Per school bossing si intende una forma di mobbing che avviene in ambiente scolastico. Le vittime possono essere insegnanti, segretari o bidelli. In particolare, il mobbing a scuola può essere: verticale: quando la persecuzione proviene direttamente dal datore di lavoro oppure dal superiore gerarchico (pensa, ad esempio, al dirigente o DSGA che controlla ossessivamente il personale ATA, orizzontale: quando sorge per iniziative dei colleghi di lavoro della vittima (ad esempio, collaboratori che si coalizzano contro un loro collega). Tra gli atteggiamenti più frequenti troviamo attacchi alla reputazione del personale; controlli ossessivi; diniego ingiustificato di permessi; sanzioni disciplinari ingiustificate; incarichi eccessivamente impegnativi; molestie sessuali. Da alcune indagini è emerso che il mobbing viene messo in atto utilizzando diverse strategie: si nega alla vittima la possibilità di esprimere il proprio punto di vista, fino ad arrivare alla negazione del diritto di manifestazione del pensiero; – si tende a isolare la vittima; – si cerca di calunniarla; si arriva a minare la salute e l’equilibrio psicofisico della vittima. SGS è intervenuta più volte in situazioni che hanno rasentato le denunce per mobbing. Per questo abbiamo pensato ad uno sportello “schoolbossing” al quale il dipendente può rivolgersi telefonicamente o inviando una mail che comunicheremo ai nostri iscritti conclude Aldo Mucci del direttivo regionale.
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