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La capolista Akragas inizia l’anno col botto: 0 – 3 alla Leonfortese con le reti di Barrera, El Yakoubi e Garufo su rigore. Grande prova di forza dell’Akragas che sbanca lo stadio di Leonforte con un rotondo 3 – 0. La capolista del girone A del campionato di Eccellenza non sbaglia un colpo e batte nettamente la Leonfortese.

Le tre marcature sono state siglate nel primo tempo, che i padroni di casa hanno chiuso in 10 uomini per l’espulsione di Puleo. La squadra di mister Terranova ha approcciato benissimo la partita e l’ha dominata fin dal calcio d’inizio, mostrando un ottimo palleggio e uno straordinario stato di forma fisica. Nel secondo tempo, i biancazzurri hanno controllato il match senza correre mai seri pericoli. Unica nota stonata, di una domenica perfetta, l’espulsione per doppia ammonizione comminata al terzino Davide Lo Cascio che sarà costretto a saltare la sfida di domenica prossima contro il Mazara allo stadio Esseneto di Agrigento.

La Fortitudo Agrigento vince e convince, batte in modo determinante la NPC Rieti 93-68 e porta a casa due punti importanti. Era un match dalla chiave di lettura complessa in quanto la squadra di coach Cagnardi veniva dalla trasferta insidiosa persa a Cremona pochi giorni fa mentre la squadra di coach Ceccarelli si è arresa a Cantù solamente nei tempi supplementari. Agrigento, però, mette subito in chiaro le cose e con uno sforzo fisico non indifferente domina il match sin dal primo quarto con un approccio devastante e le triple di Alessandro Grande in stato di grazia che portano ad un parziale di +18 nel primo quarto. Basterebbe questo dato per definire chiusa la partita ma lo sforzo fisico viene pagato nel secondo e Rieti non si lascia sfuggire l’occasione di riaprirla portando il divario ad un clamoroso -5. Ottima la prestazione dell’ex Ruben Zugno con 20 punti finali, meno quella di Paolo Rotondo con solamente 2 punti, entrambi applauditi dal Palamoncada prima della partita. Nonostante diverse scelte arbitrali discutibili il secondo tempo è tutto a favore della Fortitudo Agrigento con un 22-18 come parziale del terzo e 24-13 in chiusura. È tornato in grande spolvero anche Lorenzo Ambrosin con 19 punti e 4 triple ma il top scorer del match è ancora una volta Alessandro Grande con 22 punti e ben 6 triple conditi da 2 rimbalzi e 3 assist. Ennesima prestazione maiuscola di Albano Chiarastella che chiude la partita con 6 punti, 8 rimbalzi e 9 assist. In doppia cifra anche Marfo con 13 punti e 6 rimbalzi, sempre più determinante nel gioco della Fortitudo. Domenica prossima si gioca nuovamente al Palamoncada alle 12 contro la Juvi Cremona e coach Cagnardi, come sempre, guarda partita dopo partita: “Oggi non era facile vincere perché venivamo da una settimana difficile a livello fisico dopo la trasferta di Cremona ma i ragazzi hanno dato tutto ed ora pensiamo subito al match di domenica prossima”. Arrivano i complimenti da parte di coach Ceccarelli al termine della partita: “Agrigento secondo me esprime il miglior gioco di tutto il campionato guardando il livello dei roster e dei budget, oggi non siamo riusciti a recuperare la partita quando eravamo lì vicini, abbiamo sbagliato l’approccio e venire ad Agrigento e recuperare un parziale di 18 punti è molto difficile. Questo momento difficile si supera lavorando e centrando il prima possibile una vittoria che ridà il morale alla squadra”.

Un grave lutto ha colpito il giornalista di Sciacca, Toni Fisco. Nella notte prematuramente è scomparsa la figlia Elisabetta di appena 14 anni; sembra che la ragazza sia stata colpita da un problema cardiaco grave. I funerali si svolgeranno domani, 9 gennaio, alle ore 15,30 nella chiesa di Maria Vergine di Loreto alla Perriera.

