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A Ribera una fuga di gas ha scatenato allarme tra i residenti di viale Garibaldi, nella zona della circonvallazione, subito delimitata e vietata al transito dopo l’immediato intervento dei Vigili del fuoco, del personale della Protezione civile e dei tecnici della società gestore della rete del gas. Il sindaco Matteo Ruvolo ha disposto l’evacuazione urgente di tre edifici di civile abitazione e dell’istituto superiore “Crispi”. Anche il transito veicolare è stato deviato. La fuga di gas sarebbe insorta dalla rottura accidentale provocata dai lavori di scavo effettuati per la manutenzione della rete elettrica a servizio della pubblica illuminazione.

A Canicattì, nel corso di un controllo in un bar, svolto dal personale dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, in collaborazione con i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e i funzionari dell’Agenzia delle Accise di Agrigento e Palermo, sono state sequestrate diverse slot machine, con 1.350 euro di giocate all’interno, e al titolare sono state inflitte multe per complessivi 400mila euro. Lui, all’interno del suo bar, ha collocato un pannello in cartongesso dietro al quale è stata ricavata una sala giochi abusiva, con 8 apparecchiature elettroniche, prive di autorizzazione e di codici identificativi, fabbricate originariamente per il gioco senza vincita in denaro ma in realtà adattate per i giochi da casinò a rulli virtuali. Un cliente è stato sorpreso a giocare.

Il sequestro milionario dei beni dei Rappa, il caso “Saguto”, e l’affidamento di un incarico al cognato del magistrato Dario Scaletta, adesso indagato per abuso d’ufficio.

L’ex sostituto procuratore di Palermo, Dario Scaletta, neo – eletto componente del Consiglio superiore della magistratura, è indagato dalla Procura di Caltanissetta per abuso d’ufficio. L’inchiesta è frutto della denuncia sporta nella scorsa primavera dagli imprenditori Rappa, costruttori palermitani, assistiti dall’avvocato Raffaele Bonsignore, coinvolti in indagini di mafia ai quali è stato sequestrato, e poi restituito, un patrimonio da centinaia di milioni di euro. Secondo quanto denunciato dai Rappa, Scaletta avrebbe sollecitato la nomina del cognato, Alessio Melis, a coadiutore dell’amministrazione giudiziaria nella procedura di prevenzione avviata a carico degli imprenditori Rappa. Nel 2014 la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, in quel tempo presieduta da Silvana Saguto, poi imputata e condannata a Caltanissetta per corruzione per illeciti nella gestione dei beni confiscati, e radiata dalla magistratura, sequestrò il patrimonio milionario dei Rappa, nominando amministratore giudiziario l’avvocato Walter Virga. Virga, figlio di un magistrato ex componente de Csm, nominò come suo coadiutore Alessio Melis, cognato di Scaletta. L’incarico fu mantenuto da giugno a fine ottobre del 2014. Dario Scaletta, all’epoca in servizio alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, è stato il titolare del fascicolo delle misure di prevenzione a carico proprio dei Rappa. E il 24 dicembre del 2014 propose al Tribunale la misura di prevenzione nei confronti degli imprenditori e un secondo sequestro dei beni. L’istanza fu accolta e nel febbraio del 2015 il Tribunale dispose il sequestro, nominando ancora una volta amministratore Walter Virga. Dall’indagine a Palermo su illeciti nell’amministrazione giudiziaria dei beni dei Rappa, da cui poi emerse il caso “Saguto”, saltò fuori che Walter Virga aveva nominato nella procedura come coadiutore il cognato di Scaletta, Alessio Melis, e che gli aveva poi liquidato circa 20mila euro. Melis, ascoltato come testimone, confermò di aver ricevuto l’incarico da parte dell’amministrazione giudiziaria dei beni dei Rappa con autorizzazione del giudice delegato, Virga, e ammise che la moglie di Scaletta è sua cognata. Dunque, si ritiene che il reato di abuso d’ufficio ricorra allorchè Scaletta sarebbe intervenuto per raccomandare la nomina del cognato come coadiutore nella procedura di prevenzione. Dario Scaletta commenta brevemente: “Apprendo dalla stampa, sono sereno e a disposizione dell’autorità giudiziaria di Caltanissetta”.

