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Annamaria Martorana ha incontrato da vicino il segretario provinciale della Cgil Alfonso Buscemi. Diversi i temi affrontati.

Segretario, siamo ad un anno esatto dall’inizio di una pandemia che sta intaccando tutti i settori della vita pubblica e privata dei cittadini ma che sta avendo un impatto devastante per l’economia di tutti i settori. Quali sono le criticità del territorio agrigentino?

”Guardi, certamente la crisi da covid è terribile con esercenti ed attività produttive chiuse ha sostanzialmente azzerato l’economia locale. Aggiungo, però, che noi paghiamo un costo no-covid che è il dramma degli ultimi 25/30 anni di un’arretratezza della nostra provincia. Noi abbiamo problemi, rispetto all’economia, che sono strutturali e non è un caso che poco più di un anno addietro, il 25 gennaio del 2020, prima del Covid, come Cartello sociale composto da Cgil, Cisl e Uil e la Chiesa, avevamo denunciato il gap infrastrutturale con una provincia che non aveva un kilometro di strade ed eravamo circondati da cantieri aperti da decenni. Un elemento che ha condannato e condanna la nostra provincia ad un’arretratezza sotto gli occhi di tutti e che ci vede spesso in fondo ad ogni classifica per qualità della vita, servizi ed infrastrutture”.

Insieme a questo gap infrastrutturale ci sono drammi legati anche al mondo dell’agricoltura che per anni ha assorbito e dato lavoro ad un intero comparto….

“Certo, questo succede perchè noi che abbiamo un’agricoltura di qualità, poi non siamo competitivi per arrivare nei luoghi dove i nostri prodotti devono trovare la loro destinazione finale e cioè della vendita al consumatore finale sia italiani che internazionali. Altra eccellenza che viene penalizzata dalla nostra arretratezza infrastrutturale, a cui il Covid ha dato il colpo di grazia, è la cultura, il nostro clima, le nostre bellezze naturali. Noi non abbiamo porti, aeroporti e strade, cosa che ci condanna a dovere ricorrere ai sussidi per sopravvivere”.

A proposito di infrastrutture, a che punto siamo in provincia con le opere incompiute e con i cantieri ancora da aprire?

“In primo luogo, voglio sottolineare che la sterzata che c’è stata dopo il 25 gennaio del 2020 con la grande manifestazione per il territorio, ha spinto il vice ministro alle infrastrutture Cancelleri a muoversi affinchè alcuni cantieri chiusi da anni o sospesi venissero riconsegnati alla collettività. Parlo del Ponte Petrusa e la Galleria Spinasanta, il rilancio della 640 con l’ultimazione di alcuni tratti. Inoltre sono stati assegnati i lavori per il ponte sotto Milena, laddove non c’era neanche un progetto e dove l’Anas aveva deciso di lasciarlo con un semaforo da oltre 6 anni e sul versante di Sciacca, si sono consegnati un paio di cantieri. Ma ovviamente c’è ancora tantissimo da fare”.

Parliamo di precariato. Con le recenti stabilizzazioni al Libero Consorzio di Agrigento (ex provincia), si è quasi messa la parola fine a questa oltre ventennale anomalia del mondo del lavoro. Cosa è rimasto da fare?

“Finalmente nella nostra provincia è rimasto molto poco, per fortuna da fare. Sostanzialmente sono rimasti da stabilizzare un paio di Comuni che stanno affrontando uno stato di dissesto economico e i precari dell’Ecua, il Consorzio Universitario (ex Cupa) dove una decina di lavoratori precari dove, anche qui per responsabilità della Regione Siciliana, non riescono ad essere stabilizzati. Devo dire che il neo presidente dell’Ecua Mangiacavallo, ci ha dato disponibilità massima, ci siamo incontrati diverse volte. Abbiamo appurato che ci sono bilanci consuntivi fermi al 2019 e stanno aspettando che la Regione si decida a nominare il Consiglio dei Revisori dei conti. Noi come Cgil Sicilia abbiamo sollecitato all’assessore Armao la nomina di competenza perchè senza di questo non si approvano i bilanci e senza i bilanci non si possono fare tutti gli atti propedeutici che porterebbero alla stabilizzazione di questi lavoratori”.