Al collega Fisco il cordoglio della redazione di sicilia24h.it.

di Maria Angela Arancio

La Sicilia è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se Sali sull’Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato. Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natia circondata dal mare immenso e geloso (Pirandello).          Fare un tour in Sicilia vuol dire tuffarsi in un immenso complesso di elementi artistici e naturali, spesso, incontaminati.

Un territorio che si sviluppa in mille forme idrogeologiche diverse: territori costituiti da promontori, da elementi collinari, altri montuosi.

In altri luoghi l’occhio si disperde in meravigliose e rigogliose pianure che sfociano in un mare limpido ed invitante.

Con grande ammirazione abbiamo appreso che, tra gli innumerevoli beni esistenti in Sicilia, anche il Patrimonio arboreo è così speciale da avere dato luogo alla partecipazione dell’Orto Botanico di Palermo ad un concorso internazionale, dedicato proprio alla flora. Con grande soddisfazione, mista ad orgoglio, abbiamo letto che la Sicilia ha vinto il primo premio, rappresentato dal monumentale Ficus Macrophylla-Columnaris o Ficus-Magnolioide dell’Orto Botanico di Palermo.

 

Orto botanico

L’origine dell’Orto Botanico a Palermo risale al 1779, anno in cui l’Accademia dei Regi Studi istituì una cattedra di Botanica e Materia Medica e, contestualmente,

assegnò un piccolo appezzamento di terreno in cui inserire un piccolo Orto botanico, per coltivare piante medicinali utili sia alla didattica che alla salute pubblica.

Presto questo piccolo terreno si rilevò insufficiente alla bisogna e, nel 1786, fu trasferito nella attuale sede del Piano di Sant’Erasmo, all’epoca tristemente famoso perché sede dei roghi della Santa Inquisizione.

Già nel 1787 Goethe, trovandosi a Palermo, durante il Suo viaggio in Sicilia, visitò l’Orto Botanico e ne fece una descrizione incantata: “Nel giardino pubblico, vicino alla marina, ho passato ore di quiete soavissima. E’ il luogo più stupendo del mondo.

Nonostante la regolarità del suo disegno, ha un che di fatato: risale a pochi anni orsono, ma ci trasporta in tempi remoti”.

Il nuovo Orto fu inaugurato nel 1795.  A poca distanza crescono anche varie specie di bambù e financo un “Albero del Drago (Dracena draco)”.

Nel 1823 fu completata la Serra “Maria Carolina” o “Giardino d’Inverno” e, successivamente, vi fu piantato il grande “Ficus-Magnolioide” che costituisce ancora oggi il simbolo dell’Orto Botanico.

Esso fu importato nel 1845 dall’Australia, più precisamente dalle isole Norfolk.
Man mano l’Orto Botanico subì processi di ampliamento, fino a raggiungere la superficie di circa 10 ettari.

Dal 1985 l’Orto Botanico è stato affidato al Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Palermo.

Nel 1993, nel corso dell’avvio di un progetto finalizzato alla salvaguardia del patrimonio genetico della flora Mediterranea, vi fu istituita la banca del “germoplasma”, un patrimonio che costituisce bene collettivo, della comunità e dei luoghi.

L’Orto Botanico attualmente conta oltre 12.000 esemplari differenti.

Esso deve la sua fortuna al fatto che si sviluppò in un’epoca di grandi esplorazioni, così nei primi decenni del novecento si trovò ad essere riferimento e punto di incontro di grandi studiosi di botanica e riferimento per i grandi Orti Botanici d’Europa. Si creò, ad esempio, un legame proficuo con l’Orto Botanico di Berlino.

Fu in quel periodo, dato il clima favorevole, che furono introdotte nell’Orto Botanico palermitano alcune specie di piante esotiche: asiatiche, africane ed australiane.

All’Orto Botanico si devono, infatti, l’introduzione nel Mediterraneo del Mandarino  (Citrus deliciosa) e del Nespolo Giapponese (Eriobotrya japonica).

Inoltre l’Orto Botanico palermitano è corredato da fontane, vasche fra cui il magnifico Aquarium, nella quale vivono rigogliose piante acquatiche.

