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Il Dr. Roberto Barberi prorogato Commissario Straordinario del Libero Consorzio

Trasmesso dalla Regione il decreto di proroga del Dirigente Regionale Avv. Roberto Barberi nella qualità di Commissario Straordinario del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Il decreto n. 513 del 28 febbraio è stato firmato dal Presidente della Regione on. Rosario Crocetta e dall’Assessore alle Autonomie Locali on. Luisa Lantieri .
Il decreto di proroga prevede una durata dell’incarico, nelle more dell’insediamento degli organi degli Enti di Area vasta, che non potrà superare il 31 dicembre 2017. Il Dr. Barberi era stato nominato commissario il 23 marzo 2016.
Il Dott. Barberi laureato in giurisprudenza nel 1981, Avvocato e Revisore dei Conti,  è Dirigente Regionale dal 1990. Attualmente è Capo di Gabinetto dell’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale.

“Massimo Giletti è il tipico esemplare della casta che finge di essere anticasta. Potrebbe dare lezioni ai gattopardi che furbescamente attacca nelle sue trasmissioni. Devasta la dignità dei siciliani perbene, che sono la stragrande maggioranza, nel più completo e imbarazzante silenzio della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai”. Così il vice presidente dell’Ars Antonio Venturino commenta la puntata de L’Arena, dedicata ai vitalizi dei parlamentari siciliani, andata in onda domenica su Rai1 e per la quale il consiglio di presidenza dell’Ars ha deciso di querelare il giornalista e la Rai. Il vice presidente chiede un intervento della commissione di vigilanza e la convocazione del presidente e del direttore generale della Rai. “Forse a Roberto Fico, il presidente grillino della commissione – aggiunge Venturino – nessuno ha spiegato che quello della Rai è un servizio pubblico pagato prevalentemente con il canone versato dai cittadini. Per cui in nessun caso è consentito e tollerabile un uso distorto e strumentale dell’informazione nell’ambito del servizio radiotelevisivo nazionale e contrabbandare la Sicilia come fonte di ogni malcostume. A quanto mi risulta abusare della cosa pubblica non è una prerogativa esclusiva della nostra regione”.

I carabinieri hanno eseguito stanotte 24 ordinanze di custodia cautelare – 19 in carcere e 5 ai domicliari – nell’ambito dell’operazione denominata “Teseo“. L’indagine e’ stata coordinata dal procuratore della Repubblica di PalermoFrancesco Lo Voi, dal procuratore aggiunto Tersa Principato, dai sostituti della Dda Siro De FlammineisAnnamaria Picozzi, Bruno BruoliSilvia Benetti.
Come nella celebre serie tv “Gomorra” un ruolo apicale ce l’ha una donna, Elena Billeci, 41 anni, moglie di uno dei componenti del triumvirato a capo dell’organizzazione. E’ lei, sorta di ‘ministro delle Finanze’ del gruppo criminale, che gestisce la “cassa” e controlla una parte sostanziale del florido mercato dello spaccio di stupefacenti.

