Home / Articoli pubblicati daClaudia Badalamenti (Pagina 3)

Chi di noi non ricorda l’urlo sentito di Papa Giovanni Paolo II quando venticinque anni fa ha tuonato dalla Valle dei Templi, rivolgendosi a mafiosi e malavitosi: “Convertitevi! Un giorno verrà il giudizio di Dio”

Parole rimaste indelebili nelle nostre coscienze e che ancora oggi, radicate nella nostra terra di Sicilia, diffondono una energia difficile da contrastare…. basta solo fermarsi e ascoltare.

Proprio in memoria di ciò, Lunedì 7 e martedì 8 maggio ,  per il  “XXV°  anniversario del viaggio Apostolico di San Giovanni Paolo II ad Agrigento”, si terrà un convegno organizzato dalla Curia Arcivescovile di Agrigento in collaborazione con le parrocchie “ Santa Rosa da Viterbo e Cuore Immacolato di Maria” che si articolerà in più fasi e sessioni.

Si succederanno Alti Prelati e Personalità politiche e civili per onorare la grande figura di Papa Giovanni Paolo II, che ha visto crescere molti di noi per il suo lungo pontificato, oggi venerato come Santo nella gloria del Paradiso di Dio Onnipotente.

Lunedì 7 maggio si officieranno riti religiosi presso la Chiesa di Santa Rosa, mentre martedì 8, si terrà un convegno moderato dal Giornalista e Vaticanista di mediaset, Fabio Marchese Ragona, autore di “Potere Vaticano: la diplomazia segreta di Papa Francesco 2016  e Tutti Gli uomini di Francesco 2018”, ideatore e conduttore della trasmissione sulle reti Mediaset della trasmissione “Stanze Vaticane”.

Profondo conoscitore dei temi che interessano lo Stato del Vaticano e la figura di San Giovanni Paolo II e dei suoi successori, Fabio Marchese Ragona, si dice “onorato di poter moderare un convegno ricco di presenze eccellenti e contenuti significativi ed avere la possibilità di  mettere in risalto la tanto amata figura di quel Papa che fu Santo anche in vita”

 

 

Montalto Uffugo (Cs) – Oggi potrebbe apparire come uno dei tanti bar sul territorio, ma dietro la saracinesca del Bar-Pasticceria Bizio, oltre a dolci di ogni tipo, gelati artigianali e il miglior caffè della città, si nasconde una storia che ha già 50 anni

Erano gli anni 60, quando Dario Sansosti, classe 1922, apre – nella città di Montalto Uffugo in provincia di Cosenza – una cantina, con la licenza acquistata da un altro commerciante che aveva proprio la stessa attività poco sopra il centro storico di Montalto Uffugo, nel comune di San Benedetto Ullano, e che aveva deciso di chiudere.

Le cose vanno così bene, che nel 1969 la cantina diventa una trattoria, una delle più rinomate in zona. Lì si potevano gustare lo spezzatino, l’agnello, le aringhe.

Tra il 1971 e il 1972, Dario Sansosti avvia anche l’attività di bar, che raccoglie un numero notevole di clienti, che in quei luoghi si ritrovano, discorrono, gustano una birra o un buon caffè. La trattoria rimase aperta fino agli anni 80, quando al suo posto venne aperto un negozio di alimentari, frutta e verdura, conservando però anche l’attività di bar.

E’ il 1987 quando nell’attività subentra Remo, non solo seguendo una naturale continuità con l’attività paterna, ma anche coltivando il talento nel campo enogastronomico. Col tempo, infatti, diventerà uno dei migliori pasticcieri dell’hinterland cosentino.

Quando negli anni 90, Dario Sansosti muore, il negozio di alimentari chiude, ma resta il bar, che pian piano diventa anche pasticceria e ad oggi Remo Sansosti, gestisce con successo l’attività che oggi festeggia il mezzo secolo, insieme ai suoi figli Dario junior, Fabrizio e sua moglie Gianna. Difficile dire quali siano le specialità della pasticceria di Remo Sansosti. Le prelibatezze vanno dalle torte ai semifreddi, dalla piccola pasticceria ai biscotti di mandorle, dai gelati alle granite.

