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Tre autovetture sono rimaste coinvolte in un tamponamento a catena, sul viadotto Imera. E’ accaduto intorno alle ore 18.15 di oggi mentre le auto viaggiavano in direzione della via Imera.

Le tre autovetture sono una Volkswagen Golf – su cui viaggiava un uomo, una Lancia Ypsilon – su cui viaggiavano due donne e una Fiat Sedici- su cui viaggiavano un uomo e una donna.

Secondo una prima ricostruzione, la Golf ha impattato la Ypsilon che a sua volta a colpito la Sedici.

Sul posto sono intervenuti prontamente i sanitari del 118 e i Vigili Urbani del comune di Agrigento.

Oltre ai danni materiali, ad avere la peggio sono le due donne sulla Ypsilon che sono state prima soccorse dal personale sanitario per poi essere trasportate all’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento per maggiori accertamenti.

Per il resto delle persone coinvolte solo un grande spavento.

Gli agenti del comando dei Vigili Urbani, hanno ristabilito immediatamente la viabilità dell’importante arteria e spetterà a loro il compito di ricostruire l’esatta dinamica del sinistro.

Faceva jogging all’interno della villa Bonfiglio in compagnia di una donna, e ad un tratto l’uomo si è fermato accasciandosi a terra.

E’ stato un attimo, e per lui non c’è stato nulla da fare, probabilmente un infarto.

A perdere la vita è stato Maurizio Bognanni, 63enne di Agrigento.

Bognanni nella vita faceva l’insegnante in un istituto scolastico a Porto Empedocle, ma la sua vera passione era l’arte in tutte le sue forme.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, a chiamare i soccorsi sono stati dei passanti attirati dalle urla della donna, in evidente stato di shock, che accompagnava il Bognanni.

L’intervento repentino dei soccorsi, non è servito a salvargli la vita.

Sul posto sono occorsi anche gli agenti della Questura di Agrigento per ricostruire l’esatta dinamica.

Quello che gli agrigentini non avrebbero mai voluto sentire: “la sagra del Mandorlo in Fiore è sospesa!”
La decisione è stata presa durante l’incontro in prefettura, avvenuto nel pomeriggio tra il sindaco Calogero Firetto, col prefetto Dario Caputo, i vertici delle Forze dell’ordine e dell’ospedale e dell’Asp.
Il sindaco al termine della riunione ha dichiarato:
“L’evoluzione sfavorevole che sta avendo la situazione sanitaria nel nostro Paese, con già due vittime in poche ore, impone un maggiore senso di responsabilità a tutela della salute pubblica anche ad Agrigento. L’Italia è ora tra le nazioni a rischio di epidemia da coronavirus (CoVid-19). L’ospedale è già in allerta. È necessario individuare e cominciare ad attrezzare da subito le strutture in grado di reagire prontamente e adeguatamente ad ogni eventuale esigenza di prevenzione e sicurezza a tutela della salute dei cittadini. Responsabilmente, valutate tutte le possibili conseguenze, sono sospese (salvo contrordine) tutte le grandi manifestazioni che attirano e aggregano gente da ogni parte della Sicilia, dell’Italia e dal mondo, come il Mandorlo in Fiore e tutte le iniziative del genere comprese nel programma delle celebrazioni dei 2600 Anni di Storia di Agrigento. È una decisione che ci costa moltissimo, dettata dal buonsenso e determinata dalla necessità di dover far fronte a qualcosa di imponderabile in questo momento. Nessuno al momento è in grado di sapere come e in quanto tempo sarà possibile contenere il contagio. La salute delle persone va salvaguardata sopra ogni altro interesse. Siamo consapevoli delle conseguenze disastrose sull’economia. Ma prima la vita delle persone. In questo momento di tensione e preoccupazione, che già tanti Comuni italiani stanno vivendo, chiediamo di contenere attività di sciacallaggio per meri fini politici o personali. Facciamo appello alla serietà di tutti. Non allarmismo, ma serietà nell’affrontare l’emergenza sanitaria”.

Dalla regione siciliana l’assessore alla sanità Ruggero Razza, durante i lavori dell’unità di crisi nell’isola sul coronavirus, ha affermato:
“Stiamo lavorando per individuare due hub, uno per la Sicilia Orientale e l’altro per quella Occidentale, per realizzare aree di quarantena se dovesse essere necessario. Al momento si sono registrati meno di dieci casi sospetti in Sicilia, ma, cosa importante, sono stati tutti immediatamente diagnosticati in 12 ore grazie ai tamponi che eseguiamo nei Policlinici di Palermo e Catania”.
e poi aggiunge:
“Sulle gite ci uniformeremo alla decisione delle scelte nazionali che al momento non mi pare che sia il caso di sospendere quelle da molto tempo programmate.”

