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A Canicattì due sorelle, una di 32 e l’altra di 27, casalinghe, si sono recate in Commissariato e hanno denunciato di ricevere da tempo minacce telefoniche, anche di morte, del tipo: “State attente che vengo, e vi vengo ad ammazzare. Vi sparo”. E poi anche offese e ingiurie, probabilmente sempre dallo stesso uomo, peraltro a conoscenza delle abitudini di vita delle sorelle e dei loro figli. La Procura di Agrigento, informata dalla Polizia, ha avviato un’inchiesta per molestie e minacce a mezzo telefono.

In attesa della convention di sabato della coalizione, proseguono gli incontri di Renato Schifani con le categorie produttive. Confronto con Confagricoltura.

Le forze politiche del centrodestra e il candidato presidente della Regione, Renato Schifani, sono prossimi alla convention della coalizione che si svolgerà sabato prossimo, 10 settembre, al Politeama a Palermo. Nel frattempo l’ex presidente del Senato prosegue gli incontri con le categorie produttive. E, dopo Confartigianato, si è confrontato con Confagricoltura Sicilia. Il presidente della confederazione, l’avvocato cinquantenne di Canicattì Rosario Marchese Ragona, ha presentato e consegnato un documento con tutti i punti programmatici relativi alla filiera agroalimentare, un settore che, come altri ambiti dell’economia, ha pagato lo scotto della crisi negli ultimi anni. La Sicilia ha perso il 35% delle aziende agricole nell’ultimo decennio, ridotte a 142mila secondo l’ultimo censimento effettuato dall’Istat fra gennaio e giugno 2021. E Renato Schifani ha affermato: “Sappiamo quanto il comparto agricolo sia tra gli assi portanti della nostra economia, dal ruolo fondamentale di approvvigionamento della filiera agroalimentare a quello di presidio e salvaguardia dell’ambiente e delle aree agricole. E’ un settore che come altri sta soffrendo per tante ragioni, a partire dal clima caldissimo, dalla siccità, dal rischio desertificazione, ma anche per una serie di problemi strutturali che ci trasciniamo da anni”. Poi, più nel dettaglio ha aggiunto: “Non è accettabile che i Consorzi di bonifica siano commissariati da anni. Ciò significa che non sono stati superati i problemi. E’ inammissibile la lentezza decisionale della macchina burocratica regionale. Dobbiamo risolvere l’immobilismo, e se non si supera il commissariamento dei Consorzi non risolviamo le questioni che stanno più a cuore agli agricoltori”. E Confagricoltura con Marchese Ragona ha rilanciato: “Oltre a viabilità, insularità e controllo delle merci in entrata, è necessario anche il riordino dei Consorzi di bonifica affinché possano tornare ad essere uno strumento capace di aiutare l’agricoltura a competere sui mercati internazionali, e soprattutto possano coinvolgere direttamente nella gestione gli agricoltori. Chiediamo al nuovo governo regionale che si dia corso ad una incisiva attività politica. Ciò per riportare il settore agricolo al ruolo che gli compete”. Ed in conclusione, più in generale, Renato Schifani ha puntato ancora il dito contro gli inceppi della burocrazia e ha ribadito: “Dobbiamo guardare con attenzione alle istanze del mondo imprenditoriale. Se la pubblica amministrazione non è in grado di adempiere ai propri impegni rispetto ai crediti legittimi vantati dalle imprese, allora si rompe un patto di fiducia. Non possiamo permettere che si tradiscano le aziende tanto più in questa fase post pandemica e di caro-bollette, e su questo fronte se eletto sarò intransigente. Non possiamo più attendere i tempi della burocrazia. Dobbiamo, inoltre, far sì che le aziende per lavorare serenamente abbiano anche gli stessi costi industriali che ci sono nel Nord del Paese”.

Lo Stato pagherà un milione e mezzo di euro agli eredi del defunto carrozziere palermitano Giuseppe Orofino, vittima delle false dichiarazioni del pentito Scarantino sulla strage Borsellino.