Angelo Attaguile(NcS): “Da quasi un anno centinaia e centinaia di salme di migranti sono ‘posteggiate’ in un capannone ad Augusta dopo che Renzi spese circa dieci milioni di euro per recuperare il peschereccio, affondato a 400mt nel Canale di Sicilia, sostenendo che bisognava dar loro una sepoltura”
“Il Governo Renzi ha speso oltre dieci milioni di euro per recuperare un barcone affondato nel Canale di Sicilia e ancora oggi le centinaia di salme dei migranti morti annegati si trovano “posteggiate” in un capannone ad Augusta!”.
A tuonare è il deputato Angelo Attaguile, segretario nazionale di Noi con Salvini, che, a distanza di otto mesi dal recupero del relitto del peschereccio affondato il 18 aprile del 2015 nel Canale di Sicilia, si chiede come mai non si sia ancora trovato uno spazio per seppellire i migranti. A bordo della nave vi erano oltre settecento passeggeri e solo in 28 si salvarono.
“Eppure – aggiunge l’on. Angelo Attaguile- l’operazione di recupero dei corpi, fortemente voluta dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, andava fatta secondo quest’ultimo per ‘dare una sepoltura a quei nostri fratelli, a quelle nostre sorelle che altrimenti sarebbero rimasti per sempre in fondo al mare’. Non vorrei –commenta l’on. Attaguile con amarezza – ci trovassimo di fronte all’ennesima operazione di speculazione economica travestita ancora una volta da sentimenti di fratellanza e solidarietà perché ciò sarebbe di una gravità inaudita. Noi –precisa Attaguile- pur avendo da sempre una posizione ferma contro l’immigrazione clandestina, mai ci saremmo permessi di lasciare centinaia e centinaia di salme posteggiate in un capannone per mesi e mesi e, per di più, dopo aver speso ingenti somme per il loro recupero, sbandierando, debbo ritenere a questo punto, falsi sentimenti di umanità”.
L’imbarcazione venne recuperata lo scorso giugno a conclusione di una complessa operazione disposta da Palazzo Chigi, affidata al ministero della Difesa e coordinata dalla Marina Militare. “Lascia davvero perplessi –aggiunge Angelo Attaguile- anche la circostanza che l’imbarcazione recuperata a 400 metri di profondità nel Mar Mediterraneo adesso si trova esposta a Melilli come esempio d’intervento della nostra Marina militare. Il ministro Del Rio – conclude Angelo Attaguile- tanto attento e tempestivo nel togliere il rango di Autorità Portuale ad Augusta su richiesta di Crocetta, in questo caso preferisce guardare altrove…”.

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Lusinghiero successo per il Giardino Botanico del Libero Consorzio di Agrigento che nella classifica nazionale del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal Fondo Ambiente Italiano, si è classificato al primo posto in provincia di Agrigento e all’ottavo in Sicilia.
I risultati del censimento sono stati comunicati stamani dal Fai, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Milano. Nella classifica, pubblicata online sul sito “Iluoghidelcuore.it”,  il Giardino Botanico si è posizionato al primo posto in provincia di Agrigento,  con 3911 voti (superando siti come  la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi) e ottavo in Sicilia.
“Il successo ottenuto dal Giardino Botanico – ha detto il  Commissario straordinario del Libero Consorzio Roberto Barberi – premia il lavoro svolto nel corso del tempo, dall’ex provincia per la tutela, salvaguardia e valorizzazione di un bene di grande valenza naturalistica, nel cuore della Valle dei Templi”.
Il Giardino Botanico rappresenta un “polmone verde” per  Agrigento, una sorta di museo a cielo aperto delle essenze e piante della macchia mediterranea esteso circa sette ettari (circa 70mila metri quadrati) incastonati nel cuore della Valle dei Templi, in via Demetra, a poche decine di metri dalla linea delle fortificazioni dell’antica Akragas e del Parco archeologico.
Al Giardino Botanico sono presenti circa 20mila piante riferibili ad oltre 300 colture ed essenze diverse espressioni tipiche della vegetazione mediterranea.
Oltre a questo inestimabile patrimonio vegetale, sono inoltre presenti pregevoli testimonianze archeologiche, ipogei visitabili, caverne naturali visitabili, reperti fossili, e fenomeni calcarenitici di suggestiva bellezza.
All’interno del Giardino sono inoltre visitabili una serie “terrazze” che sorgono su banchi in tufo che offrono ai visitatori un’ineguagliabile vista su tutta la Valle dei Templi.
È visitabile inoltre un “erbario” con centinaia di essenze erbacee essiccate catalogate, alcune risalenti al XIX secolo. Il Giardino dispone di una fitta rete di sentieri e di segnaletica descrittiva delle diverse colture vegetali che lo rendono facilmente fruibile ai visitatori.
Il censimento “I Luoghi del Cuore”promosso dal Fondo Ambiente Italiano dal 2003 è rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri ed è finalizzato a segnalare i luoghi italiani che gli stessi amano e che vorrebbero vedere difesi, valorizzati, recuperati.
L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sul tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico, artistico, naturalistico del Paese.
Attraverso il censimento, il Fai sollecita periodicamente le istituzioni locali e nazionali competenti affinché riconoscano l’interesse dei cittadini italiani verso le bellezze locali e mettano a disposizione le forze necessarie per il recupero di uno o più luoghi segnalati.
Le immagini del Giardino sono inoltre visionabili sul sito del Libero Consorzio (link YouTube) e sul profilo Facebook dell’Ente “Urp informa Agrigento”.