 

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Eletto alla seconda votazione Gaetano Galvagno alla presidenza dell’Assemblea Regionale: determinante il sostegno dei deputati di Sicilia Vera di Cateno De Luca.

E dunque Gaetano Galvagno, di Fratelli d’Italia, è il nuovo presidente dell’Assemblea regionale siciliana. E’ stato eletto alla seconda votazione, sancendo l’insediamento del Parlamento della 18esima legislatura. Si rileva che Galvagno non è stato eletto alla prima votazione, a fronte della distribuzione delle forze politiche che avrebbe certamente consentito l’elezione del deputato di Fratelli d’Italia al primo turno. Infatti, la maggioranza conta su 40 parlamentari su 70, mentre 30 sono i parlamentari di opposizione divisi in tre gruppi, 11 ciascuno per Partito Democratico e Movimento 5 stelle, e 8 per Sicilia Vera di Cateno De Luca. Sono voti che sarebbero stati sufficienti ad eleggere in prima battuta Galvagno se la maggioranza fosse stata compatta. Non equivoca è stata invece la destinazione dei voti dei partiti delle opposizioni. Le 11 schede bianche sono degli 11 deputati 5 stelle, mentre gli 11 deputati del Pd hanno ‘firmato’ le schede votando ciascuno per se stesso. Galvagno ha ottenuto 43 voti: 35 sono quelli della maggioranza, detratti i 5 dissidenti, e 8 sono quelli di Sicilia Vera, di Cateno De Luca, accorso a sostegno della maggioranza tanto che lo stesso Galvagno, fra i suoi ringraziamenti, ha sottolineato la sua personale e indissolubile amicizia con Danilo Lo Giudice, il pupillo di Cateno De Luca. Gaetano Galvagno, 37 anni, al suo secondo mandato da deputato, è il più giovane presidente dell’Ars della storia. E’ originario di Paternò, laureato in Economia, e nella precedente legislatura è stato deputato – segretario, vicepresidente della Commissione Bilancio all’Ars e componente dell’Antimafia. E’ stato tra i primi ad aderire al progetto di Giorgia Meloni, e nelle liste di Fratelli d’Italia è stato eletto poco più che trentenne a Sala d’Ercole nel 2017. E’ molto vicino al presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha ringraziato in occasione dell’intervento di insediamento: “Mi ha guidato per anni grazie ad un rapporto politico nato nella nostra Paternò”. E poi ha ringraziato l’ex presidente Gianfranco Miccichè, durante la cui presidenza ha svolto il ruolo di deputato – segretario. E ha ricordato anche l’ex presidente della Commissione Bilancio, Riccardo Savona, morto nelle battute finali della scorsa legislatura. E da ex componente della Commissione regionale Antimafia ha reso merito all’ex presidente dell’organismo parlamentare Claudio Fava per il lavoro svolto. Nel suo messaggio all’Assemblea Galvagno ha citato Falcone e Borsellino e tutte le altre vittime di mafia. Ed un pensiero, poi, al padre, medico in pensione morto per covid dopo essere rientrato in servizio per aiutare i malati nella fase più critica della malattia.

Giuliana Miccichè

A seguito di una mirata attività di intelligence della Direzione Centrale Giochi di ADM effettuata in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato di Roma, i funzionari dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli di Palermo e di Agrigento, unitamente al personale dello S.C.O. della capitale e della Questura agrigentina, hanno scoperto, all’interno di un bar, un pannello in cartongesso dietro al quale si celava un ampio vano adibito a sala giochi abusiva.

