fonte: Siciliaonpress
Sull’annuncio dell’aumento del costo dell’acqua e generale alzata di scudi e di indignazione.
A tal proposito la Consulta ha invitato una nota di protesta al Prefetto di Agrigento dott. Salvatore Caccamo, al Presidente di ATI dott. Giovanni Cirillo, al Vice Presidente dell’assemblea dei Soci dott. Salvatore Di Bennardo e al Consiglio di amministrazione di AICA.
La stessa nota è stata inviata all’Assessore all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità della Regione Sicilia.
La Consulta definisce illegittimo e non risolutivo l’aumento e chiede l’intervento del Prefetto.
“Mentre si vaneggia di “scelte dolorose” – scrive la Consulta nel suo documento- la realtà è che si continua a far pagare ai cittadini i disastri di anni di inadempienze politiche nella gestione del Servizio Idrico.”
“Aumentare le bollette del 5,40% non è una scelta di responsabilità, è l’ennesimo schiaffo a chi da mesi riceve acqua a singhiozzo, anche in pieno inverno.”
“Aumentare le bollette del 5,40 % (circa 2,6 milioni di euro in più) non salva l’acqua pubblica perchè non affronta nessuno dei nodi strutturali che mettono in crisi il SII.”
Fanno la scelta più semplice quella di fare pagare sempre di più all’utente.
“Si persevera dunque – continua la Consulta – nel non affrontare nessuno dei nodi strutturali che la Consulta elenca da anni, oggetto di una comunicazione di pochi giorni fa a codesta Prefettura, ad Arera e alla Corte dei Conti.”
“Alcuni dei Comuni che hanno deliberato questo aumento devono ad AICA cifre milionarie per acqua prelevata e non pagata, e’ attestato anche dai decreti ingiuntivi, e le loro illegittime condotte le ribaltano sulle tasche dei Cittadini.”
“Altri Comuni che hanno preso parte a questa iniziativa non fanno neanche parte di AICA, poiché in gestione autonoma senza il controllo dei requisiti di legge, con il paradosso di deliberare aumenti tariffari che valgono per altri e non per loro stessi.”
“Come CONSULTA abbiamo anticipato a Codesta Prefettura come fosse illegittima ogni ipotesi di aumento tariffario, specie se in presenza di macroscopiche inadempienze, mai risolte da Ati e da AICA. Noi lo affermiamo da sempre: l’unica via giusta è applicare tariffe eque per tutti i Comuni dell’Ambito, basate sui reali consumi, sciogliere il nodo della gestione unica e della perimetrazione dell’Ambito, sciogliere il nodo dei consorzi illegittimi, sciogliere il nodo dell’approvvigionamento idrico da Siciliacque. Tutti fattori che determinano un danno erariale milionario a carico di AICA e dei suoi utenti, danno erariale che non potrà mai essere compensato da nessun aumento tariffario.”
Il pseudo coraggio dei sindaci
“Adesso si fa passare per atto di coraggio ciò che è solo l’ennesimo compromesso al ribasso, che continua a far pagare di più sempre gli stessi, senza risolvere i veri problemi. Di questo passo tra pochi mesi rivivremo lo stesso pessimo film perchè l’Azienda non verrà risanata e si vorrà compensare le ulteriori inefficienze con ulteriori insopportabili aumenti.”
“Alla luce della estrema gravità della situazione si chiede a codesta Prefettura e alla cabina di regia che essa ospita, di attivarsi con interventi risolutivi e urgenti in favore di un reale riordino del Servizio Idrico del nostro Ambito. L’acqua è un bene comune e i cittadini non sanno che farsene di conferenze stampa, meritano risposte serie, concrete e urgenti.” Conclude per la Consulta di AICA il Presidente Alvise Gangarossa.
