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Una tentata rapina a mano armata è avvenuta alla filiale della banca Unicredit del Villaggio Mosè. A fare irruzione nell’istituto di credito un uomo a viso scoperto e armato di pistola.

Il malvivente, con spiccato accento catanese, appena entrato nei locali dell’istituto bancario ha rinchiuso dipendenti e clienti in uno stanzino.  Non si conosce l’esatta dinamica di cosa sia successo dopo a per quanto si possa ipotizzare il delinquente non sia riuscito ad aprire il caveau  e sia fuggito a mani vuote.

Immediato è stato l’intervento degli agenti della Polizia di Stato che hanno avviato le ricerche in tutte le zone limitrofe del popoloso quartiere e la SS640 Agrigento-Caltanissetta.

Non si conosce con quale  mezzo il malvivente sia fuggito.

 

 

 

Beni per 700 mila euro, tra discoteche e società immobiliari, sono stati sequestrati dai Carabinieri di Palermo a Michelangelo Maurizio Lesto e agli eredi di Vincenzo Urso. Lesto è ritenuto contiguo alla famiglia mafiosa di Bagheria, indagato nel 2013 nell’ambito dell’inchiesta “Argo” per scambio elettorale politico-mafioso e condannato, nel gennaio del 2020, a 7 anni di reclusione. E’ attualmente detenuto. Il sequestro comprende un’impresa individuale intestata alla moglie con sede legale a Bagheria, con attività di discoteca e sala da ballo e intrattenimento. E poi il relativo complesso dei beni costituiti in azienda, del valore complessivo di circa 200 mila euro. Vincenzo Urso, deceduto nel dicembre del 2020, era stato arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia “Nuova Alba” Il provvedimento di sequestro, emesso nei confronti dei suoi eredi, ha sottratto beni per circa 500 mila euro: una quota del 50% di una società Immobiliare, un’abitazione e un terreno ad Altavilla Milicia.

Ad Agrigento per 45 giorni, dal prossimo primo febbraio e fino al 15 marzo, sarà vietato parcheggiare in via Duomo, nel tratto compreso fra piazza Don Minzoni e il civico 151, e dal civico 63 fino al 61. Altrimenti si provvede con il carro attrezzi e la multa. E ciò perché l’impresa impegnata nei lavoro di mitigazione del dissesto idrogeologico nella zona collinosa su cui si erge la cattedrale ha bisogno di più spazio per lavorare.

In Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale è stato approvato un emendamento alla Finanziaria presentato dai deputati regionali della Democrazia Cristiana, Carmelo Pace e Ignazio Abbate, per l’integrazione oraria a favore di circa 4.000 lavoratori Asu (Attività socialmente utili) in Sicilia. Lo stesso Pace commenta: “Finalmente anche questa categoria di lavoratori percepirà uno stipendio dignitoso, dopo che per quasi 30 anni hanno ricevuto una indennità mensile di appena 600 euro. Sarà un supporto anche per i Comuni che utilizzano ben 3.000 unità, e che adesso potranno avere a disposizione questo personale per tutta la settimana, offrendo ai cittadini servizi più efficienti. Abbiamo mantenuto una prima promessa e abbiamo chiesto un impegno al governo affinchè si avvii la stabilizzazione dei lavoratori, sempre promessa e mai realizzata. Adesso ci impegneremo per trovare le migliori soluzioni normative possibili affinchè ciò avvenga nel pieno rispetto delle regole evitando, come avvenuto negli ultimi anni, impugnative da parte dello Stato”.

E’ morta nel Reparto di Rianimazione all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dopo poco più di due settimane di agonia, Carla Interlandi, 23 anni, di Acate, in provincia di Ragusa, vittima di un incidente lungo la strada statale 117 bis, nei pressi di Piazza Armerina, lo scorso 12 gennaio. A seguito del violento scontro tra un camion e l’automobile di lei, la zia, l’insegnante di religione Maria Carmela Di Bennardo, 45 anni, anche lei di Acate, è morta sul colpo. Carla Interlandi invece è stata trasportata al Sant’Elia di Caltanissetta dove è stata subito sottoposta a un intervento di neurochirurgia per tentare di ridurre una grave emorragia cerebrale. Alla guida dell’automobile vi è stata la docente Di Bennardo.

Il Movimento 5 Stelle deposita 191 emendamenti alla finanziaria. L’intervento del capogruppo Antonio De Luca: “E’ una legge di stabilità senz’anima e visione”.

