Ancora un femminicidio, ancora una fiaccolata – scrive Mucci dirigente SGS scuola – L’ennesimo dibattito sull’educazione affettiva nelle scuole e sulla violenza di genere tra i giovani. I soliti talk-show,dove “attori di parola” tra la pubblicità dell’acqua minerale che non ti fa invecchiare e quella dello yogurt che ti mantiene in linea, commentano l’ennesimo femminicidio che ha scosso l’Italia. In quelle poltrone non si sente la voce di un insegnante, il parere di una mamma, il pensiero di una ragazza, di un ragazzo. Alla fine dei talk-show rimangono, come si dice dalle mie parti, “chiacchiere e tabacchiere di legno”. Rimane per qualche giorno lo sgomento dell’opinione pubblica, i titoloni sui media, poi tutto torna come prima, lasciandosi alle spalle quel profondo baratro del quale nessuno si accorge o preferisce egoisticamente non accorgersi.
In una società che corre irrefrenabilmente verso non si sa cosa, è facile indicare la scuola come unica “salvatrice” di questa “sbandata” sociale, dimenticando che l’istituzione scuola da sola non salverà nessuno. Sono assolutamente d’accordo – dichiara Mucci – con quanto affermato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, “La violenza contro le donne va contrastata con un’azione corale dell’intera società”. La scuola sta facendo la sua parte con progetti importanti, coinvolgendo le famiglie, anche se la percentuale che accetta progetti ed interventi mirati è veramente minima. I provvedimenti per fermare questo male assoluto sono tanti, ma non basta qualche articolo in più sul Codice Penale, per dire abbiamo risolto, il nostro Paese deve impegnarsi per imporsi una svolta culturale e sociale. Un’azione che deve vedere l’impegno di tutti conclude Mucci.
