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“Sono appena stato informato dalla Prefettura – che ringrazio – che stanotte sono scappati altri 20 tunisini dalla caserma di Bisconte. Abbiamo fatto chiudere l’Hotspot, è rimasto il Cas: da qui hanno tentato la fuga in 40. Di questi, 20 ci sono riusciti. Cara Ministro Lamorgese, le avevo ribadito che la Caserma Gasparro di Bisconte era un colabrodo e dunque non idonea all’accoglienza. Siamo alla quarta fuga. Ci sono 50 tunisini in giro per la città; adesso basta, occorre chiudere definitivamente. Con queste politiche sbagliate state invadendo il nostro territorio. Le consiglio di continuare sulla linea della solidarietà, ma perché non porta i migranti in Parlamento? Certamente lì saranno al sicuro, così siamo tutti più tranquilli. Va bene l’assistenza ma non a Messina, in questa struttura fatiscente”. Così afferma il Sindaco di Messina, Cateno De Luca.

Come massima autorità locale – conclude il Primo cittadino – sono obbligato a informare la mia comunità. Ribadisco quanto già promesso: il 26 agosto termina il periodo di quarantena dei 20 tunisini che non sono riusciti a fuggire, sempre che non ci provino ancora. Dopodiché Ministro Lamorgese, io comincerò a dare calci nel sedere a chiunque mi impedirà la chiusura il 27 agosto. A Messina non deve esserci più nessun migrante, la caserma Gasparro sarà chiusa. Non voglio più sentire parlare di Hotspot e Cas a Messina. Lporti alla Camera e al Senato perché è giusto che si continui con la solidarietà, msicura: sia per i migranti che per la popolazione.

Drammatico epilogo di una triste storia. Giuseppe Randazzo, il ceramista 50enne che era stato arrestato dalla Polizia perché accusato dell’uccisione della moglie da cui si stava separando, Catya Di Stefano, si è suicidato questa sera nel carcere di Caltagirone, dove era detenuto. La donna, operatrice socio-sanitaria di 46 anni, era stata trovata morta nell’androne del condominio di via Pietro Mascagni in cui la coppia viveva. Randazzo si sarebbe suicidato utilizzando i lacci delle scarpe. Il Gip del Tribunale di Caltagirone, ritenendolo pericoloso, aveva applicato per lui la misura cautelare in carcere. Durante l’interrogatorio di stamane (durato un’ora e mezza circa) nella casa circondariale di contrada Noce Randazzo aveva risposto alle domande del giudice con una serie di “non ricordo”, mostrandosi assai confuso. Gli investigatori avevano contestato a Randazzo l’accusa di omicidio, rilevando che la morte della donna era avvenuta dopo una violenta colluttazione fra i due sui primi gradini dello stabile, come confermato dai lividi e dagli evidenti segni di lotta trovati sul corpo senza vita della poveretta. Anche l’uomo, prima di essere rinchiuso in carcere, era stato condotto in ospedale per via di una frattura al dito della mano sinistra e di graffi.

Lo dichiarano in una nota congiunta Gero Acquisto segretario provinciale della Uil, Alfonso Buscemi, segretario provinciale della Cgil e Manuele Gallo della Cisl.

“A nessuno deve essere imposto, per di più con violenza, – continua la nota – di esprimersi come le pare e non con nuove verità da imporre con la forza. Purtroppo, queste cose succedono spesso nel territorio siciliano e non può essere accettato. I social, inoltre, hanno accentuato queste pressioni, minacce e, proprio per questo motivo chiediamo agli organi preposti, Polizia postale in primis, che ci sia un controllo più ferreo. Non possiamo accettare che con l’inizio della campagna elettorale ad Agrigento, tanti individui poco limpidi possano permettersi di minacciare a destra e a manca a chi non la pensa come loro.

Diciamo basta alle minacce e alle pressioni, soprattutto sui giornalisti, che dovrebbero portare avanti la verità oggettiva e non quella di comodo”.

