Certamente non giova a nessuno la polemica che in questo momento sta scaldando Favara e i favaresi nata da due personaggi che un tempo, politicamente, erano fortemente innamorati come, manzoniana memoria, ricorda l’amore tra Renzo e Lucia.
E dire che i due, nonostante tutto, hanno ancora oggi per tetto un cielo di “stelle”.
Sul piatto della bilancia un atto ispettivo richiesto al sindaco dall’on. Giovanni Di Caro su come avviene, sostanzialmente, la distribuzione dei buoni pasto; dall’altro lato la risposta del primo cittadino, Anna Alba, attraverso un video al vetriolo contro il deputato regionale che “si è pemesso” di chiedere quelle carte.
Non è nostro compito entrare nel merito della questione; ma vedere in quel video Anna Alba incazzata come una iena suscita alcune riflessioni che, ritengo, non si stia ponendo soltanto il sottoscritto. Una cosa è certa: non è un bel vedere.
Non ci meraviglia nulla. Si spezzano i matrimoni, quelli veri, figurarsi sgranare gli occhi per una rottura politica a cui, la stessa, ci ha ormai abituati a vedere scene davvero raccapriccianti.
L’alleanza tra Anna e Giovanni è durata poco. Dopo il divorzio è calata una sorta di pax, silenziosamente assordante e della serie… mutu tu e mutu iu.
Il violento attacco della sindaca, indignata dal comportamento del compagno di partito, non è passato inosservato. Quella indignazione partorisce nell’opinione pubblica una serie di riflessioni che dovrebbero avere il compito di destabilizzare il meno possibile un popolo che oggi si ritrova senza un vero e proprio punto di riferimento politico.
Premesso che chi scrive si è indignato di più a vedere la settimana scorsa certe foto promopubblicitarie che nulla hanno a che vedere in un momento di così grande bisogno, rispetto ad una richiesta di atti comunali.
Andiamo al dunque. Alcune dichiarazioni di Anna Alba nel video di ieri lasciano dentro un senso di amarezza, soprattutto agli addetti ai lavori, i quali oggi più che mai avrebbero bisogno, al contrario, di molte certezze.
Come si fa a dichiarare le seguenti frasi: “Di Caro? Uno sconosciuto! Di Caro, non ha mai mosso un dito per la sua comunità! Di Caro, cosa ha fatto per Favara! Ed infine, Di Caro che ha fatto arrivare soldi a Porto Empedocle e non nella sua città”.
Anna, capisco “ca u ventu in chiesa ci voli, ma astutari i cannili no…”.
Disconoscere Di Caro e definirlo uno sconosciuto ci è sembrato eccessivo. Comprendiamo che a volte la memoria possa fare brutti scherzi, ma è altrettanto vero che ogni tanto occorre rinfrescarla.
Di Caro è uno dei principali fondatori del movimento 5stelle a Favara; Di Caro è colui il quale ha deciso, non senza difficoltà, prima a proporre Anna come candidata a sindaco e successivamente a farla eleggere.
Anna, se ti ritrovi seduta sullo scranno più alto di Palazzo di Città, grandissimo merito è di quell’onorevole che oggi sostieni essere un illustre sconosciuto! Al contrario, semmai, dovresti riconoscere a lui per tutta la vita ciò che ha fatto per te.
Perché sbottare proprio adesso, in un momento così difficile? Perché hai preso una telecamera, sfruttandola a tuo piacimento come ha fatto recentemente il Premier Conte, per attaccare coloro i quali oggi ritieni essere i tuoi avversari politici?
Anna, non dovevi aspettare lo “sfruculiamento” dall’on. Di Caro a seguito della richiesta di quell’atto ispettivo; perché hai atteso tanto? Perché non ti sei indignata prima, molto tempo prima, quando hai notato l’assenza di Di Caro all’interno della comunità favarese? Scatenare adesso questo misero teatrino a chi giova?
C’è una fetta di popolazione favarese che in questo momento ha bisogno di ascoltare meno cazzate e ricevere più sostegno. Non facciamo polemiche tipiche da bar che miseramente lasciano il tempo che trovano. E’ la tempistica che in questo momento non rende tanto onore (politico) alla prima cittadina.
Semmai, e concludo, se proprio devi interpellare i probiviri, ritengo opportuno che a loro facessi piena luce su come sia potuto accadere che matrimonio così solido tra te e l’onorevole, possa avere avuto un epilogo così mesto, quasi a destabilizzare la comunità favarese che tanto ha creduto in voi, eleggendo prima te sindaco e poi deputato regionale “lo sconosciuto”.
Anna, ricorda; nel mezzo, fra te e l’onorevole, c’è un qualcosa di straordinario, meraviglioso, di intoccabile: il popolo favarese…