Lei prima parlava dei tesori della nostra terra. Il turismo è in agonia, quale può essere la ricetta per risollevarlo?

“Noi abbiamo una grande opportunità che sono le risorse del Recovery Fund e io mi auguro che ci sia davvero una personalità all’altezza della sfida perchè così come stiamo messi al momento non siamo preparati. Queste risorse vanno programmate, pianificate e spese con il contributo determinante della pubblica amministrazione che io affermo non essere, ad oggi, nelel condizioni di farlo al menglio perchè non ci sono le professionalità adatte”.

In che senso?

“Abbiamo avuto un blocco delle assunzioni per un ventennio circa e quindi non abbiamo più ingegneri o tecnici in genere compresi ragionieri all’interno delle autonomie locali oltre che della pubblica amministrazione più in generale. Non solo, noi abbiamo stimato come Cgil, che nel prossimo biennio nel sistema del lavoro pubblico andranno in pensione circa 600mila persone, quindi necessita programmare con urgenza, un’immissione in servizio di lavoratori, di giovani, di tecnici, che siano in grado di sviluppare quei progetti utili a fare uscire la nostra provincia dall’arretratezza in cui ci troviamo”.

Segretario, cosa chiede la gente che si rivolge al sindacato in questo ultimo anno con la pandemia che ha inciso sul lavoro e sul bilancio delle famiglie?

“Ma guardi, è triste ammettere che viene meno persino quella che un tempo era la domanda principale e cioè se c’erano posti di lavoro in giro e dove. Purtroppo, questo indica la rassegnazione che c’è in questo territorio perchè dimostra, qualora ce ne fosse bisogno, che le poche attività che avevano la capacità di dare posti di lavoro, oggi sono venuti meno”.

 Cosa sta facendo la Cgil in questo senso?

“Nei prossimi giorni, inaugureremo uno sportello dedicato a questi lavoratori atipici chiamato Nidil e abbiamo anche messo in campo lo sportello Sol, lo sportello Orienta Lavoro, un servizio in più che noi sentiamo di volere offrire alla nostra collettività perchè è chiaro che bisogna ripartire con l’occupazione e aiutare questi ragazzi a capire dove, come e quando presentarsi per offrire la propria disponibilità”.

 La Cgil agrigentina e lei in prima persona, vi siete spesi affinchè una delle pagine più buie della gestione della cosa pubblica legata alla sanità, trovasse soluzione. Mi riferisco alle commissioni per le invalidità civili, impantanate in pastoie tali da impedire spesso ai malati di ottenere i benefici di legge prima di morire.

“E’ la verità. Poco tempo addietro, abbiamo avuto un’intuizione formidabile grazie purtroppo, ai tanti cittadini che subivano i disservizi legati alle commissioni mediche per le invalidità civili. Ad Agrigento si è arrivati ad un ritardo che sfiorava i 2 anni. Si capisce bene che chi chiede di accertare un’invalidità civile sono malati gravissimi che spesso non riuscivano nemmeno a sopravvivere al riconoscimento dei benefici di legge, come ha giustamente detto lei, dalla legge 104 all’accompagnamento, dai presidi antidecubito, pannoloni e altro”.

Come siete intervenuti?

“Noi abbiamo fatto una proposta che ha trovato l’appoggio del commissario dell’Asp di Agrigento, Mario Zappia di non lasciare più che le commissioni fossero formate da medici volontari che si riunivano una volta al mese con le conseguenze che abbiamo visto. Abbiamo insediato da qualche settimana 5 commissioni con medici che fanno solo questo. Dunque tutti giorni una commissione si riunisce sia di mattina che di pomeriggio convocando una ventina di malati. Dal primo febbraio queste commissioni vanno a pieno regime con un grande riconoscimento a questi medici e al personale amministrativo di queste commissioni che hanno accettato di occuparsi in pianta stabile di questo servizio. Di questo un grazie va al dottore Mario Zappia e al dottore Ercole Marchica per avere ascoltato le nostre richieste e collaborato fortemente affinchè una situazione assurda trovasse soluzione”

 

