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La professoressa Ester Vedova, compagna del compianto onorevole Giacomo Di Benedetto, sindaco di Raffadali, prematuramente morto lo scorso 12 luglio 2014 vittima di un arresto cardiocircolatorio, donerà un defibrillatore al Presidio sanitario di Raffadali. La donazione è accolta con particolare apprezzamento dal direttore dell’ Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, Salvatore Ficarra. Lo stesso Ficarra afferma : “La cerimonia di consegna del defibrillatore si svolgerà martedì prossimo, 31 marzo, presso il Presidio sanitario di Raffadali, alle ore 11. La data del 31 marzo coincide con la data di nascita di Giacomo Di Benedetto, ed è il modo più giusto per ricordarlo”.

Come ogni anno, ormai da più di 15, i giovani componenti dell’associazione culturale teatrale “Currivò” di Agrigento, mettono in scena la passione di Cristo attraverso una rappresentazione dal titolo “Jesus”. Per gli anni passati i giovani hanno portato questo recital in varie chiese e strutture della provincia di Agrigento riscuotendo numerosi consensi. La rappresentazione è fedele ai testi evangelici e ha solo le essenziali forme espressive teatrali e della passione stessa senza aggiunta di sentimentalismi più o meno convenzionali. Le scene che saranno rappresentate sono: le Beatitudini, il pentimento della Maddalena, il conflitto tra Pietro e Giuda, l’orto degli ulivi, il tradimento, Gesù davanti Caifa, il processo davanti a Pilato, la via Crucis, la Crocifissione e la Resurrezione.
L’associazione Currivò nasce verso la fine degli anni ’90 da un gruppo di giovani accomunati e affascinati dall’arte, dalla musica e dalla recitazione, che hanno iniziato a realizzare piccole drammatizzazioni e concerti. Il nome “Currivò”, nome particolare, curioso, prende forma dall’antico detto popolare che stava ad indicare la zona sotto il vecchio quartiere Rabato, «corribue o taglia bue», che segnava la strada che conduceva al vecchio macello ubicato proprio nella zona sottostante il rione Addolorata.
Regia di Alfonso Lupo
Musiche di Gerlando Accurso Tagano
Tecnici di Scena: Simone Caramanno, Lorenzo Accurso Tagano

Interpreti:
Gesù: Marco Martorana
Maria: Cristina Pitrone
Maddalena: Luana Gallo
Pietro: Alfonso Lupo
Giuda: Francesco Caramanno
Giovanni: Giorgio Accurso Tagano
Tommaso: Paolo Terranova
Misandro: Salvatore Bono
Longino: Gero Messina
Maria di Cleofa: Carmela Rita Moncada
Veronica: Tania Cutaia
Pilato: Salvatore Moncada
Caifa: Gaetano Imbrò
Centurioni: Settimio Proietto, Giovanni Vaccaro Notte, Salvatore Cacciatore
PROGRAMMA:
Sabato 28 marzo – Santuario dell’Addolorata di Agrigento ore 18:30;
Domenica 29 marzo – Chiesa Cattedrale di Caltabellotta ore 19:30;
Domenica 29 marzo – Chiesa Madre di Sant’Anna ore 21:30.
Per ulteriori informazioni potete visitare il sito internet www.currivo.it

