Ci sono persone che, senza clamore, diventano un punto fermo. Volti familiari che attraversano i corridoi di un palazzo per decenni, lasciando un segno che va oltre il ruolo ricoperto. Carmelo Catalano era una di queste persone. E oggi il tribunale di Agrigento, insieme alla sua comunità, si sente più vuoto.
Per anni è stato molto più di un dipendente del palazzo di giustizia: era una presenza rassicurante, un riferimento silenzioso, un uomo delle istituzioni nel senso più autentico e nobile del termine. Conosceva persone, storie, generazioni di avvocati e magistrati. E tutti conoscevano lui. Non solo per la competenza e la dedizione al lavoro, ma per il garbo, il rispetto, l’umanità che metteva in ogni gesto. In pensione da poco più di un anno.
Carmelo Catalano era un uomo perbene. Di quelli che non alzano la voce, ma sanno farsi ascoltare. Che difendono i diritti senza mai perdere l’equilibrio. Anche come rappresentante sindacale ha incarnato un’idea alta del servizio: dialogo, fermezza, correttezza. Sempre dalla parte delle persone, mai sopra le persone.
Il tribunale di Agrigento era la sua seconda casa. Tra quelle mura ha trascorso gran parte della sua vita, costruendo relazioni sincere e durature. Era un’icona discreta, un simbolo di continuità e affidabilità in un luogo dove le storie umane si intrecciano ogni giorno con la legge.
Ma Carmelo non è stato solo un uomo delle istituzioni. È stato un cittadino appassionato, impegnato nella vita pubblica, convinto che la politica fosse servizio e responsabilità. Ha dato tanto alla sua comunità, senza mai chiedere nulla in cambio, mosso soltanto da un profondo senso civico.
Negli ultimi mesi ha affrontato la malattia con la stessa dignità con cui aveva affrontato ogni sfida della vita. Senza clamore, senza lamenti, con quella forza silenziosa che lo ha sempre contraddistinto.
Oggi Agrigento e Santa Elisabetta piangono non solo un ex vice sindaco o uno storico dipendente del tribunale. Piangono un uomo giusto. Un volto che non si vedrà più nei corridoi del palazzo di giustizia. Una stretta di mano che mancherà. Una parola buona che non arriverà più.
Resta il ricordo, forte e nitido, di una vita spesa al servizio degli altri. E resta l’esempio, il più prezioso dei lasciti: quello di una persona perbene che ha onorato ogni giorno il proprio lavoro e la propria comunità.
Alla famiglia il cordoglio di sicilia24h.it.
