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Una donna di 73 anni di Naro questa mattina ha tentato il suicidio lanciandosi dal balcone di casa in zona Baglio. La donna, nonostante il violento impatto al suolo, è rimasta viva anche se le sue condizioni sembrano essere gravi.

Sul posto oltre all’ambulanza del 118 e i Carabinieri della locale stazione è atterrato un elisoccorso che ha trasferito la donna in codice rosso all’ospedale Santa Elia di Caltanissetta.

Pare, secondo una prima ricostruzione dei militari dell’arma, che la donna soffrisse di crisi depressive e, in preda allo sconforto, sarebbe riuscita a scavalcare la ringhiera del balcone della propria abitazione per gettarsi nel vuoto.

In occasione della Giornata mondiale e nazionale in memoria delle vittime della strada, che si celebra il 20 novembre di ogni anno, Automobil Club Agrigento, in linea con Aci nazionale, lancia un appello alla prudenza e al senso di responsabilità quando ci si mette alla guida.

Nell’Agrigentino, a fronte di una popolazione di 412.427 e un parco circolante di 399.257, nel 2021 si sono verificati ben 476 incidenti stradali che hanno determinato 15 decessi e 758 feriti mentre nel 2020 gli incidenti sono stati 368, 7 i morti e 566 i feriti.

Nel 2021, sulle strade italiane, si sono registrati 151.875 incidenti con lesioni a persone, che hanno causato 2.875 decessi e 204.728 feriti. Ogni giorno, in media, 416 incidenti, 7,9 morti e 561 feriti.

Nel primo semestre 2022 le stime Aci e Istat evidenziano, rispetto allo stesso periodo del 2021, un incremento di incidenti con lesioni del +24,7 per cento, vittime +15,3 per cento, feriti +25,7 per cento. Nel dettaglio: dal 1° gennaio al 30 giugno ben 81.437 incidenti hanno causato 1.450 morti e 108.996 feriti, in media 450 incidenti, 8 morti e 602 feriti ogni giorno. L’aumento delle vittime, nel 2022, si è registrato, in particolare, su strade extraurbane (+20 per cento) mentre è stato più contenuto su strade urbane (+11 per cento) e autostrade (+10 per cento).

Analogo andamento ha riguardato le percorrenze medie dei veicoli. Nel periodo gennaio – giugno 2022 le percorrenze medie autostradali sono aumentate del 25,6 per cento. La ripresa della circolazione interessa soprattutto i veicoli leggeri, in particolare le autovetture, mentre decisamente più contenuta è la crescita registrata per i veicoli pesanti (+7 per cento). Situazione analoga si rileva per il traffico sulla rete extraurbana principale, dove nei primi quattro mesi dell’anno gli incrementi hanno toccato punte del 30 per cento. Nelle città è ancora in crescita l’uso dei servizi di sharing, tra cui i monopattini, che rivestono la quota più elevata di noleggi. In calo, viceversa, il mercato dell’auto.

Nel primo semestre 2022, rispetto al 2019, anno fissato come base per il monitoraggio del decennio 2021-2030, si rileva, invece, ancora un lieve calo: incidenti stradali -2,6 per cento; feriti -6,8 per cento e deceduti -5,5 per cento. Con riferimento alla categoria di strada, le vittime diminuiscono in misura significativa sulle autostrade (-11,8 per cento) mentre sulle strade urbane ed extraurbane il calo è stimato intorno al 5 per cento.

Le statistiche sugli incidenti stradali, elaborate da ACI e Istat, mostrano una situazione di graduale ritorno alla normalità in seguito all’allentamento delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19.

“Il nostro intento – spiega l’avvocato Salvatore Bellanca, presidente di Ac Agrigento – è di sensibilizzare al rispetto delle regole dettate dal Codice della strada; essere prudenti quando si è alla guida di qualsiasi veicolo, sia questo a quattro o a due ruote. Non solo. Anche chi utilizza mezzi di “mobilità dolce”, quali il monopattino o la bicicletta, deve prestare attenzione mentre è alla guida. Ricordiamoci che, in caso di incidenti, è sempre il pedone ad avere la peggio e teniamo bene a mente che non esiste una velocità sicura: “Tuo il rischio, tua la responsabilità”. Invito, dunque, gli agrigentini a guidare con prudenza, sempre e ovunque. Ne va della nostra e altrui incolumità”.