La raccolta differenziata sta per diventare realtà anche a Canicattì e Camastra dove, nelle ultime settimane, sono state messe a punto e realizzate, una serie di iniziative che hanno lo scopo di sensibilizzare privati cittadini e commercianti, sull’importanza del porta a porta e del riciclo in genere. E proprio da Canicattì, partirà lunedì 4 marzo un’iniziativa che si inserisc enel più vasto progetto legato al “mese del riciclo di carta e cartone” che si svolgerà in tutta Italia e che in provincia di Agrigento, seguirà precise tappe. E’ stato infatti ultimato il programma che dal 4 al 27 marzo prossimi, coinvolgerà centinaia di famiglie, scuole, media, istituzioni, associazioni e aziende. Partirà proprio il 4 marzo, la seconda edizione del “Mese del riciclo di carta e cartone” organizzato dalla Comieco, il Consorzio nazionale per il recupero ed il riciclo degli imballaggi cellulosici insieme a Federazione Carta e Grafica, Assocarta, Assografici e Unirima e con il patrocinio di Anci e del Ministero dell’Ambiente. In provincia di Agrigento, sono previsti 4 specifici appuntamenti che si svolgeranno a Canicattì, Camastra, Aragona, Agrigento e Sciacca organizzate dalla ditte Sea, Iseda, Ecoin, Seap, Icos e Bono Slp. Un ricco programma di eventi organizzati per valorizzare il materiale e i ruolo dell’industria del riciclo a livello locale e nazionale. “Marzo 2019 – anticipano gli organizzatori – si trasformerà in un contenitore culturale capace di parlare di sostenibilità a più livelli, un mese che dà spazio a tutti, famiglie, scuole, media, istituzioni, associazioni, aziende, per far sapere a chi ancora non lo sapesse, e ricordare a tutti gli altri, che carta e cartone sono i migliori amici delle nostre città e sono preziosi, sempre.

E’ ripresa questa mattina la raccolta dei rifiuti a Porto Empedocle. La situazione si è sbloccata questa mattina quando le organizzazioni sindacali hanno riferito ai lavoratori le risultanze del vertice di ieri pomeriggio convocato dal prefetto di Agrigento Dario Caputo. Un vertice risolutivo di una vertenza complicata e particolarmente lunga che ha visto la partecipazione, oltre che del prefetto e dei suoi più stretti collaboratori, del deputato nazionale pentastellato Michele Sodano, componente della commisisone Bilancio della Camera dell’amministrazione comunale empedoclina con il sindaco Carmina, gli assessori Urso e Sicilia, il vicesindaco il Segretario generale Calogero Ferlisi, il responsabile del settore finanze Eugenio Bonfiglio, gli amministratori di Realmarina Giancarlo Alongi e Giuseppe Gaglio e i sindacalisti della Fit Cisl Umberto Nero, Mario Stagno e Giuseppe Moscato. Rispetto ai tentativi analoghi di risoluzione della vertenza, la novità di questa volta, è l’avvenuta adozione da parte del Ministero dell’Interno, del provvedimento con il quale, grazie all’inserimento nella legge di bilancio 2019 del cosiddetto “emendamento Porto Empedocle”, è stata stanziata la somma di 5 milioni di euro secondo le esigenze prospettate dall’amministrazione empedoclina. Il provvedimento, lo scorso 21 febbraio, è stato trasmesso dal ministero alla Corte dei Conti per il visto di competenza che per legge deve essere apposto entro 30 giorni. Dunque, preso atto che al più tardi entro il 31 marzo, il Comune avrà a disposizione risorse sufficienti, in prefettura sono state prese e sottoscritte alcune decisioni. In primis, il sindaco Carmina si è impegnata a convocare una riunione di giunta per domani 26 febbraio alle 9 per adottare una delibera che impegni l’amministrazione a corrispondere alle ditte della Realmarina, Iseda, Icos ed Ecoin, il pagamento di tutto il pregresso pari ad 1 milione e 540 mila euro. A Fronte di questo impegno dell’amministrazione comunale, l’amministratore delegato Giancarlo Alongi, ricevuta copia della delibera, si impegna a sua volta a rivolgersi ai propri istituti di credito di riferimento perché prendano in considerazione la possibilità di corrispondere liquidità sufficienti a garantire il pagamento immediato almeno della tredicesima agli operatori ecologici. In ogni caso, le organizzazioni sindacali. E stamattina, dopo l’incontro tra operai e sindacati la raccolta sta riprendendo. “Non possiamo che ringraziare  l’instancabile opera di mediazione de prefetto Dario Caputo e dei suoi collaboratori – ha commentato l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – che nonostante la giornata festiva ci ha convocato per trovare una soluzione. Ritengo opportuno ringraziare tutte le parti intervenute al Tavolo di domenica a partire dal deputato Michele Sodano che ha spiegato i passaggi tecnici e burocratici che ci aiuteranno a far tornare Porto Empedocle alla normalità così come si addice ad una località marinara e turistica. Un grazie all’amministrazione comunale tutta e all’opera di mediazione del sindacato Cisl a tutti i suoi livelli ma anche un grande ringraziamento va agli operatori ecologici che pur stremati da mesi e mesi senza stipendio, stanno tornando al lavoro per ridare decoro Porto Empedocle. Siamo fiduciosi che questo ultimo passaggio che ha portato alla sottoscrizione di un importante documento in Prefettura, ci faccia superare la fase critica e ponendoci  davanti un percorso virtuoso che la legge prevede e garantisce”.