Il carrozziere palermitano Giuseppe Orofino fu arrestato nel 1993, a 49 anni di età, da incensurato, vittima delle false dichiarazioni del pentito Vincenzo Scarantino, la punta del compasso del depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio contro il giudice Borsellino, armeggiato da mani ancora ignote nonostante siano trascorsi 30 anni. Il 26 gennaio del 1996 la Corte d’Assise di Caltanissetta, presieduta dal poi procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, ha condannato Orofino all’ergastolo. Poi in Appello gli sono stati inflitti 9 anni di carcere per favoreggiamento. Poi Orofino nel 2017 è stato del tutto assolto al processo di revisione, frutto delle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, che ha smentito Scarantino e svelato il depistaggio. Adesso lo Stato, ovvero il ministero dell’Economia e delle Finanze, pagherà agli eredi di Giuseppe Orofino 1 milione e 404mila euro come risarcimento per ingiusta detenzione con l’accusa di strage. Così ha sentenziato la Corte d’Appello di Catania. Quando nel ‘96 il giudice nel leggere la sentenza pronunciò la parola “ergastolo”, lui, Orofino, scoppiò a piangere, urlando di disperazione, sbattendo la testa nel vetro della “gabbia” di imputato, proclamandosi innocente. Secondo le bugie, Giuseppe Orofino avrebbe fornito una targa pulita per la Fiat 126 rubata e poi esplosa in via D’Amelio. E nella sua officina avrebbe anche custodito l’automobile. Il legale della famiglia Orofino, l’avvocato Giuseppe Scozzola, commenta: “E’ assurdo che lo Stato non si rivalga nei confronti dei magistrati che hanno, seppure involontariamente, causato questo grande danno al mio assistito. E’ stato accusato ingiustamente da Scarantino di avere partecipato alla strage di Via D’Amelio, quando il collaboratore Cancemi aveva detto più volte che non lo conosceva e che Scarantino non era un uomo d’onore. E così bollarono Scarantino anche Santino Di Matteo e Gioacchino La Barbera. Ricordo le dichiarazioni di Cancemi che durante un confronto con Scarantino gli disse: “Non parli come un mafioso, chi ti ha suggerito di dire queste cose?”. Vincenzo Scarantino è stato gestito dal gruppo investigativo “Falcone e Borsellino” diretto da Arnaldo La Barbera, il capo della Squadra Mobile di Palermo e collaboratore dei servizi segreti del Sisde morto nel 2002. Al processo sul depistaggio sono stati giudicati per calunnia aggravata dall’avere favorito la mafia e assolti tre poliziotti componenti del gruppo di La Barbera. Il Tribunale di Caltanissetta ha assolto Michele Ribaudo e ha dichiarato prescritto il reato contestato a Mario Bo e a Fabrizio Mattei, non riconoscendo l’aggravante dell’avere assecondato gli interessi della mafia.

La Toscana è bella tutto l’anno, cambiano le luci e l’atmosfera stagione dopo stagione, ma ci sono dei posti che sono visitabili e godibili tutto l’anno.

Partiamo dalla meravigliosa Firenze, della quale non ci si stanca mai.
Eppure ci sono dei luoghi che comunemente non si visitano perché si dà la precedenza all’arte, e quindi il Duomo, la Galleria degli Uffizi, il Giardino di Boboli, Piazzale Michelangelo, Ponte Vecchio.

