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Ladri scatenati nell’Agrigentino. “La messa è finita” a Campobello di Licata, in piazza San Giuseppe, dove nottetempo un ladro poco devoto del santo falegname è entrato furtivamente dentro la chiesa di San Giuseppe e ha rubato un calice e poco denaro frutto delle offerte. Il sacerdote ha sporto denuncia ai Carabinieri. E a Seccagrande, frazione marina di Ribera, i ladri, approfittando dell’assenza dei proprietari, si sono intrufolati in tre appartamenti tutti nella palazzina di un nucleo familiare. E hanno rubato 30mila euro circa in contanti e gioielli per un bottino complessivo di almeno 75 mila euro. Indagano i Carabinieri.

Un uomo di 50 anni di Palermo, attualmente ad Agrigento e intenzionato a rientrare a Palermo, è sempre più determinato nella sua intenzione. Pretende però di viaggiare in treno senza biglietto. Pochi giorni addietro è stato denunciato a piede libero alla Procura dalla Polizia perché alla stazione centrale, al rifiuto del capotreno a che lui salisse senza biglietto, ha rotto una bottiglia di vetro su una ringhiera e ha iniziato a minacciare e a inveire contro il capotreno e i passeggeri. Adesso il palermitano ha ritentato di partire gratis, non più dalla stazione centrale ma dalla stazione di Agrigento bassa, dove si è altrettanto scatenato in escandescenze quando lo hanno trattenuto a terra: “Faccio saltare in aria la stazione” – ha minacciato scagliandosi contro i poliziotti. E’ stato arrestato per resistenza a Pubblico ufficiale e porto ingiustificato di arma atta ad offendere, perché in possesso di una spranga di ferro. L’arresto è stato convalidato dal Tribunale, che non gli ha applicato nessuna misura cautelare. E’ difeso dall’avvocato Gianfranco Pilato. Chissà se adesso proverà a partire gratis verso Palermo dalla stazione di Aragona Caldare.

Il premier Giorgia Meloni affida all’ex presidente della Regione Siciliana la delega anche alla Protezione civile. Il commento del ministro Nello Musumeci.

Nello Musumeci è stato nominato ministro per il Sud e del Mare, e si è tanto sottolineato che il suo ruolo sarebbe stato suo malgrado poco incisivo allorchè sono deleghe tecnicamente “senza portafoglio”, ovvero le iniziative sono delegate dalla presidenza del Consiglio perché non si tratta di un Dicastero autonomo. Peraltro non è ancora stato risolto il rebus se la competenza sui porti è compresa nella delega del Mare oppure nel ministero delle Infrastrutture, quindi di Matteo Salvini. E quindi è stato prospettato a rimedio che a Musumeci fosse affidata anche la delega alla Protezione civile, rilevante e determinante tanto che è stata sempre mantenuta dal presidente del Consiglio. E così è stato. Nell’ambito di tale prospettiva il senatore Musumeci ha partecipato alle esercitazioni simulate anti-terremoto a Messina lo scorso 4 novembre, e adesso è ufficiale: lui è il ministro alla Protezione civile. E l’ex presidente della Regione, che peraltro durante i suoi 5 anni di governo ha lavorato anche come Commissario contro il dissesto idrogeologico in Sicilia, commenta: “Ringrazio il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per questo ulteriore atto di fiducia. Protezione civile e Casa Italia sono due deleghe di grande responsabilità e, quindi, particolarmente esaltanti, che vanno ad unirsi a quella per le Politiche del mare, che è una delega fortemente voluta proprio dal Presidente Giorgia Meloni, che dimostra l’intenzione del Governo di valorizzare il mare come grande forma di rilancio per l’indotto dell’Italia”.

Il segretario generale della Regione Siciliana, Maria Mattarella, figlia di Piersanti, a capo della ‘cabina di regia” che vigilerà sulla programmazione e la spesa dei fondi del Pnrr.