La psicosi del coronavirus arriva anche ad Agrigento, oggi il sindaco Lillo Firetto, con un comunicato stampa fa sapere che, ha chiesto un incontro urgente al prefetto Dario Caputo con i vertici dell’Asp perché si valutino congiuntamente le condizioni e le capacità di reazione a un’eventuale situazione crisi, così da essere pronti sin d’ora ad affrontare ogni evenienza. Nello stesso incontro si avvierà di concerto una seria valutazione sull’eventualità dell’interruzione di manifestazioni che richiamano ogni anno persone da ogni parte d’Italia e dal mondo, come il Mandorlo in Fiore o il Premio Uno nessuno e centomila, o altre iniziative connesse alle celebrazioni di Agrigento 2020, che potrebbero essere foriere di ulteriori allarmi e preoccupazioni.
L’incontro chiesto dal sindaco Firetto al prefetto Caputo e ai vertici dell’Asp è solo la prima tappa che seguirà l’interpello, più autorevole, del luminare Dott. Antonio Cascio professore ordinario di malattie infettive dell’Università degli Studi di Palermo.
La presa di coscienza e il successivo allarme lanciato dal primo cittadino agrigentino è seguito dai casi registratosi nel nord dell’Italia. 19 in totale, di cui 16 in meno di 24ore. 3 casi registrati a Roma, 2 in Veneto e 14 in Lombardia.
In meno di una giornata l’Italia è diventato il paese europeo con il numero più alto di contagiati dal coronavirus.
Il primo caso è stato registrato giorno 18 febbraio a Codogno dove un 38enne originario di Castiglione d’Adda e dipendente di un’azienda di Casalpusterlengo è stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Codogno, in provincia di Lodi. Per quanto si apprendere, l’uomo era andato a cena con un amico rientrato dalla Cina all’inizio di febbraio. Il 38enne, secondo i medici, ha contagiato la moglie incinta di 8 mesi e cinque operatori sanitari.
La Regione Lombardia ha invitato i cittadini dei comuni di Codogno, Casiglione d’Adda e Casalpusterlengo a restare in casa. Più di 250 persone, entrare in contatto con i contagiati sono stati messi in quarantena, 4.200 persone saranno sottoposti a tampone.
In Veneto l’allerta sanitaria è alta attorno a Vò’ Euganeo, dove due anziani del luogo sono risultati positivi al test. I due anziani per quanto è stato riferito non si sono mai recati in Cina.
Anche a Roma l’allerta è alta, e gli occhi sono ancora puntati sulla coppia cinese risultata positiva al coronavirus.

La situazione igienica di Favara Ovest (ancora per poco Agrigento Est) è al collasso.

Il degrado e l’abbandono dell’area è stato più volte attenzionato da questa testata, sortendo come risultato “l’intervento riparatore”, che ristabilizza l’igiene (e non il decoro) – e solo per  un paio di ore, per poi ricadere nel baratro della indecenza.

Dopo un rimpallo di notizie, che le male lingue avevano messo in giro, come lo spostamento dell’isola di prossimità in una zona incontaminata distante pochi passi da quella attuale o la volontà del municipio di Favara di mantenere il sito dopo la presa in carico del servizio, un nuovo dilemma attanaglia i più: “a chi spetta la competenza di controllare e gestire il servizio, Agrigento o Favara?

La risposta l’abbiamo, e anche degli inediti!

Se pur Agrigento Est, diventerà (questa volta ufficialmente ) Favara Ovest, le competenze rimarranno in capo al Comune di Agrigento, fino al 30 giugno 2020.

Allora abbiamo raggiunto telefonicamente l’assessore all’ecologia Nello Hamel che ci ha assicurato: “ l’isola di prossimità di Favara Ovest, sarà attrezzata, in pochi giorni, in maniera efficiente così come previsto dalla convenzione del servizio o in alternativa riprendere il servizio di raccolta porta a porta, con la contestuale chiusura dell’isola”.

L’Assessore Nello Hamel, ha voluto aggiungere che gli interventi di bonifica che vengono effettuati di volta in volta in queste zone hanno un costo più alto di un ipotetico servizio di raccolta porta a porta. Costo , quest’ultimo  che non grava sulla collettività, chiarisce l’assessore.

I propositi questa volta sembrano migliori e l’assessore Hamel è deciso a mettere la parola fine a questo problema igienico-sanitario che tanto colpisce la cittadinanza.

