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“Si ricomincia da dove avevamo interrotto: nei giorno scorsi ho presentato alcuni disegni di legge a mia firma per portare a compimento il lungo lavoro svolto nella passata legislatura, la cui interruzione anticipata non ha consentito di tagliare il traguardo in aula su alcuni temi che mi stanno particolarmente a cuore”.

Lo dichiara l’on. Giusi Savarino che continua: “Tra questi, una menzione d’onore merita il ddl Parchi e Riserve con cui potremo dare risposte efficaci al nostro bel territorio con il suo patrimonio naturalistico, sottoponendolo a uno speciale sistema di tutela e governance.
Per dare prospettive ai lavoratori e alla loro professionalità, per utilizzare al meglio i fondi europei, per la fruizione turistica dei Parchi e delle Riserve e razionalizzare il tesoretto umano ed economico che vi gravita.
Questo perché sono convinta che non dobbiamo limitarci alla tutela delle nostre meraviglie, ma bisogna anche valorizzarle al massimo come volano per il turismo.

Oggi, come e più di ieri, sono a servizio del mio territorio!”

Ad Agrigento, a posti di blocco stradale dei Carabinieri, nel centro cittadino e a San Leone, sono stati sorpresi tre automobilisti ubriachi alla guida. Due donne: una casalinga di 30 anni di Licata, e una studente universitaria di 20 anni di Favara. E poi un impiegato di 23 anni di Favara. Sono stati denunciati a piede libero alla Procura di Agrigento per guida in stato di ebbrezza alcolica. Gli è stata ritirata la patente di guida.

A Lucca Sicula, in provincia di Agrigento, in contrada Cannatello, ignoti hanno tagliato 20 alberi di ulivo in un fondo agricolo di proprietà di un pensionato di 71 anni. I danni sono ingenti. Il pensionato, dopo essersi accorto di quanto accaduto, ha sporto denuncia ai Carabinieri della locale Stazione. La Procura di Sciacca ha avviato un’inchiesta. Si tratta dell’ennesimo episodio del genere accaduto nella provincia agrigentina negli ultimi tre mesi, ovvero la stagione della molitura delle olive.

Antonello Montante citato a giudizio per diffamazione a danno di Attilio Bolzoni. I casi analoghi legati ai giornalisti Michele Spena e Gianpiero Casagni.