A Firenze però c’è un luogo facilmente raggiungibile a piedi, nella zona Oltrarno, che sembra nascosto agli occhi dei turisti, ma che merita attenzione perché è davvero magico: Il giardino delle rose. È aperto sino al tramonto ed è possibile vedere in tutte le stagioni (non solo in maggio) roseti meravigliosi, incastonati in un labirinto che si dipana su tutta la collina. Si può arrivare salendo la scalinata che porta fino alla Chiesa di San Salvatore al Monte e prima di entrare ci si affaccia ad una terrazza che mostra una vista di Firenze pazzesca.
Durante la salita si possono ammirare Le Rampe del Poggi, che sono delle meravigliose fontane con cascate e giochi d’acqua, recentemente restaurate.
All’interno del giardino si trovano anche le statue del Folon e l’angolo giapponese.
Un pomeriggio all’interno di quel giardino, dopo essersi affacciati alla balconata che mostra Firenze tutta, è un’ottima alternativa al giardino di Boboli, più noto e sicuramente già visto.

Ma sono sicura che appena arrivati a Firenze, quando la si raggiunge in treno, ci si domanda subito dove poter fare “uno spuntino”.
Subito fuori dalla stazione di Santa Maria Novella, appena superata la linea del tram, praticamente di fronte, c’è un localino piccolo che prepara dei deliziosi panini con la porchetta, cucinata da loro; ed anche il pane lo sfornano in loco. Ha tutte le bibite possibili comprese delle birre artigianali. Il posto si chiama Antica Porchetteria Granieri 1916″ una tradizione di famiglia arrivata fino all’anno 2022, con eccellenza.

Ma a Firenze tra mille locali che fanno panini (diversi da quello con la porchetta) spicca uno che nasce come vineria del Chianti e che è arrivata anch’essa fino ai giorni nostri, inaugurata nel 1958 e che si chiama “I fratellini” e si trova in Via dei Cimatori, praticamente al centro di Firenze. Con 4 euro e 50, puoi scegliere tra decine di farciture per il panino; il mio preferito è con salame di cinghiale e pomodori secchi. Il tutto può essere accompagnato da un ottimo calice di Chianti.

Insomma se amate lo “street food” non potete non provare questo posto, a patto che siate pazienti, perché c’è sempre gente, tanta gente, ma loro sono abbastanza celeri.

È risaputo che a Firenze (come in quasi tutta la Toscana) non sappiano fare il caffè.
Vero, ma io non mi sono arresa e ho trovato un posto dove il caffè è straordinariamente buono, è 100% arabica, e lo torrefanno direttamente sul posto. Si trova in una delle vie più suggestive di Firenze, lungo la quale potete togliervi anche tanti altri sfizi culinari, come il panino con il lampredotto, se vi piace. La via è Via dei Neri e la caffetteria “Ditta Artigianale Torrefazione Firenze”, per molti la miglior caffetteria d’Italia.
Io non so se sia la migliore d’Italia ma so per certo che è la migliore di Firenze e di tutto il centro nord.

E la pizza?
Ho girato spesso per la città senza mai trovare una pizzeria “come dio comanda”.
Ed invece c’è una pizzeria napoletana stratosferica a Firenze e si chiama “Giotto” premiata anche dalla rivista “Gambero rosso”.
Prezzi contenuti e una pizza squisita. Materie prime di ottima qualità in un locale tres chic. Celeri, gentili, al centro città, vicino a Santa Maria Novella. Top, se vi va una pizza buonissima.

E se vi va uno sfizio, se siete stufi della fiorentina, vi do una dritta pazzesca.
A Firenze, da circa un anno, c’è una strepitosa risotteria, laRisotteria Melotti”, in via dei Servi, dove preparano risotti e pietanze a base di riso. Dietro vi è una storia molto interessante. Nella famiglia Melotti sono risicoltori da 40 anni, sono veronesi, esperti in riso carnaroli e vialone nano. Giuseppe Melotti, assieme alla moglie Rosetta ed ai figli Luca, Gianmaria e Francescasegue direttamente la coltivazione, la lavorazione e la vendita del proprio riso.  Ho degustato un ottimo risotto all’amarone, accompagnato da un calice di Valpolicella ripasso superiore, ho assaggiato una sbrisolona al riso con crema allo zabaione e bevuto un liquore al riso. Una sciccheria.