 

Nel più totale silenzio, tralasciando la pompa magna che l’ha sempre contraddistinta, la sindaca Anna Alba con propria ordinanza n.16 del 05/02/2020, aveva disposto la chiusura dell’Ufficio Anagrafe per quattro giornate lavorative, dal 06 all’11 febbraio, per consentire all’ufficio di assicurare tutti gli adempimenti necessari all’iscrizione dei cittadini attualmente residenti ad Agrigento.
La stessa sindaca, ormai al limite del tempo concesso, riunita la propria giunta, con verbale n.16 del 06/02/2020, approva la toponomastica cittadina delle aree di circolazione a seguito di variazioni dei confini con il comune di Agrigento.
Questi due atti, lasciano presagire, come alla Alba stia particolarmente a cuore che i nuovi 780 cittadini favaresi votino il 29 marzo prossimo per il referendum popolare in materia di riduzione del numero dei parlamentari italiani.
Oltre i due atti nulla ancora è cambiato, anzi è peggiorato.
Dal 20 dicembre 2019 è cominciato il countdown, dei 60 giorni dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale della Legge Regionale che ridefiniva i confini.
Fino all’azzeramento del countdown, i Vigili Urbani del municipio favarese non hanno alcuna competenza sul territorio né tanto meno hanno l’autorizzazione a varcarne il confine. Anna Alba che non ricopre ancora la carica di Sindaco di quel lembo di terra, da libera cittadina può varcare il confine “immaginario” e realizzare in quale situazione versano queste zone abbandonate da tutti!
Si aspetterà con ansia, che il tempo trascorri e che tutto sia ufficiale. Che i Vigili Urbani vadano a ispezionare le nuove zone, che li controllino, che multino e deferiscono alle autorità giudiziarie chi ha recintato un parco giochi pubblico per crearci una terrazza o abbia chiuso con una catena un vicolo pubblico per crearci un parcheggio privato. Si aspetterà con ansia che il sindaco Alba chiuda la “discarica di prossimità” tanto voluta dall’Assessore agrigentino all’ecologia, e che bonifichi l’intera sito e le zone circostanti dalle tonnellate di rifiuti urbani e speciali presenti in zona, che installi un impianto di video sorveglianza per “beccare quei vastasi”.
Siamo certi che la notizia, passata qualche giorno addietro che l’odierna “discarica di prossimità” di viale progresso sarà confermata per volere dell’Amministrazione comunale (?!?). Noi sappiamo che si tratta di una fake news (?!?), che nessuno ad oggi ha smentito!
Sindaco Anna Alba, il nuovo popolo favarese l’attende a braccia aperte!

I Carabinieri del comando provinciale di Agrigento, con un attività investigativa “incisiva”, hanno tratto in arresto tre soggetti ritenuti responsabili del furto avvenuto ieri pomeriggio ai danni della Banca Sant’Angelo di via porta Agrigento a Raffadali.
I militari  guidati dal colonello Giovanni Pellegrino e dal capitano Marco La Rovere, hanno tratto in arresto tre soggetti, uno originario di Santa Elisabetta (Ag) e due di Palermo.
I carabinieri, sin dalla primo momento hanno seguito la pista giusta. Le immagini video dell’istituto di credito hanno dato la certezza di quanto era stato sospettato sin dal primo momento: “due rapinatori e un palo”. Un attività investigativa che ha dato i suoi risultati in meno di 24h dalla commissione del reato.
I tre fuggitivi sono stati arrestati dai militari, in un’area di sosta nei pressi di Sant’Angelo Muxaro. I carabinieri, allertati e insospettiti dalla presenza dell’autovettura in quel tratto di strada, hanno proceduto al controllo dei soggetti e del mezzo, rinvenendo la refurtiva del colpo commesso qualche ora prima.
Sono finiti in manette: Umberto D’Arpa (53 anni di Palermo), e Martino Merino (26 anni di Palermo) e Raffaele Fragapane (43 anni di Santa Elisabetta).
Secondo le ricostruzioni del caso, a fare irruzione all’interno dell’istituto di credito sono stati i due palermitani, mentre il Fragapane sarebbe rimasto fuori da palo.

I tre soggetti dopo le formalità di rito sono stati condotti alla casa circondariale Di Lorenzo di Agrigento, in attesa che dell’udienza di convalida.
Le indagini e l’operazione condotta dai carabinieri è stata coordinata dal pm Chiara Bisso.



Alla filiale della banca Sant’Angelo di via porta Agrigento a Raffadali, due banditi con il volto travisato, hanno fatto irruzione all’interno dell’istituto, racimolando un bottino di tutto rispetto.

L’agguato è avvenuto nel pomeriggio di oggi, e non si conosce ancora di quali armi – da sparo o bianca – fossero in possesso i due malviventi.

I presenti, attoniti e increduli hanno assistito impietriti all’intera scena: “I cassieri sotto la minaccia dei malviventi hanno consegnato il denaro presente in cassa, 50 mila euro”.

Arraffato il bottino i ladri si sono dati alla fuga, si presume a piedi, per le vie del centro.

L’intervento dei militari della locale compagnia dei Carabinieri è stata repentina, dopo il lancio dell’allarme dagli impiegati, ma dei malviventi nessuna traccia.