In essa vivono anche specie particolari di Ninfee, tra le quali: la Ninfea Alba, la Ninfea Tuberosa dalla fioritura multicolore. Nel vicino laghetto cresce rigoglioso il Papiro egiziano ed altre ciperacee. Tutto il progetto dell’Orto Botanico palermitano si deve all’Architetto francese Leon Dufourng.

Ma quel che ci inter

essa adesso è volere raccontare del “Rappresentante Principe” dell’Orto Botanico che è il grande Ficus Magnolioide”.

Senza volere annoiare il lettore, ripeto che il suddetto grande Ficus è stato scelto come “l’Albero italiano dell’anno 2022”.

Infatti con 41.736 voti ha vinto il concorso promosso dal “Giant Trees Foundation” e rappresenterà il nostro Paese nel 2023 al “Contest Europeo”, come albero più affascinante e ricco di storia del patrimonio Nazionale.

Il notevole Ficus è dotato di un corpo centrale e di numerose radici aeree, che gli conferiscono la caratteristica conformazione a raggiera.
In particolare esso ha 44 fusti, molti hanno addirittura una circonferenza che va oltre i tre metri e 60 cm. Ha una altezza di 25 metri, la sua età si aggira intorno ai 173 anni e ricopre una superficie totale di circa 2.900 mq.

Sia per la forma che per le dimensioni può essere senz’altro annoverato come l’albero dalla chioma più grande d’Europa.

Una curiosità del Grande Ficus palermitano è che ha circa “300 figli”, sparsi nel mondo.

Molti dei suoi “figli” sono nelle riviere italiane, in particolare nella Riviera Ligure, e in molte ville nobiliari siciliane.

Credo che questo premio provenga anche da una maggiore consapevolezza dell’uomo della necessità della presenza di verde nelle nostre città, del rimboschimento, ove si rende necessario, e del miglioramento del ciclo dell’ossigeno, il cui primo fattore è dato dalla fotosintesi delle piante.

Oltre attutire l’emissione di gas velenosi di cui le città di tutto il globo sono intrise, al fine di evitare le immani distruzioni e dissesti idrogeologici, verificatisi nel nostro Paese, e altrove, negli ultimi anni.

Un grande momento finalizzato a sensibilizzare una coscienza ecologica in tutti noi e per le generazioni future che si troveranno ad affrontare emergenze ambientali gravi su scala globale.

E’ ufficiale il decreto con cui l’Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo Dipartimento regionale del Turismo, Sport e dello Spettacolo – Sostegno alle Attività Sportive, impegna nel bilancio della Regione Siciliana un contributo straordinario di 470 mila euro in favore del Comune di Realmonte per il recupero del campo sportivo di località Scavuzzo.

A darne notizia il capogruppo del Pd all’Ars Michele Catanzaro, che nel maggio del 2022 aveva presentato uno specifico emendamento poi approvato nella manovra finanziaria regionale.

Gli esperti dell’istituto di ricerca hanno analizzato oltre 144 milioni di pagine indicizzate, 7 milioni di like e di follower sui social network, 53 milioni di recensioni e quasi 386mila strutture ricettive.

Al primo posto delle regioni italiane con la migliore reputazione turistica troviamo il Trentino Alto Adige, indicata come destinazione più social d’Italia e in seconda posizione per l’offerta ricettiva con il gradimento più elevato da parte dei turisti. Al secondo posto la Toscana, regione più cercata dai viaggiatori, seguita dall’Emilia Romagna con un ottimo livello di valutazione delle strutture alberghiere.

Al settimo posto la Sicilia, che nel 2022 con tante presenze è tornata ai livelli del pre pandemia.

“Cresce la voglia di vacanza consapevole -ha spiegato Raffaele Rio, presidente di Demoskopika- da parte del mercato nazionale e internazionale. La scelta della destinazione è sempre più condizionata da un flusso continuo di informazioni, positive o negative, condivise principalmente sul web. Per questo la reputazione online è fondamentale, e può fare davvero la differenza soprattutto dopo un periodo così difficile per il turismo, caratterizzato ora da una lenta ma costante ripresa”.

