e di poter fruire delle spiagge almeno a coloro che vivono nelle vicinanze. L’emergenza covid-19 ha fatto i suoi danni in molteplici aspetti, l’estate si prospetta sotto tono anche dall’allentamento delle restrizioni e precauzioni. Tutto questo va a penalizzare ancora di più gli operatori commerciali di quanto sia stato il covid-19 e vanifica il coraggio di aprire ristoranti, alberghi ed esercizi commerciali che si affacciano sulla spiaggia.
1)Come mai ad oggi non si è provveduto alla pulizia delle Spiagge del litorale Empedoclino?
2)In che modo pensa di rendere “DECENTI e FRUIBILI le spiagge del comune di Porto Empedocle?
3)Nel programma elettorale le spiagge e il turismo erano importanti tali da pensare di fare costruire un ponte di collegamento con la scala dei turchi, come giustifica tutto questo con la realtà?
Se Porto Empedocle deve rinascere e uno dei punti di forza è il turismo (visto le strutture ricettive sempre in aumento) non è accettabile che ancora a Giugno le spiagge siano in condizioni di degrado e costituiscono un pericolo per chi vi si avventura.
Sindaco così facendo – conclude Di Emanuele – spero non arrechi ai Commercianti ancora più danni del covid-19″

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari a carico di nove persone ( tra 2 in carcere, 3 ai domiciliari e 4 sottoposti a obblighi di Polizia giudiziaria) per una presunta illecita conduzione della discarica di Lentini, in provincia di Siracusa, la più estesa della Sicilia, gestita dalla ‘Sicula trasporti’. L’inchiesta comprende anche le presunte pressioni “esercitate da esponenti del clan mafioso Nardo” per “l’affidamento di un chiosco-bar nello stadio dove gioca la Sicula Leonzio”, squadra di calcio di Prima divisione. I reati ipotizzati a vario titolo dalla Procura di Catania sono associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione continuata, rivelazione di segreto d’ufficio e concorso esterno all’associazione mafiosa. Le Fiamme Gialle hanno compiuto perquisizioni e sequestri preventivi a carico delle società del gruppo Leonardi per complessivi 116 milioni di euro.

L’Archeoclub d’Italia, considerato il DDL 698-550, in discussione all’Assemblea Regionale del Parlamento Siciliano, sulle nuove Disposizioni in materia di Beni Culturali e di tutela del paesaggio, ha formulato alcuni emendamenti, evidenziando che sarebbe più utile riformulare l’intero impianto normativo, suggerendo una più approfondita riflessione, al fine di coinvolgere gli ordini professionali, tutte le associazioni di volontariato afferenti ai beni culturali e ambientali, le guide turistiche regionali, gli istituti di ricerca, le associazioni di  archeologi e il mondo della scuola.

Questa riflessione risulterebbe utile per proporre una normativa condivisa, che  eventualmente integri sia il Codice dei Beni Culturali DL 42/2004 e le successive modifiche, che la legge regionale 80/1977 e non sostituisca l’attuale quadro normativo.

La proposta di legge deve invece puntare al potenziamento delle risorse umane e finanziarie delle Soprintendenze; alla loro riconfigurazione – semplificando ed evitando sovrapposizioni di competenze, potenziando la presenza di figure specializzate come: paesaggisti,
pianificatori, architetti, storici dell’arte, antropologi, archeologi e catalogatori (la cui posizione lavorativa andrebbe regolarizzata come da legge) di cui oggi appare carente.

Per questo la nuova proposta di legge dovrebbe prevedere Investimenti sulle risorse  tecnologiche e digitali, sulla formazione e sul coinvolgimento del volontariato afferente ai beni  culturali come: Archeoclub d’Italia, Sicilia Antica e Beni Culturali ecc., nella gestione siti,
monumenti, ricerche, ecc. con particolare attenzione ai siti abbandonati o sottoutilizzati, rilanciando una nuova stagione di ricerche storiche, archeologiche con particolare attenzione all’archeologia del paesaggio e alla storia della città e dell’architettura.

Sarebbe necessario prevedere inoltre una specifica normativa per il rientro semplificato dei reperti archeologici, frutto di eredità o di ritrovamenti fortuiti in possesso di molti privati che desiderano donarli alla collettività per implementare le esposizioni periferiche dei centri
minori, territorializzando le collezioni.

