Il 5 febbraio del 2019 i Carabinieri hanno arrestato Antonio Massimino, 51 anni, di Agrigento, e suo nipote Gerlando Massimino, 26 anni. I militari sono irrotti nella villa di Antonio Massimino, nelle campagne del Villaggio Mosè, e, nel corso di una minuziosa perquisizione domiciliare, hanno scoperto e sequestrato una pistola semiautomatica calibro 7,65, con matricola abrasa, caricatore completo di 6 cartucce inserito e pronta all’uso. E poi circa 200 cartucce di vario calibro, e 2 penne pistola calibro 6,35, dello stesso genere delle penne pistola di James Bond nei film sullo 007. E poi un rilevatore di frequenze. Il tutto è stato rinvenuto in un sacco nero, coperto da un cumulo di foglie secche, abbandonato nei pressi dell’abitazione. Il 23 gennaio del 2020 è stata emessa la sentenza di primo grado a carico dei due Massimino, imputati di detenzione illegale di armi da fuoco clandestine e ricettazione. Il Tribunale di Agrigento ha condannato Antonio Massimino a 7 anni e 4 mesi di reclusione, e Gerlando Massimino a 4 anni e 5 mesi. Adesso invece la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna a 7 anni e 4 mesi a carico di Antonio Messina, non riconoscendo però il reato di ricettazione, ed ha assolto, “perché non ha commesso il fatto”, Gerlando Massimino. I due Massimino sono difesi dall’avvocato Salvatore Pennica.
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