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Il Tribunale di Agrigento, Gup Stefano Zammuto ha condannato a due anni di reclusione un fornaio quarantunenne di Grotte riconosciuto colpevole di maltrattamenti e stalking ai danni dell’ex compagna. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo avrebbe maltrattato sistematicamente la donna dal novembre del 2016 all’aprile del 2018. Le minacce, in diverse circostanze sarebbero state finalizzate a costringerla ad abortire. Il processo si è svolto con il rito abbreviato, nella propria requisitoria il pubblico ministero Gianluca Caputo aveva chiesto la condanna a 4 anni di carcere. Il commerciante, difeso dagli avvocati Nicolò Grillo e Vincenzo Vella, dovrà risarcire la vittima – costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Gianfranco Pilato – pagando anche una provvisionale, vale a dire un anticipo, di 2.000 euro.

A Siculiana numerosi migranti hanno tentato la fuga dal centro d’accoglienza Villa Sikania. Nel corso delle inevitabili colluttazioni, un poliziotto di guardia ha subito delle ferite ed è stato soccorso in ospedale, al “San Giovanni di Dio”. La prognosi è di 6 giorni. Si tratta del terzo tentativo di fuga in pochi giorni. Altri poliziotti, nelle due occasioni precedenti, hanno subito delle escoriazioni nell’intento di contenere i fuggitivi. Un agente, in particolare, ha subito la frattura di una rotula ed è stato sottoposto ad un intervento chirurgico.

E’ il terzo poliziotto a finire in ospedale; il tutto dopo le polemiche sorte nei giorni scorsi dopo un video che ha fatto indignare anche il Console tunisino, arrivato ad Agrrigento.

Adesso, dopo che ieri l’ennesimo poliziotto è finito in ospedale, per tentare la fuga di un connazionale del Console, si spera che appena si arrivi a dieci feriti il diplomatico tunisino possa fare un omaggio o un cadeau alla Questura di Agrigento.

Sono stati sette giorni tremendi e a tratti pieni di paura. Ma oggi tutto è stato risolto.

Vanessa Licata, la 29enne scomparsa una settimana fa dal quartiere di Seraing a Liegi è tornata autonomamente a casa.

A comunicare la buona nova è stata la stessa famiglia di Vanessa attraverso un sito on line belga. La giovane promessa dello Standard di Liegi femminile era stata vista l’ultima volta mercoledi 1 luglio. Poi le sue tracce si sono perse.

Dopo 24 ore era stata trovata la sua auto, una Polo bianca, rinvenuta distrutta nel Boulevard de l’Ouest in Francia.

Da capire ancora le cause della sua scomparsa.

C’è un Paese è il cuore del messaggio della campagna CEI 8xmille 2020 che mostra, nei fatti, un Paese che accoglie, sostiene, abbraccia e soprattutto consola.

È l’Italia dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Ogni anno, grazie alle firme dei contribuenti, si realizzano, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, oltre 8.000 progetti che vedono impegnati sacerdoti, suore e tantissimi operatori e volontari che quotidianamente rendono migliore un Paese reale, fatto di belle azioni, di belle notizie. Un Paese che non si è mai fermato, che ha combattuto, che ha costruito e che merita di essere narrato.

L’obiettivo della comunicazione 2020 è dare ancora una volta voce a questa Chiesa. Una Chiesa che c’era prima della pandemia, che è stata al fianco del suo popolo durante l’emergenza con i fondi 8xmille e la sua rete di solidarietà, e che sta continuando a progettare, a sognare per ricostruire il nostro futuro insieme”, afferma il nuovo responsabile del Servizio Promozione della CEI Massimo Monzio Compagnoni. “Una Chiesa, e un Paese, motivati da valori che sono quelli del Vangelo: amore, conforto, speranza, accoglienza, annuncio, fede”.

Dodici i progetti al centro della nuova campagna, scelti tra le migliaia sostenuti in questi anni, in Italia e all’estero, attraverso le tre direttrici fondamentali di spesa: sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo, pastorale e culto.

C’è un Paese racconta anche una Chiesa che, grazie ai fondi 8xmille, si occupa della tutela e valorizzazione delle nostre chiese, restaurandole, ove necessario, e restituendole alla collettività.

 Come è accaduto ad Agrigento dove il Duomo, dedicato al patrono San Gerlando, era stato dichiarato inagibile in quanto rischiava di franare a causa del dissesto idrogeologico del colle su cui sorge dall’XI secolo. Non bastava un semplice restauro ma era indispensabile un’imponente opera di consolidamento.

Grazie al contributo determinante delle firme è stato realizzato un intervento di contenimento con catene in acciaio e tiranti, bloccate nelle fondamenta e sulla sommità. Nel contempo, per alleggerire il peso della struttura sul terreno, quattro contrafforti sono stati sostituiti con catene.

