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Nel corso di un normale pattugliamento di controllo del territorio nella giornata di ieri la Polizia ha provveduto a denunciare un giovane. P.C.L. del ’93, poichè colto in flagranza di reato mentre probabilmente stava per consegnare lo stupefacente ad un’altra persona.

I poliziotti hanno seguito il giovane il quale, dopo aver parcheggiato la propria auto si dirigeva a piedi verso un sentiero. Alla vista dei poliziotti ha cercato di disfarsi di due barattoli contenenti complessivamente 10 grammi di cocaina.

P.C.L è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

 

L’Asp di Agrigento sta cercando, al momento, di tracciare tutte le persone che abbiano avuto contatti con gli ultimi tre casi per fare in modo che possano essere sottoposti a controlli e a sorveglianza sanitaria.Tre giovani rientrati dalla vacanza a Malta, l’emigrato in Belgio tornato a Santa Elisabetta per un periodo di ferie, lo studente di San Giovanni Gemini rientrato dalla Lombardia e una donna, proveniente dalla Romania, residente a Cattolica Eraclea. Sono 6, almeno per il momento, i casi di Coronavirus presenti nell’Agrigentino. E’ guarita, ed è stata dimessa dal reparto di Malattie infettive dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, invece la cinquantenne romena di Ravanusa. Nella stessa unità operativa resta ricoverato solo l’emigrato che era rientrato a Santa Elisabetta. A questi contagiati si aggiungono i 4 migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa dove, fra l’altro, dovrebbero essercene altri sempre positivi.
Porto Empedocle è certamente la realtà in cui le preoccupazioni sono tornate a farsi forti. Ci sono, del resto, altri tre giovani – facenti parte della comitiva che è rientrata da Malta e 3 sono appunto già risultati positivi al Coronavirus – che attendono l’esito dei tamponi rino-faringei ai quali sono stati sottoposti. Il loro focolaio, fra l’altro, potrebbe essere lo stesso dei ragazzi, pure loro rientrati da Malta, di Gela dove ieri si è arrivati a tre positivi. Le suore della comunità missionaria Porta Aperta, che hanno una tenda vicino al porto, ieri, hanno deciso, prudenzialmente, di rimandare il momento di preghiera previsto per la serata. E lo hanno fatto “a causa dei casi conclamati di Coronavirus verificatisi tra i ragazzi che frequentano i muretti attorno alla tenda” – hanno scritto sui social.

Arrestato con l’accusa di violazione della sorveglianza speciale un agrigentino di 27 anni, A.R.  Il giovane, già condannato a un anno e dieci mesi di reclusione per stalking all’ex compagna e rinviato a giudizio per maltrattamenti sempre nei suoi confronti, avrebbe cercato di sfondare a calci e pugni il cancello di ingresso della casa della donna.

A fare scattare l’allarme, agli agenti della sezione Volanti, è stato il segnale gps del braccialetto elettronico che gli era stato applicato, dopo la scarcerazione, per controllare che rispettasse il divieto di avvicinamento alla vittima. Rizzo, il 24 febbraio dell’anno scorso, era stato arrestato dalla polizia alla stazione di Roma Est, dove era andato – secondo quanto ha accertato il processo – per completare la vendetta nei confronti della ex. “Vengo a trovarti e ti butto l’acido in faccia, così ti sfregio a vita” – le avrebbe scritto prima di raggiungerla. Rizzo avrebbe intimidito più volte la donna, di due anni più grande, che si era trasferita insieme al loro figlio per sfuggire alle sue violenze. “Ti sciolgo la pelle come la cera”, le avrebbe detto in una circostanza. Ieri sera la nuova irruzione violenta con il tentativo di sfondare a calci la porta della donna per riprendersi il figlio. I poliziotti della sezione volanti, giunti sul posto, non l’hanno trovato ma hanno raccolto le denunce della donna. Poi, seguendo il tracciamento del gps, sono risaliti al tragitto e lo hanno rintracciato pochi metri all’esterno della sua abitazione. Gli agenti lo hanno arrestato per l’accusa di avere violato diverse prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale. Il pm Gloria Andreoli ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere. L’udienza del processo con rito direttissimo a carico di Rizzo – che ha nominato come difensore l’avvocato Calogero Lo Giudice – è in programma domani mattina davanti al giudice monocratico Agata Anna Genna.

