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Lui è un padre separato che da anni lotta nei tribunali per ottenere, a suo modo di dire, una giustizia giusta che lui non vede.

Prende carta e penna e scrive al ministro della Giustizia chiedendo la presenza di un ispettore ministeriale per capire cosa succede nelle aule dei tribunali quando si tratta dii delicatissime vicende come quelle che riguardano i minori.

Giovanni Amoroso, questo il nome del genitore, è convinto che “le relazioni effettuate dagli assistenti sociali siano precarie, come nel caso di Lucca Sicula – scrive Amoroso – in quanto, sostiene, per stabilire la tutela nei confronti della figlia, non si può valutare il genitore con un solo incontro ma ne occorrerebbero altri”.

“Chiedo a viva voce al ministro – dice Amoroso – di far verificare tutti i documenti per capire cosa succede in tantissimi casi nei quali non vengono garantiti rapporti familiari equilibrati fra i genitori”.

Sicilia nella morsa del caldo. La Protezione civile regionale ha diffuso un bollettino per rischio incendi e ondate di calore, valido fino alla mezzanotte di oggi. Dichiarato il livello di pre-allerta per tutta l’Isola.

Ci attende un weekend all’insegna del caldo: le previsioni annunciano la prima forte ondata di caldo nordafricano di questo avvio d’estate. Le temperature massime, secondo i dati di queste ultime ore, raggiungerebbero in Sicilia picchi fino a +37/+38°C.

Un immigrato sbarcato a Porto Empedocle dalla “Sea Watch” è stato ricoverato a Malattie infettive dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta dove è giunto alle ore 2 circa della notte fra domenica e lunedì. Inizialmente era stato qualificato come “sospetto caso di tubercolosi”. Poi, nelle ultime ore, è arrivato l’esito – positivo – del tampone rino-faringeo Covid-19. Un secondo immigrato imbarcato sulla “Sea Watch”, è stato trasferito all’ospedale nisseno, in attesa dell’esito del test per stabilire se abbia o meno il Coronavirus.

In mattinata, inoltre, sono stati fatti i tamponi a tutti i migranti della Sea Watch. E anche per loro si è in attesa dell’esito.

L’ipotesi di reato è peculato, associazione mafiosa, frode in pubbliche forniture e traffico illecito dei rifiuti: una nuova inchiesta giudiziaria si abbatte sulle imprese che stanno lavorando al raddoppio della strada statale 640 che collegherà Agrigento con Caltanissetta e lo svincolo per l’autostrada.
Dopo i procedimenti degli anni scorsi, la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta sta indagando sul rifacimento del ponte San Giuliano, uno degli ultimi viadotti che porta alla galleria che collega con l’autostrada Palermo-Catania. Nelle scorse ore il sostituto procuratore del tribunale nisseno, Simona Russo, ha delegato ai finanzieri una vasta attività di perquisizione e sequestro facendo notificare, contestualmente al prelievo di documenti, oggetti e materiali, delle informazioni di garanzia. L’indagine ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici delle imprese che stanno eseguendo i lavori. Le informazioni di garanzia, come sempre molto “criptate” e sintetiche per non scoprire le carte nella fase decisiva dell’istruttoria degli inquirenti, comunicano un’indagine per una serie molto lunga di reati: innanzitutto il peculato oltre alla frode in pubbliche forniture, il disastro ambientale, il crollo colposo, la truffa aggravata, l’abuso di ufficio, l’associazione mafiosa e il traffico illecito dei rifiuti.

Dieci giorni di prognosi riservata per una ferita da taglio alla nuca. Trasportato all’ospedale di Licata i medici hanno immediatamente curato la ferita che si presentava alquanto profonda.

Protagonisti di una triste vicenda un giovane di 27 anni del luogo il quale, secondo una prima ricostruzione, avrebbe avuto un diverbio con il figlio della sua compagna, un giovane di 20 anni. Un litigio che, appunto, è sfociato successivamente con la ferita alla nuca.