Nelle stesse ore in cui Siracusa si colorava di bandiere, striscioni e vessilli istituzionali in difesa dello sviluppo economico ed industriale del nostro territorio, nessuna garanzia concreta per la continuità produttiva e occupazionale della Lukoil proveniva dal contemporaneo incontro fissato al ministero.

Il Tavolo ministeriale ha rinviato la decisione ad un ulteriore tavolo con l’Europa e ad un altro passaggio con SACE.

E intanto lo spettro di una chiusura della Lukoil si avvicina sempre di più e con esso si complica sempre più il destino occupazionale di migliaia di lavoratori”. Lo dicono Cgil e Cisl di Ragusa e Siracusa.

“Il conto alla rovescia è già partito per la Lukoil e per tutto il nostro apparato industriale. Noi non staremo a guardare, né faremo da stampella a nessuno. La grande manifestazione di ieri e lo sciopero generale di tutti i lavoratori dell’area industriale segna solo il primo il passo della protesta e della nostra rivendicazione” concludono.

(ANSA).

Marco Vullo, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Agrigento, comunica che è pronto l’Avviso caregivers, il fondo economico per il sostegno del ruolo di cura e assistenza che spetta al familiare che assiste un disabile grave o gravissimo, le domande possono essere presentate dagli aventi diritto in tutti gli undici comune del Distretto socio-sanitario D1 con scadenza 12 dicembre come termine perentorio.

Il contributo economico , per i caregiver gravi e per i caregiver gravissimi, verrà erogato nei limiti di stanziamento di Bilancio regionale e sulla base delle domande ammesse. Le domande saranno naturalmente al vaglio di controllo delle autorità di controllo per le dichiarazioni rese.

Il modello di istanza può essere scaricato dal sito istituzionale di ognuno dei comuni ricadenti il Distretto D1, per Agrigento è : www.comune.agrigento.it o presso gli uffici del settore servizi sociali e le domande complete devono essere presentate entro la scadenza del 12 dicembre presso l’ufficio protocollo del comune residente del disabile.

L’istanza dovrà essere corredata da questi documenti:

  • Copia del documento del careviger, pena esclusione;
  • Verbale della commissione attestante la disabilità grave ai sensi dell’art.3 comma 3 della legge 104/92, dalla quale emerga la non autosufficienza del soggetto, o verbale di accompagnamento, da presentare in busta chiusa.I certificati da allegare dovranno essere quelli da cui si evince la patologia.
  • Per i caregiver dei disabili gravi : Copia del Patto di servizio o dichiarazione del quale si evinca l’attività di cura del Caregiver del disabile non autosufficiente;
  • Per i carevigers dei disabili gravissimi: copia del patto di cura firmato e compilato;
  • Dichiarazione inerente il conto corrente da utilizzare per l’accredito del contributo.

Infine mi preme, conclude l’Assessore Vullo, ringraziare tutto il settore dei servizi sociali di Agrigento: Dirigente, T.P.O., dipendenti che sono riusciti in tempi veramente rapidi a chiudere l’iter per l’Avviso Caregiver, dopo il mio atto di indirizzo in Giunta. E’ un importante sostegno economico a chi assiste quotidianamente i disabili gravi e gravissimi con enorme sforzo e necessità di ulteriori sostegni che cercheremo di individuare dai futuri bandi e avvisi che avremo a disposizione sia come Assessorato , sia come Distretto. “

Secondo le previsioni meteo diramate dalla protezione Civile domano, domenica, dovrebbe essere una giornata particolarmente difficile da affrontare in quanto sono previste precipitazioni difuse, forti venti e brusco calo della temperatura.

Gli esperti indicano la possibilità di precipitazioni diffuse a carattere temporalesco, anche di forze intensità, dalle prime ore del mattino e per le successive 24-36 ore.

Il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ha diramato un avviso invitando i cittadini a non spostarsi o comunque limitare gli spostamenti se non strettamente necessari, a non sostare su passerelle o ponti o nei pressi degli argini dei torrenti e dei corpi idrici in genere, ad evitare di occupare la carreggiata di strade che devono essere lasciate libere per il passaggio di eventuali soccorritori, ad allontanarsi dai locali seminterrati ove è noto il rischio di allagamento, a non sostare sui ponti o lungo gli argini o le rive di un corso d’acqua in piena, a non sostare in aree soggette ad esondazioni o allagamento anche in ambito urbano, a non tentare di arginare la massa d’acqua – spostarsi ai piani superiori, a non percorrere un passaggio a guado o sottopassaggio durante e dopo un evento piovoso, ad allontanarsi dalle spiagge, dalle coste e dai moli, a non sostare, non curiosare in aree dove vi è stata una frana o un’alluvione e ad evitare, al verificarsi di precipitazioni intense, il transito veicolare e pedonale al Villaggio Mosè, a San Leone, fiume Naro, fiume Ipsas e fiume Drago.