La candidata Sindaco di Realmonte, Avvocato Sabrina Lattuca, sostenuta dalla lista civica “Realmonte per sempre”, presenta i punti salienti del suo programma elettorale in vista delle elezioni comunali del 4 e 5 di Ottobre. Si tratta di un programma che nasce da un confronto-dialogo con i cittadini e dalla volontà di proseguire lungo il cammino di rinnovamento e di impegno a partire dalle grandi questioni quali la gestione dell’acqua, dell’illuminazione, della viabilità, della valorizzazione e dell’utilizzo dei siti di interesse pubblico. Complessivamente il programma è improntato a una visione che considera la naturale vocazione turistica del territorio come orizzonte a cui guardare, arricchendo tuttavia i tradizionali ambiti della bellezza paesaggistica con la moderna prospettiva di un turismo rurale che rappresenta la nuova
frontiera dello sviluppo. La candidata Sindaco Sabrina Lattuca mette ovviamente tra le priorità del programma la gestione e la valorizzazione della Scala dei Turchi, oggetto di un contenzioso giudiziario, ritenendola a tutti gli effetti proprietà comunale. Fulcro di questo programma sono i giovani. Ad essi la candidata Lattuca si rivolge direttamente esortandoli a proporre idee, a sviluppare progetti, a essere protagonisti della loro storia e del loro futuro. Il programma spazia dallo sviluppo territoriale-locale al sostegno alle imprese, all’ambiente e all’urbanistica. Guarda con interesse all’assistenza sanitaria, al turismo, alla cultura, all’istruzione, allo sport, alle politiche fiscali, alla tutela dei cittadini e a una diversa e più efficiente gestione dei servizi comunali e del personale. Viene data massima attenzione al rispetto
dell’ambiente e a questo proposito si vuole impedire ogni forma di aggressione al paesaggio di nuovi insediamenti industriali come di vecchi che vogliano sviluppare iniziative in contrasto con la natura e le sue forme. La candidata Sindaco, Sabrina Lattuca, sottolinea poi la necessità della partecipazione alla vita politica e l’importanza del voto come strumento a disposizione delle persone: “Partecipare alla vita politica significa contribuire alla crescita e al futuro del proprio territorio. Partecipare al voto vuol dire scegliere compiutamente gli obiettivi da perseguire” – dichiara l’Avvocato Lattuca, che conclude affermando: “Sono convinta che la gestione della cosa pubblica debba essere improntata alla totale trasparenza e debba contare sulla partecipazione dei cittadini e in particolare dei giovani e delle donne che hanno tanta energia e passione. Questo in tutti i settori della vita pubblica e in ogni momento dell’azione amministrativa”.

Oggi, 12 agosto, l’Arcidiocesi di Agrigento vivrà un momento di fede intenso e, per certi versi, storico che coinvolgerà le comunità di Agrigento, Sant’ Angelo Muxaro, Palma di Montechiaro e Licata.

L’evento riguarderà la peregrinatio delle reliquie Sant’Angelo, Martire Carmelitano che, a conclusione delle operazioni di ricognizione e conservazione dei suoi resti mortali, interesserà i suddetti centri agrigentini prima di far ritorno nel Santuario di Licata.

Alle ore 9.30, nella Basilica Cattedrale di Agrigento, l’Arcivescovo, Card. Franco Montenegro, terrà il rito solenne di chiusura della nuova urna in plexiglass. A conclusione della cerimonia l’urna con le reliquie verrà trasportata dalla Cattedrale su un apposito mezzo ed avrà inizio la peregrinatio per alcuni comuni della Diocesi.

SEGUI LA DIRETTA STREAMING DELLA CHIUSURA DELL’URNA A PARTIRE DALLE ORE 9.30 qui https://bit.ly/3adXmAC

L’emergenza immigrazione in Sicilia non ha nè limiti nè confini geografici. Nelle ultime ore un bachino con una quindicina migranti a bordo (numero approssimativo) è riuscito ad approdare a Piana Grande, tratto di mare tra Verdura e Seccagrande nel territorio di Ribera. Lo sbarco è avvenuto in modo autonomo.

Sono intervenuti i militari della Tenenza dei carabinieri di Ribera e della Guardia di Finanza. A quanto pare sarebbero una quindicina che si sono dileguati. E’ in corso una serrata ricerca.

Sono 89 i nuovi casi di Covid-19 in Sicilia nelle ultime 24 ore; di questi 71 sono migranti, e 64 riguardano le verifiche di un solo sbarco a Pozzallo, mentre 18 sono siciliani a Catania,Palermo, Siracusa e Ragusa. Si tratta dei dati comunicati dal sistema regionale alla Protezione Civile e resi noti attraverso la scheda report quotidiana del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanita’.

Sul fronte dei ricoveri salgono a 50 e fra questi 44 si trovano in ospedale con un incremento di 5 ricoverati in piu’ mentre restano 6 quelli in terapia intensiva. Sono ad oggi 488 le persone in isolamento domiciliare; salgono a 538 gli attuali positivi al Covid-19 nell’isola. Sono 3.574 le persone che fino ad oggi hanno avuto diagnosticato il contagio in Sicilia. Il numero dei decessi resta a 284. I tamponi effettuati nell’ultimo giorno sono stati 2.860 mentre quelli eseguiti dall’inizio dell’emergenza sono in totale 299.393.

Notte di fuoco a Campobello di Licata. Ad andare in fiamme per cause in corso di accertamento da parte dei vigili del fuoco è stata la Fiat Punto, di proprietà di una giovane casalinga. E’ accaduto nella notte fra domenica e ieri in via Vittorio Veneto. Le fiamme sono state prima domate e poi estinte dai vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì.

Delle indagini sulla matrice del rogo si stanno occupando i carabinieri della stazione cittadina, coordinati dal comando compagnia di Licata, che hanno già ascoltato la casalinga. Aperta una inchiesta.