Da ieri, 26 marzo, è in libreria il nuovo romanzo del giornalista e scrittore del Corriere della Sera, Matteo Collura. Si tratta de “La badante”, edito da Longanesi. La stessa Casa editrice Longanesi, nell’ annuncio della pubblicazione dello scrittore agrigentino, traccia una sintesi dell’ opera, che ruota intorno a Italo Gorini, ultraottantenne professore di Lettere in pensione, vedovo e disabile, un figlio di 35 anni laureato e disoccupato, e che è accudito da una badante straniera che ne tiene desti i sensi e le fantasie. Sono di casa la sorella Maddalena e la cognata Giorgina, che a oltre 70 anni non ha abdicato alla propria femminilità. Ma un colpo di scena impensabile deflagra da un lontano passato e sconvolge i rapporti tra l’anziano invalido e la badante, mettendo in crisi i delicati equilibri dell’intera famiglia. Questo singolare romanzo si interroga (e ci interroga) su uno dei temi cruciali del mondo contemporaneo: il protrarsi, sempre più medicalizzato, della vita, che però non di rado, quando i sogni sono finiti e i giorni, le ore diventano una lunga attesa, trasforma la vecchiaia in una crudele solitudine. Non solo: è anche un implacabile ritratto di non poche famiglie d’oggi.
Ecco la recensione del romanzo di Collura sul Corriere della Sera di oggi, giovedì 26 marzo, a firma di Ernesto Buonanno :
“Dovendo scegliere un’immagine per illustrare il nuovo romanzo di Matteo Collura, La badante, appena uscito per Longanesi, verrebbe spontaneo pensare immediatamente al quadro che il protagonista Italo Gorini decide di appendere in salotto: Pollice verso, di Jean-Léon Gérôme. Si tratta di un’opera kitsch, un’opera tetra e al tempo stesso eccessiva, com’è la vecchiaia; ma non è questo a incantare Gorini. Il punto è piuttosto la scena ritratta. Due gladiatori, uno sconfitto, l’altro voltato verso il pubblico, fermo, in attesa di ricevere da un imperatore svogliato il segnale che decreterà la morte o la vita dell’avversario ferito.
Il titolo è chiaro, il destino è segnato, ma congelato sulla tela sta quell’istante di sospensione, l’istante in cui tutto si dilata e in cui crudelmente, paradossalmente, il moribondo continua a esser vivo. E ha tempo per tutto: per fare bilanci, per soffrire e pentirsi e addirittura per sorprendersi, arrivando a capire quel che, finora, gli era sempre sfuggito. Solo una cosa non può fare: fermare la daga che, entro breve, arriverà a passargli il cuore.
La badante è un romanzo in cui, abbandonando temi e scenari che gli sono consueti, Matteo Collura decide di prendere di petto il dramma della nuova vecchiaia. «Nuova» perché non esistono età della vita che sfuggano alla contingenza delle epoche e così il vecchio e a tratti cinico professor Italo Gorini è, in tutto e per tutto, un anziano di oggi. Uno dei tanti, dei milioni protagonisti invisibili delle città contemporanee, rappresentante emblematico di una maggioranza silenziosa che fa l’Italia e non si vede. Colto, beffardo, mentalmente attivo pur confinato su una sedia rotelle. Convive con un figlio adulto, ma che fatica ancora a uscire da una lunghissima adolescenza disoccupata e dipendente dallo smartphone. Viene assistito da una badante romena, Paula, da cui in segreto è disperatamente attratto e che, s’intuisce, avrà un ruolo chiave nella storia; riceve le visite della sua Maddalena, sorella zitella e benpensante, ed è assediato in generale da un mondo imbecille, la metropoli esterna, che stenta forse a riconoscere ancora. Giusto la Luna, solo lei, sembra rimasta uguale a se stessa. Ma quanto al dramma del tempo che passa non è tanto negli acciacchi né nella morsa familiare. Il problema, di nuovo, è già tutto illustrato in quel Pollice verso, nell’allungarsi della terza età, in quell’istante congelato che non concede speranze ma tempo, solamente tempo. Non è nella morte, la maledizione, ma nel pensiero che continua a scorrere, nel cuore che continua a battere, nel fatto che il vecchio continua a essere uomo senza però la facoltà più essenziale della vita: cambiare. Gorini, perciò, è un personaggio vitale, nella sua ruvidezza, addirittura nelle pulsioni più basse, per cui non si può non fare il tifo ma — sta qui tutto il paradosso — sapendo benissimo che la sua lotta per la vita è comunque una sfida che non potrà vincere fino in fondo.
Quel che all’inizio sembra soltanto il ritratto di una situazione tipica, diviene così, tra le mani di Collura, qualcosa di molto diverso. Un romanzo dinamico, ricco di svolte e di colpi di scena, godibilissimo per il lettore, ma al tempo stesso quasi immobile. Un romanzo avvincente, ma in cui ogni scoperta, ogni sorpresa (eventi essenziali che non possiamo svelare) si riferisce puntualmente al passato. Se la badante non è esattamente la persona che immagina Gorini, se la sua giovinezza trascorsa da italiano in Libia nasconde lati che anche a lui sono oscuri, si può solamente restare a guardare. Al protagonista, incollato com’è, quasi iconicamente, alla sua carrozzina, non resta perciò che la possibilità del gladiatore sconfitto, la scelta terribile dell’accettazione. Dovrà accettare che gli anni trascorsi non corrispondano ai ricordi e che anche il presente sfugga ostinato al suo controllo e alla sua voglia di reagire. E infine dovrà forse accettare che l’autore trasformi la sua storia in una sorta di racconto esemplare.
Con un distacco e un sorriso da filosofo amaro sospeso tra Luigi Pirandello e Alessandro Manzoni, Collura ci porta dal minimalismo di una scena quotidiana a un’assolutezza da racconto biblico di Giobbe, che si direbbe persino serena nella sua presa d’atto dell’irrimediabilità della vita. Bello, spietato, La badante è una grande opera di camuffamento, che parla di un gladiatore sconfitto per raccontarci di quella sconfitta generale propria di ogni combattente calato nell’arena del mondo”.

