Home / 2022 / Novembre (Pagina 26)

Ad Agrigento, nel centro cittadino, in via Empedocle, un giovane a volto scoperto e non armato, ha minacciato e strattonato un ragazzo di 15 anni, e lo ha costretto a consegnagli i soldi in possesso, 10 euro. Indagano i Carabinieri. Il rapinatore sarebbe locale, come testimoniato dall’accento siciliano. Lo scorso 30 ottobre, ad Agrigento, al Viale della Vittoria, un ragazzino di 12 anni è stato rapinato con, più o meno, le stesse modalità.

Ad Agrigento domani, martedì 15 novembre, al Circolo Empedocleo, in via Atenea, si svolgerà alle ore 17:30 la prima edizione del Premio nazionale di giornalismo Salvatore Gilotti, su iniziativa del sindacato dei giornalisti Sagi. Il segretario nazionale, Nino Randisi, afferma: “Totò Gilotti, maestro per diverse generazioni di giornalisti siciliani, è stato per molti anni responsabile delle pagine provinciali del Giornale di Sicilia. Alla cerimonia di consegna della targa premio, che sarà assegnata da una giuria del sindacato ad un giovane giornalista, prenderanno parte anche i colleghi che hanno lavorato nel tempo con Gilotti. La manifestazione sarà coordinata dal responsabile regionale del Sagi, Enzo Nocera, e vedrà anche la partecipazione con un proprio contributo dello scrittore e saggista Matteo Collura che iniziò la propria carriera al Giornale di Sicilia”. I lavori saranno conclusi dallo stesso Nino Randisi.

Il cadavere di un ottantenne è stato ritrovato in una scarpata in contrada Bordea. Sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Sciacca su richiesta dei carabinieri.

L’anziano, originario di Paceco,  era a pochi metri dalla sua auto, una vecchia Punto che era rimasta impantanata. Era sceso dal mezzo forse per capire cosa fosse accaduto o per chiedere aiuto e probabilmente in quel momento potrebbe avere avuto un malore.

Pare che lo stessero cercando perchè ieri sera non era rientrato a casa. Oggi la macabra scoperta. Accertamenti ulteriori sono in corso da parte dei carabinieri.

Un incidente stradale lungo la strada statale 115, in territorio di Palma di Montechiaro, ha provocato la morte di Maurizio Scarnà, 52 anni, di Casteltermini. A lui, alla guida di una Nissan, forse a causa dell’asfalto bagnato dalla pioggia, è sfuggito il controllo del mezzo all’uscita da una galleria. L’impatto contro il guardrail è stato violento e il veicolo si è ribaltato. Ferito un passeggero, un uomo di 38 Francesco Burgio anche esso di Casteltermini, anni trasferito all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro e una pattuglia dei Carabinieri a supporto.

In Iran negli ultimi trenta giorni migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il paese. A differenza del passato, le proteste di questi giorni appaiono più ampie e inclusive. La rabbia ha contagiato uomini e donne. L’onda di sdegno per la morte di Mahsa Amini  ha fatto traboccare il vaso già colmo, di un vasto movimento femminile che non sopporta più la leadership clericale della Repubblica islamica sciita, nella vita privata delle persone, le imposizioni dall’alto di un codice di abbigliamento. L’obbligo del velo che vale per tutte le donne nel Paese, sia iraniane che straniere. Le proteste femminili dilagano anche a Kabul. Un centinaio di donne è sceso in strada per manifestare contro l’attentato nel centro educativo di un quartiere sciita di Kabul in cui sono state uccise 19 studentesse. In Afghanistan le donne sono, di nuovo, oggetto accessorio, proprietà maschile. Sono stati proibiti gli studi superiori e le cariche pubbliche. Ma sono anche state bandite dallo sport e non possono uscire di casa senza un parente uomo. Oggi, le donne afghane, irachene, come quelle dell’Africa, dell’Asia, del Medio Oriente e del Sud America vivono da combattenti da sempre e non sanno cosa sia la rassegnazione. Scomparse dietro i drappi neri e le pieghe del burqa, mettono a rischio ogni volta la loro vita, non smettono di lottare per riprendersi tutti i diritti perduti. In questi Paesi c’è ancora tanto da fare per raggiungere la parità di genere, sia a livello culturale che socio-economico. Di fronte a tanto dramma, non possiamo rimanere indifferenti o voltarci dall’altra parte. Sosteniamo le Donne in lotta, con la consapevolezza di raggiungere un “woman’s day” mondiale.