Antonello Montante
Attilio Bolzoni
Michele Spena
Gianpiero Casagni

Il 16 ottobre del 2020 è stata di dominio pubblico la notizia di un’indagine a carico dell’ex presidente di ConfIndustria Sicilia, ed ex vice presidente nazionale di ConfIndustria con delega alla Legalità, Antonello Montante, inquisito per simulazione di reato, calunnia, e diffamazione a danno dei giornalisti Attilio Bolzoni e Francesco Viviano, co-autori dell’articolo scoop tramite cui, il 9 febbraio del 2015, sul quotidiano “La Repubblica”, svelarono all’opinione pubblica che su Montante gravava un’inchiesta giudiziaria per mafia. Le ipotesi di reato a carico di Montante sono legate alle sue stesse dichiarazioni, secondo cui “il giornalista Bolzoni aveva ricevuto illecitamente le informazioni per lo scoop del 2015 in modo molto plausibile da un magistrato di Caltanissetta”. Un’inchiesta contro ignoti su eventuali responsabilità dei magistrati di Caltanissetta è stata già archiviata nel 2016. Nel frattempo, adesso, Antonello Montante è stato citato a giudizio dal pubblico ministero di Caltanissetta, Massimo Tirifò, per il reato di diffamazione aggravata a danno di Bolzoni. Il prossimo 7 marzo, al Tribunale di Caltanissetta, innanzi al giudice Nadia La Rana, Montante, già condannato in Appello a 8 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico, dovrà rispondere di quanto scritto in una sua istanza processuale, ovvero frasi del tipo: “Attilio Bolzoni, il giornalista che aveva preteso favori in denaro, non corrispostigli dallo scrivente”, “l’operazione, la quale ebbe come terminale Attilio Bolzoni che mercanteggiava con Cicero e Venturi e che non si muoveva certamente senza il collegamento funzionale con la criminalità imprenditoriale che era stata cacciata”, “il muoversi delle forze contrarie alla svolta antimafia che aveva massacrato per 10 anni l’imprenditoria mafiosa e che trovano l’espressione mediatica in Attilio Bolzoni”. Lo scorso 17 febbraio, Michele Spena, editore e giornalista de “Il Fatto Nisseno”, è stato rinviato a giudizio per diffamazione a danno ancora di Attilio Bolzoni. Spena avrebbe offeso la reputazione di Bolzoni durante una diretta radiofonica in una radio siciliana, inducendo l’ascoltatore ad intendere che Bolzoni serbasse rancore contro Montante perchè non gli avrebbe finanziato la pubblicazione di un suo libro. Tra le frasi incriminate pronunciate da Spena in diretta vi sono: “Attilio Bolzoni ca si nni iva a cena p’aviri finanziatu u libru. Ni 2600 pagine Attilio Bolzoni c’è”, “Lei ha chiesto al dottore Montante di avere finanziato dei libri dottore?”, “Dottore Bolzoni si vergogni lei” e ancora: “Ma a cena con il signor Montante nei migliori ristoranti di Roma chi ci andava il signor Spena o il signor Bolzoni”. Il 21 ottobre del 2019, a Roma, a palazzo San Macuto, innanzi alla Commissione nazionale antimafia, presieduta da Nicola Morra, insieme a Bolzoni è stato ascoltato anche il giornalista siciliano, già di “Centonove”, Gianpiero Casagni, anche lui parte civile al processo “Montante”. E tra l’altro ha dichiarato: “Questa vicenda ha completamente stravolto la mia vita lasciandomi senza lavoro. E’ una vicenda di cui non vuole parlare nessuno. L’informazione ha un ruolo importante. E’ stata una concorrente esterna all’organizzazione di Montante. Dal 2014 sono stato oggetto e destinatario di accuse mostruose da cui mi sono dovuto difendere da solo. Sono stato, con altre due persone, le parti che hanno subito più danni in questa storia: sono stato emarginato, isolato e considerato un pazzo. Chi doveva tutelarmi, l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, è stato muto, sono stati addirittura avviati due procedimenti disciplinari contro di me, tutto è stato poi ovviamente archiviato. Antonello Montante intercettato diceva: ‘Dobbiamo cafuddare (picchiare) prima Centonove, a Repubblica pensiamo dopo’. E’ stato un vero attacco alla libertà. Ricordo un mio articolo su Montante, mai pubblicato dal settimanale ‘Panorama’ attraverso il suo ex direttore Giorgio Mulè. E Mulè ebbe uno scambio di lettere con Montante nell’autunno del 2014. Proprio l’ex direttore di Panorama ha informato Montante dell’articolo da me proposto, evidenziandolo come un indicibile pezzo di stampa”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Favara, nei pressi di piazza Itria, tre colpi di pistola sono stati sparati contro un magazzino e una jeep di proprietà di un imprenditore edile di 46 anni: due hanno raggiunto lo sportello anteriore destro dell’auto e uno il telaio della saracinesca di ferro del garage, al piano terra dello stabile innanzi a cui l’automobile è stata posteggiata. Sull’asfalto sono stati trovati tre bossoli di una calibro 7,65. Dentro l’auto inoltre è stata trovata un’ogiva deformata. Indagano i Carabinieri della locale Tenenza. La Procura di Agrigento ha avviato un’inchiesta.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

L’elevato rischio frane in Sicilia e l’obiettivo di spesa di tutti i fondi statali ed europei a disposizione. Maurizio Croce: “Non perderemo nemmeno 1 euro”.