Anche quest’anno il Museo Salinas è l’unica istituzione della Regione Siciliana che partecipa, dal 23 al 29 marzo 2015, alla seconda edizione della #MuseumWeek, l’evento mondiale che riunisce su Twitter i musei, gallerie d’arte e tutti gli amanti della cultura.

La kermesse del social network – che coniuga esperienza artistica e interattività – darà l’opportunità di mettersi in luce e dialogare su Twitter nel corso di 7 giorni, attraverso 7 temi e utilizzando 7 hashtag: svelare i dietro le quinte, invitare il pubblico a condividere ricordi di visite precedenti; raccontare la storia dell’edificio e del quartiere; sfidare i follower a immortalare con il telefonino l’arte, la scienza, la storia e l’etnografia intorno a loro; presentare l’offerta dedicata a famiglie e scuole; chiedere al pubblico di condividere le foto delle opere più amate e, infine, i selfie scattati all’interno del museo.

Per l’occasione è stata ideata una campagna teaser multisoggetto, realizzata da Marcello Costa (@da72a300), ispirata ai reperti delle collezioni del Museo Salinas.

A oggi sono oltre 1000 i musei e le gallerie d’arte registrate, in 31 Paesi e 324 città: dal Louvre al British Museum, dal MAM al Metropolitan Museum of Art, dalla National Gallery of Australia al Museo Nacional de Colombia,  dal Museum of Islamic Art del Qatar al Musée d’Orsay.

Una cinquantina i musei italiani che hanno aderito alla #MuseumWeek 2015; le adesioni vanno dalla Reggia di Venaria di Torino al Maxxi di Roma, dal Mart di Rovereto al Museo Egizio di Torino.

L’account Twitter del Museo Salinas è @MuseoSalinas; seguire la #MuseumWeek su Twitter è facile attraverso l’account  @MuseumWeek e il sito www.museumweek2015.org

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Giovedì 19 marzo alle ore 12:00 nei locali del Municipio di Racalmuto si terrà una conferenza stampa per la presentazione del Piano ARO (Ambito di Raccolta Ottimale) dei Comuni di Racalmuto, Grotte e Castrofilippo.

Saranno presenti i sindaci Paolo Fantauzzo, Emilio Messana e Calogero Sferrazza insieme ai funzionari dell’ufficio Aro, l’arch. Piero Calì, l’arch. Savatore Cinquemani e il Geom. Ignazio Romano.
L’Assemblea dei sindaci ha deliberato, giovedì scorso, sugli atti di gara, bando e capitolato d’oneri, che ora saranno trasmessi ai rispettivi Consigli Comunali per l’approvazione.
“Il nuovo piano di intervento – dichiarano i sindaci – è organizzato sulla raccolta differenziata porta a porta e sull’utilizzo del centro comunale di raccolta. Con l’entrata a regime, si avranno notevoli riduzioni dei costi del servizio, attraverso l’abbattimento delle quantità di rifiuti da portare in discarica e la valorizzazione dei rifiuti differenziati da avviare al riciclaggio o al riuso, oltre ad una migliore efficienza del servizio sottoposto al diretto controllo dei Comuni dell’ARO.