Ripresa questa mattina la raccolta rifiuti a Porto Empedocle. C’è voluta tutta la capacità di mediazione del prefetto di Agrigento Dario Caputo per trovare la quadra di una vicenda che sembrava insanabile. Ieri sera infatti, in prefettura, si sono incontrate le aziende della Realmarina rappresentate dall’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi, l’amministrazione comunale con l’assessore Salvatore Urso che, per inciso ha spiegato di non avere subito alcuna aggressione fisica dagli operatori ecologici empedoclini al contrario da quanto riportato da alcuni organi di stampa, la Cisl di Agrigento con il segretario generale Maurizio Saia e con Umberto Nero. L’accordo che ha permesso di sbloccare la vicenda, consiste nel pagamento da parte del Comune alle aziende di 150mila euro, aziende che a loro volta con queste somme pagheranno ai lavoratori uno stipendio arretrato e la Tredicesima 2018. Questa mattina, ai lavoratori è stato comunicato il tutto in maniera ufficiale e sono tornati al lavoro per ripulire la città. Nei prossimi giorni, sempre in prefettura si terrà un ulteriore Tavolo tecnico che servirà per predisporre un piano di rientro da debiti che il comune ha nei confronti delle imprese Realmarina per servizi già resi alla luce delle somme che il sindaco Ida carmina ha più volte annunciato essere in dirittura di arrivo e che ammonterebbero a qualcosa come 5 milioni di euro. Somme che si auspica da ogni parte, vengano utilizzate dal Comune per pagare creditori, lavoratori e spese correnti e non finiscano direttamente nelle casse delle banche come accaduto in altre occasioni passate.

Da questo pomeriggio, in via Garibaldi, hanno ricominciato a circolare le autobotti. Lo spettro di una nuova crisi idrica è ormai una realtà per una città che, pur candidando a Capitale della cultura, ha ancora l’acqua razionata e dove i turni saltano senza aver euna spiegazione che regga. Nell’intero quartiere del Rabato, infatti, Girgenti Acque non eroga l’acqua ormai da mercoledì scorso. Il “turno”, di sabato è infatti saltato e la distribuzione che sarebbe dovuta avvenire oggi, in realtà non c’è stata. I residenti inferociti hanno chiamato l’ente gestore sentendosi rispondere che il turno previsto per stamattina è stato rinviato di qualche ora e che le saracinesce sarebbero state aperte alle 13. ma anche questa promessa è stata disattesa. Si è quindi appreso che se ne riparlerà, forse, domani mattina, martedì 11 dicembre. E intanto da questo pomeriggio, chi può permetterselo ha comprato l’acqua, come se non si pagasse già abbastanza, e soprattutto le strutture ricettive, B&B e ristoranti hanno dovuto mettere mano al portafoglio. Via Garibaldi, via Porta di Mare, via Oblati, discesa san Francesco di Paola, e tutte le altre traverse del centro storico sono rimaste senza una goccia d’acqua avendo esaurito le scorte dei contenitori non avendo, vista la struttura della gran parte delle abitazioni, cisterne sufficienti a far fronte alle frequenti interruzioni di distribuzione idrica.