I Luoghi del Cuore: il Giardino botanico di Agrigento primo in provincia    Con 3911 voti si piazza davanti alla Valle dei Templi e alla Scala dei Turchi
Lusinghiero successo per il Giardino Botanico del Libero Consorzio di Agrigento che nella classifica nazionale del censimento “I Luoghi del Cuore”, promosso dal Fondo Ambiente Italiano, si è classificato al primo posto in provincia di Agrigento e all’ottavo in Sicilia. I risultati del censimento sono stati comunicati stamani dal Fai, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta a Milano. Nella classifica, pubblicata online sul sito “Iluoghidelcuore.it”,  il Giardino Botanico si è posizionato al primo posto in provincia di Agrigento,  con 3911 voti (superando siti come  la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi) e ottavo in Sicilia. “Il successo ottenuto dal Giardino Botanico – ha detto il  Commissario straordinario del Libero Consorzio Roberto Barberi – premia il lavoro svolto nel corso del tempo, dall’ex provincia per la tutela, salvaguardia e valorizzazione di un bene di grande valenza naturalistica, nel cuore della Valle dei Templi”.Il Giardino Botanico rappresenta un “polmone verde” per  Agrigento, una sorta di museo a cielo aperto delle essenze e piante della macchia mediterranea esteso circa sette ettari (circa 70mila metri quadrati) incastonati nel cuore della Valle dei Templi, in via Demetra, a poche decine di metri dalla linea delle fortificazioni dell’antica Akragas e del Parco archeologico.Al Giardino Botanico sono presenti circa 20mila piante riferibili ad oltre 300 colture ed essenze diverse espressioni tipiche della vegetazione mediterranea.Oltre a questo inestimabile patrimonio vegetale, sono inoltre presenti pregevoli testimonianze archeologiche, ipogei visitabili, caverne naturali visitabili, reperti fossili, e fenomeni calcarenitici di suggestiva bellezza.All’interno del Giardino sono inoltre visitabili una serie “terrazze” che sorgono su banchi in tufo che offrono ai visitatori un’ineguagliabile vista su tutta la Valle dei Templi.È visitabile inoltre un “erbario” con centinaia di essenze erbacee essiccate catalogate, alcune risalenti al XIX secolo. Il Giardino dispone di una fitta rete di sentieri e di segnaletica descrittiva delle diverse colture vegetali che lo rendono facilmente fruibile ai visitatori.Il censimento “I Luoghi del Cuore”promosso dal Fondo Ambiente Italiano dal 2003 è rivolto a tutti i cittadini italiani e stranieri ed è finalizzato a segnalare i luoghi italiani che gli stessi amano e che vorrebbero vedere difesi, valorizzati, recuperati.L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni sul tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico, artistico, naturalistico del Paese.Attraverso il censimento, il Fai sollecita periodicamente le istituzioni locali e nazionali competenti affinché riconoscano l’interesse dei cittadini italiani verso le bellezze locali e mettano a disposizione le forze necessarie per il recupero di uno o più luoghi segnalati.Le immagini del Giardino sono inoltre visionabili sul sito del Libero Consorzio (link YouTube) e sul profilo Facebook dell’Ente “Urp informa Agrigento”.