 Il sociologo e docente universitario siciliano, professor Francesco Pira, è il nuovo Vice Presidente nazionale con Delega alla Comunicazione Esterna della SO.SAN. l’organizzazione del Multidistretto 108 Lions Italia, che dal 2003, si occupa della sanità delle persone più disagiate.  Per il triennio 2020-23 sarà il chirurgo Salvatore Trigona a guidare la SO.SAN. Salvatore Trigona è stato confermato presidente all’unanimità dal nuovo Consiglio Direttivo uscito lo  scorso 4 luglio dall’Assemblea dei soci. Al suo fianco per gestire le attività, due Vice Presidenti, Franco De Toffol e Francesco Pira. Segretario è stato eletto Francesco Antico e Tesoriere Andrea Salmi.

“E’ con umiltà e passione che mi accingo a svolgere questa funzione delicata – ha dichiarato il Vice Presidente Francesco Pira, professore di comunicazione e giornalismo all’Università degli Studi di Messina – e ringrazio l’Assemblea dei soci di tutta Italia per avermi eletto nel Consiglio Nazionale e il Presidente dottor Salvatore Trigona per aver proposto la mia nomina”.

Ecco il nuovo organigramma: Salvatore Trigona:   Presidente – Rapporti con l’Estero – Centri SO.SAN.; Franco De Toffol:    Vicepresidente Vicario – Comunicazione Interna; Francesco Pira: Vicepresidente – Comunicazione Esterna: Web – Social Media; Francesco Antico: Segretario; Mauro Bianchi: Centro studi – Raccolta fondi – Crowdfunding e Fundraising; Salvatore Cottone: Ufficio fiscale; Lucio Giaccari:   Convegni ed attività promozionali; Angelo Iacovazzi: Centri Pugliesi – Rapporti con le altre Associazioni di volontariato; Manlio Leonardi:  Centri Siciliani – Rapporti con le altre Associazioni di volontariato; Andrea Salmi: Tesoriere – Adeguamento normative 3° settore; Marco Vecchi: Raccolta fondi – Rapporti con Sponsor – Imprese e Volontariato.

 “Fare solidarietà attiva a favore di chi ha bisogno La SO.SAN. – ha spiegato il Presidente Salvatore Trigona – non è facile né scontato. Tutti conosciamo i tanti e vari motivi che possono renderla difficile se non a volte impossibile. La SO.SAN. tramite i suoi soci ha saputo interpretare, in tutti questi anni di attività, le sue tante missione di solidarietà sia in Italia che all’estero, ma essendo essa divenuta sempre più complessa, è stato necessario realizzare un Consiglio Direttivo, con nuove figure professionali, da affiancare ai vecchi componenti di maggiore esperienza, per meglio svolgere gli scopi per cui è nata nel 2003.

Nel triennio entrante, oltre alle missioni sanitarie all’estero, ci concentreremo sul rafforzamento della nostra presenza sul territorio con l’apertura di nuovi Centri di Solidarietà Sanitaria, continueremo con la distribuzione di buoni alimentari per essere vicini ai poveri sempre più in difficoltà, realizzando un nuovo progetto, ampliando l’operatività dei Centri territoriali.

La recente pandemia ha dimostrato quanto sia importante la nostra presenza e il nostro lavoro”.

Sono stati già tenuti due Consigli Direttivi su Gotomeeting, che sono stati particolarmente interessanti per le nuove idee, la disponibilità e l’entusiasmo di tutti. Se il buon giorno si vede dal mattino…

Il fatto è avvenuto nelle scorse ore in contrada Cazzola. Ben 450 viti di uva da tavola sono state, di fatto, abbattute al suolo. A denunciare il danneggiamento – che provocato danni per quasi 3 mila euro – è stato l’agricoltore quarantasettenne, proprietario del vigneto. L’uomo, per segnalare quanto era accaduto sulla sua proprietà, s’è rivolto ai carabinieri ed ha, appunto, denunciato l’accaduto. Un episodio che ha provocato danni pesantissimi e che, purtroppo, non è coperto da polizza assicurativa. I carabinieri di Canicattì, dopo aver raccolto la denuncia di danneggiamento a carico di ignoti, hanno avviato le indagini per provare a fare chiarezza sull’accaduto, individuando i responsabili. Gli ignoti malviventi, pare, stando a quanto è stato appreso, che abbiano agito durante le ore notturne.