Si conclude, venerdì 24 agosto, la rassegna cinematografica estiva promossa dall’Associazione Culturale John Belushi/ARCI che ha visto il Patrocinio del
Comune di Agrigento.
Un’arena dedicata al Cinema di Autore che ha coinvolto, prima, Fontanelle e Villaseta e approda adesso, per le ultime proiezioni, in Via Argento, nel cuore di Girgenti (tra il Monastero di Santo Spirito e la scalinata di
Madonna degli Angeli).
I films in programma sono “APERTI AL PUBBLICO” di Silvia Bellotti e “IBI” di Andrea Segre: due titoli di Registi italiani emergenti che affrontano, il primo, la tematica della burocrazia raccontandola con i toni divertenti del
teatro napoletano; il secondo, la vita dei migranti alla ricerca di dignità e speranza.
La durata complessiva delle due proiezioni è di circa due ore in uno dei luoghi tra i più suggestivi della Città antica.
Questa rassegna cinematografica “diffusa” ha avuto il merito di rendere itinerante, nelle periferie e nel centro storico della Città, il Cinema di Autore, realizzando un progetto condiviso dall’Amministrazione di Agrigento
e dall’Associazione John Belushi che, da trent’anni, promuove la cultura cinematografica nel territorio.
Appuntamento, dunque, presso la Via Argento, venerdì 24 agosto alle ore 20:30.Ingresso libero

Elevate oltre 30 sanzioni in 10 giorni

 

E’ una lotta senza quartiere quella che stanno continuando a combattere, l’amministrazione comunale di Porto Empedocle, il Comando dei Vigili Urbani e le imprese della Realmarina, contro il malcostume, ancora purtroppo molto diffuso, di gettare rifiuti fuori orario, lungo strade e marciapiedi pubblici, creando così discariche abusive sempre più difficili da ripulire.
Grazie al coordinamento del Comandante dei Vigili Calogero Putrone, solo negli ultimi 10 giorni, sono state sanzionate circa 30 persone, con altrettante contestazioni avvenute sul posto grazie agli appostamenti di personale in borghese che intercetta sul fatto gli incivili. Le multe comminate, che vanno ad aggiungersi a quelle delle scorse settimane, arrivano fino a 600 euro ciascuna. La maggior parte di queste multe, sono state elevate nei quartieri di Marinella, Villaggio Bellavista, Piano Lanterna, nel centro storico, a Ciuccafa e ai Grandi Lavori, nelle vie Bonocore, Berlinguer e Aldo Moro. Alcuni di questi episodi di abbandono indiscriminato di rifiuti, si sono verificati durante le ore notturne.
Un “faro” particolare, è stato puntato, in questo periodo, su quelle che sono le località balneari ricadenti nel territorio empedoclino o che sono interessate da un alto movimento turistico. Nella zona Lidi, non è stato riscontrato abbandono di rifiuti, ma grazie alla sinergia tra Vigili urbani e operatori ecologici della Realmarina, vengono attenzionate le eventuali difformità nel conferimento della differenziata da parte di privati o di esercizi commerciali.
“Stiamo continuando in questa opera di contrasto al malcostume dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti – spiega il comandante Putrone – cercando, con considerevoli sacrifici, di servire al meglio la città, auspicando che simili gesti di inciviltà che trasformano le strade in pattumiere, possano alla fine scomparire”.
Anche durante questi ultimi servizi, gli uomini del comandante Putrone sono stati strategicamente appostati e via via che gli “incivili” lasciavano il loro carico di rifiuti, li hanno fermati, identificati, gli hanno contestato l’infrazione e poi multati. Dopo il verbale, hanno anche costretto queste persone a ricaricare le auto dei loro stessi rifiuti.
“Il giro di vite messo a punto da Comune e Realmarina – spiega Giancarlo Alongi, amministratore delegato dell’azienda Iseda – si prefigge lo scopo di individuare e sanzionare chi, in barba alle precise disposizioni di legge, continua a lasciare i rifiuti di ogni tipo ai bordi di strade e marciapiedi, in periferia come nel centro cittadino impedendo dunque alla raccolta differenziata di crescere in termini percentuali. Vigili ed operatori ecologici continueranno inoltre a cercare di individuare, attraverso il contenuto dei sacchetti, elementi che possano ricondurre all’identità del trasgressore e di conseguenza a multarlo. A Porto Empedocle, è stato accertato che ci sono zone più interessate di altre da questo triste fenomeno di inciviltà che per quanto minimo, riesce a sporcare la città fornendo un’immagine falsata di quella che è la partecipazione degli empedoclini alla raccolta differenziata”.