Con l’accusa di tentato omicidio l’aggressore è stato rinchiuso nel carcere di Agrigento e adesso si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Alla base del litigio ci sarebbe il rapporto sentimentale tra la mamma e l’aggredito; relazione, questa, non tanto gradita all’aggressore.

La scuola etica è il presupposto dello stato etico, che è a suo volta il presupponto del totalitarismo. La scuola deve essere una scuola di libertà, per uno stato liberale, una scuola di pensiero critico, che sia in grado di formare cittadini capaci e consapevoli.
La scuola deve paradossalmente essere scuola rivoluzionaria, deve educare i giovani non a rispettare pedissequamente le regole, non a trasgredire per trasgredire ma a saper trasgredire.
Tutte le grandi rivoluzioni, che hanno modificato in meglio l’umanità, hanno come presupposto un atto illegale. La legge è funzionale allo status quo, la legge semmai, nella migliore delle ipotesi, è precipitato storico di rivoluzioni già avvenute, di per se non ha portata rivoluzionaria. Non può esistere l’espressione legge rivoluzionaria, sarebbe una contraddizione in termini, un ossimoro. La rivoluzione è un atto di evidente illegalità, che sovverte l’ordine costituito.
Ma la scuola deve preservare la società con le sue contraddizioni? Con le sue ingiustizie? Con le sue storture? O deve provocare germi rivoluzionari per forgiare una gioventù capace di cambiare il mondo?
La scuola deve preservare se stessa, il suo mondo fatto di fatto di carte, di disposizioni, di acronimi, di banalità, di perdite di tempo, di “contrattini”, di “firmucce” e di formalismi ottocenteschi? O deve porsi in antitesi con se stessa e scardinare le imposizioni burocratiche di chi la utilizza solo come centro di potere ai diversi livelli?
A quanti docenti vediamo decantare nella storia, nelle lettere antiche e moderne, nel diritto, le virtù dei grandi rivoluzionari del passato che hanno fatto la storia e ci hanno consegnato una società certamente più giusta, per poi contraddirsi negando ai giovani studenti il diritto a ribellarsi alle ingiustizie, al vecchiume e al formalismo burocratico?
Quanto ci sembrano contraddittorie le loro parole e il loro bieco moralismo ipocrita e conservatore! Quante volte ci siamo sentiti dire “non conviene”, “evitate”, “chi vi ci porta”, “ a cosa vi serve”?
Quante volte ancora dobbiamo sentirci dire che non vale la pena dire la verità? Ditecelo chiaro per una volta, quanti volti ha la scuola?
Sogniamo una scuola in cui nessuno possa dirci ciò che possiamo pensare, dire o fare; una scuola in cui il rapporto allievo docente possa essere improntato al dialogo costruttivo, pur nella distinzione dei ruoli; Sogniamo una scuola dove si faccia un rogo di tutte le carte inutili, falsamente sostituite da documenti virtuali che hanno complicato e non certo ridotto la burocrazia.
Sogniamo una scuola mediatrice di cultura e non di nozioni, di conoscenze e non di false competenze. Sogniamo una scuola che sia una comunità più che una gerarchia, fatta di docenti che amino stare con i loro allievi piuttosto che fare umilianti anticamere dietro la porta dei loro dirigenti. Una scuola dove i dirigenti, se ci sono, dovrebbero dirigere la didattica e promuovere la cultura, non riempire formulari e vuoti documenti. Sogniamo ancora una scuola dove i beneficiari siano gli studenti. Non una scuola intesa come “postificio” per docenti che debbono salvare loro stessi o di dirigenti che debbono aumentare di grado e spostarsi in una scuola più comoda e più prestigiosa.
Sogniamo una scuola dove si comprenda che il datore di lavoro non è il preside ma le famiglie che pagano le tasse e ha come utenti gli allievi che ne costituiscono la sola ragion d’essere.
La scuola che ponga domande e che non tema le risposte, una scuola che non censura le critiche ma le ascolta attentamente, una scuola che educhi i ragazzi a essere ribelli e non servi obbedienti.
Maturandi siate critici se necessario, ponete fine alla pantomima, tocca a noi fare la rivoluzione!
Giorgio Bongiorno