C’è un focolaio in una casa di riposo a Modica, nel Ragusano. Nei giorni scorsi si era registrato un caso di un anziano, poi trasferito a Catania nell’ospedale San Marco, mentre, nella notte è ‘scoppiata’ l’emergenza con ben 9 accessi nel pre-triage dell’ospedale Maggiore a Modica. Sottoposti al tampone, sono risultati positivi. Tra questi nove ci sono tre anziani che sono stati ricoverati nell’ospedale ‘Paternò Arezzo’ a Ragusa e due nell’ospedale ‘Maggiore’ di cui una in rianimazione. Quattro invece sono in quarantena domiciliare tra cui due operatrici sanitarie.

E’ stato un ferragosto tutto sommato tranquillo quello appena trascorso dove però non è mancata qualche sbavatura. Sono stati cinque, infatti, i soggetti denunciati alla Autorità Giudiziaria perchè beccati alla guida con un tasso alcolemico superiore rispetto a quanto previsto dalla legge.

Sono stati i Carabinieri e la Polizia ad effettuare i controlli denunciando i responsabili per guida in stato di ebbrezza.

 

 

Ida Carmina, sindaco di Porto Empedocle, è avvilita. Apre la sua pagina di facebook e annuncia: “A Porto Empedocle ci sono sette nuovi positivi, giovani provenienti da un viaggio a Malta”.

Già nei giorni scorsi la stessa sindaca aveva lanciato l’allarme per un caso positivo asintomatico che aveva frequentato la movida empedoclina e il centro città. A tal proposito l’Asp di Agrigento sta cercando di individuare tutti coloro che sono stati a contatto con questo ragazzo.

“La nostra città, il nostro lungomare un tempo nota per la sua vivacità e luogo di incontro di cittadini e turisti, è divenuta il regno dei venditori ambulanti abusivi che ormai dilagano indisturbati.
Il biglietto da visita del lungomare di San Leone è rappresentato dal “mercatino dei vù cumprà” e dalle centinaia di venditori ambulanti abusivi che hanno invaso le zone pedonali in un ferragosto già abbastanza complicato a seguito della pandemia e le conseguenti limitazioni dettate dalle norme per la prevenzione del Covid.
In particolare dal porticciolo turistico e fino all’eliporto circolano indisturbati venditori ambulanti senza licenza che muniti del loro carrettino propongono articoli taroccati di varia specie.
Più volte abbiamo inviato specifiche note al Prefetto, alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri, alla Polizia ed ai Vigili Urbani per chiedere di aumentare i controlli nei confronti delle attività illegali che arrecano nocumento all’economia regolare.
Chiederemo nei prossimi giorni ancora una volta all’Amministrazione Comunale di affrontare con immediatezza un problema serio che sta arrecando danni ingenti al commercio cittadino sia dal punto di vista della concorrenza sleale che dell’immagine.
Siamo sempre pronti a stare al fianco dei commercianti e le forze dell’ordine per limitare e provare a sconfiggere l’abusivismo, una piaga che sottrae risorse al commercio, al fisco e arreca rischi alla salute dei cittadini.
Nonostante i ripetuti appelli inviati, la Giunta Firetto, non ha inciso se non sporadicamente a contrastare il fenomeno contribuendo a mortificare la vocazione commerciale che l’ha da sempre contraddistinta la città di Agrigento.
Basta con l’eccesso di tolleranza, basta con i buonismi di facciata, basta con gli ambulanti abusivi per il centro città e nella frazione balneare di San Leone  Le regole ci sono e devono valere per tutti.”

Notte animata per i residenti dei quartieri San Marco-Maragani. Dopo la notizia dello sbarco di un gruppo di migranti in prossimità della scogliera tra Renella e San Marco (una quindicina i giovani di nazionalità tunisina intercettati lungo la via San Marco dalle forze dell’ordine, tutti con un telefono cellulare e la mascherina) l’arrivo in zona di due ambulanza e dei mezzi del vigili del fuoco a si-rene spiegate ha creato un pò di apprensione alle famiglie residenti.

L’intervento è stato richiesto dalla Polizia di Stato che intorno alle 21 si è accorta che in mare una barca, quella verosimilmente usata per lo sbarco, si stava incendiando. Nella scogliera non sono state trovate persone ferite, le ambulanze hanno fatto rientro nelle loro postazioni. Sono rimasti invece in allerta i vigili del fuoco del locale distaccamento, che non erano in grado di intervenire in acqua dove c’era il natante in fiamme, a una decina di metri dalla riva.

Non sembrerebbe però ci fossero persone ancora a bordo dell’imbarcazione.