La Sicilia è un territorio ad elevatissimo rischio di frane. Ecco perché (e il tema è stato rilanciato adesso dopo la frana ad Ischia) è prioritario l’utilizzo dei fondi statali ed europei per contenere l’emergenze. Nonostante un’accelerazione nella spesa negli ultimi due anni, si paventa che non si riescano a spendere tutti i fondi resi a disposizione dall’Fsc, il Fondo per lo sviluppo e la coesione, che rappresenta, insieme ai fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui sono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali. Tuttavia, il commissario regionale contro il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce, afferma: “Posso assicurare che tutti i 500 milioni dell’Fsc sono stati impegnati, non perderemo un euro. Significa che siamo riusciti negli ultimi due anni a fare le gare e stiamo aprendo i cantieri. Scontiamo un problema con i Comuni che in molti casi non hanno personale per fornirci progetti aggiornati”. Nel 2021 sono stati oltre 200 gli interventi effettuati dalla Regione nella lotta contro le frane in Sicilia. Per la sicurezza delle infrastrutture sono stati stanziati 175 milioni di euro, con particolare attenzione alle strade dissestate dell’Isola. La spesa per 45 opere contro l’erosione costiera, invece, è stata di 128 milioni. E 135 milioni di euro sono stati destinati al contrasto delle alluvioni, relative quindi alla prevenzione del rischio idraulico. Il governo Musumeci lo scorso anno, attraverso la Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, ha già impegnato complessivamente 475 milioni di euro in soli tre anni, quasi il 60 per cento di tutto il budget a disposizione dallo Stato pari a 795 milioni. E si tratta di un notevole incremento di investimenti, se si considera che sono stati poco meno di 29 i milioni di euro spesi sino al 2018, come certifica la recente relazione in materia della Corte dei conti. Dal 2019 al 2021, ultimo dato disponibile, la stessa Struttura commissariale ha effettivamente pagato 421 milioni, ed è un dato che pone la Sicilia al primo posto tra le regioni italiane per somme erogate. Nel frattempo il governo Schifani ha esteso ad altri sei Comuni lo stato di crisi e di emergenza, già dichiarato lo scorso 24 ottobre per numerose zone dell’Isola a causa dei danni provocati dal maltempo nei giorni 25, 26 e 30 settembre e il primo, il 9 e il 13 di ottobre. Su proposta del dipartimento regionale di Protezione civile diretto da Salvo Cocina, la Giunta ha esteso il provvedimento, della durata di sei mesi, ai Comuni: Vita, Calatafimi Segesta e Salemi nel Trapanese; Vittoria nel Ragusano; Caltabellotta e Montevago nell’Agrigentino.

Giuliana Miccichè (Teleacras)

Non me ne voglia il Grande Totò se prendo in prestito una sua famosa frase, per descrivere il melodrammatico mondo della  scuola. “In questo manicomio succedono cose da pazzi” Cominciamo dall’incipit. C’erano una volta i lavoratori Organico Covid, ex lavoratori ATA (collaboratori scolastici e amministrativi tecnici) e Docenti, assunti tramite graduatorie in periodo di piena Pandemia, per far fronte alle nuove disposizioni in materia di COVID. Dopo due anni di  “guerra” al fronte, sono stati ricevuti dall’allora Premier Draghi, il quale dopo averli passati in rassegna, gli ha consegnato una medaglia  al “valore covid” ed una pergamena con su scritto :  ”il Governo ringrazia” In poche parole i lavoratori sono usciti da Palazzo Chigi “Cu ‘na mano ‘nnanze e n’ata aretocome recita un vecchio proverbio napoletano. Ripercorrendo l’impegno dell’organico Covid nei vari istituti scolastici,emerge con due conti alla femminina che questi hanno svolto le medesime mansioni e funzioni del personale di ruolo e di fatto, andando a ricoprire,evidenziando di fatto quelle gravi carenze di personale. Sparito il vecchio Governo,ecco il nuovo con il suo Ministro,il quale esordisce con grandi “visioni” di una scuola tutta sua.  Mi ricorda una frase di Dante nella Divina Commedia: “ Vien dietro a me,e lascia dir le genti: sta come torre ferma che non crolla già mai la cima per soffiar di venti” Ed il vento comincia a soffiare forte quando il ministro asserisce:  “abolire il reddito di cittadinanza per chi non è riuscito a conseguire il titolo di studio obbligatorio. Ed aggiunge: “Ci sono centinaia di migliaia di ragazzi che non si formano, non studiano, non cercano un lavoro. E noi cosa facciamo? Stiamo zitti e in più gli diamo il reddito di cittadinanza come se fosse la paghetta immeritata?” Ed ancora: “inseriremo in una logica di team il “docente tutor”, docenti particolarmente formati dal punto di vista psicologico, pedagogico che si facciano carico,con i docenti della classe, di quei ragazzi che hanno più difficoltà. Ci chiediamo: con quale personale? La “visione” del ministro implode quando si parla di inclusione,stabilità,aumento degli organici adeguati per tutti i profili,docenti ATA ecc.  La scuola ha bisogno di rafforzarsi stabilizzando i precari – esempio eclatante i lavoratori dell’organico aggiuntivo – (ex Covid) E’ indispensabile prevedere un significativo investimento di risorse per la scuola e il suo personale. Non possiamo pensare ad un ministero dell’istruzione che funziona a corrente alterna,a secondo dei soldi da destinare all’istruzione. La scuola è di tutti e per tutti. Per questi motivi,SGB ha indetto una manifestazione dei lavoratori organico covid di fronte tutte le Prefetture della Sicilia. Siamo partiti da Trapani, dove i lavoratori hanno incontrato il Prefetto Filippina Cocuzza, giovedì uno dicembre saremo a Palermo – Conclude Aldo Mucci del direttivo nazionale scuola.

