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A Cumiana il Jazzit Fest, un valore vero alla cultura…che vince

Cumiana (TO) – Un evento che ha la straordinarietà di non essere solo un Festival Jazz, ma una opportunità per il territorio e la sua cultura che si apre al mondo

I cittadini di Cumiana hanno avuto un vero e proprio privilegio, ossia quello di “contribuire” personalmente alla realizzazione di un evento che pone i luoghi e chi li vive al centro di un contesto dove la musica unisce più che mai. I cittadini hanno investito nel progetto, hanno messo a disposizione i propri spazi per ospitare gli ospiti giunti da tutto il mondo.

E così musicisti, promoter, giornalisti, fotografi, intellettuali, direttori artistici, blogger e tutti gli addetti ai lavori, provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento a Cumiana, per dare al mondo della cultura un nuovo stimolo ed una nuova chance di futuro per le nuove generazioni.

ll Jazzit fest, ideato e diretto da Luciano Vanni ormai per il quarto anno consecutivo,  non è un semplice festival che parla la lingua del jazz, ma un vero e proprio scambio tra chi sceglie quei luoghi per condividere una “residenza creativa”, che per tre giorni diventa l’opportunità di mettere a disposizione degli altri le proprie competenze, perché – proprio come spiega Luciano Vanni – la musica ed il jazz in particolare, non rappresentano solo un aspetto artistico ma anche “e soprattutto” sociale.

E così l’intera comunità di Cumiana, che conta circa 8 mila persone, si è preparata un anno intero per ospitare l’evento e i suoi protagonisti, mettendo a disposizione tutto quello che avevano: la propria casa, la propria macchina, ma anche “donazioni”, il proprio tempo e tanta tanta passione, quella con la quale si nasce e senza non si può vivere.

L’importanza fondamentale dell’ospitalità, dell’accoglienza e della condivisione sono diventati in questi tre giorni 24/25/26 giugno, il segno tangibile della civiltà, del turismo culturale che si serve di guide turistiche locale, mentre il paese si apre a workshop, showcase, masterclass, laboratori di musica per bambini e cinema per i più piccoli.

Una vera “festa”. In quel nome, così significativo, “Jazzitfest” c’è proprio tutto, compresa la gioia di fare, di apprendere, di scambiare sinergie e competenze, di condividere spazi, momenti, emozioni.

La cosa straordinaria è che questa iniziativa non prevede né contributi pubblici, né ingressi a pagamento che possano sostenere le spese, ma viene realizzata con il sostegno di chi crede ed investe in questa opportunità culturale, attraverso delle donazioni raccolte per mezzo della “Banca di Sviluppo Culturale”. Il 40% delle donazioni, sarà utilizzato per la fondazione di una Casa Civica della Musica.

Il Jazzit Fest, è patrocinato da Comitato Giovani Unesco ed anche da Legambiente.

Luciano Vanni - Foto di Paola Giordano

Grandi sforzi, ma anche grande capacità ed energia quella profusa da Luciano Vanni, esperto editore, conoscitore non solo del jazz ma anche delle dinamiche che portano il contributo sociale di tutti, al centro di eventi che elevano concretamente le opportunità sociali nelle quali a vincere è la cultura.

Partiva dai borghi medievali dell’Umbria, nel 2013, e precisamente da Collescipoli, il Jazzit Festival, voluto e realizzato da Vanni, ed essendo itinerante, quest’anno è approdato a Cumiana, dove 160 artisti, hanno dato vita ad una maratona nella quale vince la musica, vince la cultura, una cultura che sfugge ad ogni classificazione, ma che mostra la sua grande creatività, facendo comunità, intrecciando le storie dei borghi e dei propri cittadini, che si sposano benissimo con la storia del jazz.

I nomi di chi da tutta Italia e dal resto del mondo come gli Stati Uniti sono giunti a Cumiana sono famosi ma non solo; sono il simbolo della capacità di creare intorno a se passione, musica e condivisione. Da Dave Schroeder in quartetto, a Mario Nappi in trio. E poi ancora da Giuseppe Bassi in duo con Eugenio Macchia, ad Antonio Figura in piano solo. Ma tante altre le iniziative e non solo performance, quelle che hanno dato “respiro” a Cumiana, in tre giorni tutti da godere.

Un plauso a Luciano Vanni che l’ha ideato, voluto e realizzato, il suo Jazzit Fest, che poi è divenuto di tutti, è divenuto un appuntamento al quale ci si prepara per un anno intero, perché ognuno ci mette del proprio ed il senso… “è tutto lì”.

Simona Stammelluti

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