Se avete qualche giorno in più e se avete una macchina, a pochi km da Firenze, precisamente a Campi Bisenzio c’è la Asmana Wellness, un centro benessere incantevole (l’unico luogo di cui non posso mostrarvi foto perché non è consentito introdurre telefoni). Mai vista una spa così ben organizzata (e così grande e confortevole). La cosa che stupisce sono i prezzi di accesso. Con 25 euro puoi stare tre ore, che sono sufficienti per vivere a pieno il centro benessere. Piscine con acqua termale interne ed esterne con idromassaggio, 3 saune, tempio per la meditazione, hammam, lettini ad acqua, e all’interno è possibile pranzare, bere un cocktail a bordo piscina. Insomma … una piccola oasi di piacere fuori mano, ma non troppo.

Volendo si può soggiornare in un piccolo borgo medievale murato, posto in cima a un colle del Montalbano. Il borgo si chiama Artimino, con un panorama stupendo, il museo archeologico, tutto immerso nella natura, dove ho mangiato un gelato artigianale fatto senza nessun tipo di conservante o additivo. La gelateria si chiama “La torre” e prende il nome della torre sotto la quale si trova il piccolo locale che propone più di venti gusti di gelato. Ne ho assaggiati una decina, tutti gustosi e di ottima qualità.
Nel piccolo borgo anche tanti localini dove propongono taglieri di salumi locali, focaccia farcita, e tanto tanto buon vino.
C’è anche un circolo che si affaccia su una pineta e si chiama “Da Mario”. Rustico con pietanze sfiziose.

E se proprio avete un giorno in più e non ci siete mai stati, una capatina a Torre del Lago Puccini va fatta.
È un posto che non si dimentica.
Io ci sono stata diverse volte, e sono rimasta così tanto incantata che ho inserito la location anche nel mio libro.
Silenzio, il lago, la storia, in occasione del festival pucciniano di riempie di arte.
Si può fare il giro in battello sul lago (solo contanti e costa 6 euro), un ottimo ristorante di pesce che si chiama “Lo chalet” e un baretto “Butterfly” dove fanno un ottimo spritz, fin troppo abbondante (dubito riuscirete a berlo tutto). Se amate la calma, il rumore del vento tra le foglie, se volete un posto dove riposare, questo luogo magico fa per voi. Si raggiunge facilmente in treno, da Santa Maria Novella.

Beh, per questa volta è tutto.
Poi magari scrivetemi e fatemi sapere se conoscevate questi posti e se no, se vi ho convinti.

Alla prossima!

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A Caltagirone i Carabinieri hanno arrestato due africani, un 30enne ed un 20enne originari del Ghana e della Sierra Leone, indagati di sequestro di persona, lesioni aggravate, minacce e tentata violenza sessuale. Avrebbero sequestrato un 17enne algerino a Caltagirone, accusandolo di avergli rubato alcuni documenti. E affinchè lui li restituisse, lo avrebbero picchiato con un tubo di gomma, ferito con un coltello da cucina, sottoposto a sevizie e minacciato di abusi sessuali. L’algerino è riuscito a fuggire. A telefonare al 112 sono stati alcuni amici dell’algerino che si sono accorti della sua assenza nel centro d’accoglienza che li ospita. I due arrestati avrebbero segregato la vittima nella loro abitazione del centro storico di Caltagirone e, dopo aver assunto alcol e droga, l’avrebbero sottoposta a sevizie. Tubo di gomma e coltello sono stati sequestrati.

Sono 1,595 i nuovi casi di Covid19 registrati nelle ultime 24 ore in Sicilia a fronte di 13.733 tamponi processati.

Ieri erano 444.

Il tasso di positività è al 11,6% in aumento rispetto al 7,7% di ieri.

