“L’educazione sessuale non è un lusso o un “extra” scolastico: è un pilastro della salute pubblica”.
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, ha presentato il DDL “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico” Il provvedimento – dichiara Mucci – mira a rafforzare l’alleanza tra scuola e famiglia, introducendo l’obbligo di acquisire il consenso informato preventivo (in forma scritta) dei genitori o degli studenti maggiorenni per la partecipazione a attività scolastiche, curricolari o extracurricolari, che trattino temi attinenti alla sessualità, affettività o etica. https://mim.gov.it/web/guest/-/l-educazione-sessuale-in-aula-e-il-consenso-informato-l-intervento . Il DDL è stato esaminato dalla Commissione Cultura della Camera con audizioni di associazioni (es. Non si Tocca la Famiglia, AGE, Pro Vita, ma anche ActionAid, Gender Lens e Telefono Rosa). In ottobre, emendamenti della maggioranza (Lega) hanno inizialmente esteso il divieto anche alle medie, ma un correttivo ha poi equiparato le medie alle superiori, limitando il divieto solo a infanzia e primaria.
Il DDL è stato contestato aspramente fin dalla presentazione, definendolo “oscurantista”, “regressivo” ,un “attacco all’autonomia scolastica e alla prevenzione della violenza di genere” un pericolo per l’educazione inclusiva. “L’educazione sessuale non è un lusso, ma un diritto alla salute (art. 32 Costituzione). Paesi che la trascurano pagano con gravidanze precoci, MST, violenza di genere – dichiara Mucci. L’Italia ha le competenze (consultori, pediatri, psicologi). L’educazione sessuale è essenziale per la Prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (MST), Riduzione delle gravidanze indesiderate, Promozione del consenso e del rispetto, Salute mentale e identità. Privarla ai giovani lascia un vuoto che può essere riempito da pornografia, machismo o disinformazione” – conclude Aldo Mucci.