Nell’ambito dell’avviata sessione di bilancio all’Assemblea Regionale è il tempo della presentazione degli emendamenti alla proposta contabile redatta, approvata e depositata dalla giunta Schifani. E i deputati del Movimento 5 Stelle ne hanno depositati ben 191 per modificare la finanziaria. Gli emendamenti pentastellati comprendono diversi settori, dall’esenzione del ticket per gli inoccupati, ai contributi per la costruzione di un’infrastruttura, per la ricarica delle vetture elettriche in autostrada, l’istituzione di uno sportello unico per la disabilità, il potenziamento dei consultori familiari. E poi ancora l’incremento del fondo per le associazioni sportive dilettantistiche, contributi per le imprese produttrici di uva da tavola in crisi, e un finanziamento aggiuntivo per il contrasto alla violenza di genere e per le case rifugio per le vittime di violenza. E poi energie alternative con misure compensative ambientali, fondi per le associazioni di volontariato, e borse di studio per gli studenti soprattutto al fine di alleviare i disagi per i pendolari. E il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Antonio De Luca, spiega il perché di così tanti emendamenti: “Sembra di assistere alla riedizione di un film già visto nelle passate legislature. Cambia l’orchestra, ma la musica per i siciliani è sempre la stessa. E’ una finanziaria senza visione e senz’anima che mira a mettere qualche toppa, senza nessuna pretesa di sviluppo. L’unica cosa che possiamo fare noi opposizioni è cercare di renderla meno brutta con i nostri emendamenti”. Nel frattempo è semaforo verde in Commissione Bilancio al disegno di legge triennale che regola i conti della Regione. E’ il primo traguardo nella prospettiva dell’approdo a Sala d’Ercole del primo documento economico e finanziario del governo Schifani. Adesso sarà la volta della legge di stabilità, il cui iter in Commissione è più complesso e articolato anche se la norma 2023 è snella e con pochi articoli. L’intenzione è concludere entro l’8 febbraio e poi procedere agli ultimi adempimenti entro il 28 febbraio, alla scadenza dei due mesi di esercizio provvisorio di bilancio, scongiurando eventuali proroghe. E l’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, commenta: “Dopo un positivo confronto in Commissione bilancio all’Ars, è stato approvato il disegno di legge bilancio 2023-25 che offre un quadro rafforzato e virtuoso dei conti della Regione. Vede la luce un bilancio dal valore complessivo di oltre 16 miliardi e 500 milioni di euro che si articola su certezze contabili e che, seguendo un principio di oculatezza, riduce l’indebitamento complessivo dell’Ente”.

Giuliana Miccichè

Dal carcere de L’Aquila trapelano le riflessioni e le raccomandazioni di Matteo Messina Denaro con poliziotti penitenziari e medici. Un pentito al boss: “Parla. Guarisci dal cancro della mafia”.

Matteo Messina Denaro è stato già sottoposto la scorsa settimana alla prima seduta di chemioterapia in carcere contro il tumore al colon con metastasi al fegato che lo affligge dal 2020. Nessuna reazione collaterale, solo alcuni postumi gastrointestinali. Nel frattempo lui, con toni pacati e cordiali, gli stessi per i quali lo ricordano nella clinica “La Maddalena” al tempo del paziente “Andrea Bonafede”, così si sarebbe rivolto ai medici: “Non ho ricevuto una educazione culturale ma ho letto centinaia di libri, sono quindi informato sulle cure, vi prego di poter essere trattato con farmaci e terapie migliori”. I medici responsabili del trattamento antitumorale lo avrebbero rassicurato come non avrebbero potuto altrimenti: “Si seguono procedure all’avanguardia come da protocolli internazionali”. E altre fonti raccontano: “Messina Denaro sostiene di conoscere le caratteristiche dei farmaci che gli vengono somministrati. Compresi gli effetti collaterali. E ha chiesto ai dottori se è possibile accedere a cure farmaceutiche che ci sono solo in Israele. Come se avesse cercato notizie su internet”. Nel frattempo Gianmarco Cifaldi, il garante dei detenuti della Regione Abruzzo, è intervenuto così: “Non ho ricevuto nessuna segnalazione di richieste di cure speciali né lamentele sul trattamento sanitario da parte di Matteo Messina Denaro”. E poi, ai poliziotti penitenziari che lo sorvegliano, Messina Denaro si sarebbe rivolto così: “Non creo problemi, ditemi cosa devo fare”. E poi, puntando il dito verso la televisione ha aggiunto: “Non sono la persona che viene descritta. Non ho mai ucciso donne o bambini”. Ciò che si legge sulle pagine delle cronache giudiziarie smentisce il boss: è stato condannato con sentenza definitiva per avere partecipato al rapimento e all’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido.