Come riporta l’agenzia Agimeg, nel corso delle operazioni di controllo è stata notata, in fondo al locale, una parete di recente realizzazione, non ancora completata, che limitava l’area di somministrazione dell’esercizio. Proseguendo l’ispezione veniva scoperta una porta di accesso dotata di serratura, ben camuffata da uno specchio, che tramite un corridoio conduceva a una stanza ubicata dietro al bar, adibita al gioca illegale.

All’interno, oltre a un cliente intento a giocare, sono state rinvenute otto apparecchiature
elettroniche prive di autorizzazione e di codici identificativi, fabbricate originariamente per il gioco senza vincita in denaro, ma in realtà adattate per i giochi da casinò a rulli virtuali. Sequestrati i videogiochi e 1.350 euro contenuti negli apparecchi, sono state elevate sanzioni per 400.000 euro.

E’ Gaetano Galvagno, deputato di Fratelli d’Italia, 37 anni, il nuovo presidente dell’Assemblea regionale siciliana. La sua elezione è appena avvenuta a Sala d’Ercole, dove l’aula si è riunita per la prima volta dopo le elezioni del 25 settembre . Galvagno è stato eletto alla seconda chiama. “Grazie a voi l’Ars ha eletto il presidente più giovane della storia, un primato che è motivo di grande emozione e responsabilità. Un grande onore a cui mi auguro di essere degno”, così il neo presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, parlando al Parlamento siciliano subito dopo essere stato eletto.

L’Ance Costruttori edili di Agrigento, tramite il presidente provinciale, Carmelo Salamone, ha informato le amministrazioni comunali della provincia dell’esistenza di uno specifico avviso destinato a sostenere gli enti locali sotto il profilo dell’efficienza energetica e della riduzione dei consumi tramite la produzione di energia da fonti rinnovabili da installare su edifici pubblici. I Comuni potranno presentare fino a 5 istanze di contributo, ciascuna non inferiore a 40mila euro, per l’acquisto attraverso il mercato elettronico di impianti e attrezzature per la produzione di energia elettrica. Il finanziamento è concesso come contributo a fondo perduto pari al 100 per cento dei costi ammissibili fino a esaurimento delle somme stanziate complessivamente, pari a 320milioni di euro. Si potrà accedere alla piattaforma a partire dal 23 novembre e le domande potranno essere presentate dal 30 novembre fino al 28 febbraio 2023. Carmelo Salamone spiega: “Abbiamo provveduto a segnalare alle amministrazioni locali questa opportunità come dimostrazione della disponibilità alla piena collaborazione da parte della nostra sigla di categoria rispetto alle esigenze degli enti locali, che oggi sono in difficoltà anche a causa del caro energia. Ance, allo stesso modo, monitorerà quanti Comuni e in che misura, accederanno al fondo”.

A Caltanissetta, in un piazzale adibito a parcheggio a ridosso del Palasport Cannizzaro, un uomo diretto verso la propria automobile si è accordo di un uomo arrampicato su una sedia, intento a spiare gli interni degli spogliatoi femminili. Ha telefonato alla Polizia. E gli agenti hanno scoperto che l’arrampicato era un sacerdote quarantenne, che si è scusato: “E’ stato un attimo di debolezza”. La sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.

E’ Fernando Asaro il nuovo procuratore di Marsala, nello stesso posto che fu a suo tempo di Paolo Borsellino. Il Consiglio superiore della magistratura lo ha nominato a maggioranza: 13 i voti ottenuti contro i 9 del suo diretto concorrente, il procuratore di Enna Francesco Palmeri. Asaro è attualmente procuratore di Gela, dove lavora dal 2016, ed è stato in precedenza sostituto Procuratore Generale a Caltanissetta, oltre che sostituto procuratore a Palermo, per un decennio in servizio alla Direzione distrettuale antimafia anche con delega sulla provincia di Agrigento. E tra l’altro da pubblico ministero a Palermo ha indagato sull’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e poi sciolto nell’acido.