Nascosta per otto anni dalle impalcature la cattedrale, opera d’arte di immenso valore, nel mese di febbraio 2019, è stata finalmente restituita alla comunità. Un grande traguardo raggiunto, soprattutto, a tutela del patrimonio ecclesiastico in essa custodito: quasi mille anni di storia della città, dalla dominazione araba, ai normanni, ai giorni nostri.

“La lunga chiusura ha fatto perdere un punto di riferimento alla nostra gente. Tanto è più grande la gioia per la restituzione al culto. – sottolinea il parroco Don Giuseppe Pontillo, direttore dell’Ufficio diocesano Beni culturali ed ecclesiastici – E’ la ripresa di un cammino nella ‘diocesi dei due mari’: la Chiesa di Agrigento fu tra le prime fondate in Sicilia all’avvento del Cristianesimo. Una storia millenaria che oggi le ‘pietre vive’ della comunità riprendono a scrivere, anche grazie alla custodia condivisa da tutti di un patrimonio d’arte e fede”.

“I fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica non sono utilizzati solo per restaurare e riaprire chiese ma anche per dare speranza attraverso il lavoro – conclude Don Pontillo – alle imprese sul territorio, sviluppando quello che comunemente viene chiamato indotto. Ogni anno, insieme alla Cattedrale, altri 4 progetti vengono finanziati con l’8xmille perché tutto il territorio della diocesi di Agrigento possa vedere il segno di ciò che è la fruttuosità della firma”.

 

 

La Provincia di Agrigento ha pubblicato sul proprio sito internet l’avviso del bando 2020 per il sostegno agli investimenti per il ripristino dei terreni agricoli e del potenziale produttivo danneggiati da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici, nell’ambito del Psr, il Programma sviluppo rurale della Regione Sicilia 2014 – 2020. La misura sostiene tutti gli operatori particolarmente esposti a perdite del potenziale produttivo in seguito a calamità naturali, in questo caso consentendo il ripristino degli impianti arborei danneggiati. La dotazione complessiva della sottomisura è di oltre 10 milioni di euro. I finanziamenti concedibili sono previsti da un minimo di 15.000 euro ad un massimo di 200.000 euro. Il termine massimo di presentazione delle domande scadrà il prossimo 31 ottobre 2020.

Interventi e reazioni a seguito del perdurante stato di ancoraggio in rada a Porto Empedocle della nave per la quarantena dei migranti “Moby Zazà. La sindaca di Porto Empedocle, Ida Carmina, del Movimento 5 Stelle contesta la scelta della sua città come sede unica di sbarchi, e afferma: “Non possiamo essere l’unica città italiana a sopportare il peso dei trasferimenti in una situazione d’emergenza sanitaria come quella attuale. Chiedo di spostare la nave-quarantena a Pozzallo, nel Ragusano, prima rotta delle Ong. Porto Empedocle è Covid free. Tutto quello che noi subiamo è qualcosa di indotto da scelte che non dipendono da noi. Devono finirla, quelli che stanno a Roma, con questo atteggiamento radical chic. E prima di parlare vengano ad acclarare e a capire quali sono i problemi”.

A piedi, da una nave all’altra, nel cuore della notte, ma in buona salute e senza Covid 19. Questo nel cuore della notte il bilancio del trasbordo dei 180 migranti per giorni sulla Ocean Viking, finalmente imbarcati sulla Moby Zazà, per osservare il periodo di quarantena. Nessun caso di coronavirus dunque, come certificato dagli esiti – negativi – dei tamponi rino-faringei arrivati nella nottata. E man mano che arrivavano i risultati, i migranti sono stati lentamente autorizzati a scendere dalla Ocean Viking per raggiungere la nave-quarantena. La Ocean Viking dovrebbe riprendere la navigazione non essendo stati accertati casi di covid 19. Intanto a Porto Empedocle divampano le polemiche a sfondo politico.

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha già avviato il servizio di rimozione dei rifiuti su tutto il territorio provinciale. Primo step di questo importante servizio effettuato dal Settore Ambiente l’azione sulle discariche abusive precedentemente sottoposte a sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Il cronoprogramma prevede la rimozione dei rifiuti lungo la SP n. 68 Lido Azzurro-Realmonte-Capo Rossello e nelle aree adiacenti, quindi si passerà alle seguenti strade individuate dall’Ufficio di Risanamento Ambientale (RUP e Direttore dei Lavori Giovanni Alletto, geometra contabile Armando Spaziani, assistente ai lavori Antonio Sciarratta): SP n. 7 Licata-Riesi;,SP, n. 10 Campobello-Fiume Salso, Sp n. 46 (da SP Naro-Campobello a SS 123 c.da Durrà), SP n. 62 Licata-Butera, Sp, n. 63 SS 115-quadrivio Tre Fontane,  Sp n. 67 Licata-Torre di Gaffe, , Sp n. 72 (Licata-Valle del Grillo nei suoi vari tratti).

