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 È terminato da poco l’incontro istituzionale tra il Prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi e il Sindaco della città, Cateno De luca. Piena condivisione istituzionale sul merito di come affrontare la vicenda legata all’hotspot di Bisconte.

“La struttura sarà chiusa. Il Prefetto ha acquisito la documentazione che evidenzia l’incompatibilità oggi sopravvenuta dell’hotspot, rispetto a quando è stato istituito, in rapporto al contesto urbano di Bisconte all’ex Caserma Gasparro. Attende da parte nostra una relazione per tutti gli elementi da noi acquisiti, che sono a fondamento dell’ordinanza che lei ha annullato per altri motivi. Sul merito però, c’è la condivisione della chiusura dell’hotspot”. Ad affermarlo al termine dell’incontro è lo stesso Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

“L’unica alternativa da me offerta alla chiusura della struttura a Bisconte – conclude il Primo cittadino – è la creazione di un hotspot su una nave, non sul contesto urbano messinese, avendo già la città contribuito ampiamente in favore delle politiche sui migranti. L’incontro si è dunque chiuso con la garanzia del Prefetto di relazionare in via definitiva al Viminale, al fine di procedere alla chiusura dell’hotspot che avverrà nelle prossime settimane, in funzione del completamento della fase di quarantena dei quasi 200 soggetti che sono attualmente in tale struttura, la quale comunque sarà smantellata per come richiesto dal comune di Messina”.

Per ulteriori approfondimenti, oggi a partire dalle ore 13:00 in diretta streaming dalla pagina Facebook De Luca Sindaco di Messina, saranno forniti ulteriori dettagli circa le risultanze dell’incontro.

I poliziotti del Commissariato di Canicattì hanno scoperto l’autore di un tentativo di borseggio avvenuto sere fa segnalando all’Autorità Giudiziaria il soggetto un noto canicattinese trentenne, ritenuto responsabile del reato di tentato furto con strappo ai danni di una ragazza appena maggiorenne.

Il personale della Sezione Volanti del Commissariato di P.S. di Canicattì era intervenuto poiché una giovane donna aveva segnalato di essere stata vittima del citato reato, commesso da un giovane che le aveva tentato di sottrarle la borsa che la stessa teneva a tracolla.

Il giovane delinquente, che nel maldestro e violento tentativo aveva fatto rovinare per terra la donna e l’aveva pure trascinata per un breve tratto, aveva desistito dal portare a termine il furto per la pronta reazione della vittima e di una sua amica, presente ai fatti.

La giovane donna, a seguito della violenta azione delittuosa, aveva fatto ricorso alle cure dei sanitari del nosocomio canicattinese, ove i medici, per le numerose escoriazioni, le avevano prescritto diversi giorni di prognosi.

Il malvivente, attivamente ricercato dalla pattuglia di Polizia, aveva fatto perdere le proprie tracce dileguandosi nei vicoli del centro cittadino.

Le tempestive indagini, condotte con metodo tradizionale ed avvalorate dagli esiti dell’estrapolazione di numerose immagini effettuata dalla Polizia Scientifica dai sistemi di video sorveglianza, sia pubblici che privati, presenti nella zona, teatro del delitto, hanno condotto gli investigatori alla compiuta identificazione del reo del tentato furto con strappo, deferito alla Procura della Repubblica di Agrigento.

Con una nota indirizzata al Sindaco di Aragona il Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento è intervenuto sulla vicenda delle famiglie rimaste bloccate sulla SP NC n. 21 in seguito allo smottamento di fango sulla carreggiata, conseguente ad un violento acquazzone che ha interessato la zona di Aragona e Joppolo Giancaxio.

“Apprendiamo dalla stampa le dichiarazioni rilasciate dalla S.S. sulla vicenda – scrive il dr. Girolamo Alberto di Pisa – e si precisa che nessuna richiesta di intervento è pervenuta al personale responsabile. In particolare, nessuna richiesta è pervenuta al personale reperibile, ai funzionari responsabili di protezione civile e delle infrastrutture stradali. Si precisa altresì che i contatti telefonici di reperibilità sono stati trasmessi a tutti i Comuni della provincia. Gli stessi sono pubblicati, e ben visibili, sulla pagina dell’Ufficio di Protezione Civile nel sito internet del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.

Risultano pertanto incomprensibili le Sue dichiarazioni, considerate le puntuali prove di tempestività ed efficienza con cui, anche nel territorio di Sua competenza,  il personale dell’Ente è sempre intervenuto. Si ritiene pertanto opportuna una rettifica di tali dichiarazioni”.

A fuoco le sterpaglie presenti nella via Sirio al Villaggio Mosè. Un gran lavoro da parte dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto faticare non poco per spegnere le fiamme che nel frattempo, altissime, avevano raggiunto un camion parcheggiato nei pressi dell’incendio e che, nonostante il tempestivo intervento dei Vigili, è andato parzialmente distrutto.

Nessun dubbio sul fatto che il rogo sia accidentalmente arrivato al mezzo di trasporto. Le fiamme erano state invece appiccate ad un cumulo di rifiuti. Alimentato dal vento e dalle sterpaglie circostanti, il fronte s’è esteso ed ha raggiunto anche il camion che era stato lasciato parcheggiato.