Sabato 27 giugno 2020 alle ore 18.00, presso il Complesso monumentale Tommaso Fazello di Sciacca, saranno presentate alla città e aperte al pubblico le sale espositive della Galleria Fazello, che arricchiranno l’offerta della rete museale del territorio. All’evento presenzieranno L’Assessore dei Beni culturali e Identità siciliana Alberto Samonà, il Dirigente generale dei Dipartimento dei Beni culturali e Identità siciliana Sergio Alessandro e il sindaco di Sciacca Francesca Valenti.

L’iniziativa è stata finanziata dall’Assessorato Beni culturali e Identità siciliana e curata dalla Soprintendenza di Agrigento diretta da Michele Benfari. L’apertura della Galleria Fazello costituisce un primo, importante passo verso la realizzazione del Museo regionale interdisciplinare di Sciacca negli imponenti spazi espositivi del Complesso Monumentale di Santa Margherita. La realizzazione del polo museale saccense fu fortemente voluta e promossa da Sebastiano Tusa al suo insediamento come Assessore dei Beni culturali e identità siciliana. Il grande complesso monumentale è stato di recente acquisito dalla Regione Siciliana e la Soprintendenza di Agrigento sta elaborando il progetto di restauro, il piano scientifico e di allestimento del Museo. La Galleria Fazello è allestita in due sale dell’imponente complesso monumentale in stile gotico–catalano Tommaso Fazello, sede del Museo del Mare. La selezione delle opere esposte esemplifica alcuni importanti aspetti della storia dell’arte di Sciacca, abbracciando pittura, scultura e ceramica. Si tratta di opere d’arte mai esposte al pubblico, nelle quali si riconoscono la storia e l’identità culturale della città.

La loro fruizione è stata possibile grazie alla collaborazione proficua tra le più importanti Istituzioni del territorio: la Soprintendenza di Agrigento, che ha curato gli aspetti scientifici e museografici; il Comune di Sciacca, proprietario del complesso monumentale Tommaso Fazello e degli spazi espositivi; il Liceo artistico Giuseppe Bonachia e il Libero consorzio comunale di Agrigento, attenti custodi da più di trent’anni di tre prestigiosi pannelli ceramici, tra cui il Fante con Alabarda, del 1608, autoritratto del grande maestro ceramista Giuseppe Bonachia detto il “Maxarato”; l’Arcidiocesi di Agrigento, ente prestatore della splendida Sacra Famiglia di Mariano Rossi e di una Madonna con Bambino in marmo, della fine del XV secolo; l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, che ha reso fruibili al pubblico due dipinti della “scuola di Sciacca” appartenenti al complesso monumentale di Santa Margherita. Fondamentale è stato inoltre il contributo di alcune agenzie culturali e associazioni del territorio.

La sezione dedicata alla ceramica, espone, oltre ai tre splendidi pannelli maiolicati, le mattonelle figurate appartenenti al pavimento ceramico tardo-medievale, datato al 1496, della Chiesa di santa Margherita, opera dei maestri ceramisti Antonio Scoma e Pietro Francavilla. Nella sala delle ceramiche si può ammirare inoltre una importante collezione di albarelli, boccioni, cilindri, mattonelle, dai raffinati disegni e decorazioni, spesso figurati, e due targhe devozionali. I pezzi sono databili dal XVII al XIX secolo. Si tratta di opere di Sciacca e Burgio, botteghe ceramiche storicamente legate da stili e maestranze comuni.

Un fine settimana all’insegna del paesaggio, della natura e della bellezza.

Tre luoghi da scoprire  ed un passato da raccontare che ritorna attuale grazie alle Giornate FAI all’aperto, promosse dal  Fondo Ambiente Italiano.

Sabato 27 e domenica 28 giugno prossimi, il FAI, dunque,  riparte  per permettere di godere in tutta sicurezza dello straordinario patrimonio d’arte e natura del nostro Paese.