I familiari, nel rispetto della volontà già espressa nel testamento biologico, hanno prestato il consenso all’espianto e alla donazione degli organi di una donna di 80 anni di Santo Stefano di Quisquina, morta all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. E’ stato attivato il Crt (Centro regionale trapianti), che è in collegamento con il centro nazionale, ed è stata subito eseguita la procedura per verificare quali organi potessero essere donati. Numerosi operatori sanitari sono stati coinvolti nell’operazione coordinata dalla direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento tramite l’amministratrice del settore, Rosa Maria Provenzano. Hanno lavorato il primario Gerlando Fiorica, e gli infermieri Calogero Vella, Antonino Vullo, e Giulia Castro, insieme a due colleghi medici dell’Ismett di Palermo dove sono stati trasferiti fegato, reni e cornee.

“Ritengo necessario e urgente che il commissario dell’Asp di Agrigento mantenga gli impegni assunti nei mesi scorsi per migliorare i servizi sanitari negli ospedali di Sciacca e Ribera, non si può continuare con la situazione attuale che vede reparti sguarniti o inesistenti”. Lo scrive in una nota la deputata regionale di Forza Italia e sindaco di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, presidente uscente della commissione Salute dell’Ars.

“Per quanto riguarda il Pronto soccorso di Ribera – aggiunge La Rocca Ruvolo – era stata promessa la riapertura a luglio per i codici gialli e verdi ma è ancora chiuso, l’impegno deve essere quello di riaprirlo a pieno regime e su questo bisogna confrontarsi con il governo nazionale, così come lo si deve fare per il riconoscimento di zona disagiata. In questi anni l’ospedale di Ribera, considerato di fatto già chiuso, è stato mantenuto aperto e potenziato in termini infrastrutturali con oltre 10 milioni di euro di investimenti per l’adeguamento dei reparti e l’acquisto di nuove tecnologie sanitarie. Ora che il Covid ha allentato la presa in termini di ricoveri ospedalieri occorre lavorare celermente al piano di rifunzionalizzazione già varato attivando i reparti per offrire un’adeguata assistenza sanitaria ai cittadini di un vasto territorio che comprende Ribera e tutti i paesi del circondario”.

“E’ ormai insostenibile – prosegue la deputata regionale – la situazione all’ospedale di Sciacca. Pronto soccorso intasato, carenza di personale medico e sanitario in tutti i reparti, alcuni che non sono assolutamente in condizioni di funzionare: Medicina generale senza primario, in Chirurgia un primario a scavalco, solo due medici in ortopedia e due in Urologia. Occorre attuare subito quanto già previsto dalla nuova Rete ospedaliera regionale, varata dall’assessorato dopo un ampio confronto in commissione Salute, per renderlo a tutti gli effetti un Dea di I livello, fornendo i reparti di nuovo personale e attivando i reparti previsti, a partire da quello di Neurologia che consentirà di rendere operativa anche l’unità Stroke Unit per la degenza e la riabilitazione delle persone colpite da ictus. Non è più tempo di parole, occorre passare ai fatti. Non si può più rinviare, non si può vanificare il lavoro di programmazione fatto in questi anni, bisogna dare sin da subito le risposte che i cittadini aspettano ormai da molto tempo”.

Perdurante sovraffollamento al Centro d’accoglienza per migranti a Lampedusa, in contrada Imbriacola, dove al mattino di oggi sono state contate 1.289 persone a fronte di 389 posti disponibili. Ieri, con 9 sbarchi, sono giunti 300 extracomunitari. La Prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento di circa 450 persone in mattinata sul traghetto “Veronese”, atteso in serata a Porto Empedocle. E questa sera partiranno da Lampedusa altri 150 migranti.

Agrigento, movida e controlli. Durante la notte tra sabato e domenica sono state inflitte dalla Polizia 4 sanzioni da 500 euro ciascuna ad altrettanti locali per musica ad elevato volume oltre l’orario consentito dall’ordinanza in vigore, ovvero la mezzanotte. I poliziotti hanno sanzionato anche i gestori di due distributori automatici, uno in via Atenea, e l’altro a San Leone, perché sono state disponibili all’acquisto bottiglie di birra, violando il divieto di vendita di bevande in bottiglie di vetro e di alcolici d’asporto dopo la mezzanotte. Dalla mezzanotte in poi è consentita, esclusivamente agli esercizi pubblici (bar e ristoranti), la somministrazione delle bevande alcoliche e superalcooliche per il consumo all’interno del locale, o nello spazio esterno di pertinenza.

I Carabinieri della stazione di Grotte, in esecuzione di un ordine di carcerazione, hanno arrestato un uomo di 56 anni, di Grotte, e lo hanno trasferito nel carcere “Di Lorenzo” ad Agrigento. Sconterà una condanna definitiva a 2 anni e 6 mesi di reclusione per il reato di maltrattamenti a danno dell’anziana madre. E’ stata la donna a denunciare il figlio ai Carabinieri esasperata per le minacce e le violenze subite tra il 2016 e il 2017.