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Condanna a 14 anni di reclusione per Pietro Leto, 21 anni di Alessandria della Rocca, accusato dell’omicidio di Vincenzo Busciglio, 23 anni, anche lui di Alessandria, avvenuto per strada al culmine di un litigio con un’arma da taglio. Questa la richiesta avanzata poco fa al termine della propria requisitoria della pubblico ministero Roberta Griffo. Il processo si celebra con il rito abbreviato al tribunale di Sciacca davanti al giudice Alberto Davico. Il 29 giugno toccherà alle parti civili: i genitori di Busciglio e la sorella si sono costituiti con gli avvocati Salvatore Pennica, Alfonso Neri e Francesco Accursio Mirabile. Il 22 luglio spazio all’arringa difensiva dell’avvocato Antonino Gaziano, che assiste l’imputato. Secondo l’accusa il 12 marzo dello scorso anno Leto avrebbe colpito all’addome e al dorso Vincenzo Busciglio, con un’arma da taglio, provocando così la lacerazione di organi vitali.

Un ex ufficiale in congedo della “Folgore” è il quinto indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Pisa per la morte di Emanuele Scieri, il giovane siracusano deceduto nella caserma Gamerra di Pisa, sede del centro di addestramento dei paracadutisti, il 13 agosto 1999 e scoperto senza vita solo tre giorni dopo. L’ex militare è indagato di favoreggiamento dalla magistratura pisana che gli contesta una telefonata ad Alessandro Panella, uno dei tre indagati accusati di omicidio, un’ora dopo il ritrovamento del cadavere di Scieri. Secondo gli inquirenti si tratta di un colloquio che sarebbe servito a pre-confezionare una tesi difensiva di fronte alle indagini avviate sulla morte del giovane siciliano.

A Palermo altro raid vandalico a danno della scuola “Giovanni Falcone” allo Zen. Banchi e cattedre sono stati rovesciati, fogli e materiale scolastico sparsi per le aule, vetri infranti e infissi rotti. L’atto vandalico sarebbe stato compiuto tra venerdì notte e ieri domenica. Sono in corso i rilievi da parte del personale per quantificare i danni provocati nella scuola. L’ultima volta nella scuola “Falcone” sono stati rubati i motori dell’acqua e il plesso è stato allagato.

Il giornalista agrigentino Carmelo Lazzaro si accinge a firmare l’assunzione in Rai. Dopo dieci anni di lavoro nella più grande azienda editoriale italiana, ed in particolare a Rai Radio1, Lazzaro centra l’importante obiettivo che costituisce un orgoglio per la sua Agrigento e la Sicilia che lo apprezzano sin da quando lavorava a Teleacras. Nelle prossime ore pubblicheremo un’intervista a Carmelo Lazzaro.
 

L’imprenditore e dottore agronomo agrigentino, Ciro Miceli, operante nel settore della elicicoltura con la sua rinomata azienda a Burgio, la “Miceli’s Snail”, è stato nominato “Responsabile regionale del dipartimento agricoltura e allevamento” della Lega. L’incarico gli è stato affidato in occasione della visita di Matteo Salvini in Sicilia, ed in presenza del commissario regionale, senatore Stefano Candiani, del responsabile regionale dei Dipartimenti della Lega, Igor Gelarda, e del commissario provinciale di Agrigento, Massimiliano Rosselli. Ciro Miceli commenta: “Si tratta di un incarico che per me rappresenta un grande onore ma anche un onere, che cercherò di svolgere ed assolvere nel migliore dei modi, continuando come sempre a stare nei territori in modo capillare, al fianco agli agricoltori ed allevatori, accogliendo le loro istanze costruttive per un comparto che attualmente vive un periodo di forte crisi”.

La Regione Siciliana ha stanziato 800mila euro per il restauro e l’allestimento di un auditorium all’interno della Chiesa di Santa Margherita a Sciacca. Si tratta di un bene monumentale del 14esimo secolo, attiguo ad un più ampio complesso considerato tra i più pregiati e ricchi di opere d’arte. Il dirigente generale dell’assessorato regionale ai Beni culturali Sergio Alessandro, commenta: “I lavori progettati rappresentano il primo importante passo per la valorizzazione dell’intero complesso monumentale, all’interno del quale troverà finalmente la sua collocazione il museo”. E il soprintendente ai Beni culturali di Agrigento, Michele Benfari, afferma “Nella chiesa potranno trovare spazio esposizioni di tipo diverso: dall’archeologia del territorio (grazie alla collezione di uno studioso locale, l’avvocato Primo Veneroso) ad una pinacoteca con un vasto elenco di opere di pittori e scultori locali celebri in tutta Italia”.