Saranno sottoposte a bonifica anche le ex consortili SPC n. 55 (dalla SP n. 10 alla SS n. 644), SPC n. 66 (da SP 10 a Fiiume Salso), SPC n. 69 (da SPC 68-c.da Conca-Penninello), SPC n. 73 (da SS 122 a SP Serradifalco-Montedoro) e la ex regionale SPR n. 64 (Campobello di Licata – Quota 284 – SS 123). I territori interessati ricadono nei comuni di Realmonte, Campobello di Licata, Naro, Licata e Ravanusa. Ultimata la zona est si procederà alla bonifica delle strade e delle parti di territorio comprese nei comparti centro-nord e ovest.

Gli interventi saranno eseguiti dall’impresa “Mediterranea Servizi di Sbalanca Ignazio”, aggiudicataria dell’appalto “Accordo Quadro per la raccolta e il conferimento in discarica dei rifiuti abbandonati su tutto il territorio provinciale e sulle strade di competenza del Libero Consorzio (provinciali, ex consortili ed ex regionali)” con un ribasso del 67,21% sull’importo a base d’asta di 330.000,00 euro per due anni (compresi oneri per la sicurezza pari a 9.900,00 euro non soggetti a ribasso). Nell’accordo è prevista la rimozione di rifiuti di qualsiasi tipologia (ordinari e speciali pericolosi e non pericolosi).

Il servizio rientra nella competenza dei Liberi Consorzi Comunali  ed è previsto dall’art. 160 della Legge Regionale n. 25 del 1993. Nonostante i pesanti tagli alle risorse destinate dai Governi Nazionale e Regionali alle ex Province Regionali il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha ulteriormente incrementato il budget per il biennio 2020-2021, consentendo così un’azione più capillare ed efficace di risanamento ambientale su tutto il territorio provinciale per tutelare la salute dei cittadini, garantendo anche la sicurezza durante le operazioni di rimozione dei rifiuti pericolosi da trasportare nei centri autorizzati per lo stoccaggio e lo smaltimento.

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“La celebrazione della ricorrenza religiosa in onore di San Calogero doveva e poteva essere gestita meglio”.
Ad affermarlo è Rita Monella, capogruppo in Consiglio comunale della Lega Salvini Premier.
“Il disappunto maggiore – continua Monella – è relativo alle misure eccessivamente restrittive nella gestione di una Festa riguardante un Santo particolarmente amato dagli agrigentini. In questo momento storico di misure adeguatamente restrittive – continua Rita Monella – si nota il paradosso degli eccessivi assembramenti in tutti i locali della città, a cui fa da contraltare inaccettabile la particolare rigidità di azione nei riguardi dei fedeli che vorrebbero onorare il loro Santo. Con le dovute misure e precauzioni – evidenzia ancora la capogruppo della Lega – si sarebbero potute trovare delle soluzioni meno invasive di quelle invece adottate: si poteva per esempio concedere l’apertura del Santuario e l’ingresso controllato dei fedeli, che tanto amano e venerano questo Santo”.
“Il Sindaco – conclude Rita Monella – ha fatto riferimento alla volontà di “scongiurare che migliaia di persone possano venire in contatto nello stesso momento”. Ecco, è proprio questo che ci saremmo aspettati: un ordinato accesso al Santuario con ingressi contingentati, così da permettere ai fedeli di omaggiare comunque il loro amato Santo, rispettando allo stesso tempo le regole a cui tutti dobbiamo attenerci. Una migliore e più funzionale organizzazione avrebbe potuto contemplare entrambi gli aspetti. Ma – come in tante altre cose cui questa amministrazione ci ha abituato – così non è stato”.

empre più incandescente il clima all’interno dell’ex Villa Sikania, divenuto fa mesi centro per la quarantena per migranti. Altri due poliziotti sono stati aggrediti, soccorsi e trasportati per le cure in ospedale, dopo un altro tentativo di allontanamento di un gruppetto di tunisini dal centro di accoglienza di “Villa Sikania”, a Siculiana.
E’ accaduto nuovamente a distanza di pochi giorni dal ferimento di un altro agente, ricoverato al presidio sanitario di contrada “Consolida”, a causa dei traumi riportati, tra cui la frattura della rotula, dopo essere stato travolto da un ospite in fuga dalla struttura. Una situazione «non più tollerabile», aveva detto il sindaco di Siculiana Leonardo Lauricella. Adesso il nuovo episodio di violenza, che si è verificato, domenica pomeriggio. Diversi migranti, ospiti del centro, hanno cercato di allontanarsi, anche in presenza del massiccio schieramento di poliziotti, carabinieri e militari dell’Esercito.
Alcuni immigrati si sono bloccati, immediatamente, alla vista degli uomini in divisa, altri hanno continuato a cercare una via di fuga per raggiungere la vicina strada statale 115, e avrebbero opposto di fatto resistenza. Le forze dell’ordine sono riusciti a bloccare tutti i fuggitivi, e nel corso del trambusto, due poliziotti, in servizio alla Questura di Agrigento, tra cui un ispettore, sono stati spinti, e forse anche colpiti. Sono caduti pesantemente sul selciato, riportando delle ferite, per fortuna, giudicate non gravi.