Dai giardini di villa Genuardi, sede della Soprintendenza di Agrigento, a villa Genuardi – Fontes Episcopi di Aragona (AG), ottocentesca  dimora del vescovo  Gerlando Genuardi,  passando dal Giardino della Kolymbethra , nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, la delegazione FAI di Agrigento, il Fai giovani  e lo staff della Kolymbethra sono pronti per accogliere i visitatori e svelare tutti i segreti di questi affascinanti luoghi.

E mentre la narrazione traccia il solco della storia,  gli ospiti potranno godere della bellezza degli alberi monumentali,  del fascino dei giardini privati e di tutto il verde  custodito nei Beni FAI e trascorre, così, tra arte,  musica, apericena e memorie di campagna, l’indimenticabile weekend.

Un viaggio pensato, reale e metafisico, dunque,  per una due giorni alla scoperta del patrimonio naturale, arboreo, agronomico, rurale, paesaggistico e ambientale che rende unico il territorio agrigentino; spazi aperti da scoprire, che ospitano magari piante officinali, come nel caso del Bio resort Fontes Episcopi,  o l’inestimabile ricchezza del giardino di Villa Genuardi che lo rende ancora un posto “speciale” e conserva nel cuore degli agrigentini ricordi di un glorioso passato. Infine, le piante rare ed i profumati agrumi del  Giardino della Kolymbethra.

Una edizione speciale  delle Giornate FAI, dunque,  che nell’anno dell’emergenza sanitaria  impone nuove regole e attenzioni per questa versione “all’aperto”.

A causa del regolamento legato alla pandemia, infatti,  il numero di ingressi per visita è limitato e previsto in gruppi ristretti per garantire così le norme di sicurezza necessarie

Per esempio, sarà necessario prenotare: le visite avranno un contributo minimo per sostenere l’iniziativa, e la prenotazione è obbligatoria, effettuabile su www.giornatefai.it fino a esaurimento posti ed entro venerdì 26 giugno alle ore 15.

“Ben  17 i  luoghi  aperti in Sicilia per questa edizione speciale  delle Giornate FAI – afferma il presidente regionale FAI Sicilia, Giuseppe Taibi – un risultato eccezionale in questo difficile momento storico. Due giorni di festa per ripartire insieme valorizzando il nostro straordinario  patrimonio naturale e culturale mentre meditiamo sul fatto che Paesaggio, Ambiente e Salute sono legati tra loro.
Un’ occasione di raccolta fondi e insieme un  modo  per ringraziare i medici, gli  infermieri e il personale sanitario che si iscriveranno  alle Giornate, come tutti, su   giornatefai.it”, conclude Taibi.

Il FAI, infatti,  desidera ringraziare tutte quelle figure professionali che in questi mesi si sono prese cura della nostra salute e di quella dei nostri cari, compromettendo la loro e mettendo a rischio la vita stessa. Come segno di riconoscenza, la Fondazione desidera regalare loro la tessera d’iscrizione annuale ordinaria o, in caso di iscrizione già attiva, il rinnovo qualora la tessera scada entro il 31/12/2020. Sarà possibile anche richiedere la tessera “coppia” e “famiglia” alla tariffa speciale di 10€.

Potranno richiedere la tessera omaggio medici, infermieri, operatori socio sanitari, i tecnici sanitari di radiologia medica e i volontari delle diverse associazioni volontarie di pubblica assistenza che sono intervenuti direttamente nell’assistenza dei malati.

I Luoghi:

Giardino di Villa Genuardi – Via Ugo La Malfa, Agrigento

In origine era la villa di campagna del barone Ignazio Genuardi, il più ricco possidente di Agrigento nella seconda metà dell’Ottocento. Era chiamato l’imperatore degli zolfi.

La crisi solfifera del 1873-1874, portò il barone alla difficile scelta d dover vendere, per far fronte ai prestiti, nel 1875, la sua villa, che fu acquistata dall’albergatore Enrico Ragusa.