Mezzo secolo di lavoro, di impegno, di scelte e di voglia di migliorarsi. Mezzo secolo di tenacia, che attraversa il tempo e resta ancorata alla grande professionalità che ad oggi, è il marchio di quella fetta di economia che resiste alle difficoltà del periodo storico, nel quale la concorrenza è un mezzo per fare sempre meglio, e la qualità un “vizio di famiglia”.

 

Claudia Badalamenti – Simona Stammelluti 

 

 

 

 

Buona parte della provincia di Agrigento è nella morsa del vento.

Violentissime raffiche che superano anche i 100 km orari stanno mettendo in ginocchio un intero territorio tra alberi spezzati come fuscelli, cornicioni caduti, segnaletica stradale divelta e tragedia davvero sfiorate per puro miracolo.

Danni anche alle centraline dell’Enel che hanno causato il blocco dell’energia elettrica in molte zone.

I Vigili del Fuoco stanno lavorando incessantemente dalle prime ore di stamattina. Viale Cannatello, le Dune, il Villaggio Mosè e la zona a sud di Favara le zone più colpite.

E proprio al Villaggio Mosè questa mattina si è sfiorata la tragedia; in via Diodoro il forte vento ha divelto un grande ramo da un albero di ficus posto sul marciapiede. Per fortuna la caduta si è verificata mentre non transitavano auto e pedoni.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i Carabinieri che hanno allertato i Vigili del Fuoco per liberare la strada ed eliminare possibili altri rami a rischio caduta.

Esattamente un anno e mezzo fa i residenti hanno inviato al Comune una dettagliata denuncia del pericolo presente nel luogo dovuto ai rami degli alberi che coprono quasi tutta la larghezza della via.

A fronte della denuncia nulla è accaduto. E alla denuncia dicono i cittadini sono seguiti diversi altri solleciti anche questi non produttivi di interventi capaci di eliminare il rischio presente.

Oggi, dicevamo, si è sfiorata la tragedia. La buona sorte ha evitato il peggio. Purtroppo, però, non possiamo non sottolineare che affidarsi soltanto alla fortuna diventa assai rischioso.

Basterebbe dare risposte alle petizioni dei cittadini e risolvere i problemi invece di affidarsi soltanto alla ruota della fortuna.

Ieri pomeriggio l’elegante sala del Circolo empedocleo di Agrigento, si è trasformata in teatro durante l’insolita e interessante presentazione del libro ”Fimmini” della scrittrice agrigentina Antonella Vinciguerra, in presenza diun pubblico numeroso ed attento  che ha accolto con entusiasmo le protagoniste indiscusse dell’opera, cioè le “fimmine” e le grandi emozioni.

L’evento ha avuto inizio con un brano inedito eseguito dalla stessa autrice sulle note della musica della pianista Antonina Terzo: una serenata d’addio che ha permesso una riflessione sul fenomeno dell’emigrazione di ieri e di oggi. Dopo gli interventi di grande spessore culturale della prof.ssa Nicoletta Marchese e del simpatico libraio Alessandro Accurso Pagano, l’autrice ha parlato dell’opera e, successivamente ha recitato una poesia in lingua spagnola con la docente Sabrina Mezzano come traduttrice in dialetto siciliano.

La presentazione si è conclusa con la lettura di un divertente brano tratto dal libro.

 

Un incidente stradale si è verificato lungo S.S. 640, proprio nel punto dove è collocata la tabella con la scritta “Strada degli Scrittori”.

 I tre coinvolti nel sinistro sono rimasti feriti tanto che sul posto sono giunte le ambulanze del 118 che li hanno trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento per le cure.

Non è il primo incidente che si verifica sul posto. Già in passato era accaduto che altri sinistri si erano verificati e avevano danneggiato la rotatoria tanto che gli operai dell’Anas erano intervenuti per riparare i danni al muretto da poco distrutto da altro incidente.


Domani pomeriggio alle 17,30, presso la sala del Circolo Empedocleo di Agrigento il nuovo libro della scrittrice Antonella Vinciguerra dal titolo: “Fimmini”.