I familiari della donna, che lascia il marito e due figli, assistiti dagli avvocati Giuseppe Panepinto e Massimo Dell’Utri, ieri sera hanno presentato formale denuncia ai carabinieri. Quando i medici hanno comunicato il decesso ai familiari, avvenuto presumibilmente per un infarto intestinale, si sono verificati momenti di tensione e sono intervenuti i carabinieri. In serata è stata poi formalizzata la denuncia alla caserma «Guccione» di viale Regina Margherita.

Questa mattina sono state sequestrate le cartelle cliniche e, probabilmente, entro qualche ora sarà disposto il sequestro della salma. In città Antonella gestiva, insieme al marito Michele Palermo, un negozio di fiori in via Calabria e ultimamente si occupava di Wedding Planning.

E’ stato sorpreso, dai carabinieri della Compagnia di Cammarata, fuori dall’abitazione in violazione degli obblighi imposti dagli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, ai quali risultava essere sottoposto.

Un trentunenne disoccupato, A.B., di Santo Stefano Quisquina, residente a Cianciana, è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Sciacca, perché accusato di evasione.

I familiari del pilota Fabio Antonio Altruda l’ultimo giorno dell’anno, tramite l’avvocato Fabio Sammartano, hanno presentato un esposto alla Procura di Trapani sull’incidente aereo avvenuto il 13 dicembre nelle campagne di Misiliscemi (Trapani) e costato la vita al capitano dell’Aeronautica militare.

Il padre Fernando e la madre Marilena ritengono che “la causa dell’incidente sia da imputare ad una importante avaria del velivolo dovuta a omessa o cattiva manutenzione”.

Il capitano era partito dall’aeroporto militare di Birgi alle 9 in coppia con altro aereo per raggiungere l’aeroporto militare di Istrana (Treviso) per una missione operativa finalizzata a scortare un aereo americano. Infatti si legge nel l’esposto l’aereo era “equipaggiato con armamenti”. Il procuratore Paci e il sostituto Belvisi indagano per omicidio e disastro colposo. I familiari chiedono che le informazioni contenute nelle “scatole nere” non siano raccolte ed elaborate dall’amministrazione militare”.

Nell’esposto si ricostruisce l’attività del capitano Altruda il 13 dicembre scorso giorno della sciagura. Il pilota tornava dall’aeroporto militare di Istrana (Treviso) insieme ad un altro Eurofiughet che lo precedeva. Altruda era partito dall’aeroporto militare di Trapani Birgi alle 9, sempre volando in coppia, “per dirigersi verso l’aeroporto militare di Istrana nell’ambito di una missione operativa (non esercitazione) finalizzata a scortare un velivolo militare statunitense”. “I due militari – ricostrsuisce l’esposto – all’esito di quella missione avevano pranzato ed anche riposato presso i locali dell’aeroporto di Istrana, riprendendo il volo di ritorno alle ore 16.50 circa della medesima giornata per rientrare all’aeroporto di Trapani – comunicando in costante contatto radio tra loro – e così regolarmente fino al momento della sciagura”. Il compagno di volo di Altruda, il maggiore pilota Andrea Maida che pilotava l’altro Eurofighter, ha riferito che “il disastro è avvenuto subito dopo aver lui stesso constatato visivamente che il capitano pilota Altruda – ormai giunto in prossimità all’aeroporto di Trapani – aveva regolarmente aperto i carrelli del velivolo in preparazione dell’atterraggio allorquando però improvvisamente precipitava al suolo”. L’esposto – scrivono i genitori e il fratello del capitano Altruda – “dovrà essere ben considerato anche in relazione al potenziale (ma non astratto) conflitto d’interesse che si palesa sussistere tra le esigenze dell’Amministrazione militare e le esigenze investigative di codesta autorità giudiziaria – quest’ultime sempre volte all’accertamento della verità di quanto accaduto ma nel rispetto dei diritti delle persone danneggiate dal reato secondo i fondamentali principi costituzionali – al fine di poter scongiurare l’eventuale indebita conservazione delle informazioni raccolte ad esclusivo interesse e vantaggio della politica di sicurezza militare della forza armata”.

(ANSA)