Antonella Bonomo

E poi per avere occultato il cadavere di Antonella Bonomo, 23 anni, di Alcamo, morta incinta di 3 mesi strangolata perchè fidanzata di un boss di Alcamo ucciso anche lui perchè si oppose alla strategia stragista di Riina. E poi anche per le stragi del ’93, che lui avrebbe ispirato, come a Firenze, in via dei Georgofili, dove morirono il vigile urbano Fabrizio Nencioni, sua moglie Angela e le loro due figlie di 8 anni e 50 giorni”. E dopo Alessia Randazzo, la responsabile legale della clinica “La Maddalena” a Palermo, anche un ex killer e fiancheggiatore di Messina Denaro, Pasquale Di Filippo, rivolge un appello al boss affinchè collabori con i magistrati. Lui, Di Filippo, è stato componente del gruppo di fuoco di Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina. E poi è stato decisivo nella cattura dello stesso Bagarella. Adesso così si rivolge a Messina Denaro: “Ora che anche io come lui sono malato vorrei dirgli che c’è un tumore dal quale può ancora guarire: la mafia. Matteo se davvero vuoi bene a tua figlia parla con i magistrati. Fai i nomi dei politici. Svela i segreti di Cosa Nostra che ancora non conosciamo”. Poi Di Filippo racconta della latitanza di Messina Denaro, che lui ha protetto tra il ’94 e il ’95: “Matteo faceva la bella vita. A Palermo in uno degli appartamenti del centro che utilizzavamo per le riunioni trovammo un preservativo. E Bagarella chiese se ero stato io a portare una donna nel covo. Poi abbiamo capito che era stato Matteo. Ma nessuno si permise di dirgli nulla”. Ed ancora a proposito di donne: nel covo dell’ex superlatitante, in vicolo San Vito 4 a Campobello di Mazara, oltre alla pistola con matricola abrasa revolver “Smith & Wesson” calibro 38 special, è saltata fuori anche una parrucca da donna: serviva al latitante per camuffarsi o apparteneva a qualcuna delle donne che frequentavano la sua casa?

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Aumentano le ore dedicate alla specialistica ambulatoriale interna presso diversi poliambulatori della provincia di Agrigento grazie al conferimento di nuovi incarichi a tempo indeterminato decisi dalla direzione generale ASP.  Nel dettaglio si tratta di quattro ore settimanali destinate alla branca di neurologia presso il poliambulatorio di Bivona (il lunedì dalle 9.00 alle 13.00), dieci ore di pneumologia per il poliambulatorio di Canicattì (martedì e giovedì dalle 8.00 alle 13.00), due ore di dermatologia da espletare al poliambulatorio di Casteltermini (il lunedì dalle 9.00 alle 11.00), sedici ore di pneumologia suddivise fra il poliambulatorio di Licata (cinque ore il lunedì dalle 8.30 alle 13.30), quello di Palma di Montechiaro (cinque ore il venerdì dalle 8.30 alle 13.30), quello di Casteltermini (tre ore il mercoledì dalle 8.00 alle 11.00) e quello di Cammarata (tre ore il mercoledì dalle 11.30 alle 14.30). Gli incarichi ai professionisti sono già stati deliberati e giungono a potenziare la gamma delle prestazioni specialistiche erogate in provincia.

Prosegue l’azione repressiva del Corpo di Polizia Provinciale di Agrigento contro il  fenomeno dell’abbandono di rifiuti lungo le strade provinciali.

Tale attività, fortemente voluta dal Libero Consorzio Comunale e disposta dal Dirigente del servizio Pietro Amorosia, intende imprimere una forte azione di legalità nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia ambientale.

In particolare nel territorio di Licata,  e’   stata sequestrata  una vasta area  di circa 1700 mq, limitrofa ad una strada comunale, dove era depositata una grossa quantità di rifiuti speciali, anche pericolosi, abbandonata sul suolo ad opera di ignoti soggetti.

Il sequestro,  avvenuto nell’ ambito dei quotidiani servizi di pattugliamento del territorio, e’ finalizzato alla prevenzione ed alla repressione di eventuali reati ambientali.

Oltre alla presenza dei rifiuti domestici, di materiali inerti provenienti dalla demolizione di fabbricati, di pneumatici, mobili dismessi, etc. gli agenti hanno rinvenuto abbondanza di manufatti in eternit, pericoloso e nocivo alla salute dei cittadini, il tutto a poche centinaia di metri dalle abitazioni dall’area posta sotto sequestro.

Sono scattati, immediatamente, controlli e  accertamenti da parte del Nucleo di Polizia Giudiziaria del Corpo per individuare e punire i responsabili dei gravi reati ambientali accertati.

Il Commissario Straordinario evidenzia il servizio svolto dalla Polizia Provinciale   contro il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti le cui ripercussioni economiche, per le  operazioni di bonifica dei siti inquinati, ricadono sull’intera collettività.