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Sono originari del Mali, del Camerun, della Costa D’Avorio, della Guinea i 38 migranti soccorsi in mare al largo di Lampedusa e che viaggiavano su un barchino. I migranti una volta sbarcati al molo Favarolo, sono stati sottoposti ad un esame sanitario e poi trasferiti all’hotspot di Contrada Imbriacola, dove sono presenti già più di mille ospiti.

Il barchino di circa 7 metri è partito dalla Tunisia, poi intercettato dalla Capitaneria di Porto.
I migranti sono stati fatti sbarcare e il natante è stato abbandonato alla deriva.

Martedì potrebbe essere finalmente il giorno buono per la nascita del nuovo governo regionale.

Il presidente della Regione Renato Schifani sta dedicando l’ultimo weekend “da uomo solo al comando” a limare gli ultimi dettagli prima di consegnare all’ufficialità la squadra di governo.

Regge la pregiudiziale posta da Schifani sugli assessori parlamentari, con l’eccezione tecnica di Giovanna Volo alla Sanità, decisione questa che non ha, al momento, disinnescato i malumori romani del partito di Giorgia Meloni.
Per il resto le ultime ore hanno alimentato i dubbi di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia meno convinti di altri sullo scambio Turismo-Attività produttive, delega quest’ultima che dovrebbe finire adesso a Edy Tamajo. Inoltre dentro il gruppo parlamentare di FdI si va alla ricerca di un equilibrio nel gruppo. Il rischio di strascichi al veleno dopo il tira e molla sugli esterni in giunta rischia di indebolire i meloniani. Il quadro appare comunque definito. Ore di vigilia finali dunque prima della nascita del governo Schifani, una partenza attesa per rimettere in pista la macchina della Regione ferma da quasi due mesi.

Da oggi l’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, teatro del maxiprocesso alla mafia, porta il nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due giudici che istruirono il primo atto d’accusa alle cosche mafiose.

Una intitolazione, decisa dalla commissione permanente della Corte d’Appello del capoluogo siciliano nel trentesimo anniversario delle stragi costate la vita ai due magistrati, seguita da una cerimonia solenne alla quale hanno partecipato il Capo dello Stato Sergio Mattarella, i ministri della Giustizia e dell’Interno Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, i vertici degli uffici giudiziari palermitani, il procuratore di Roma e alcuni familiari delle vittime della mafia come Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato a Capaci.

Nel luogo che vide per la prima volta alla sbarra i vertici di Cosa nostra sono stati ricordati il valore e l’opera di Falcone e Borsellino che con il loro lavoro infransero il mito dell’invincibilità della mafia.

“In quest’aula, esempio unico di efficienza nell’edilizia giudiziaria, costruita in sei mesi per lo svolgimento del maxiprocesso, grazie al lavoro unico di Falcone e Borsellino, alle loro intuizioni e alla loro rivoluzionaria consapevolezza della specificità di Cosa nostra si è potuto celebrare un dibattimento che ha segnato la storia della lotta alla mafia”, ha detto il presidente della corte d’appello di Palermo Matteo Frasca che ha ricordato anche gli attacchi subiti in vita da Giovanni Falcone.

Un tema, quello dell’isolamento del giudice ricordato anche dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Falcone e Borsellino erano svincolati dalle parrocchie ideologiche.

Le maggiori critiche vennero loro rivolte proprio da una parte della magistratura e furono critiche che addolorarono l’ultimo periodo di vita di Falcone, ma lui non si arrese”, ha sottolineato il Guardasigilli. Di ferita mai rimarginata ha parlato, sempre a proposito degli attacchi subiti dai due magistrati, anche il vicepresidente del Csm David Ermini. “Nella magistratura si è fatta ammenda ma la ferita sarà cicatrizzata solo quando si arriverà alla piena verità sulle stragi”, ha ammonito.

E della necessità che siano dissipati i misteri che avvolgono ancora gli attentati del ’92 ha parlato anche il presidente emerito della Cassazione Giovanni Canzio. Alla intitolazione dell’aula hanno partecipato anche gli studenti di alcune scuole palermitane: “i ragazzi di oggi nel ’92 non erano nati ed è nostro dovere trasmettere loro la memoria di una stagione di lutti, ma anche di successi”, ha detto il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia.

 

La giornata, che chiude le cerimonie del trentennale delle stragi, si concluderà al Teatro Massimo con la rappresentazione del Requiem per le vittime della mafia scritto dopo gli attentati di Capaci e Via D’ Amelio da sette musicisti. Una decisione, quella di celebrare il ricordo delle vittime con la musica, presa nella convinzione che la mafia si combatte anche con l’arte.