 La Sicilia è al sesto posto per contagi. Gli attuali positivi sono 70.145 con un aumento di 1.595 casi. Non ci sono guariti né vittime, il totale dei decessi resta a 12.126.
Sul fronte ospedaliero i ricoverati sono 342, 37 in meno rispetto al giorno precedente, in terapia intensiva sono 27, due in più rispetto al giorno prima.
A livello provinciale si registrano a

Palermo 316 casi,

Catania 319,

Messina 280,

Siracusa 176,

Trapani 111,

Ragusa 109,

Caltanissetta 100,

Agrigento 122,

Enna 62.

Il tribunale del riesame ha annullato il provvedimento di sequestro dei beni all’ex leader di Confindustria Sicilia Antonello Montante, ritenendolo infondato e ordinando la restituzione di tutti gli immobili.

La Corte d’Appello di Caltanissetta presieduta da Andreina Occhipinti, dopo la condanna di secondo grado, accogliendo la richiesta del Comune di Caltanissetta, costituitosi parte civile, aveva disposto il sequestro della villa di Serradifalco di Antonello Montante, e di altri beni immobili.

Al provvedimento si erano opposti i legali di Montante, gli avvocati Giuseppe Panepinto e Carlo Taormina. Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso della difesa dell’ex leader di Confindustria disponendo la restituzione dei beni. L’ex leader di Confindustria Sicilia, lo scorso 8 luglio è stato condannato in secondo grado a 8 anni di reclusione – 6 anni in meno rispetto alla condanna di primo grado – per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo al sistema informatico nell’ambito dellì’inchiesta sul cosiddetto “sistema Montante”

Secondo l’ultimo bollettino valido fino alle ore 18 di oggi, sono 1595 i nuovi casi di covid in Sicilia, a fronte di 13.733 tamponi analizzati. Il tasso di positività è all’ 11,6%. La regione è al sesto posto in Italia per nuovi contagi giornalieri. Gli attuali positivi sono 70.145, con un aumento di 1.595 casi. Non vi sono guariti né vittime. Negli ospedali i ricoverati ordinari sono 342, 37 in meno, e quelli in terapia intensiva sono 27, 2 in più. Ecco la distribuzione dei nuovi contagiati tra le province: Palermo 316 casi, Catania 319, Messina 280, Siracusa 176, Trapani 111, Ragusa 109, Caltanissetta 100, Agrigento 122, Enna 62.

E’ stata aperta una seconda finestra per richiedere il contributo della Regione Siciliana, sotto forma di credito d’imposta, previsto per i beneficiari della misura “Resto al Sud”. Dal prossimo 15 settembre fino al 30 sarà possibile presentare istanza direttamente sulla piattaforma online https://restoalsud.regione.sicilia.it/index.html (a cui si accede tramite Spid). I fondi disponibili residuati per il 2022 ammontano a 1 milione e 972mila euro. Si tratta della misura prevista dall’articolo 17 della legge di stabilità regionale 2020-22 con cui la Regione Siciliana ha potenziato la misura statale “Resto al Sud” che incentiva le start-up e l’insediamento di nuove imprese, con la finalità di contrastare l’emigrazione di giovani professionalità. La norma regionale offre a chi ha scelto di avviare le proprie attività imprenditoriali in Sicilia un’ulteriore agevolazione a sostegno dello sviluppo della nuova impresa.

Le oltre duemila presenze per la prima edizione della Sagra dei grani antichi e di Tarantè al Villaggio Mosè, hanno confermato che le scelte effettuate nello stilare il programma estivo della città dei templi, sono state azzeccate. L’assessore comunale, Costantino Ciulla di Fratelli d’Italia, si ritiene soddisfatto delle numerose presenze alla manifestazione del Villaggio Mosè che ha abbinato dell’ottima musica folklorica alle prelibatezze della nostra terra. La farina di grani antichi scelta per realizzare le pizze e le focacce, la “Licatesa”, ha dimostrato, continua Ciulla, l’ottima scelta degli organizzatori: “Voglio ringraziare il consigliere comunale di Fdi, Gerlando Piparo, che tanto si è prodigato per la buona riuscita dell’evento”.