L’avv. Ragusa, già esperto del settore turistico-alberghiero, capì l’importanza di un albergo ad Agrigento e in quella zona, con la sua posizione incantevole.

Per questo trasformò la Villa già Genuardi in albergo di prim’ordine, subito passato al primo posto tra gli alberghi preesistenti in Girgenti che chiamò Hotel des Temples.

Il complesso architettonico dell’ex Hôtel des Temples si collega profondamente alla storia politico-economica e alberghiera, di oltre un secolo, della città di Agrigento.

Si deve al Ragusa la sistemazione del terreno attorno al complesso alberghiero, dove fece piantare anche esemplari rari; il parco era meraviglioso e rinomato: ogni pianta aveva una scritta col nome scientifico e la data.

Si dice che il Ragusa perdette al giuoco e fu costretto nel 1906 a vendere l’Hôtel des Temples a Trippi.

Il prof. Leo Trippi nel 1927 scoprì nelle vicinanze una sorgente di acque che fece analizzare in Svizzera. Risultò che era ottima per le cure del fegato. Pensava di utilizzarla per una stazione termale: avrebbe dato lavoro e ricchezza al suo albergo e alla città. Remore e lungaggini fecero sì che la cosa non andò avanti e nel frattempo la sorgente si è perduta.

Oggi Villa Genuardi è sede della Soprintendenza ai  BB.CC.AA.di Agrigento

Villa Genuardi – Fontes Episcopi – Aragona,  Contrada Fontes Episcopi

È un luogo ricco di fascino , una carezza dal sapore antico che soltanto un luogo con una storia può dare. Nella lussureggiante Sicilia d‘800 l’aristocrazia di mezza Europa giungeva per trascorrervi l’inverno, preceduta dai viaggiatori del Grand Tour poiché come scrisse Goethe “È in Sicilia che si trova la chiave di tutto”. E’ l’epoca in cui una colta e facoltosa borghesia impreziosiva l’Isola con mirabili opere d’arte ed edifici. Il Barone Ignazio Genuardi, autorevole personaggio del luogo, volle donare al proprio figlio Gerlando, restio ai fasti della vita mondana, una bella dimora di campagna. Un luogo in cui raccogliersi, meditare, leggere e godersi gli straordinari benefici della natura. Le eccezionali doti umane e intellettuali portarono presto Gerlando Genuardi alla carriera ecclesiastica e a diventare poi un amatissimo Vescovo. Fontes Episcopi è l’amata dimora del Vescovo che rinasce dopo un sapiente restauro per la gioia di chi, oggi come ieri, ama il vivificante contatto con la natura, il benessere e l’armonia dei sensi.

Il Resort si sviluppa su due elevazioni attorno alla corte centrale. Al piano terra dove originariamente si trovavano il salone, le camere dei contadini e del fattore, sono state ricavate la hall e gli spazi comuni. Negli spazi delle cucine la direzione ha scelto di riproporre l’attuale cucina: oggi come ieri, “focolare della casa” dove è possibile non solo gustare ma anche divertirsi a preparare dei piatti con i frutti del nostro orto. Nelle aree delle stalle e del palmento oggi si trovano gli ambienti del centro benessere, mentre nell’area nobile, al primo piano, sono state ricavate le camere degli ospiti.

Giardino della Kolymbethra (in occasione dell’evento, accesso gratuito al Parco della Valle dei Templi solo dall’ingresso di Porta Quinta, in C.da Sant’Anna),

Un luogo incantato nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, dove ritrovarsi nella massima sicurezza, immersi nella bellezza dell’antico paesaggio della Kolymbethra, per reincontrarsi con le persone care e riconnettersi in armonia con la nostra Madre Terra. Durante il giorno si possono ascoltare le storie antiche degli alberi e dei loro frutti, sperimentare il contatto dei sensi con i profumi della campagna, seguire il fruttuoso volo delle api, fermarsi per un breve pasto rustico protetti dalla fresca ombra degli ulivi secolari. La sera, poi, è possibile accomodarsi su sedili di paglia sparsi tra gli antichi alberi di agrumi, con lo sguardo rivolto verso il suggestivo Tempio dei Dioscuri, per parlarsi, rilassarsi, ascoltare musica, gustare il buon cibo ed il buon vino di Sicilia.

