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I Carabinieri del Comando provinciale di Trapani, coordinati dalla Procura antimafia di Palermo, sono stati impegnati oggi in un blitz antimafia che ha provocato 13 arresti. Tra gli arrestati vi è il presunto reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, Francesco Domingo, conosciuto come “Tempesta”. I Carabinieri hanno inoltre notificato un invito a comparire per essere interrogato, con contestuale avviso di garanzia, al sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, interviene a seguito dell’approvazione da parte del Consiglio comunale della proposta della Giunta di slittamento della scadenza dei tributi. Firetto afferma: “Compiuto questo secondo e ultimo passaggio per il differimento del pagamento, abbiamo potuto dare un’altra importante risposta ai bisogni di famiglie e imprese in questa crisi. Le scadenze saranno posticipate senza applicazione di sanzioni e interessi”.

Il caso abominevole del viadotto Himera lungo la A19 Palermo – Catania, in attesa della ricostruzione da 5 anni: il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri, rassicura l’ultimazione dell’opera a breve. Cancelleri scrive sui social: “Continua incessante il mio impegno, e quindi di questo governo, per ridare presto ai siciliani un’infrastruttura fondamentale il cui crollo in questi 5 anni ha letteralmente diviso in due la Sicilia. Il viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania presto sarà pronto. Infatti, domani mercoledì 17 giugno inizieranno le operazioni di varo e cominceremo a portare il ponte in quota”.

La provincia di Agrigento, per quanto riguarda il sistema viario, si caratterizza per investimenti pubblici quasi inesistenti, nonostante la grave condizione infrastrutturale del nostro territorio.

Strade impraticabili; arterie importanti come la S.S. 115 che attraversa cinque province che ha dei tratti molto pericolosi ed alcuni che sembrano Regie Trazzere; il sistema della viabilità interna della zona montana oggi è in parte isolato.

Purtroppo, non vediamo prospettive future positive, ad esempio con l’arrivo di investimenti di dimensioni importanti in questo settore . Necessitano investimenti pubblici ed un’accelerazione della spesa pubblica .

Il rilancio delle infrastrutture , in particolare, per non fare un elenco sterile, necessita: – del completamento dei lavori della S.S. 640 Agrigento-Caltanissetta e della S.S. 189 Agrigento-Palermo;

– il completamento dei lavori sul ponte Morandi (detto anche Akragas 1 e Akragas 2), il cui tratto più lungo è chiuso dal 16/03/2017;

– di interventi sulla rete stradale provinciale in particolare dando priorità alle S.P. chiuse ( per es.: SPR n. 21 Montallegro-Fontana Mattei per il crollo di un ponticello   arteria che porta alle spiagge e alla Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa) ed a quelle ricadenti sul territorio montano tagliato fuori dai collegamenti più importanti: Ospedali, Scuole, Università e Servizi Pubblici, ( per es.:  la strada  provinciale n. 32 che collega i comuni montani con Ribera e Sciacca ).

E’ necessario, utile ed urgente lo studio e la progettazione ex novo di un’autostrada sul tracciato della S.S. 115 che attraversando 5 provincie (Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa) chiuderebbe l’anello autostradale siciliano ed incrementerebbe l’economia di questa fascia costiera la cui presenza di eccezionali nicchie di produzioni  agricole ed  artigianali nonché il grande patrimonio artistico, monumentale, culturale, ambientale e paesaggistico fanno la differenza.

Ciò consentirebbe lavoro per le nostre maestranze, le imprese e l’indotto del territorio per qualche decennio oltre ai benefici su Agricoltura, Turismo, Commercio e Artigianato già presente.

Fare ripartire il settore vuol dire non solo generare occupazione ma dotare la Sicilia di infrastrutture moderne, sicure e necessarie in modo, anche, da limitare il grande esodo di popolazione dai nostri centri al nord Italia ed all’estero in particolare delle giovani generazioni anche altamente qualificate ed istruite.