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“Finalmente è arrivata la buona notizia che i precari degli enti locali in Sicilia attendevano da anni – dichiara Vincenzo Fontana – Il via libera da Roma consentirà ai Comuni di avviare l’iter di stabilizzazione e i sindaci. ora, con i fondi della Regione, dovranno avviare il processo entro la fine del 2018”.
“Nella prima fase – sottolinea il vicepresidente della commissione Sanità – è previsto il trasferimento dei dipendenti delle ex Province ai Comuni ; in una seconda fase, i sindaci potranno, anzi dovranno, avviare il processo di stabilizzazione. Infatti, i Municipi che non procederanno alle stabilizzazioni non potranno fare nuovi contratti a tempo determinato e rischieranno di subire tagli ai trasferimenti e la riduzione delle somme proporzionalmente al numero dei lavoratori non assunti”.
“E’ comunque una straordinaria notizia – conclude Fontana – per le circa 14000 figure che finalmente, dopo tanti anni di servizio trascorsi con la paura sempre crescente del mancato rinnovo, potranno avere la certezza contrattuale che darà loro maggiore sicurezza, serenità nello svolgimento del proprio lavoro e, certamente, della loro vita quotidiana”.


Abbiamo incontrato il Presidente di Antamop, il Dott. Pietro Paolo Mastinu per comprendere cosa fa questa Associazione e i motivi del suo recente iperattivismo che sta facendo un certo rumore nel Settore Dentale.

Buongiorno Presidente
“Buongiorno a Lei!”

Dunque dott. Mastinu, questa Associazione chi rappresenta e quali obiettivi si pone ?
“La nostra Associazione federa e tutela i titolari e i soci di ambulatori odontoiatrici e polispecialistici che non appartengono a grandi gruppi economici e catene dentali e anche i medici e gli odontoiatri che collaborano con le nostre strutture: tenga presente che in Italia esistono circa 1900 ambulatori di questo tipo di cui appena 600 sono in mano alle cosiddette catene dentali. Il resto è in mano a medici, odontoiatri, odontotecnici o imprenditori puri come il sottoscritto e che esercitano la propria attività sanitaria nel pieno rispetto di tutte le regole di settore, spesso con punte di assoluta eccellenza. Non hanno proprio nulla da invidiare ai circa 35.000 studi mono professionali dei dentisti e anzi sono sottoposti a verifiche più stringenti di quelli nella gran parte dei casi”.

Come è nata questa associazione ?
E’ nata circa due anni fa in concomitanza con il tentativo di far introdurre nel DDL Concorrenza degli emendamenti inauditi che avrebbero comportato il concreto esproprio degli ambulatori in cui almeno il 75% delle quote non fosse stato in mano ad odontoiatri ( anche se in tutti i nostri ambulatori è presente un direttore sanitario iscritto all’Albo degli Odontoiatri che è l’unico responsabile per l’attività sanitaria. Iniziative che ovviamente eravamo ben decisi a contrastare e sottolineo che alcuni associati sono medici e odontoiatri. Questi emendamenti erano stati proposti da senatori vicini all’Andi ( Associazione Nazionale Dentisti italiani ) e appoggiati anche dalla Commissione Albo Odontoiatri Nazionale ( Ordine dei Medici e dei dentisti ).

Perché erano stati proposti emendamenti di questo tipo ?
“La motivazione ufficiale era quella di contrastare il commercio della salute da parte delle catene dentali. Facendo leva su qualche episodio effettivamente avvenuto e del tutto censurabile. Ma la reale motivazione era quella di far fuori tutti i concorrenti scomodi agli studi mono professionali dei dentisti, grandi elettori per ANDI e anche per gli Ordini. Il tentativo stava andando in porto visto che loro non avevano fino a quel momento mai avuto un valido contradditorio. Ci bastò parlare con diversi componenti dei gruppi parlamentari per sfatare abbastanza agevolmente tutte le pseudo motivazioni che avrebbero dovuto giustificare questi emendamenti. E qui sta il motivo per cui abbiamo deciso di costituire l’Associazione: evitare che fossero loro l’unica voce a parlare, con le conseguenze che a questo punto sono facili da immaginare”.