«Con stupore apprendiamo che dopo un anno di attesa la politica ha gettato la spugna – dichiarano i segretari generali» dichiarano Alfonso Buscemi, Emanuele Gallo e Gero Acquisto segretari generali rispettivamente di Cgil, Cisl Uil.

«Nel settembre dello scorso anno – proseguono – sembrava tutto potesse filare liscio. L’Assemblea territoriale idrica di Agrigento sceglieva all’unanimità di puntare sulla Società Consortile per la gestione del servizio idrico integrato. Invece parecchi consigli comunali hanno brillato per inadempienza non approvando lo statuto del nuovo organismo e bloccando così il nuovo corso».

«La politica trova comodo schivare le responsabilità della scelta che adesso competono al solito commissario ad acta. Questo sottrarsi al proprio ruolo di suprema rappresentanza degli interessi della collettività stride con il mandato elettorale che i cittadini conferiscono agli eletti con il voto ad ogni tornata elettorale. Non è peregrino chiedersi cosa ci stiano a fare i politici se non producono atti certi e nei tempi dovuti. Cosa ci stiano a fare se non determinano le condizioni affinché i loro territori possano prosperare riducendone il peso delle difficoltà quotidiane».

«La vicenda dell’Ati agrigentina – sottolineano Buscemi, Gallo e Acquisto – rivela un attenuato senso di responsabilità ai tavoli del confronto. Un anno non è bastato per fare sintesi su di un provvedimento strategico, quale il nuovo sistema di gestione del servizio idrico, che mette a repentaglio importanti risorse economiche. I fondi disponibili rischiano seriamente di andare persi dando un colpo all’efficienza al processo di erogazione idrica nonché all’economia locale che può avere una boccata di ossigeno dai lavori pubblici».

«Quale massimo auspicio confidiamo che il commissariamento risolva i problemi con la massima celerità. Del tempo perduto rimangono solo i veti incrociati di una politica che purtroppo sta perdendo di vista il significato del suo vero ruolo».

Elezioni amministrative: a Casteltermini il M5s riconferma Filippo Pellitteri come candidato a Sindaco L’avv. Filippo Pellitteri è il candidato Sindaco del MoVimento 5 Stelle di Casteltermini alle prossime elezioni comunali che si svolgeranno il 4 e il 5 ottobre.

Il gruppo locale pentastellato ha, infatti, deciso all’unanimità di riconfermare l’Avv. Pellitteri alla guida della lista che si presenterà nella prossima tornata elettorale, avendo apprezzato e condiviso l’operato svolto durante il breve ma proficuo mandato da Sindaco già svolto. “Ho accettato di buon grado – dice Filippo Pellitteri – e con tanto senso di responsabilità l’incarico assegnatomi dal gruppo locale a cui sono particolarmente legato. Eravamo pronti a governare già lo scorso anno dimostrando, in meno di 45 giorni, di poter fare per la comunità quanto Nicastro ed i suoi alleati, simboli del sistema, non sono riusciti a fare in due anni. Lo siamo ancor di più oggi, grazie alle esperienze e alle competenze acquisite in questi anni, nonché alle tante e nuove risorse che ci hanno manifestato interesse e disponibilità a migliorare Casteltermini”.

Il Comune di Casteltermini torna alle urne dopo soli 3 anni a seguito della decadenza per ineleggibilità del Nicastro decretata per sentenza. “Abbiamo sfidato e vinto la prima importante battaglia – commenta ancora il candidato pentastellato – contro un sistema ben radicato in ogni ambito pubblico con la sola, flebile arma del diritto. Adesso la parola passa ai cittadini castelterminesi che hanno tutti la responsabilità ed il dovere civico di non lasciare che il nostro borgo sparisca, mandando a casa definitivamente, con il voto del 4 e 5 ottobre prossimi, i rappresentanti del vecchio regime. Con buona pace di tutti i rinunciatari e di coloro che vorrebbero far credere il contrario. Sostenevamo che Nicastro fosse ineleggibile e la Giustizia lo ha confermato.”

In merito agli esiti della vertenza di Cassazione sul Sindaco, che ne ha escluso la sostituibilità diretta: ”Non abbiamo mai chiesto in giudizio – spiega l’Avv. Pellitteri – che il sindaco ineleggibile fosse sostituito con il primo sindaco eleggibile. È stata la Corte d’Appello di Palermo ad avere autonomamente ritenuto di doverlo fare applicando la legge, ma la stessa Corte d’Appello prima e la Cassazione poi, hanno deciso, vista l’assoluta novità della questione, di non confermare la sostituibilità del sindaco. Va, quindi, categoricamente smentita la voce che saremmo stati noi ad aver deliberatamente determinato lo stallo istituzionale nel nostro Comune, laddove è la conseguenza diretta della riconosciuta ineleggibilità di Gioacchino Nicastro, che ne era ed è ben consapevole. Penso che per tutto quello che ha provocato dovrebbe chiedere scusa alla comunità piuttosto che tentare di rigirare la frittata. Noi siamo ormai proiettati alle elezioni ed a presentare alla cittadinanza una squadra credibile e competente oltreché un programma idoneo e fattibile per risvegliare le sorti del territorio”.