Sciacca il 21 Marzo 2015 alle ore 16:00, presso l’Istituto professionale industria e artigianato “I.p.i.a. Accursio Miraglia”, sito in Corso Accursio Miraglia, 13/15, ospiterà l’evento  “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle Vittime di mafia” .

La manifestazione, voluta  ed organizzata dalla “Fondazione Accursio Miraglia” e dall’associazione nazionale “I cittadini contro le mafie e la corruzione”, nasce dalla necessità di mantenere viva la memoria di quanti hanno pagato con la propria vita l’adempimento al proprio lavoro, l’impegno in favore della giustizia sociale o l’essersi trovati per caso ad essere coinvolti dalla brutale violenza della criminalità organizzata e mafiosa.

In un Paese che vede soffocate le possibilità di sviluppo culturale ed economico ad opera della criminalità e dalla corruzione, è indispensabile costruire un percorso di consapevolezza, in particolare nelle nuove generazioni, radicando quei valori  di giustizia e legalità che possono nascere soltanto dal mantenere viva la memoria delle vittime innocenti e delle atrocità delle quali si sono macchiate le organizzazioni criminali, che per ogni persona onesta rappresentano motivo di dolore vergogna.

Programma:

Introduce e coordina: Enzo Alessi
Interverranno:
-Antonio Turri – Coordinatore Nazionale “Cittadini contro le mafie”
-Familiari delle vittime innocenti di mafia
-Valeria Grasso – Testimone di Giustizia, Imprenditrice di Palermo
-Franco Gaetano Caminiti – Testimone di Giustizia, Referente “Cittadini contro le mafie” di Reggio Calabria
-Antonio Vassallo – Movimento “La Prospettiva” di Capaci
-Fabio Fabiano – Presidente dell’Associazione Emanuela Loi
-Giuseppe Ciminnisi – Coordinatore Nazionale “Familiari vittime di mafia – Cittadini contro le mafie”
-Gian Joseph Morici – Editore del giornale on-line “www.lavalledeitempli.net” ( In collegamento Skype da Parigi)
-Gaetano Porcasi – Referente del Coordinamento “Cittadini Contro le mafie”, Pittore antimafia
-Nicoletta La Bella – Coordinatrice “Cittadini contro le mafie” di Siracusa
-Segreteria regionale e Nazionale Flai Cgil
-Chiuderà i lavori l’ On.le Tonino Moscat

Il sociologo e giornalista Francesco Pira, docente di comunicazione e giornalismo all’Università degli Studi di Messina sarà  relatore di un seminario formativo organizzato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia a Comiso (Ragusa) venerdì 13 marzo 2015, dalle 15 alle 18,  sul tema: “Comunicazione pubblica e d’impresa: lo sviluppo nella Rete”. I lavori saranno introdotti e moderati da Gianni Molè, Segretario Provinciale dell’Assostampa Ragusa. L’evento si svolgerà presso il Centro Multifidi Via Leonardo Sciascia, 98 (S.P. Comiso-Chiaromonte).

Pira nel corso del seminario parlerà anche del suo ultimo libro, scritto a quattro mani con Andrea Altinier, intitolato “Comunicazione Pubblica  e d’Impresa” (Edizioni Libreria Universitaria.it) presentato lo scorso gennaio alla Camera dei Deputati.

I giornalisti interessati possono iscriversi attraverso la piattaforma sul sito dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. Per il seminario sono previsti tre crediti formativi.

Vittorio Messina è stato eletto all’unanimità presidente della Confesercenti d’Area della Sicilia centro meridionale, che comprende le province di Agrigento, Caltanissetta e Ragusa.