Questo è quello che da anni denunciamo e proponiamo. Oggi apprendiamo e sosteniamo l’appello dei Sindaci agrigentini sul finanziamento della SS 115 a chiusura dell’anello autostradale siciliano

A Palermo, al palazzo di giustizia, la Procura Generale, a conclusione della requisitoria, ha chiesto alla Corte d’Appello la conferma della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Agrigento a carico di Vincenzo Giardina, 76 anni, di Canicattì, già condannato a 4 anni di reclusione per tentata prostituzione minorile e violenza sessuale. L’imputato, giudicato in abbreviato, tra l’ottobre e il novembre del 2015 avrebbe adescato in una villetta pubblica un minore di 15 anni e gli avrebbe proposto atti sessuali, in parte compiuti, in cambio di denaro.

Il Dpcm dell’11 giugno non fa ripartire gli eventi ma sono già 14 le regioni che hanno dato il via alla ripresa secondo le linee guida della Conferenza delle Regioni che recepiscono i protocolli elaborati da Federcongressi&eventi Roma, 15 giugno 2020 – Il Governo continua a ignorare un comparto che produce 65, 5 miliardi di fatturato, incide per 36,2 miliardi sul Pil nazionale e dà lavoro a circa 570mila persone. Le regioni, invece, si dimostrano più lungimiranti e danno il via libera a eventi e congressi.

A sorpresa il Decreto del Presidente del Consiglio dell’11 giugno ha di fatto escluso il settore dei congressi e degli eventi dalla Fase 3, bloccandolo sino al 14 luglio. Una vera doccia fredda per tutta la filiera che era ottimista sul 15 giugno come data di ripartenza. L’aggiornamento delle Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche e Produttive approvate dalla Conferenza delle Regioni del 9 giugno aveva infatti inserito anche le schede per la riapertura di congressi e grandi eventi fieristici, recependo i protocolli elaborati da Federcongressi&eventi già a fine aprile e inviati al Governo e ai rappresentanti regionali delle istituzioni grazie a una massiccia azione di pushing compiuta dai delegati regionali dell’associazione nazionale delle imprese dei congressi e degli eventi. Il Dpcm che sospende fiere e congressi sino al 14 luglio dà però spazio alle iniziative delle regioni: Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire una diversa data di ripresa delle attività, nonché un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi.

Poiché nel Dpcm non si specifica che la “diversa data” delle regioni debba essere più restrittiva altre regioni si sono aggiunte a quelle come Sicilia e Calabria che già nelle settimane precedenti avevano dato il via libera a congressi ed eventi. Le 14 regioni nelle quali è possibile realizzare congressi ed eventi:

Abruzzo: dal 15 giugno;

Basilicata: dal 15 giugno;

Calabria: dal 19 giugno;

Campania: dall’ 8 giugno;

Emilia Romagna: dal 15 giugno;

Friuli Venezia Giulia: dal 15 giugno;

Lazio: dal 15 giugno;

Liguria: dal 19 giugno;

Puglia: dal 15 giugno;

Sardegna: dal 15 giugno;

Sicilia: dall’8 giugno;

Toscana: dal 13 giugno;

Umbria: dal 15 giugno;

Veneto: dal 19 giugno.

“Delusa dal Governo ma orgogliosa dell’associazione”, è questa la sintesi della Presidente di Federcongressi&eventi Alessandra Albarelli. “Il Governo ha di fatto perso un’altra occasione per dimostrare di aver compreso quanto il nostro settore sia indispensabile per la crescita economica, sociale, cultura e professionale del Paese. Ne prendiamo atto e continuiamo a impegnarci sempre più per far valere le nostre istanze e per avere strumenti di ristoro per le nostre imprese che, ferme da febbraio, sono ormai al collasso. Detto questo – continua Albarelli – sono fiera del lavoro svolto dai nostri soci: se più della metà delle regioni ha deciso di sbloccare eventi e congressi il merito va sicuramente all’impegno dei delegati regionali di Federcongressi&eventi che si sono spesi per far sentire la voce di un intero settore”.

Dopo il Magaggiaro nel cuore della Valle del Belice, un altro bosco della provincia di Agrigento rischia di essere gravemente devastato. Un rogo di notevoli dimensioni è infatti in corso nell’area boschiva della “Resinata”, quella che delimita il lago Arancio, nel territorio di Sambuca di Sicilia. Sono al lavoro vigili del fuoco e agenti del Corpo forestale. Due canadair provenienti da Lamezia Terme hanno già effettuato diversi lanci di acqua. Anche a Sambuca di Sicilia si temono conseguenze ambientali notevoli sulla macchia mediterranea.