“La mia sarà la Regione con le carte in regola”: fu l’impegno assunto dal presidente della Regione, Piersanti Mattarella, prima di essere ucciso dalla mafia il 6 gennaio del 1980. Adesso, 42 anni dopo, sarà la figlia di Piersanti, Maria Mattarella, ad assicurare che i soldi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, siano gestiti “con le carte in regola”. La nipote del presidente della Repubblica, attualmente segretario generale della Regione Siciliana, è stata scelta dal presidente, Renato Schifani, per coordinare un pool di esperti che vigilerà sui fondi del Pnrr destinati alla Sicilia. Lei sarà quindi a capo della ‘cabina di regia’ già annunciata da Schifani per sostenere e assistere gli assessorati regionali nella programmazione e nella spesa dei fondi. E ciò anche perché la Regione è appena reduce dal flop dei progetti presentati per ottenere i finanziamenti del primo bando, sull’irrigazione in agricoltura: i Consorzi di bonifica hanno inviato tramite la Regione 31 progetti, quasi tutti con errori formali, e sono stati bocciati. Adesso alla Sicilia non sono ammessi ‘passi falsi’, perché sul piatto vi sono 10 bandi europei da 3 miliardi di euro complessivi, a breve scadenza. E sarà una corsa contro il tempo. Uno dei bandi stanzia 900 milioni di euro per le condotte idriche del territorio nazionale. E la Sicilia ha presentato solo 5 progetti, con circa 90 milioni di euro concessi per riparare le condotte fra le province di Palermo, Catania e Caltanissetta. Nell’isola più della metà dell’acqua distribuita è sprecata a causa delle reti idriche colabrodo. A fronte di tutto ciò Renato Schifani ha convocato attorno al suo tavolo a Palazzo d’Orleans i 23 dirigenti generali. Si è discusso dei bandi che scadranno nelle prossime settimane, dei progetti attivati e da attivare, e del personale che sarà impiegato nel piano di investimenti sorretto, ordunque, dalla “task force – pool – cabina di regia”, capeggiata da Maria Mattarella. E l’ex presidente del Senato commenta: “Il Pnrr è un’opportunità straordinaria per lo sviluppo della Sicilia e non possiamo sprecarla. Tanto è già stato fatto ed è nostra intenzione continuare su questa strada. Ho chiesto agli uffici di fornirmi un quadro il più completo possibile. Adesso dovremo fare in fretta per impedire che anche un solo euro sia sprecato”. Maria Mattarella si è laureata in Giurisprudenza con il massimo dei voti nel 1986, è avvocato dal 1995, e lavora alla Regione dal 1993, all’ufficio legislativo e legale, prima dell’incarico di Segretario generale affidatole dalla giunta dell’ex presidente della Regione, Nello Musumeci. Anche lui, prima di congedarsi, ha sottolineato: “Lascio una Regione con le carte in regola”.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Lo scorso 30 ottobre, domenica, una ragazza di Messina di 23 anni, studentessa a Torino, è stata aggredita e violentata in un residence universitario, il campus “Borsellino”. La ragazza è stata ricoverata in ospedale. Domenica poco dopo la mezzanotte alla giovane hanno bussato alla porta della sua stanza, al nono piano. Lei, credendo che fosse un o una collega di studi, ha aperto. L’aggressore, che si è intrufolato nel residence, avrebbe prima bussato anche ad altre porte, bighellonando tra i corridoi. Ebbene adesso è stato arrestato dalla Polizia un sospettato, un minorenne di origine centro-africana. La ragazza ha fornito un racconto dettagliato, permettendo agli investigatori di recuperare anche il Dna del suo violentatore. Sono stati esaminati i video delle telecamere di sorveglianza, e i fotogrammi più utili sono stati estrapolati e distribuiti agli equipaggi delle Volanti alcuni giorni addietro. Grazie al colpo d’occhio dei poliziotti di una pattuglia il minorenne africano è stato individuato nottetempo ancora nei paraggi del residence “Borsellino”. Adesso è recluso in un Centro di prima accoglienza per i minorenni. Statura, corporatura e alcuni capi di abbigliamento corrispondono all’identikit reso dalla studentessa messinese. E decisivo è stato l’esito della comparazione del Dna. I magistrati procedono per violenza sessuale. Non sono contestati altri episodi, anche se in Questura è stata segnalata un’altra aggressione avvenuta nello stesso quartiere ancora il 30 ottobre. Il minorenne risiede in provincia di Torino con la famiglia.