Ancora una volta, come la settimana precedente, la “movida” del fine settimana a San Leone, frazione marina di Agrigento, ha provocato degrado e disordine, tra rifiuti ovunque, schiamazzi e assembramenti.

In proposito interviene il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che afferma: “Purtroppo ci sono ragazzi indisciplinati, che arrivano anche da altri Comuni fuori Agrigento, che non hanno rispetto né per le aree pubbliche né per i residenti. Questa settimana avevo rivolto un appello al senso di responsabilità, a mantenere il decoro e a non fare schiamazzi notturni. Purtroppo mi sono pervenute segnalazioni da tanti concittadini ed esercenti da tutto il litorale: si sono verificati puntualmente spettacoli indecenti di schiamazzi notturni, e quel che si è offerto alla vista dopo la movida è stata la vergognosa esposizione di bottiglie abbandonate e di rifiuti abbandonati di ogni genere. Siamo costretti a intervenire per fissare nuove regole sulla vendita di bevande in bottiglia e il consumo nella pubblica via. Purtroppo gli appelli alla responsabilità, come è fin troppo evidente, hanno effetto lento”.

Seconda scossa di terremoto in pochi giorni avvertita nitidamente dai residenti di Lampedusa. La prima fu registrata venerdì mattina – quando è stato rilevato un evento sismico di magnitudo 3,2 a profondità di 65 chilometri. Il secondo intorno alle 21,39, è stato di magnitudo ML 3.0 ed è avvenuto nella zona Lampedusa e Linosa. Il terremoto è stato localizzato dalla sala sismica INGV-Roma con coordinate geografiche (lat, lon) 35.47, 12.49 ad una profondità di 37 chilometri. “Molti lampedusani hanno avvertito la scossa ma non ci sarebbe nessun ferito – dice il sindaco Totò Martello – stiamo verificando se vi siano stati danni agli immobili”.

A Delia, in provincia di Caltanissetta, nelle campagne, in contrada Delilella, sono stati uccisi due imprenditori agricoli ultrasettantenni, di Canicattì. Si tratta dei fratelli Filippo e Calogero Lo Monaca. I due cadaveri sono stati scoperti nei pressi di una cascina. Il corpo parzialmente carbonizzato di una delle due vittime è stato trovato sotto un’automobile, e l’altro cadavere all’interno del casolare. A poco distanza dai due corpi sono state rivenute alcune pietre imbrattate di sangue, verosimilmente utilizzate per compiere il duplice omicidio. Le indagini sono condotte dai Carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta. Un terzo fratello delle due vittime, Antonino, 49 anni, fu ucciso anche lui in un agguato il 27 dicembre del 1990, all’inizio della guerra di mafia a Canicattì

 L’idea nasce nella chat dei volontari del WWF di Menfi.

Alla luttuosa notizia del bosco di Magaggiaro in fiamme, a Menfi, segue la rabbia e la volontà di fare qualcosa di concreto.

Ed è così che un socio storico riprende un’antica proposta del WWF Italia, che nel 2007 aveva visto Fulco Pratesi spingersi a chiedere una taglia sui piromani.

Detto fatto, viene data notizia alla politica che la riprende contattandoci per approfondire la questione.

Non vi è dubbio che qualcosa va fatta. Non si può continuare a rimanere ostaggi di una impari lotta agli incendi, che ogni anno in Sicilia si trasforma in catastrofe.

Il WWF Sicilia Area Mediterranea, con la sua rete di volontari, ogni anno rinnova alla politica le sue proposte, che non possono essere sostitutive di quelle che le istituzioni, con le sue migliaia di personale retribuito, devono porre in essere per contrastare il fenomeno degli incendi.

Forse c’è qualcosa che non funziona nella macchina organizzativa o nello stesso progetto di contrasto agli incendi, e non vi è dubbio che i risultati tutti gli anni sono devastanti.

Servono azioni forti che possano invertire un placido assopimento, misto a rassegnazione, che pervade troppi ambiti economici sociali e culturali della nostra Sicilia.

Incentivare la detrazione, detta così, non è certo una modalità bella da comunicare.

Ma se ciò può significare creare le condizioni per scoraggiare i manigoldi, allora perché non prendere in considerazione l’idea.

Serve un deterrente forte per fermare la mano criminale.

Stiamo elaborando un progetto di idee concrete, che porteremo al tavolo dell’Unione dei Comuni Terre Sicane, di cui fanno parte Menfi, Santa Margherita Belice, Sambuca di Belice, Montevago e Caltabellotta.

Abbiamo tanti documenti lunghi e fatti di analisi e soluzioni, ma alla riunione bisogna portare idee concrete e di immediata esecuzione.

Noi ci saremo.

La natura è bellezza, è azione, è proposta per vincere la guerra di civiltà, che vinceremo per offrire al futuro migliore ai nostri bambini.