E poi cosa è successo ?
“Fallito il colpo, si è tentato con una delegittimazione continua del nostro operato, attuata con tutti i mezzi e con tutti i pretesti possibili, il cui ultimo episodio è rappresentato dall’interpretazione capziosa e infondata della Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 23 dicembre 2016. Sulla cui base alcuni esponenti Cao e Andi hanno sostenuto a mezzo stampa e persino in trasmissioni televisive a diffusione nazionale che per effetto di questa circolare i nostri ambulatori dovevano considerarsi illegali e abusivi. Questo è stato il culmine di un attacco continuo e che ha come evidente scopo quello di delegittimare di fronte al pubblico il nostro operato”.

Però caro Mastinu è anche vero che alcuni episodi lasciano da pensare: assistiamo spesso a campagne pubblicitarie aggressive e ingannevoli, e persino a casi di malasanità che interessano le catene dentali.
“Sono d’accordo. Ma la soluzione è quella di punire i colpevoli e non quella di delegittimare in toto una categoria intera, a prescindere. Le faccio peraltro notare, a dimostrazione della strumentalità di tali accuse, che tali episodi di malasanità riguardano anche gli studi mono professionali.
Sulla pubblicità sanitaria noi abbiamo fatto una proposta di Legge che affida il compito di vigilare al Ministero della Salute e che detta norme speciali e sanzioni severe per questo tipo di pubblicità, che non può essere la stessa di altri settori. Abbiamo però proposto di lasciare agli Ordini un ruolo puramente consultivo e non vincolante per via di tanti episodi passati che vedevano gli Ordini tollerare le pubblicità scorrette dei medici e censurare quelle degli ambulatori quasi sempre. Per queste iniziative l’AGCOM ha addirittura sanzionato la Federazione degli Ordini dei Medici e la Cao che ne fa parte con una multa di 800.000 euro per gravi e reiterate intese restrittive della concorrenza, sanzione poi annullata dal Consiglio di Stato ma per prescrizione. Tanto per darle un idea di come stanno le cose e che non si tratta solo di una nostra visione.
Così come siamo a favore della reintroduzione del tariffario minimo qualitativo in Sanità, onde evitare quelle degenerazioni verso il low cost che possono essere molto pericolose per la Salute. Tutte cose che a parole vogliono tutti, ma che nessuno e tantomeno gli Ordini e l’ANDI sono state in grado di realizzare neanche in minima parte. La realtà è che dietro lo schermo di motivazioni condivisibili, si nasconde l’intento puramente corporativo ed elettorale di queste iniziative. Noi siamo il capro espiatorio di turno, buono per catturare consensi lasciando però tutto come sta ( a parte noi, ovviamente )”.

Bene Mastinu, come avete deciso di muoverVi per contrastare queste che Voi considerate pure azioni di delegittimazione.