Oggi è il giorno della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri. Anche ad Agrigento, al santuario di San Calogero, è stata celebrata, officiata dal cappellano militare don Salvatore Falzone, la tradizionale messa. Oggi, inoltre, si commemora l’81esimo anniversario dell’eroica difesa del caposaldo di Culqualber da parte del primo battaglione Carabinieri, e si celebra anche la “Giornata dell’orfano”. Hanno partecipato le autorità provinciali, unitamente a Carabinieri, in servizio e in congedo, alle loro famiglie, e i parenti delle “vittime del dovere”.

La Sig.ra P.C. originaria di Burgio (AG), avendo ereditato da un proprio parente una cappella gentilizia sita nel cimitero del Comune di Burgio, nel 2019 a seguito di un accesso sui luoghi, veniva a conoscenza del fatto che il Comune di Burgio, senza chiedere nessun consenso alla stessa, aveva acconsentito alla tumulazione della salma di un defunto non appartenente alla famiglia della P.C. all’interno della cappella familiare di quest’ultima.
Conseguentemente, la Sig.ra P. C. presentava richiesta di accesso agli atti, con la quale richiedeva al Comune di Burgio di prendere visione ed estrarre copia degli atti con i quali era stata disposta la tumulazione della salma all’interno della cappella gentilizia di sua proprietà.
Ma la detta istanza rimaneva priva di riscontro.
Sicché, la Sig.ra P.C, con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, decideva di proporre ricorso innanzi al T.A.R. Sicilia – Palermo, chiedendo la condanna del Comune di Burgio all’esibizione della documentazione richiesta.
Durante lo svolgimento del giudizio, la difesa della P.C. evidenziava non solo come la stessa fosse titolare di un interesse qualificato ad ottenere la documentazione in commento, ma anche la palese illegittimità del silenzio formatosi in merito all’istanza di accesso proposta dalla ricorrente.
Ebbene, con sentenza del 14.11.2022, il T.A.R. Palermo, Sez. II, condividendo le argomentazioni sostenute dagli Avv.ti Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, ha accolto il ricorso proposto dalla P.C. e ha ordinato al Comune di Burgio di esibire la documentazione richiesta entro il termine di giorni trenta, condannandolo anche al pagamento delle spese di lite in favore della parte ricorrente oltre alla refusione del contributo unificato.

L’imprenditore agrigentino Sergio Vella, 53 anni, titolare di una delle principali imprese di trattamento e smaltimento dei rifiuti nel sud Italia, destinatario di un provvedimento di sospensione dell’attività aziendale per un anno per presunti casi di corruzione legati al rilascio di autorizzazioni ambientali da parte di un funzionario della Regione, anche lui indagato, risponderà alle domande del giudice in sede di convalida, e il suo difensore, l’avvocato Nicola Grillo, impugnerà l’ordinanza cautelare innanzi al Tribunale del Riesame. Vella nel frattempo smentisce e afferma: “Leggere queste cose mi fa male perchè sono del tutto estraneo alle accuse. Questi comportamenti non mi appartengono e non fanno parte della mia cultura. Per me parla la mia storia, ho sempre combattuto l’illegalità e denunciato il malaffare. Sono pronto a chiarire ogni addebito, perchè le cose non stanno affatto così. Siamo in presenza di una bufala, non ho corrotto nessuno e non sono stato favorito da nessuno. Basti pensare che chi avrebbe dovuto agevolarmi ha fatto scadere tutte le autorizzazioni, e siamo stati costretti a presentare un nuovo progetto perdendo ben tre anni. Stiamo parlando davvero del nulla ma tutto questo lo chiarirò quanto prima nelle sedi competenti”.

di Filippo Cardinale

Se è vero che la paziente si trova al Pronto Soccorso da 12 giorni, è anche vero che un motivo sussiste e lo rappresenta il direttore del Pronto Soccorso, Ignazio Galizia. “Nonostante le difficoltà logistiche dovute ad una collocazione del Pronto Soccorso provvisoria in attesa del completamento dei lavori di riqualificazione della precedente ubicazione, è necessario fare chiarezza sulla vicenda sollevata in una nota dell’onorevole Carmelo Pace”.