Comitini, Città del Tricolore, domani, sabato 12 novembre, durante la Santa Messa delle ore 18 nella Chiesa dell’Immacolata, ricorderà le vittime nelle miniere, in occasione della Giornata dedicata alla loro memoria. Il sindaco, Luigi Nigrelli, intende ricordare i tanti morti nelle viscere della terra, in particolare i cosiddetti carusi, bambini in tenera età che per pochi spiccioli venivano mandati dai genitori a lavorare in una delle decine e decine di miniere che funzionavano a pieno regime nel piccolo centro agrigentino.
“Il nostro comune – dice Nigrelli – non può non ricordare questo particolare giorno visto che nelle miniere che insistevano nel nostro territorio di morti se ne sono pianti tanti, purtroppo. A loro va il nostro ricordo e, in particolare, a tutti quei bimbi che nelle miniere hanno perso la vita”.

La Giunta comunale di Agrigento ha deliberato, e l’atto è però subordinato all’autorizzazione del prefetto, la collocazione di una targa che intitola la tribuna centrale dello stadio comunale “ Esseneto” a Domenico Gareffa, benemerito dello sport agrigentino. L’Amministrazione Miccichè è stata sensibilizzata verso tale iniziativa dal Coni locale, e nella motivazione si legge: “La decisione è stata presa perché Gareffa ha svolto un ruolo importantissimo per la crescita dello sport nella nostra città e per aver costituito un esempio per i giovani agrigentini e per le generazioni future”.

L’assessore comunale alla Pubblica istruzione di Agrigento, Valeria Proto, e il sindaco, Franco Miccichè, informano che sono stati destinanti 50mila e 984 euro a sostegno delle spese sostenute per il pasto a favore delle famiglie con bambini di età compresa nella fascia 3/6 anni e che frequentano una scuola dell’infanzia statale a tempo pieno. La somma è sufficiente per la copertura del costo del pasto per le famiglie che rientrano nella prima fascia di reddito ISEE da 0 a 3.500 euro (110 famiglie), mentre sarà riconosciuto un contributo parziale alle famiglie rientranti nella seconda fascia di reddito ISEE da 3.501 euro fino a 4.000 euro (39 famiglie). Il dirigente del settore competente ha già provveduto a relazionarsi con i dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi cittadini che provvederanno a raccogliere le istanze delle famiglie interessate e trasmetterle all’Ufficio Pubblica istruzione entro il 21 novembre, cosicché il servizio possa essere avviato il primo dicembre.

Al mattino di oggi sono 1.437 i migranti ospiti del Centro d’accoglienza a Lampedusa, in contrada Imbriacola. La struttura, che potrebbe invece alloggiarne poco meno di 400 (389 per la precisione) è al collasso. La Prefettura di Agrigento ha disposto l’imbarco di 91 persone, fra cui 50 minori non accompagnati, sul traghetto di linea Veronese che giungerà in serata a Porto Empedocle. Ieri, con i due traghetti di linea, da Lampedusa sono stati complessivamente trasferiti 355 migranti.

Il più giovane deputato all’Assemblea Regionale è un figlio d’arte. Si tratta di Calogero Leanza, 26 anni, nato il 27 dicembre del 1994, avvocato, impegnato in varie attività sociali, figlio dell’ex presidente della Regione, il democristiano Vincenzo Leanza, morto nel 2004. Il 25 settembre è stato eletto nella lista del Partito Democratico con 4.436 voti nel collegio di Messina. Tra l’altro, conversando tra i corridoi di Palazzo dei Normanni, Calogero Leanza ha affermato: “Ho perso mio padre all’età di 9 anni. La mia famiglia ruotava attorno alla politica, mio padre non ha mai preso un giorno di ferie, e quando andavamo in vacanza affittava una sala riunioni per fare segreteria. Il mio sogno? Continuare a fare quel che mio padre ha interrotto, con la stessa passione, ma con metodo più moderno. Credo nel dialogo che è fondamento dell’opposizione costruttiva, la vera opposizione: sarà sempre un lavoro costruttivo da parte mia e attento nell’interesse dei siciliani e dei tanti e delicati impegni che dovremo affrontare nei prossimi mesi. Per tali ragioni mi concentrerò sul lavoro e nelle proposte che come Pd porteremo in Aula”.