“Questa volta abbiamo deciso di portare avanti una azione articolata su più fronti e della quale desideriamo dare la più ampia diffusione possibile:
1) Abbiamo richiesto un parere pro-veritate al MISE, al Minsalute e al Mef ognuno per la parte di Sua competenza; e abbiamo chiesto in particolare di chiarire le tre principali accuse che ci vengono mosse e che ovviamente non hanno alcun fondamento: 1) se le nostre strutture appartengono alla categoria, richiamata dal Mise, in cui l’organizzazione e l’imprenditorialità prevalgono sull’attività sanitaria pur presente e non – come preteso da ANDI e CAO nazionale – alla categoria delle cosiddette società di mezzi, che possono solo offrire la struttura e i servizi al Medico; 2 ) per diretta conseguenza del primo punto, se le nostre strutture sanitarie siano o meno tenute a fatturare in esenzione iva direttamente al Paziente le prestazioni sanitarie, con le sole eccezioni previste dalla Normativa, come da noi affermato e da controparte negato; 3)  se vige per le nostre strutture il divieto di acquisto dei medicali previsto dalla 175/92 – come preteso da controparte-, o se invece, come da noi affermato, tale divieto risulta inapplicabile alla nostra categoria.
2) Abbiamo richiesto al Minsalute di esercitare una forte vigilanza su affermazioni denigratorie poste in essere da un organismo quale è la Cao che assolve anche funzioni di interesse pubblico;
3) Abbiamo richiesto all’AGCOM di valutare – nell’ambito di alcune affermazioni di esponenti CAO – eventuali profili che possano configurare comportamenti appartenenti alla fattispecie della concorrenza sleale e l’Autority ha già risposto per via ufficiale ammettendo il ricorso e  istruendo la pratica di verifica;
4)    Abbiamo chiesto e ottenuto una Interrogazione Parlamentare sulle stesse tematiche di cui al punto 1 che è stata presentata in data 7 febbraio 2017 al Senato della Repubblica a firma del Senatore Giuseppe Ruvolo e che interpella il Mise e il Minsalute”.
5) Abbiamo presentato denuncia per diffamazione nei confronti del Segretario Cao Dott. Sanvenero e dell’esponente Andi Dott. Matteo Mazzetti. Quest’ultimo, in particolare, ci ha accusato di falsa fatturazione in illecita esenzione iva, di abusivismo e addirittura di associazione per delinquere. Il primo, invece, ci ha accusato di illecito acquisto di medicali oltre ad altre amenità proferite  persino nel corso di un importante programma televisivo a diffusione nazionale ( Striscia la Notizia )”.

Si tratta di una azione forte e senza precedenti, a quanto risulti?
“Verissimo. Ma non si può più tollerare oltre questi comportamenti diffamatori, anche in relazione a come può reagire il pubblico quando queste cose vengono affermate dal vertice delle istituzioni ordinistiche.
La nostra Associazione è aperta al dialogo con tutti e ben disposta a trovare soluzioni condivise per la risoluzione delle problematiche del settore che non è nostra intenzione negare ma affrontare per trovarVi soluzioni.
Ma non è più disposta a tollerare che la nostra categoria venga infangata con queste e altre affermazioni che indiscriminatamente additino tutti noi al pubblico ludibrio.
Questa becera politica non ha peraltro  risolto neanche una delle problematiche di settore e viene portata avanti, verosimilmente, allo scopo di individuare il capro espiatorio di turno e a fini elettorali ( e parliamo di un Organismo come la Cao  che riesce a spendere 16 milioni di euro, di cui almeno la metà per la gestione e organizzazione di un organico di appena 60 persone nel 2016 ).
E’ giunto il momento che tutte le persone di buona volontà, ovunque esse trovino collocazione, mettano da parte queste “alte strategie” e tornino a parlarsi nel rispetto reciproco e con la voglia di trovare per davvero le soluzioni di cui il Settore ha urgente bisogno.
Fino a quando questo non accadrà, la nostra Associazione reagirà duramente contro chiunque tenti di portare attacchi indiscriminati e infondati  contro la nostra categoria.
Nel frattempo, continueremo a fare le nostre proposte alle Istituzioni per trovare insieme a loro e alle altre associazioni che dimostrino vero interesse soluzioni concrete e mirate per il Settore e di cui quest’ultimo ha urgente bisogno. Proprio quello che non è stato fatto dalla Cao e dall’ANDI.
Aggiungo che questo modo di fare sindacato si rivela deleterio per la stessa categoria degli odontoiatri, perché i loro rappresentati non possono che perdere credibilità nei confronti delle Istituzioni con iniziative come queste. Il che fa fallire anche iniziative giuste a favore della categoria. Negli ultimi anni, infatti, non è stato ottenuto praticamente nulla a favore della categoria stessa”.