Viene narrato un mondo a misura d’uomo dove le fimmine lottano per conquistare il loro spazio, mantenendo intatta la bellezza e attingendo alla loro saggezza innata. Forti come leonesse e fragili come cristalli affrontano i pericoli della quotidianità come testimoni silenziose di passioni forti e contrastanti.

Un romanzo dove la comicità, contaminata dalla drammaticità degli eventi, è accompagnata dal vento caldo di scirocco e dall’incessante frinire delle cicale.

Adesso una breve biografia dell’autore:

Antonella Vinciguerra nasce ad Agrigento e trascorre la sua adolescenza a Favara, dove consegue il diploma di maturità Magistrale all’Ist. M.L.King. All’età di 22 anni si trasferisce a Palermo, dove inizia e completa gli studi di Scienze politiche che hanno alimentato la sua attenzione verso l’individuo nella sua dimensione sociale e l’hanno spinta a iscriversi all’A.N.S(Associazione Nazionale Sociologi)avente come obiettivo precìpuo lapromozione delle scienze sociali.

Nonostante il definitivo trasferimento a Monreale (Pa), ella non ha mai perso la sua “agrigentinità” ed il suo viscerale amore per il mare di San Leone.

Da buona agrigentina ha coltivato la passione per il teatro, la lettura e la scrittura, nutrimento essenziale per la sua anima.

Docente di Scuola Primaria, per 18 anni si è occupata di teatro ed ha scritto testi di ogni genere: poesie, canzoni, romanzi, testi teatrali e racconti sia per bambini che per adulti.

La sua poesia “Alla mia Anna” è stata pubblicata dalla Aletti Editori, mentre la poesia “Sguardi”si è classificata prima ed è stata premiata durante il “Festival dell’editoria e della legalità,KAOS”.

Nel 2016 ha scritto il testo e la melodia della canzone “Ninna nanna picciriddu”, che ha vinto un concorso nazionale ed è stata eseguita al Senato della Repubblica, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, in occasione del Giorno della memoria per le vittime delle“foibe”.

Il manoscritto “Fimmini” è stato selezionato in due occasioni durante il Festival della “Strada degli scrittori” nel 2017 e pubblicato dalla Epsil edizioni nel 2018.

 

 

 

 

 

 

La Banca d’Italia e il Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno indetto la quinta edizione del premio per la scuola ”Inventiamo una Banconota 2017-2018”. Hanno partecipato 574 classi e oltre 11.500 ragazzi della scuola primaria, che hanno immaginato e poi realizzato un bozzetto di una banconota immaginaria sul tema : “Il risparmio avvicina il futuro: progettiamo la nostra vita”.

Fin qui, nulla di eclatante.  Si bandisce un concorso in tutta Italia e le scuole elementari o istituti comprensivi, decidono di partecipare oppure no.

Ha partecipato anche la Regione Piemonte e indovinate un po’ chi ha fatto in modo che una intera Regione del nord vincesse il primo premio per la realizzazione di quanto richiesto nel concorso ?  Una insegnante agrigentina trasferitasi in Piemonte per lavoro!

Se tanto mi da tanto, Il Piemonte deve la vincita di una prima parte del concorso ad una insegnante siciliana, ed ha conferito all’istituto Comprensivo di Corso Soleri a Cuneo un premio di 1000,00 euro e la possibilità di concorrere per il secondo step che prevede una ulteriore vincita di 10.000,00 euro da riconoscere alla scuola vincitrice. (seconda parte ancora in via di definizione).

In una società che ci dipinge come professionisti dell’assistenzialismo e dell’arte dell’arrangiarsi, sfaticati e magari mafiosi, noi rispondiamo in questo modo. L’insegnante Anna Tramontana, di Castrofilippo in provincia di Agrigento, docente dell’Istituto Comprensivo di Cuneo Corso Soleri, ha svolto un mirabile lavoro con gli alunni delle sue classi, portando a primeggiare non solo la scuola ma tutta la Regione Piemonte per la realizzazione di una banconota immaginaria a tema, ricevendo riconoscimenti da parte del Ministero della Pubblica Istruzione e dalla Banca D’Italia.

