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Sono 116 i nuovi casi di Coronavirus registrati oggi in Sicilia, 66 dei quali sono stati individuati nella Missione Speranza e Carita’ di Palermo. E’ quanto riporta il bollettino del ministero della Salute. Attualmente ci sono 2316 positivi di cui 194 ricoverati in ospedale, 13 in terapia intensiva e 2109 in isolamento domiciliare, per un totale di 5962 casi dall’inizio dell’epidemia. I tamponi eseguiti sono 3120. Sul fronte della distribuzione fra province il palermitano resta il territorio piu’ colpito con 81 nuovi casi, segue Catania con 15 casi, poi Agrigento con 11, 3 a Messina, 2 a Caltanissetta, 2 a Ragusa 1 Siracusa e nessuno a Enna. I guariti oggi sono 32. Non si registra infine alcun decesso e restano pertanto 296 le vittime del virus dall’inizio dell’epidemia nell’isola.

“Ci sono state delle criticità ma sono state superate grazie al lavoro encomiabile dei Comuni, cui spetta l’organizzazione dei seggi. A noi è stata segnalata la regolare istituzione dei seggi elettorali in tutta Italia”. Lo ha detto ai microfoni di Rainews 24 il prefetto Caterina Amato, a capo del Servizio Elettorale del ministero dell’Interno, in merito alle numerose segnalazioni delle scorse ore di scrutatori, presidenti o segretari di seggio che avevano dato forfait per l’emergenza coronavirus.

La Scala dei Turchi in provincia di Agrigento rappresenterà la Sicilia nell’edizione speciale dei barattoli di Nutella realizzati in collaborazione con Enit e in vendita da 13 ottobre. La nuova confezione in edizione limitata e da collezione si chiama “Ti Amo Italia” e punta a infondere tutta la gioia di vivere e la positività delle immagini più suggestive dell’Italia da gustare con il cucchiaino.

La collezione sarà composta da una serie limitata di 30 vasetti che celebrano il Paese, toccando tutte le regioni. Dai borghi alle montagne, dalle isole alle città, dalle acque cristalline ai paesi colorati: ogni vasetto è uno scorcio d’Italia. I vasetti saranno soltanto l’inizio di un viaggio che porterà i consumatori a visitare virtualmente 30 località d’Italia, rimanendo comodamente seduti a casa. Inquadrando il QR code su ogni vasetto sarà infatti possibile vivere un’esperienza immersiva di virtual reality. I contenuti saranno fruibili all’interno di una piattaforma digitale, dove si potrà inoltre mettere alla prova le proprie conoscenze legate al territorio, alla storia, alla cultura e godere di video-ricette legate alla tradizione culinaria del paese rivisitate in chiave Nutella.

Agrigento ha rischiato di perdere una delle sue icone, uno dei personaggi più noti e amati da tutti, Fofò Purtusu. Tutto per una dimenticanza. L’anziano ha lasciato il pentolino sul gas acceso, e poco dopo è scoppiato un incendio, per il quale è stato necessario far arrivare i vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento. Grande apprensione, per il proprietario dell’abitazione Alfonso Restivo, conosciuto appunto da tutti come “Fonziu Purtusu”. Sarebbe rimasto lievemente intossicato, e precauzionalmente, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. Nulla di grave. L’appartamento, al piano terra, di via Duomo, a ridosso della Cattedrale, era invaso dal fumo. Lo spavento è stato tanto, ma per fortuna è finita bene.

Giornata nera per la Sicilia. L’ultimo bollettino diffuso dal ministero della Salute registra 179 nuovi positivi, di cui 37 migranti in isolamento. La maglia nera è Palermo con 70 casi (4 migranti). I ricoverati aumentano complessivamente di sette unità, passando da 187 a 194. Più uno in terapia intensiva (14 da 15). Un decesso a Messina, si tratta di un settantenne della provincia ricoverato da tempo. Record di tamponi: 6329.

Palermo è la provincia con più nuovi contagiati: su 70, 21 sono legati al focolaio scoppiato nella Missione di Biagio Conte.  A Sciacca la situazione, mentre scriviamo, è di 18 contagiati. La città termale, in provincia di Agrigento, registra il più alto numero di contagi rispetto agli altri comuni.

Depositate le motivazioni del Tribunale del Riesame che, nelle scorse settimane, ha accolto il ricorso della Procura di Palermo disponendo gli arresti domiciliari nei confronti del deputato regionale agrigentino Carmelo Pullara, indagato per turbativa d’asta nell’ambito della maxi inchiesta “Sorella Sanità” che sta facendo luce su intrecci tra politica e mondo sanitario in Sicilia. Per Pullara era stata chiesta la misura cautelare che il gip del Tribunale di Palermo aveva rigettato.

L’onorevole originario di Licata, vice presidente della Commissione salute e servizi sociali e sanitari dell’Ars e componente della commissione Antimafia regionale,  è accusato di aver chiesto favori per una gara pubblica nei confronti della Manutencoop in cambio di un aiuto a Damiani, manager dell’Asp di Trapani, per la nomina di direttore generale. L’accordo però non andò in porto e l’azienda non si aggiudicò la gara. Per questo il gip del Tribunale di Palermo aveva rigettato la richiesta di arresto già nel maggio scorso. Di parere contrario, invece, il Tribunale del Riesame che ha accolto il ricorso della Procura disponendo invece gli arresti domiciliari per il deputato agrigentino. L’ultima parola spetta però alla Cassazione a cui Pullara si è rivolto.