 

Il sindaco di Castrofilippo Francesco Badalamenti ha festeggiato, una sua concittadina che ha compiuto sabato scorso 104 anni. Si tratta della signora Concetta Baio nata il 18 luglio del 1916.

Il sindaco, a nome dell’amministrazione comunale, le ha rivolto i più sentiti e affettuosi auguri per il raggiungimento del traguardo rendendole omaggio di un mazzo di fiori e di una targa.

Una grande ed indimenticabile giornata per nonna Concetta, il quale nonostante ormai esca raramente di casa è perfettamente lucida. Non è mancata nemmeno quel pizzico di emozione che in questi casi sicuramente non guasta. Presente alla cerimonia anche il presidente del Consiglio comunale Salvatore Graci.

“Proprio nel giorno della mia audizione a Roma presso l’antimafia nazionale, la procura di Messina fa sapere, e il Gip ribadisce, che non ci si sposta di una virgola dalle precedenti conclusioni. Il supplemento di indagine compiuto in questi mesi consisterebbe nella lettura della nostra relazione e delle relative audizioni. Punto.
Resto allibito della leggerezza e dalla gravità di ciò che scrive il Gip, accusando la commissione antimafia di “elucubrazioni” e di “illazioni sul coinvolgimento di Antoci nel falso attentato”: se avesse letto la nostra relazione, il giudice avrebbe visto che scriviamo esattamente il contrario, indicando Antoci come vittima inconsapevole in ogni caso.
Comincio a credere, anche per la reazione provocatoria e scomposta di alcuni senatori oggi in antimafia nazionale, che abbiamo toccato fili scoperti. E in quella rigida chiesa in cui si è ormai trasformata l’antimafia in Italia, non cantare messa con gli altri ma proporre dubbi e formulare domande è un peccato imperdonabile.
Lo dichiara Claudio Fava, presidente della commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana.

Nuovo “stop” dal TAR Sicilia Palermo alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento alla ormai nota vicenda legata alla sanzione amministrativa per la violazione del vincolo paesaggistico applicata dal competente Dipartimento regionale a numerosi proprietari di immobili realizzati senza il necessario titolo abilitativo ad Agrigento.

Dopo le numerose sentenze dei giudici amministrativi che hanno ritenuto la illegittimità del provvedimento sanzionatorio di natura pecuniaria per il presunto danno arrecato al paesaggio – il cui pagamento è stato richiesto a seguito della presentazione dell’istanza di sanatoria edilizia su gran parte di immobili realizzati senza titolo alla fine degli anni ‘70, inizi anni ’80 – ora il TAR Sicilia ha accolto le tesi difensive degli Avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto sui nuovi provvedimenti di “rettifica” del nulla-osta in sanatoria emessi dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Agrigento.

Tali atti, infatti, erano stati emessi al fine di reintrodurre la sanzione paesaggistica – già annullata dai giudici amministrativi che avevano ribadito il principio che il vincolo paesaggistico che ricade su gran parte del territorio agrigentino è stato introdotto solo con la legge 431/1985 c.d. Legge “Galasso” – sotto un’altra veste, ritenendo che gli immobili sono sanzionabili poiché ricadenti all’interno del perimetro vincolistico di cui al D.P.R.S. del 06/08/1966.

Una tesi che è stata contestata dagli Avvocati Gaetano e Vincenzo Caponnetto che, al di là della effettiva vigenza della norma richiamata, hanno dimostrato che gli immobili non rientrano all’interno di alcun vincolo e per cui nessuna sanzione è dovuta, eccependo peraltro la natura giuridica di un atto “rettificato” che viola, in particolare, gli artt. 7, 8 e 21-nonies della L. 241/90, atteso che la nota impugnata risulta essere a tutti gli effetti un provvedimento autoritativo di autotutela, e non di mera rettifica.

Le tesi difensive sono state accolte dal TAR Palermo che, con sentenza breve, ha annullato i provvedimenti impugnati, statuendo ancora una volta che nessuna sanzione è dovuta per gli immobili realizzati prima dell’entrata in vigore della c.d. Legge Galasso del 1985.

Ad Agrigento, nel centro storico, in via Duomo, al primo piano di una palazzina, lo scoppio di una bombola del gas ha provocato il ferimento di due persone. Si tratta di un uomo di 45 anni, intento a sostituire la bombola, e di un pensionato di 70 anni, residente nell’abitazione. Entrambi sono stati ricoverati all’ospedale “San Giovanni di Dio”. L’anziano proprietario dell’immobile ha subito bruciature superficiali e delle contusioni. Più gravi sono invece le condizioni dell’altro ferito, che avrebbe riportato ustioni sparse sul 70 per cento del corpo ed è stato trasferito al Centro gravi ustioni dell’ospedale “Civico” di Palermo.

Nella chiesa Madre di Raffadali, in occasione della Festa della Madonna degli Infermi, domenica prossima, 19 luglio, alle ore 19:30, il cardinale Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento celebrerà l’Eucarestia, accolto dall’arciprete Stefano Casà. A seguire si svolgerà un concerto musicale a cura della Banda musicale nuova di Raffadali. In proposito il pittore agrigentino, Gerlando Meli, recentemente ha donato una sua opera al Cardinale Montenegro, “Le tre Croci”, realizzata con lo stile dell’astratto informale. Il Cardinale ha gradito il gesto e si è congratulato con lo stesso Meli per la forza del dipinto dai colori variopinti.