Installazione dei sistemi di videosorveglianza nelle aree comunali interessate da maggiori situazioni di degrado ed illegalità, nell’ottica della prevenzione e del contrasto della criminalità diffusa e predatoria. Questo l’obiettivo delle iniziative intraprese dalla Prefettura di Agrigento finalizzate a rafforzare la sicurezza dei territori attraverso sistemi di presidio tecnologico, in attuazione dei Patti per la sicurezza urbana, sottoscritti negli scorsi anni, per migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini e contrastare ogni forma di illegalità, favorendo l’impiego delle Forze di Polizia per far fronte ad esigenze straordinarie del territorio.

Con tale ottica in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto Maria Rita Cocciufa, tenutosi presso il Palazzo del Governo, sono stati esaminati con il conseguente parere favorevole ai progetti presentati dai Comuni di Agrigento, Camastra, Canicattì, Favara, Licata, Palma di Montechiaro, San Biagio Platani e Sciacca, selezionati dal Ministero dell’Interno, per l’ammissione al finanziamento tramite le risorse economiche del Programma Operativo Complementare “Legalità” 2014 – 2020 (c.d. POC Legalità).

I progetti presentati dalle anzidette Amministrazioni comunali prevedono, in particolare, la realizzazione di impianti di videosorveglianza finalizzati a incrementare il livello di sicurezza urbana e il controllo del territorio in quelle aree dei citati Comuni ritenute particolarmente strategiche, in quanto insistenti nei centri cittadini interessati da fenomeni di criminalità, da frequenti atti vandalici o dalla presenza di plessi considerati strategici.

Le proposte progettuali sono state già inoltrate al Ministero dell’Interno, che provvederà a valutare l’ammissibilità delle istanze di finanziamento per la loro realizzazione,  con la successiva approvazione delle graduatorie per l’effettiva erogazione delle risorse finanzia del richiamato P.O.C. Legalità sulla base di un riparto nell’ambito dello stanziamento complessivo di 30 milioni di euro circa per le Regioni dell’Italia meridionale.

Come evidenziato dal Prefetto, sentiti i Responsabili provinciali delle Forze di Polizia territoriali, il potenziamento della videosorveglianza costituisce un importante supporto per le attività di prevenzione e contrasto dei reati, anche in considerazione del fatto che tali nuovi interventi andranno di fatto ad integrare il sistema dei dispositivi tecnologici già attivi nei territori di alcuni dei Comuni interessati.

Agrigento al centro del Mediterraneo. I rappresentanti delle Università di Egitto, Marocco, Tunisia, Siria, Palestina, Libano e Giordania saranno per due giorni nella Città dei Templi per costituire, con l’Università degli studi di Palermo e il Polo Territoriale Universitario di Agrigento, una rete interuniversitaria.  Mercoledì prossimo i dieci delegati internazionali, unitamente al Magnifico Rettore di UniPa, prof. Massimo Midiri, ed al Presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento, prof. Giovanni Francesco Tuzzolino, ai piedi del Telamone della Sala Zeus del Museo Archeologico Pietro Griffo, firmeranno un accordo di cooperazione internazionale per lo scambio tra docenti e studenti, ma anche per potenziare la ricerca e la didattica su temi che riguardano la cultura del Mediterraneo. Ad organizzare la prima Conferenza internazionale dal titolo “Agrigento e l’Università del Mediterraneo”, in programma il 30 novembre e l’1 dicembre, è il Polo Territoriale Universitario di Agrigento, dell’Università degli Studi di Palermo.