 

Trecento vittime, o forse di più. Vittime agrigentine mai veramente commemorate, morte sotto la pioggia di fuoco dei bombardieri americani, “titolari” della guerra di liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Queste vittime innocenti, saranno commemorate giovedì prossimo, 12 luglio, alle 11, in occasione dell’anniversario del bombardamento aereo che nello stesso giorno del 1943, distrusse il rifugio di via Pirandello ad Agrigento, a pochi metri dalla chiesa dell’Immacolata.
L’Altrarte -studio Melappioni e il circolo culturale John Belushi di Agrigento, hanno infatti deciso di realizzare una lapide che ricordi il bombardamento americano di quel giorno facendo strage di coloro che vi avevano cercato scampo e salvezza. Un progetto che avevano in mente da anni e che solo adesso è riuscito a superare la pastoie e le lungaggini di un’incomprensibile quanto inutile burocrazia.
“Una strage, quella di Agrigento, che non va dimenticata – spiegano gli organizzatori – perchè le atrocità della guerra siano da monito per le future generazioni. Per questo, invitiamo la collettività a partecipare all’allocazione della lapide che avverrà giovedì 12 luglio alle 11 proprio in via Pirandello. Speriamo che vengano in tanti”.
Il bombardamento di Agrigento e in particolare quello del rifugio di via Pirandello, vicino alla chiesa dell’Immacolata, iniziò intorno alle 8.45 con una città ancora addormentata e reduce dai festeggiamenti di San Calogero. In quella circostanza, una formazione di bombardieri statunitensi si posizionò a croce sopra il centro abitato, scaricando su di esso una pioggia di bombe che causarono centinaia di vittime. Vittime mai ricordate come sarebbe invece doveroso.

Raccolta differenziata ad Agrigento

E’ stato ulteriormente intensificato il lavoro di bonifica straordinaria delle isole ecologiche cittadine che sono state trasformate in discariche abusive. Gli operatori ecologici dell’Iseda, avvalendosi del necessario ausilio di mezzi speciali, sono entrati in azione in piazza Ugo La Malfa, dove era stata ubicata una delle isole ecologiche cittadine, chiusa ormai da qualche settimana per via della mancanza di servizi igienici. Proprio la sistemazione dell’isola ecologica di piazza Ugo la Malfa inizierà domani, sabato 23 giugno accelerando così, i tempi per la riapertura e la conseguente fruizione da parte dei cittadini utenti.

Nelle settimane in cui l’impianto è stato chiuso, gli incivili l’hanno utilizzata per scaricare ogni tipo di spazzatura, compresi, mobili, elettrodomestici, materiale di risulta e organico creando una vera e propria discarica a cielo aperto.
I lavoratori delle imprese sono impegnati quotidianamente in lavori straordinari per la bonifica del territorio mentre continuano ad essere effettuati ulteriori servizi aggiuntivi con l’utilizzo di 2 autocarri per quattro ore al giorno con 4 operatori per eliminare le mini discariche 

 