A Vittorio Messina, che è presidente di Confesercenti Sicilia e vice presidente nazionale, è stato chiesto, nella prima assemblea d’Area tenuta a Caltanissetta ieri 27 febbraio alla presenza del direttore regionale Michele Sorbera, di guidare in questa fase d’avvio la nuova struttura territoriale.

Nella stessa seduta è stata eletta la giunta d’area che ha scelto come vice presidente vicario Lillo Randazzo e l’altro vice presidente nella persona di Riccardo Santamaria. Successivamente la giunta ha nominato direttore d’area Massimo Giudice.

Di seguito si riporta una sintesi dell’intervento di Vittorio Messina a conclusione dei lavori dell’assemblea:

“La Confesercenti d’Area della Sicilia centro meridionale nasce per consolidare e sviluppare la rappresentatività dell’Associazione, con l’obiettivo di garantire alle imprese del territorio un elevato standard di attività e di assistenza.

Oggi si registra la conclusione positiva di un percorso che consentirà di dare vita ad una struttura territoriale più forte, più efficiente, in condizioni di innescare processi di sviluppo che consentano alla Confesercenti di cogliere il massimo potenziale, sia sotto l’aspetto sindacale che dei servizi resi alle imprese.

Attraverso questa nuova forma organizzativa Confesercenti s’impegna inoltre a favorire le opportune sinergie con le Istituzioni per la tutela delle PMI, l’incremento dei livelli occupazionali, l’accesso al credito, la formazione, il welfare e migliori condizioni di vita per tutte le famiglie.

Si lavora, dunque, per costruire una associazione ancora più vicina alle imprese, cercando di migliorare i servizi tradizionali e di sviluppare quelli innovativi, qualificando il sistema informativo nei confronti delle aziende e continuando a rispondere alle aspettative immediate, ma anche contribuendo a delineare le strategie di rilancio del sistema economico locale.

In questa direzione, l’impegno di Confesercenti non può che essere quello di dare valore e dignità economica e sociale alle piccole e medie imprese e lavorare per offrire alle imprese una tutela a tutto campo, resa ancora più evidente dal riconoscimento del primato della legalità come condizione essenziale per guardare con fiducia allo sviluppo.

Con questo spirito l’Associazione continuerà a raccogliere quella forte domanda di rappresentanza, di tutela, di sostegno alla crescita ed all’innovazione da parte delle piccole e medie imprese, che rappresenta la missione alla quale Confesercenti rimane sempre legata”.

Linea verde orizzonti ad Agrigento. Le telecamere della fortunata trasmissione di Rai Uno sono state ospiti della città dei templi per la rubrica eno-gastromica che ha visto come protagonisti i piatti tipici della tradizione culinaria agrigentina.

Domani sabato 28 febbraio alle 11,00 su Rai Uno andranno in onda le suggestive immagini del chiostro di S.Spirito, ma prìncipi della trasmissione saranno i deliziosi dolci preparati dalle sapienti mani delle suore di clausura del Monastero chiaramontano agrigentino.

Le telecamere di Linea Verde manderanno in onda anche le immagini della Cattedrale di San Gerlando.

Appuntamento imperdibile con una doppia presentazione.

Sabato 28 febbraio alle ore 17.30 alla libreria I libri di Andrea (via degli Orti, 33 – Palermo) Fabio Ceraulo torna a raccontarci Palermo attraverso la sua antologia “Palermitando” (Edizioni Leima). Insieme a lui ci saranno Teresa Gammauta, autrice del libro “Isole” e l’animatrice culturale Sabina Spera.
Fabio Ceraulo grazie ai suoi racconti ci accompagna nei luoghi più nascosti e a volte dimenticati di Palermo, dalle periferie, al cuore pulsante della città.
Luoghi reali e antichi che ricostruiscono la storia delle nostre tradizioni, si intrecciano in volume prezioso che, come una cartina interattiva di Palermo, racconta il passato
antico e “folk” del capoluogo siciliano.