Come prenotare

Il FAI  propone un evento ristretto, per poche persone ,solo su prenotazione e solo fino ad esaurimento posti, che possa dare un segnale di ripresa e di speranza.

Per questo motivo, la Fondazione ha in programma misure che prevedono l’ingresso di gruppi ristretti, per mantenere il distanziamento sociale, solo in determinati slot di visita e solo su prenotazione.

Per partecipare alle visite non esiste un vero e proprio biglietto di accesso; al momento della prenotazione verrà richiesta l’erogazione di un contributo minimo che andrà a sostenere le attività istituzionali della Fondazione, oltre che garantire la visita in sicurezza.

E’, dunque, indispensabile prenotare la visita sul sito www.giornatefai.it, scegliere il giorno e l’orario preferiti tra quelli disponibili e versare il contributo in favore del FAI.

Le prenotazioni saranno aperte da martedì 23 giugno, a venerdì 26 giugno alle ore 15. Le prenotazioni saranno chiuse quando saranno esauriti i posti per ogni slot di visita, e comunque non ci si potrà prenotare dopo le ore 15 di venerdì 26 giugno per dare tempo ai nostri volontari di organizzare l’accoglienza davanti al luogo.

 

 

Magnifico Rettore Antonello Folco Biagini: Unitelma Sapienza si colloca tra i soggetti che contribuiscono a sostegno dei giovani, in particolare di quelli meritevoli e in situazioni di disagio economico…

 

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, considerata la situazione economica e sociale determinata dall’emergenza coronavirus – sottolineata ripetutamente dal Ministro dell’Università – ha istituito 1.000 borse di studio per l’iscrizione agevolata ai propri corsi dei maturati e diplomati nella prossima sessione 2020.

Ritengo che Unitelma Sapienza debba collocarsi tra i soggetti che vogliono contribuire – nell’ambito dei propri fini istituzionali, etici e sociali – al sostegno dei giovani, in particolare di quelli meritevoli e in situazioni di disagio economico, ha affermato il Magnifico Rettore, prof. Antonello Folco Biagini.

Le borse di studio prevedono l’abbattimento della prima rata del primo anno di corso – pari a 650€ – i diplomati che vorranno usufruire della borsa dovranno effettuare la registrazione e la domanda di immatricolazione sul sito unitelmasapienza.it 

Gli 8 corsi di laurea afferiscono a 5 aree – giuridica, economica, informatica, psicologica e archeologica – ognuna delle quali offre molteplici curriculum a scelta, puntando a formare i giovani di oggi nei professionisti del futuro.

 

Maggiori info qui: info@unitelmasapienza.it – 0683700046

Calabria, terra di mafia? Ecco il misero incidente diplomatico, infarcito del solito luogo comune che caratterizza le regioni del sud Italia quando qualcuno, a proprio modo di vedere, si convince di voler fare qualcosa di eclatante.

Nel sito ufficiale della compagnia aerea EasyJet, in una pagina che pubblicizzava la regione Calabria, qualche mente illuminata ha scritto il seguente slogan: “Questa regione soffre di un’evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti”.

Ma la mente illuminata della promozione della compagnia aerea è riuscita anche ad andare oltre: “La Calabria soffre la mancanza di città iconiche come Roma o Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram. Ma se cerchi un piccolo assaggio della dolce vita, senza troppi turisti, allora sei nel posto giusto. Arrampicati fino alla città di montagna di Morano Calabro per panorami mozzafiato e case bizzarre costruite su cime, che dovrai vedere per credere. Potrai essere tra i pochi turisti a conoscere e apprezzare veramente i tre spettacolari parchi nazionali di questa regione”.

Che bravi!!!!