Certo, mai generalizzare sui luoghi comuni che infestano i pensieri di alcuni perché sarebbe un comportamento poco intelligente, ( e noi non lo siamo), ma credo che un grazie ogni tanto, farebbe soltanto piacere.

Brava Anna.

Il Teatro sociale di Canicattì è stato la prestigiosa sede che ha ospitato il giornalista Mediaset Fabio Marchese Ragona autore del libro “Tutti gli uomini di Francesco”, insieme al Cardinale Francesco Montenegro e al giornalista e conduttore della trasmissione “Quinta Colonna” Paolo Del Debbio.

L’autore, che è anche vice direttore di sicilia24h.it, dopo essere stato ospite in tutte le reti Mediaset ed in giro per l’Italia, ha voluto presentare il suo libro anche a Canicattì, sua città di origine, prima di proseguire il tour.

La sala, gremitissima di gente, ha assistito ad una piacevole discussione sugli argomenti trattati nel libro e su riflessioni sorte spontaneamente che hanno affrontato i tempi della povertà e della accoglienza, del timore del “diverso” e sulla difficile integrazione di chi scappa da guerre sanguinose per rifugiarsi in gran parte nella nostra terra, da sempre luogo di accoglienza.

Tema che sta molto a cuore al nostro Cardinale don Franco che ha regalato al numeroso pubblico le sue sempre toccanti parole rivolte direttamente al cuore di chi ascolta. Fabio Marchese Ragona ha svelato alcuni aneddoti anche divertenti, sul modo in cui gli “uomini” di Francesco, hanno appreso di essere diventati Cardinali. Modi alquanto inusuali e senza nessuna prosopopea, che ormai caratterizzano il modo semplice di agire del nostro Pontefice, Sua Santità Jorge Bergoglio, da tutti chiamato semplicemente Papa Francesco ed entrato da subito nel cuore dei fedeli da quando il giorno della sua elezione ha salutato tutti i “fratelli e sorelle” con un timido “buonasera”.

Paolo Del Debbio ha sottolineato le qualità del nostro Pontefice, a volte criticato proprio per la sua semplicità e i suoi metodi non convenzionali, ponendolo per questo motivo vicino a correnti politiche anticonformiste (per usare un eufemismo) e chiarendo che si tratta di un uomo di grande cultura ed intelletto, un Gesuita, proprio per questo seguace del Vangelo e di Gesù, figlio di Dio e Dio stesso. 

L’ottima conduzione di Davide Lorenzano del Corriere della Sera ha reso piacevole e districata la comunicazione con gli ospiti, molto apprezzata dal pubblico in sala; un bel momento di cultura che ci auguriamo possa ripetersi. 

Fabio Marchese Ragona, giornalista professionista e vaticanista di Mediaset, conduttore della trasmissione “Stanze Vaticane”, ha pubblicato: “Potere Varticano. La diplomazia segreta di Papa Francesco” nel 2016 e “Tutti gli uomini di Francesco” nel 2018.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Agrigento ha condannato il datore di lavoro (Sicula Ciclat soc. coop) a corrispondere spettanze retributive a titolo di banca ore, trattamento di fine rapporto e altre mensili a cinque lavoratori ex l.s.u.Gli ex dipendenti, assunti nell’ambito dell’appalto “scuole belle” hanno adito il Tribunale di Agrigento (Giudice del lavor Dott.ssa S. Monteleone) con l’assistenza dei difensori avv.ti. Maria Tiziana Nicosia e Nicola Mucci, i quali hanno dato prova delle indebite trattenute operate da parte del datore di lavoro con l’applicazione arbitraria ed illegittima dell’istituto  della c.d. banca ore. Ed inoltre con la mancata corresponsione del trattamento di fine rapporto -nonostante la conclusione del rapporto  di lavoro subordinato- ed altre mensilità non versate.