Pare che i due rapinatori, con molta probabilità siano stati coadiuvati da un terzo soggetto, appostato in una zona adiacente alla banca. Non si esclude, nemmeno che lo stesso soggetto abbia aspettato i due “colleghi” con un’autovettura pronta alla fuga.

I militari non escludono nessuna ipotesi, e stanno eseguendo tutte le indagini del caso, senza tralasciare nulla al caso. Hanno acquisito le immagini video dell’istituto di credito e di quelle delle zone limitrofe, per dare una corretta dinamica dell’assalto e un volto ai ladri e all’eventuale “collega”.

Le indagini continuano impetuose e imperterrite e tutto il territorio raffadalese, nonché delle arterie d’uscita del comune, viene costantemente setacciato.

L’isola di prossimità, in zona Agrigento est – meglio conosciuta come Favara ovest, tanto voluta dall’assessore Nello Hamel, per il contenimento del costo del servizio per una zona segnata a essere ceduta al comune di Favara, si è rivelata una vera e propria bomba ecologica.
Di isola ormai non è rimasto più niente, adesso è solo una maxi discarica a cielo aperto, dove tutti – e non solo agrigentini – scaricano di tutto.
Abbiamo osservato, nella mattinata di domenica 26 gennaio la discarica – ops l’isola di prossimità, è abbiamo registrato un notevole flusso di autovetture che hanno depositato i loro rifiuti: della categoria speciale, dagli inerti ai rifiuti di autocarrozzeria.
Come si vede dalla foto in visione i rifiuti speciali depositati sono i più vari e la situazione è ormai fuori controllo.
L’RTI Iseda cerca invano di fare il proprio dovere. Un dovere vanificato e non eseguibile, trattandosi ormai di rifiuti speciali!
Il danno ecologico è ormai fatto, quel lembo di terra non tornerà mai più pura! E c’è l’aggravio dei costi di recupero e bonifica (?!?), che si ripercuoterà su tutti i cittadini.
Era il novembre 2019 quando l’assessore comunale all’Ambiente spiegò: “l’isola di prossimità presuppone dei cassonetti per la raccolta differenziata, la recinzione con la porta e la consegna delle chiavi a quanti dovranno usufruire del servizio di conferimento, ma anche con telecamere di video sorveglianza“.
Ma c’è di più, che va ben oltre all’isola ecologica. Nel quartiere di Agrigento est, le vie non vengono più spazzate e la scerbatura è un miraggio. E’ veramente rado che si vedano i controllori che eseguano i controlli del territorio.
Agrigento est o Favara ovest è un comune nel comune, dove tutti fanno ciò che reputano sia miglio per se!
I guai per questo martoriato lembo di terra non finisce qui. A breve il territorio, almeno per volere dei cittadini, sarà accorpato al comune di Favara, e qualche giorno fa è rimbalzata a onor di cronaca la notizia dell’individuazione di 8 aree dislocate a Favara dove istituire le isole di prossimità del Servizio Raccolta Rifiuti: Anche questa volta è in lista l’attuale discarica di Agrigento este, prossima a diventare Favarese!
L’unica soluzione possibili oggi, per arginare la drammatica vicenda è l’intervento delle forze dell’ordine e dei sanitari dell’Asp.

Gli incivili si sono fatti rivedere, la scorsa notte, al viale della vittoria. Per l’ennesima volta hanno scatenato le loro sfrustrazioni sui vasi in ceramica. Hanno distrutto e divelto quanto adorna e abbelliva l’antica passeggiata.
Il primo cittadino di Agrigento, non ha mai nascosto la sua rabbia e delusione, ed oggi con un post sui social libera tutti i suoi sentimenti :

“Stanotte imbecilli in azione al Viale della Vittoria.  Hanno rotto e scaraventato sulla strada  in basso tre vasi di ceramica con fiori. Vasi donati e accuditi da agrigentini che amano il bello e la loro  citta’. Uno dei tre vasi rotti  recava il nome di uno straordinario giovane agrigentino deceduto a seguito di un incidente stradale. Quel vaso ci era stato donato dalla famiglia. Vigliacchi”.

Non è rimasto, nemmeno, insensibile Alfredo Prado (che per primo aveva decorato il viale della vittoria) sbottando anche lui sui social:

“Questi tre vasi decorativi, rotti stanotte al viale della Vittoria di Agrigento, per me potranno rimanere tale (con eventuali prossimi altri) a visibile documentazione del grave e pericoloso grado di inciviltà di certa gente che ci circonda e della incomprensibile mancanza di appropriati rimedi”.

Gli ennesimi atti di inciviltà, hanno fatto registrare una nuova criticità ad Agrigento: la mancanza di appartenenza al territorio e il dovere di essere custodi della propria casa.
Sono in corso gli accertamenti per individuare i responsabili del vile gesto.