Il prestito di 10 milioni deliberato della Regione, con tanto di interesse e rischio per le casse comunali, è stato incassato dall’Aica per tre milioni e qualche spicciolo. Un prestito per consentire  ad Aica di avviare le proprie attività iniziate il 3 agosto dello scorso anno.

Ad oggi, solo 16 i comuni che hanno presentato istanze di erogazione delle risorse: Agrigento, Caltabellotta, Campobello di Licata, Castrofilippo, Cattolica Eraclea, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Montallegro, Montevago, Raffadali, Realmonte, Sant’Angelo Muxaro, Siculiana e San Biagio Platani. Di questi solo 12 hanno versato, cioè tutti tranne Raffadali, Montallegro e Realmonte, con Siculiana che ha già ottenuto le risorse ma non ha versato ancora nulla al gestore.

Se Sambuca di Sicilia, Sciacca e Naro hanno adottato le delibere da parte dei Consigli comunali di approvazione del piano di rientro, al momento non si hanno notizie di Aragona, Calamonaci, Canicattì, Casteltermini, Comitini, Licata, Palma di Montechiaro, Porto Empedocle, Racalmuto, Ravanusa, Ribera, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Villafranca Sicula.

Il Comune di Palma di Montechiaro non ha consegnato reti e impianti idrici, mentre per Camastra Aica si sta attivando per diffidare l’amministrazione agli enti competenti.

Il presidente Provvidenza rivolge un ultimo invito agli inadempienti a “provvedere nel brevissimo periodo a porre in essere i necessari atti politici e amministrativi di competenza ovvero ad assumere le diverse scelte ritenute opportune”.

“Su sollecitazione dell’onorevole Carmelo Pace ho deciso di aderire in modo convinto alla Nuova Dc costituita in Sicilia dall’ex Presidente della Regione Totò Cuffaro, sicuro che il neo deputato regionale sarà in grado di rappresentare al meglio, con il mio supporto, le esigenze del territorio”. Con questa dichiarazione, il consigliere comunale Filippo Bellanca rinforza ancora di più il gruppo consiliare della D.C.

“La personale amicizia- continua Bellanca- che da anni mi lega a Carmelo Pace e l’esigenza di dare seguito al mio personale percorso politico e amministrativo che da anni mi mette al servizio delle istanze dei miei concittadini mi hanno portato a fare delle scelte sul futuro della mia esperienza politica”.

“Insieme a Carmelo Pace, ognuno per la sua parte, abbiamo fatto diverse battaglie e adesso abbiamo deciso di convergere le nostre strade in un’unica direzione. Insieme agli amici Irene Pumilia, Manuela Allegro, Dalila Barbiera, Elide Cassarà, Gabriella Indelicato, Gaia Visita con i quali nel corso dell’ultima campagna elettorale amministrativa ci siamo candidati dando forza al progetto civico “Sciacca Venti Ventidue”, che continuerà il suo percorso locale, siamo ora pronti a fornire all’amico Carmelo e alla Dc la nostra collaborazione e a mettere al servizio del territorio le competenze da noi acquisite in questi anni”.

Il gruppo consiliare della DC è composto da Carmela Santangelo, Pasquale Bentivegna, Filippo Bellanca e Nino Venezia.