Sulla vicenda interviene il sindacato Usb che adesso “chiede l’annullamento dell’accordo del 5 maggio 2014 e del 15 gennaio 2015 sottoscritti al MIUR, i quali  a nostro avviso sono in netta contraddizione poi con lo stesso accordo del 28 marzo 2014 che doveva garantire i livelli occupazionali e retributivi ai lavoratori in appalto. Accordi che hanno determinato l’attivazione di una “Banca ore” anomala, che funziona al contrario (con accumulo di ore in negativo), che ha permesso alle aziende di schiavizzare un’intera categoria. Questa vertenza necessita di vere risposte che garantiscano il lavoro e il salario ai lavoratori e che mettano fine a questo scandalo”.                 

Si sono riunite ieri le Coop­erative Sociali della­ Provincia di Agrigen­to che si occupano di­ servizi residenziali­ in “Comunità Alloggi­o” in favore dei disabili Psichici.

Le comunità che garan­tiscono questo serviz­io sono in enorme dif­ficoltà. A far emerge­re il problema, sono ­le cooperative del lu­ogo che si trovano al­ collasso, per il man­cato pagamento delle ­rette di ricovero da ­parte dei Comuni di a­ppartenenza di ogni s­ingolo disabile, per ­il loro mantenimento,­ con un ritardo di ci­rca 18 mesi. Il servi­zio che erogano quest­e cooperative è essen­ziale sia dal punto d­i vista della SALUTE degli assistiti e sia­ dal punto di vista d­ell’ORDINE PUBBLICO, ­in attuazione della L­egge Regionale 22/86 ­e della Legge 328/200­0, tale servizio rien­tra tra i livelli ess­enziali di assistenza­ (LEA), così come sta­bilito dal ­DPCM 2017.

Dopo la ch­iusura dei manicomi l­e Cooperative Sociali­, si sono fatte caric­o in tutto e per tutt­o della gestione dei ­disabili psichici in ­sostituzione dei Comu­ni per i quali non è ­ipotizzabile un rient­ro o una permanenza n­el contesto familiare­ di appartenenza. Un ­servizio che non vien­e considerato minimam­ente dalle istituzion­i. Le Cooperative non­ riescono a pagare gl­i stipendi ai dipende­nti, né tantomeno i c­ontributi previdenzia­li ed assistenziali e­ si sono indebitate c­on gli istituti di cr­edito. Nella sostanza­ forniscono servizi i­n favore dell’Ente Pu­bblico e di contro lo­ stesso li obbliga a pagare ogni mese i co­ntributi previdenzial­i ed assistenziali, P­ENA irregolarità del ­DURC e conseguente bl­occo dei pagamenti. R­iteniamo che questa sia una cosa inaccetta­bile! Le cooperative ­che oggi si sono riun­ite hanno un consider­evole bacino di dipen­denti, per questo rap­presentano una rileva­nte fetta dell’econom­ia della provincia di­ Agrigento.

Diversi comuni hanno ­inviato una nota dice­ndo di non poter più ­sostenere i costi per­ il ricovero dei disa­bili. Gli stessi non ­fanno nulla per mette­rsi in regola con i p­agamenti, nonostante ­la Legge gli imponga ­di pagare le rette di­ ricovero entro 60 gi­orni. Abbiamo portato­ avanti diverse inizi­ative, quale ad esemp­io: chiedere un incon­tro alle istituzioni,­ che puntualmente non­ hanno tenuto conto d­elle nostre richieste­. Abbiamo più volte c­hiesto aiuto alle ass­ociazioni di categori­a che ci rappresentan­o nel territorio e an­che in questo caso no­n abbiamo ricevuto ri­sposte concrete. Evid­entemente hanno altro­ a cui pensare… Quest­e cooperative oggi ha­nno deciso di muovers­i da sole, dato che n­essuno li rappresenta­ in nessuna sede isti­tuzionale e le associ­azioni di categoria n­on fanno altro che ch­iedere il pagamento p­untuale delle quote a­ssociative. Pertanto ­chiedono oggi un inco­ntro con il President­e della Regione, al f­ine di risolvere defi­nitivamente la gravos­a condizione nella qu­ale versano attualmen­te.