Mentre ad Agrigento si lavora senza sosta ai preparativi per il Gay Pride del prossimo 29 agosto, c’è una città che continua a fare i conti con problemi molto più concreti. La foto scattata in via San Girolamo parla da sola: montagne di rifiuti, degrado e un’immagine indecorosa che ormai sembra essere diventata la normalità.
Del resto, le priorità sono priorità. Se i sacchetti della spazzatura attendono da giorni di essere rimossi, poco importa. L’importante è che l’organizzazione della sfilata proceda spedita. La città può anche trasformarsi in una discarica a cielo aperto, ma guai a rallentare gli eventi che fanno tendenza.

I cittadini, però, forse si aspettavano altro. Magari una maggiore attenzione alla pulizia delle strade, al decoro urbano, ai servizi essenziali. La sporcizia che può creare problemi sanitari. Invece il messaggio che arriva è chiaro: prima il Gay Pride, poi – se resta tempo – la raccolta dei rifiuti, gli ospedali e tutto il resto.
Via San Girolamo non è un’installazione artistica né una provocazione contemporanea. È semplicemente il biglietto da visita di una città che rischia di essere soffocata dall’immondizia mentre chi la governa sembra guardare altrove.
Forse, prima di colorare le strade con bandiere e manifestazioni, sarebbe opportuno restituire ai cittadini una città pulita. Perché il vero orgoglio civico non nasce dalle sfilate, ma dal rispetto quotidiano per chi ad Agrigento ci vive tutto l’anno.