La SRR Area Metropolitana di Messina ha indetto una procedura di gara per l’affidamento del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto allo smaltimento dei rifiuti urbani del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.
Alla procedura prendevano parte diversi operatori del settore rifiuti che formulavano le proprie offerte per l’aggiudicazione del servizio.
All’esito delle operazioni di gara e valutate le offerte delle partecipanti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, la società Dusty s.r.l. risultava aggiudicataria.
La società C. s.r.l. (classificatasi al terzo posto della procedura), ritenendo illegittima la valutazione operata dalla commissione di gara, proponeva un ricorso giurisdizionale innanzi il T.A.R. Sicilia sede di Catania.
Con il suddetto ricorso, la C. S.r.l lamentava presunte difformità tra quanto previsto dal bando di gara e l’offerta proposta dall’aggiudicataria, oltre all’omesso rispetto dei requisiti di partecipazione in capo alla seconda classificata.
Nel giudizio si costituiva l’aggiudicataria Dusty s.r.l., con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Lucia Alfieri e Calogero Marino, deducendo l’infondatezza delle doglianze formulate dalla C. s.r.l..
In particolare, gli avv.ti Rubino, Alfieri e Marino comprovavano che l’offerta della Dusty s.r.l. garantiva ampiamente i parametri e le condizioni previste dal bando di gara oltre ad essere in linea con le previsioni del capitolato speciale di appalto.
Sottolineata la corrispondenza dell’offerta della Dusty s.r.l. con le previsioni di gara, gli avvocati Rubino, Alfieri e Marino rilevavano ulteriormente che la propria assistita aveva presentato addirittura una relazione migliorativa dell’offerta, tale da rendere la medesima più competitiva rispetto ai parametri minimi previsti dal bando di gara.
Il TAR Catania, accogliendo le argomentazioni degli avvocati Rubino, Alfieri e Marino, ha respinto il ricorso proposto dalla C. s.r.l. perché infondato.
Pertanto, la S.R.R. potrà procedere alla contrattualizzazione della Dusty s.r.l. ed i cittadini del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto potranno iniziare a fruire dell’innovativo servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha annunciato che mercoledì prossimo giureranno in Assemblea i nuovi assessori. Nel frattempo sono insorti degli inconvenienti. I vertici nazionali di Fratelli d’Italia hanno chiesto a Schifani che i loro quattro assessori siano due deputati e due esterni. Dunque sarebbe mutata la rosa dei primi quattro assessori, tutti deputati: Alessandro Aricò, Elvira Amata, Giusi Savarino e Giorgio Assenza. I due esterni pretesi sono Elena Pagana, ex deputata di Attiva Sicilia bocciata alle urne e moglie dell’ex assessore alla Salute Ruggero Razza. E poi Francesco Scarpinato, secondo dei non eletti nella lista di Palermo. Se Schifani dovesse acconsentire alla nomina di esterni, allora Raffaele Lombardo potrebbe puntare su Luigi Genovese, fuori dall’Assemblea per uno scarto di 30 voti di lista, al posto di Roberto Di Mauro. Poi la Lega potrebbe sacrificare il nome di Vincenzo Figuccia per recuperare Francesco Scoma o Eleonora Lo Curto. Forza Italia chiederebbe spazio per Tony Scilla o Francesco Cascio. E Cuffaro avverte: “Se si dovesse aprire a scelte di assessori esterni, anche la Dc vorrà designare il suo tecnico”.

Come già pubblicato, Fernando Asaro, attualmente procuratore di Gela, è stato nominato dal Csm procuratore di Marsala. Asaro è stato tra i candidati a dirigere anche la Procura di Agrigento, retta dal reggente Salvatore Vella, aggiunto di Patronaggio adesso a Cagliari. E dunque per la successione a Patronaggio sono due e non più tre i candidati. Si tratta del procuratore di Sciacca Roberta Buzzolani e del magistrato della procura generale presso la Corte di Cassazione, Giovanni Di Leo, che ha iniziato la sua carriera in magistratura nel 1989 come giudice proprio ad Agrigento. Buzzolani ha presentato domanda anche per un posto di procuratore aggiunto di Palermo.

Dopo la convalida da parte del Tribunale di Agrigento, i poliziotti del Commissariato di Licata hanno notificato a L G, sono le iniziali del nome, 38 anni, licatese, il provvedimento Daspo, ovvero il divieto di accedere alle manifestazioni sportive, emesso dal Questore di Agrigento, Maria Rosa Iraci. Durante la partita Licata – Giarre, lo scorso 22 maggio, lui si è reso protagonista di una condotta ritenuta pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica, allorchè prima si è arrampicato sulla recinzione metallica che circonda il campo da gioco, e poi è entrato dentro il rettangolo. Siccome è recidivo per atti dello stesso genere, il divieto Daspo gli è stato imposto per 8 anni.

Un nuovo caso al Grande Fratello Vip sta facendo discutere sui social network. Micol Incorvaia, una delle concorrenti, è stata sorpresa a canticchiare “Faccetta nera”, il brano della propaganda fascista, poco prima della diretta di ieri sera del programma in onda su Canale 5, mentre era in bagno a prepararsi. Ora diversi utenti chiedono la sua sospensione ricordando che l’apologia del fascismo è reato. “Chiediamo la squalifica per Micol Incorvaia che canta Faccetta Nera – scrive un utente -, un Inno al Fascismo, la più brutta pagina della storia italiana. Un bruttissimo messaggio per milioni di telespettatori”.

(ANSA)