#AGRIGENTO SPROFONDA 2020


NETTURBINI E CITTADINI ESASPERATI E L’OPPOSIZIONE CONSILIARE FINALMENTE SI ACCORGE CHE QUALCOSA NON VA

Il tappo è saltato. Il re è nudo. Agrigento passa da candidata a capitale della cultura2020, a regno incontrastato del degrado urbano e dell’incapacità amministrativa. Perchè bisogna essere dei veri geni per distruggere l’immagine di una città che potrebbe vivere benissimo di solo turismo e per giunta tutto l’anno. Agrigento, ormai da qualche mese è diventata, per turisti e residenti, la cartolina di una gestione politico amministrativa buona solo ad organizzare eventi propagandistici pseudo culturali, a mettere vasi e telescopi e a chiedere ai cittadini di fare loro attraverso un fantomatico quanto ipocrita protagonismo civico, i servizi per cui pagano le tasse al Comune. Il tutto, indignandosi quando qualcuno si permette di sollecitare una riduzione dei loro lauti stipendi, indennità e prebende.
Ieri sera si è capito che la situazione è al collasso. Ma andiamo con ordine.
Vertenza rifiuti.
Il primo documento ufficiale, che anticipa giorni di inferno per i cittadini è arrivato ieri dalle segreterie provinciali di Cgil Fp, Fit Cisl e Uil Trasporti che hanno proclamato due ore di assemblee per domani e dopodomani e uno sciopero per il 21 giugno prossimo. Due giovedì in cui salterà la raccolta del secco residuo o indifferenziato, il rifiuto che crea maggiori disagi in caso di mancato ritiro. I sindacati, hanno ricordato che i lavoratori, quelli rimasti dopo la sforbiciata voluta a gran voce dall’amministrazione Firetto e in particolar modo dall’ex assessore alla spazzatura Domenico Fontana, hanno oggi anche 60 giorni di ferie arretrate e che ogni giorno effettuano turni straordinari non pagati sempre perchè sono TROPPO POCHI, checchè ne dicano certi eccelse menti. Finalmente ci si comincia a chiedere quanto geni bisogna essere per aver fatto licenziare decine di operai poco prima che partisse un servizio come la differenziata che di lavoratori ne necessita di più. Il tutto, lo ribadiamo, in virtù di un risparmio in bolletta che non ci sarà. Dunque, forza lavoro persa, città distrutta e bollette più care. Complimenti vivissimi.
Consiglio comunale.
I consiglieri comunali di opposizione, finalmente si sono svegliati. Alcuni di colpo, alcuni piano piano. In una nota congiunta la minoranza consiliare, sempre ieri accusa testualmente il sindaco Calogero Firetto di aver trasformato Agrigento in una “stella cadente”. “A distanza di tre anni – si legge nel documento – emerge un quadro di un’amministrazione alla deriva, ci riferiamo alla vicenda Piano regolatore generale, Pudm, rifiuti, tessuto viario, pratiche di sanatoria, rete fognaria e molto altro. Alcuni consiglieri – continuano – addirittura scappano dall’aula, facendo cadere la seduta sol perché, altri consiglieri, viste le criticità finanziarie dell’ente, così come rilevato dalla Corte dei Conti si sono ‘permessi’ di proporre all’ordine del giorno per l’ennesima volta la mozione per ridurre le indennità dell’amministrazione Firetto e del presidente del consiglio comunale Catalano. I tempi ormai sono più che maturi, il gradimento di questa amministrazione a nostro avviso e per la stragrande maggioranza degli agrigentini è arrivato al capolinea. La città è diventata un Hospice politico – amministrativo, l’amministrazione Firetto non ha più i numeri in consiglio comunale per governare questa città, altro che farla rinascere e cambiare”.
Sindacati.
Stamattina arriva la nota del segretario generale della Uil agrigentina che annuncia che giovedì 21 scenderà in piazza con gli operatori ecologici che protestano per i loro diritti.
“Abbiamo tante volte sollecitato l’amministrazione Firetto – scrive Gero Acquisto – in ogni modo e in ogni luogo, noi non ci arrendiamo ma dobbiamo constatare che si va di male in peggio, non pensavamo che l’indice qualitativo e quantitativo della città scendesse a questi livelli di degrado, sinceramente abbiamo sperato che ci potesse essere una nuova ripartenza. Niente di tutto ciò, un’amministrazione che ha rotto il feeling con i cittadini, questo come al solito non lo scriviamo per motivi o fini politici, come maldestramente qualcuno vuol far passare a Palazzo dei Giganti, ma il vaso è colmo: di inefficienze, di mancanza di servizi minimi, di sicurezza, di ordinarietà, concetti banali e semplici che in questo momento tutti i cittadini vorrebbero avere come dei diritti sacrosanti per poter vivere in una città non fantasmagorica ma quanto meno normale”.
In tutto questo marasma, l’unica cosa che Firetto sta facendo è di sostituire l’assessore al centro storico. Ma che cavolo c’entra? Ma chi se ne frega! Mah!!!!