“Noi abbiamo- prosegue Galizia- uno stazionamento medio in Pronto Soccorso del paziente tra 48/72 ore al massimo. Non abbiamo aperto l’astanteria poiché nella attuale sede non c’è spazio. Ma è attiva una Obi (Osservazione pre-intensiva) che è un prolungamento della Medicina, dove il paziente è assistito, curato, monitorato, in attesa del ricovero in reparto. La paziente, nella fattispecie, non è stata ricoverata in reparto poiché lo stesso è interessato da una bolla di contaminazione da Covid-19. Tra l’altro- precisa Galizia- la paziente accusa patologie importanti e non può essere sottoposta al rischio di contaminazione. Noi non ci basiamo sull’ordine di arrivo dei pazienti, ma sulla gravità della patologia, specie in una persona anziana. Non ho potuto trasferire la paziente al reparto di medicina proprio per il bene della stessa e per tutelarla. Abbiamo, dunque, scelto di tutelare la paziente nella zona Obi del pronto Soccorso dove vengono osservate misure di protezione adeguate. E’ stata da noi per sua tutela e per continuare la terapia. La paziente è costantemente assistita dal punto delle terapie, del monitoraggio, dell’assistenza igienica”.

 

Per la morte di Salvatore Di Gangi, avvenuta su un binario ferroviario a Genova lo scorso anno, rischia di finire sotto processo con l’accusa di abbandono di persona incapace, Domenico Tripodi, 61 anni, il capotreno in servizio sull’Intercity Notte la sera del 27 novembre dello scorso anno. E’ questa la richiesta avanzata dal pubblico ministero Federico Manotti nell’ambito dell’inchiesta scaturita dopo il rinvenimento del corpo senza vita del boss di Sciacca, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 novembre dello scorso anno.

Il controllore di Trenitalia aveva fatto scendere a Genova Di Gangi con regolare biglietto ma privo di Green pass, come prevedeva la legge in quel periodo. Non aveva avvisato la polizia ferroviaria, nonostante la persona non in regola con la documentazione anti Covid-19 avesse quasi 80 anni e si muovesse con l’aiuto di due stampelle, sottovalutando anche il fatto che era quasi l’una di notte. Salvatore Di Gangi, disorientato, invece di uscire dallo scalo camminò lungo il binario 20 della stazione Principe nella direzione sbagliata, finendo dentro la galleria dove poi fu ritrovato senza vita. Colpito, ha poi stabilito l’autopsia, da un treno merci.

Una morte che per qualche ora era rimasta avvolta nel mistero: trattandosi dello storico capomafia fedelissimo di Totò Riina, la prima ipotesi degli inquirenti fu il delitto mafioso, dato che Di Gangi era appena uscito dal carcere di Asti, dove era detenuto per scontare una condanna a 17 anni per mafia e da dove era stato scarcerato dalla corte d’appello di Palermo sulla base di una perizia che ne attestava deficit cognitivi, e stava raggiungendo i parenti in Sicilia (per motivi di salute avrebbe dovuto scontare la pena ai domiciliari). Con l’aiuto della polizia ferroviaria ligure, era stato possibile accertare che Di Gangi era uscito dal carcere di Asti nel tardo pomeriggio e a bordo di un taxi aveva raggiunto la stazione di Torino Lingotto. Spostamenti certificati dai filmati delle telecamere di videosorveglianza. Da lì l’Intercity Notte avrebbe dovuto portarlo a Roma Ostiense, dove sarebbe salito sulla coincidenza per Agrigento.

Invece il capotreno lo ha fatto scendere anzitempo e, secondo l’accusa, senza quel riguardo che avrebbe meritato un ottantenne cui era stato diagnosticato un deficit cognitivo: «Abbandonava Di Gangi, persona incapace, per malattia e per vecchiaia, di provvedere a se stessa, e della quale aveva la custodia temporanea. Fatto aggravato perché dall’abbandono derivava la morte della persona offesa», si legge nel capo di imputazione con cui Manotti chiede il giudizio per Tripodi.

In un primo momento il fascicolo era stato aperto contro ignoti e per omicidio colposo, ma le indagini non hanno permesso di stabilire con certezza qual è stato il convoglio che ha trascinato l’uomo lungo i binari. Intanto la famiglia Di Gangi – rappresentata dall’avvocato Cianferoni – si costituirà parte civile, contro Tripodi, Trenitalia e Rete ferroviaria italiana. «Diamo atto che la procura di Genova ha condotto un’indagine egregia», conclude il legale.