Tutto questo al fine di costruire un nuovo modello di sviluppo che utilizzi un rinnovato quadro delle conoscenze e dei saperi, utili per rilanciare il patrimonio della Regione Sicilia in chiave turistica e culturale. Creando le basi per coordinare azioni comuni tra gli Assessorati ai
Beni Culturali e al Turismo.

I Carabinieri della stazione di Realmonte hanno arrestato due trafficanti di droga, intenti a trasportare due chili e mezzo di cocaina a bordo del loro camion, trasportante animali vivi, bloccato ad un posto di controllo lungo la statale 115, nei pressi di Scala dei Turchi. L’agitazione dei due ha insospettito i Carabinieri. Nel corso della perquisizione, all’interno di alcune intercapedini nell’abitacolo del veicolo, sono stati scoperti degli involucri contenenti i due chili e mezzo di cocaina, risultata dalle prime analisi di ottima qualità. L’autista e il passeggero sono stati trasferiti nel carcere “Di Lorenzo” ad Agrigento. Il valore di mercato dello stupefacente sequestrato ammonta ad oltre 500mila euro.

L’amministrazione comunale di Raffadali, guidata dal sindaco Silvio Cuffaro, in considerazione del fatto che la crisi economica dovuta all’emergenza covid-19 ha determinato in molti contribuenti la difficoltà di adempiere al pagamento della prima rata dell’IMU entro i termini previsti dalla legge, ha varato una norma per cercare di venire incontro alle esigenze dei soggetti più svantaggiati.

In particolare si è deciso di NON differire la scadenza dell’acconto IMU 2020, da effettuarsi entro il 16 giugno 2020, così come previsto per legge, ma di disporre la non applicazione di sanzioni e interessi nel caso di versamento dell’acconto IMU 2020 entro il 30 settembre 2020, limitatamente ai contribuenti che hanno registrato difficoltà economiche, a causa della pandemia COVID-19 e che effettuano il versamento della rata di acconto IMU entro il 30 settembre 2020. Le suddette difficoltà economiche dovranno essere attestate entro il 31 ottobre 2020, a pena di decadenza dal beneficio, su modello predisposto dall’ufficio tributi del comune. In pratica si dà la possibilità solo ai contribuenti in difficoltà (da dimostrare) di differire il pagamento della prima rata al 30 settembre senza incorrere in sanzioni e interessi.

 

Ieri a Canicattì, personale della Polizia di Stato eseguiva l’ordinanza di aggravamento e sostituzione di misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di una cittadina rumena, classe ’94.

L’attuale provvedimento è scaturito da una serie di gravi  e ripetute violazioni commesse dalla odierna arrestata che, in diverse giornate, ha più volte trasgredito il rispetto dell’obbligo di dimora nel territorio di Canicattì.

E’ stata, inoltre, trovata da personale del Commissariato di P.S. alla  guida di un veicolo senza aver mai conseguito il titolo abilitativo e con la stessa autovettura, priva di copertura assicurativa, che nelle giornate scorse era stata sottoposta a sequestro amministrativo, poiché oggetto di precedenti analoghe infrazioni. L’autovettura veniva definitivamente affidata in giudiziale custodia per la confisca e venivano comminate sanzioni pecuniarie per oltre 6000 euro.

L’arrestata, dopo le formalità di rito, è stata accompagnato presso il proprio domicilio per l’espiazione della pena.

Atti vandalici a Naro. Nella tarda serata di ieri ignoti balordi hanno appiccato il fuoco a tre palme in Piazza Crispi. La sindaca, Maria Grazia Brandara, commenta: “E’ stato un atto di pura crudeltà verso la città tutta. Si tratta del gesto inqualificabile di una persona ignobile che invito pubblicamente a costituirsi. Quanto accaduto poteva trasformarsi in una tragediaessendocia pochi metri una cabina Enel e un distributore di carburante. Poteva provocare danni anche alle case, ai condomini e alle attività commerciali che insistono nella Piazza”. Indagini sono in corso ad opera dei Carabinieri della locale stazione, che, tra l’altro, hanno acquisito le immagini registrate dagli impianti di video-sorveglianza nella zona.