La vicenda processuale relativa all’Avviso 8, si arricchisce di un ulteriore tassello relativo, questa volta, alla mancata attuazione da parte dell’Assessorato della Formazione dei criteri dettati dai Giudici Amministrativi per la formulazione della graduatoria dei soggetti ammessi ai contributi per la formazione.
Come si ricorderà, il Consiglio di Giustizia Amministrativa, con sentenze nn. 879 e 880 del 02.10.2019, disponeva che l’Assessorato della Formazione riformulasse la graduatoria dell’Avviso 8, con riferimento ai criteri A1 e A2, in modo da garantire che gli enti con più esperienza non venissero “penalizzati” oltre modo.
La dichiarata illegittimità dei suddetti criteri – riguardanti il limite massimo di corsi da conteggiare (individuati nel numero di 15) e del numero di allievi (individuati nel numero di 180) – avrebbe dovuto, dunque, imporre all’Amministrazione regionale una riformulazione della graduatoria dell’Avviso 8.
Ciononostante, pur essendo decorso il termine di legge previsto per l’esecuzione delle suddette pronunce, l’Assessorato della Formazione Professionale, non ha dato alcun seguito all’ordine imposto dal Giudice Amministrativo di secondo grado.
Pertanto l’associazione Politea, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, e l’associazione E.A.P Fedarcom, difesa dall’avvocato Lucia Alfieri, proponevano separati ricorsi davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa, chiedendo al Giudice Amministrativo di secondo grado di ordinare all’Amministrazione regionale di eseguire la sentenza n. 879/19 (relativa al giudizio instaurato dall’Associazione E.A.P. Fedarcom) e la sentenza n. 880/2019 (relativa al giudizio instaurato dall’Associazione Politea), riformulando la graduatoria in questione attenendosi alle modalità ed ai criteri individuati dal medesimo CGA.
L’Amministrazione regionale, costituitasi in giudizio, con la propria memoria difensiva: a) sosteneva il carattere “elastico” dei criteri formulati precedentemente dal CGA; b) comunicava di aver nominato una commissione al dine di individuare formule alternative che risultassero ugualmente soddisfacenti del risultato voluto dal CGA; c) chiedeva, irritualmente, ulteriori e generici chiarimenti sull’attuazione del giudicato.
Gli avvocati Rubino (difensore della “Politea”) e Alfieri (difensore della “E.A.P. Fedarcom”), contrariamente, sostenevano l’inesistenza di alcun documento dal quale evincere l’avvio di un’attività di esecuzione della più volte citata sentenza del CGA, evidenziando, inoltre, che i criteri di rimodulazione della graduatoria comunicati in sede di memoria difensiva dall’Assessorato fossero tali da stravolgere le indicazioni del CGA e, per di più, idonei a consentire la riproposizione della vecchia graduatoria (stilata sulla scorta dei criteri A1 e A2, dichiarati successivamente illegittimi).
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa, in accoglimento delle tesi degli Avvocati Rubino e Alfieri, ha accolto i due ricorsi, condannando l’Assessorato a dare integrale esecuzione alle sentenze n. 879/2019 e n. 880/2019, rese dal medesimo CGA, nel termine di sessanta giorni.
In particolare, il Giudice amministrativo ha rilevato l’insussistenza di qualsivoglia documento volto a dare esecuzione alla citata sentenza, evidenziando, inoltre, che le modalità con le quali l’Amministrazione vorrebbe provvedere non appaiono in linea con il dettato della sentenza da eseguire. Al contrario, il CGA ha affermato che le modalità di riformulazione sembrano volte a realizzare un obiettivo estraneo all’Avviso 8, ovvero la non penalizzazione degli enti privi di esperienza.
Con la medesima pronuncia, inoltre, il CGA ha nominato in entrambi i casi, per il caso di ulteriore inerzia da parte dell’Amministrazione, quale Commissario ad acta il Segretario Generale della Presidenza della Regione, condannando l’Amministrazione al pagamento delle spese di lite relative ad entrambi i giudizi.