“La giurisprudenza ha stabilito – scrivono i giudici del Tribunale della Libertà – che il reato di turbativa libertà degli incanti è reato di pericolo che si configura non solo nel caso di danno effettivo, ma anche nel caso di danno immediato e potenziale, non occorrendo l’effettivo conseguimento del risultato perseguito dagli autori […] è sufficiente che la collusione o il mezzo fraudolento siano idonei ed univocamente diretti ad alterare il confronto e le offerte e le altre regole della competizione, come accaduto nel caso di specie ricorre inoltre l’elemento psicologico richiesto per l’integrazione della fattispecie in esame, ossia la coscienza e la volontà di turbare la gara”.

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Niente spettatori al Giro d’Italia al suo passaggio ad Agrigento. I corridori, infatti, anche nella Città dei Templi dovranno fare a meno degli spettatori. Gli appassionati delle due ruote, dunque, potranno soltanto guardare in tv lo spettacolo.

Il tutto si è deciso ieri nella sede dei Vigili del Fuoco nel corso di un incontro dove è stato stabilito come attenersi relativamente alla viabilità. Nella giornata di oggi, infatti, nella sede del comando provinciale dei vigili del fuoco si è svolta una riunione del comitato operativo per la viabilità. L’incontro è stato presieduto dal prefetto Maria Rita Cocciufa. Al tavolo tecnico anche il questore, il comandante della Polizia Stradale, ma anche la Croce Rossa, la Protezione Civile e l’Anas.

Novanta casi di Covid-19 in piu’ oggi in Sicilia, di cui 35 in provincia di Catania, 33 in quella di Palermo. Complessivamente sono 1.988 positivi attuali: 155 ricoverati con sintomi, 16 in terapia intensiva e 1.817 in isolamento domiciliare. Sono 5.473 i casi totali, 3.190 i dimessi guariti; 295 i deceduti, tre in piu’ rispetto a ieri. Significativo l’incremento dei tamponi effettuati, pari a 5.809.

Questo il bollettino odierno emanato dall’Istituto Superiore della Sanità.

L’ipotesi rappresenta un presunto giro di tangenti alla Agenzia delle Entrate di Agrigento, scambio di favori e annullamento di sanzioni tributarie.

Nel troncone processuale di appello, che scaturisce dallo stralcio del rito abbreviato, in realtà, non si contesta alcun episodio di corruzione. Questo perché, in primo grado, il 28 novembre del 2017, il gup di Agrigento Giuseppe Miceli aveva deciso otto assoluzioni e tre condanne ma solo per l’accusa di abuso di ufficio: tutti scagionati, invece, dalle imputazioni più gravi di corruzione. L’unico episodio in discussione davanti alla Corte di appello riguarda un’ipotesi di abuso di ufficio per la quale, in primo grado, sono stati condannati l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Agrigento, Pietro Pasquale Leto (un anno e quattro mesi), l’imprenditrice Maria Lombardo, 54 anni (8 mesi) e il funzionario dell’Agenzia Antonino Migliaccio (8 mesi).
La condanna per abuso di ufficio scaturisce dalla circostanza che Lombardo, titolare di un’attività di noleggio di auto a Lampedusa, avrebbe beneficiato di un illegittimo annullamento di una sanzione tributaria di oltre 200 mila euro. Il sostituto procuratore generale, questa mattina, ha chiesto la conferma delle tre condanne. I difensori il 14 dicembre illustreranno le rispettive conclusioni.
Per altri dodici, intanto, il dibattimento – nel quale sono contestate pure ipotesi di corruzione – è entrato nel vivo nelle scorse udienze, davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara, ma oggi c’è stato un rinvio per un problema di salute di uno degli imputati. Sotto accusa: A.V. 50 anni, di Favara, consulente del lavoro; V. T. 66 anni, G. C. 67 anni, G.C. 60 anni, di Favara, F. C. 67 anni, di Agrigento, P. C. 54 anni, di Favara, A. P. 62 anni, di Campobello; tutti funzionari dell’Agenzia; Salvatore La Porta, 45 anni, socio e amministratore della Metalmeccanica agrigentina; i medici Giovanni Crapanzano, 71 anni, di Favara, e S. P. di Favara e i ristoratori favaresi Giuseppe Costanza, 35 anni e il padre Salvatore Costanza, 69 anni, accusati di avere rilasciato una falsa attestazione per dei rimborsi al funzionario Cumbo.

La capitaneria la chiamò Operazione “Kaos calmo”: otto telecamere per trenta giorni al boschetto e l’obiettivo ha immortalato decine di furgoni di negozi di ogni tipo – alimentare ma non solo – che scaricavano rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.
I video agli atti dell’inchiesta sono impietosi. Si vedono i furgoni arrivare nei pressi del piazzale, di proprietà del demanio, e i conducenti scaricare pesce, ortaggi, mobili e tanto altro ancora. Poi, in molti casi, si appiccava l’incendio. La vicenda, adesso, approderà presto in aula per il processo. Il pubblico ministero Paola Vetro ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di sei persone: Mario Mezzano, 71 anni; Giuseppe Daino, 52 anni; Margherita Freddoneve, 28 anni; Alessandro Gangarossa, 33 anni; Raffaele Iacono Quarantino, 39 anni e Alfonso Carbone, 43 anni. Nelle prossime settimane la procura chiederà il processo.