“L’intento – afferma il Presidente Tuzzolino – è quello di proporre un programma di sviluppo strategico per rafforzare l’Ateneo come Università della Sicilia Occidentale, in cui i Poli Territoriali Universitari costituiscano autentici centri di eccellenza, capaci di attrarre studenti e docenti da tutto il mondo, interessati a una precisa offerta formativa curriculare specialistica incentrata su temi specifici. Il Polo Territoriale Universitario di Agrigento, ultimo avamposto universitario d’Europa, diventa luogo di confine, luogo di transito e di immanenza del sapere, luogo di scambio di valori materiali e immateriali, in cui costruire lo spazio più idoneo per l’integrazione e la composizione di tutte le culture che rappresentano le molteplici “identità” del Mediterraneo. Polo capace di dialogare con il Nord Africa ma anche con il Medio Oriente, per valorizzare lo straordinario patrimonio archeologico, paesaggistico, letterario, teatrale che lo contraddistingue”.

Il 30 novembre i lavori si svolgeranno a partire dalle ore 9 nella Sala Zeus del Museo Griffo. L’introduzione sarà affidata al Presidente del Polo Territoriale Universitario di Agrigento, Giovanni Francesco Tuzzolino. Seguiranno i saluti istituzionali del Rettore dell’Università degli studi di Palermo, Massimo Midiri, del Presidente Regione Siciliana, Renato Schifani, del Prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, del Sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè e del Direttore del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle de Templi, Roberto Sciarratta.

Alle 11,30 lettura e sottoscrizione del protocollo d’intesa con tutti i partner stranieri.

I lavori della Conferenza internazionale “Agrigento e l’Università del Mediterraneo” riprenderanno alle ore 15 con gli interventi dei rappresentanti internazionali: Sahar Abdelmonem Attia – University of Cairo EGYPT; Alì Abughanimeh – President of the Forum of Mediterranean Architects JORDAN; Mahmoud Arinat – University of Jordon, JORDAN; Farid El Bacha University Mohammed V-Rabat, MOROCCO; Nahed Suleiman Emaish – University of Jordan, JORDAN; Zohra El Asmi Djelloul – Tunis University, TUNISIA; Oqba Fakoush – Damascus University: SYRIA; Ibrahim Mohammad Saeed Ibrahim Hindi Birzeit University, PALESTINE; Adnan Musalam – Sciences Damascus University, SYRIA; Zafer Sleiman – Holy Spirit University, LEBANON e Abdalrahman Kittana – Birzeit University PALESTINE.

L’1 dicembre, alle ore 10, nell’Aula Magna di Villa Genuardi è in programma una Tavola rotonda, moderata dal Presidente del Polo, Giovanni Francesco Tuzzolino, alla quale interverranno: Fabio Mazzola, Prorettore alla Didattica e alla internazionalizzazione UniPa; Giorgio Scichilone, Presidente del Polo Territoriale Universitario di Trapani; Italia Di Liegro, Presidente del Polo Territoriale Universitario di Caltanissetta; Antonino Mangiacavallo Presidente di Empedocle Consorzio Universitario di Agrigento e Walter Calogero Tesauro, Presidente Consorzio Universitario di Caltanissetta. Segue dibattito.

Nuovamente attiva a partire dalla mezzanotte di oggi, 28 novembre, e per la giornata di domani 29 novembre sino a cessata esigenza, la sala operativa di Protezione Civile del Libero Consorzio Comunale di Agrigento nella sede di via Acrone, in seguito all’emanazione, da parte del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, dell’avviso regionale di rischio meteo-idrogeologico e idraulico con livello di allerta Arancione. Anche stavolta, dunque, pronta risposta da parte dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio che sarà a disposizione della popolazione in caso di necessità e rischi legati agli eventi meteo avversi (sono attese in particolare forti precipitazioni e raffiche di vento provenienti dai quadranti orientali su tutto il territorio provinciale).

Di nuovo attivo anche il numero telefonico per le emergenze: 333 6141869, al quale i cittadini potranno rivolgersi per segnalare criticità derivanti dal maltempo. Le segnalazioni saranno raccolte dal personale del Gruppo di Protezione Civile, che ha provveduto anche ad allertare tutte le associazioni di volontariato iscritte nel registro provinciale che hanno dato la loro disponibilità. Vigilanza attiva come di consueto sull’intera rete stradale di competenza del Libero Consorzio (strade provinciali, ex consortili ed ex regionali) da parte del personale del Settore Infrastrutture Stradali, che invita la popolazione a spostarsi solo in caso di effettiva necessità e prestando la massima attenzione per la possibile presenza di fango e detriti sui vari tracciati e per i numerosi cantieri aperti su diverse strade per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria.