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In Sicilia 320 mila residenti che vivono in aree a rischio frane

 

La graduatoria provinciale isolana, valutando una stima della popolazione potenzialmente presente nelle aree a rischio, vede in cima Palermo, con poco più di 36mila persone coinvolte, e quindi Messina, con circa 17mila; ma anche la provincia di Caltanissetta risulta tra le più vulnerabili. Numeri che posizionano l’Isola tra le regioni più fragili a livello nazionale, considerando che, proprio per le aree a livello di pericolosità più elevata, il numero di isolani è valutato tra i più alti d’Italia.

Ma non ci sono solo persone e territorio nel mirino dell’emergenza idrogeologica. A rischio frane e alluvioni, infatti, si registrano anche case, attività produttive e beni culturali. In Sicilia, secondo i dati dell’ISPRA, ci sono 102mila edifici, pari a circa il 5,9% del totale, e 22.472 imprese che risultano nelle aree a rischio. Tra questi ci sono anche circa un migliaio di beni culturali, un patrimonio rilevantissimo che attende risposte. Da considerare, inoltre, anche la presenza di circa 120mila edifici che si trovano in aree a rischio idrogeologico. Ma anche l’erosione costiera rappresenta un altro gravissimo problema idrogeologico, ormai da anni al centro di un costante monitoraggio di enti ambientali preposti al controllo e di associazioni ambientaliste. Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia sono le regioni con il maggior numero di chilometri di costa in arretramento.

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