Grazie e buon lavoro!

Si è conclusa la IX edizione del “Presepe Vivente di Montaperto”. Un’edizione da record questa, e non soltanto per il boom di visitatori, ma anche per i diversi riconoscimenti ricevuti anche dal web. Diversi siti di viaggi hanno, infatti, segnalato il Presepe di Agrigento a Montaperto, come un luogo da visitare assolutamente. Un consiglio seguito dagli oltre 10.000 visitatori che, nei sei giorni di apertura, hanno affollato l’antico borgo nonostante le rigide temperature registratesi e tra i fiocchi di neve. Una chiusura, quella di ieri, che ha visto la partecipazione del pastry Chef Giovanni Mangione e di tanti pasticceri e cake design della provincia, con delle spettacolari torte e prelibatezze dolciarie offerte al pubblico, per non parlare poi dei cori che hanno reso ancora più magico il percorso: il Santa Chiara di Raffadali e il coro polifonico “Pentagramma a colori” diretto da Andrea Montana. Grande soddisfazione dunque per l’ideatore Nino Amato e per il suo affiatatissimo staff, che da mesi si è adoperato per donare alla città un evento che ormai è diventato un appuntamento fisso per gli avventori provenienti da tutte le parti della Sicilia. Nell’ambito di questa nona edizione, come si ricorderà, si è dato spazio alla solidarietà, aprendo gratuitamente le porte del piccolo scorcio di Betlemme, alle associazioni che si occupano di persone con handicap vari. Un motivo di orgoglio per Agrigento e per l’amministrazione comunale che ha patrocinato un evento la cui bellezza e suggestione ha ipnotizzato tutti i visitatori. E già si comincia a lavorare per il decennale del prossimo anno che riserverà non poche novità.

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La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto due persone nel registro degli indagati a seguito dell’ affondamento, all’ alba dello scorso 3 gennaio, del peschereccio “Giacomo Maria”, a 4 miglia a largo di Lampedusa. Si tratterebbe dei responsabili della gestione del peschereccio. Le condizioni meteo difficili e in peggioramento rendono impossibile la prosecuzione delle ricerche del marinaio disperso, Francesco Solina (nella foto), 51 anni. Sono sopravvissuti il capitano Daniele Minio, Mimmo Solina e Nicola Mannino. A provocare l’affondamento del peschereccio sarebbe stata la rottura di una pompa per il tiraggio dell’acqua. A Lampedusa è a lavoro anche il nucleo sommozzatori della Guardia costiera di Messina, e, meteo permettendo, con un robot sarà scandagliata l’area dell’ incidente, ad una profondità di circa 67 metri.

Hanno ricevuto il preavviso di licenziamento gli undici dipendenti della Calcestruzzi Belice Srl di Montevago (AGRIGENTO), un tempo di proprieta’ dell’imprenditore di Partanna Rosario Cascio, condannato per associazione mafiosa. Societa’ da anni confiscata e tuttora gestita dall’agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati alla criminalita’ organizzata. Lo scorso 29 dicembre il tribunale di Sciacca ha dichiarato il fallimento dell’impresa, accogliendo l’istanza dell’Eni Spa, creditrice per 30 mila euro circa. Protesta il sindaco di Montevago Margherita La Rocca Ruvolo: “La Calcestruzzi Belice – spiega – e’ un’azienda sana, che ha un volume d’affari superiore al milione e duecentomila euro l’anno, non e’ possibile che l’agenzia per i beni confiscati non trovi una soluzione, lasciando undici padri di famiglia in mezzo la strada”. “E’ un provvedimento assurdo”, aggiunge il sindacalista Vito Baglio, segretario provinciale della Fillea Cgil. Per il quale “la lotta alla mafia si fa incrementando i posti lavoro, non togliendo il lavoro a chi ce l’ha”.